VISIONI

VISIONI . POEMETTO DELLA SOLITUDINE Nel deserto dei vinti ove c'è la musa bianca : ho cominciato a capire cosa fosse la bellezza della vita ; ho visto un sorriso accendersi di conseguenza al mio,‭ ‬ho visto occhi brillare sotto un mio sguardo e mani tremare al mio tocco. ‭‬Ho capito quanto bella fosse la vita quando ho stretto a me la tua pace ; a me i valori del volere amare ancora.‭.. ‬nel buio ho trovato la mia strada la mia luce, l'energia inesauribile per lottare ancora . Ma siamo Noi i bugiardi‭ ‬,noi gli inquieti‭ ‬, noi superbi‭ ‬,noi gli amanti‭ ‬? Avevamo sfoggiato il meglio!‭ ‬Ridicoli commedianti ci affamavamo di sola apparenza,‭ ‬ ingordi gozzovigliavamo,‭ ‬come lupi consumavamo il pasto del piacere ; come falchi ci avvinghiavamo e ci avventavamo sulla nostra stessa preda‭ ‬. Ed era la stessa voglia a renderci schiavi e credevamo d’essere felici.‭ ‬Ci amavamo e sognavamo.‭ ‬Ci amavamo e piangevamo.‭ ‬Ci amavamo e morivamo;‭ ‬entrambi.‭ ‬Come il primo giorno.‭ ‬Come l'ultimo.‭ ‬Quant'è facile parlare? Ci sono cose,‭ ‬sensazioni,‭ ‬ che il mondo non capirà mai,‭ ‬(forse tu che mi leggi) che devi tenere per te,‭ che devi risolvere da solo‭ ‬anche quando fuori piove. ‭ ‬Oggi mi sono seduto sulla riva del mare,‭ ‬i miei occhi sono chiusi e immagino l'amore‭ ‬,‭ ‬immagino un'onda piena di innamorati,‭ ‬con tanti amanti che si baciano e sorridono ; ma nessun vento arriva alla a riva‭ ‬a darmi una parola ... Tu vita tu che sai il senso io sono nullità senza il nulla conducimi dunque ancora,‭ ‬nel suo respiro‭ ‬. Vorrei essere il buio della notte, per assorbire luce,‭ ‬purezza e bellezza dalle stelle.‭ ‬Vorrei essere la luce chiara della luna per avvolgere e confortare l'anima di chi ha paure,‭ in ‬afflizioni il proprio dolore in silenzio e in solitudine muore‭ ‬. Vorrei essere l'amore,‭ ‬per sfiorare e aprire il cuore ai tanti: a coloro che vivono prigionieri del gelo interiore e della rassegnazione‭; avere la forza e il coraggio sufficiente per combattere e sconfiggere il mio‭ "‬piccolo inferno‭" ‬quotidiano‭!‬ SI ,Ti abitui perché pensi che sia meglio della solitudine! ‬Ci si abitua.‭ ‬Ma abituarsi non è amare‭ ‬.Ho imparato a camminare con l'anima, solo con l'anima, altrimenti non avrei potuto vivere in questo mondo fatto di materia, ho pagato il prezzo all'amore,‭ ‬ che perdonare capire,‭ ‬ascoltare,‭ ‬mi ha reso forte,‭ ‬ anche se fragile nel mio essere, ho imparato, per vedere quel che gli occhi non vedono,‭ ‬per non morire‭ ‬,in questo mondo fatto di un‭ "‬io‭" ‬e mai di un noi.‭ Giovanni Maffeo - Poetanarratore‭ ‬.

lunedì 17 giugno 2024

 

IL FRATELLO DEL NORD - NARRAZIONE -

A cura di Giovanni Maffeo .


INTRODUZIONE -

Dedico questa mia narrazione a un mio caro amico ( Francesco Maffeis )


Come non ricordare lo stupore , talvolta mistico se vogliamo ,ironico nel presentare il nostro capolavoro , ricercato e elaborato da anni ,un tomo di oltre cinquecento pagine ove io e il cugino genealogico Francesco Maffeis sulla ricerca storica genealogica del nostro antico casata MAFFEO - NOBILI MAFFEI - MAFFEIS - Avevamo lavorato alla ricerca da anni , a partire dagli anni settanta con entusiasmo e tanta grinta del fare ,eravamo giovani pieni di energia ,ogni meta lontana diveniva una passeggiata -


Non so , a volte mi chiedo ancora oggi, chi ci guidava nel ricercare una genealogia d'altri tempi così lontana e antica ,forse qualcuno o qualcosa era in noi per portare avanti la gloria antica dei nostri avi . Oggi scrivo questo racconto per farne omaggio al mio amico Francesco ,per dirle - ciao Francesco - ce l'abbiamo fatta - per dirle che è un grande uomo e con orgoglio nomino il suo nome -


Dunque una attribuzione per lo più ricondotta a motivazioni di sentimento ove suscitava curiosità ,ma allo stesso tempo interesse culturali ,dovute alla stessa storia - volare dunque col pensiero verso mete ignote ove solo il sentimento sentiva la ragione -


Qui ,in questo racconto voglio significare l'importanza della genealogia per dimostrare la fratellanza non solo affettiva , ma quella della stessa discendenza ,quella che unisce nord , sud , unisce le anime di tutto il mondo -


Giovanni Maffeo - in arte poeta - scrittore - Genealogista per passione -




«Tous les êtres humains naissent libres et égaux en dignité et en droits. Ils sont doués de raison et de conscience et doivent agir les uns envers les autres dans un esprit de fraternité »


«Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali per dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni nei confronti degli altri in uno spirito di fraternità.»



La fraternità (dal latino fraternitas), o fratellanza, è un sentimento di amicizia, affetto, solidarietà e comunanza di ideali e aspirazioni tra classi sociali dei popoli .


La fraternità dunque è quella che si manifesta soprattutto tra coloro che non sono fratelli e che pure si sentono come se lo fossero, legati da questo sentimento che esprimono con azioni generose di aiuto disinteressato e di una concreta solidarietà che presuppone la parità tra individui che si considerano sullo stesso piano. La fraternità cioè, non è quella tipica del paternalismo caratteristico di chi si considera in posizione sociale superiore e privilegiata e che si rivolge benevolmente a chi è in condizioni umilianti di inferiorità -


Dunque : in quelle religioni dove i credenti si considerano figli di Dio, e quindi fratelli tra loro, l'amore fraterno si traduce in associazioni come le confraternite formate soprattutto da laici che s'impegnano in opere di carità e soccorso, nella sepoltura dei morti, nella beneficenza per i poveri e gli emarginati. Queste associazioni si svilupparono nel cattolicesimo dopo il Concilio di Trento ma già da prima in ogni congregazione religiosa i membri si consideravano tra loro fratelli denominati con l'appellativo di "frati" (dal latino frater, fratris, in italiano "fratello")


Ma io vado oltre ! Vado molto lontano nel tempo e voglio raccontarvi la mia storia ,quella della mia genealogia ove i vari percorsi si sono formati già nei tempi fanciulli -

e mi presento per dirvi chi sono , chi ero , chi sarò domani : dunque vi chiedo attenzione e volontà di leggermi -

NOI I FIGLI DELLA VITA‭ ‬.


Trovo in questo immenso la mia dimensione‭ ;

trovo la passione che sorge dall'anima‭ ‬,

il coraggio‭ ‬,‭ ‬la forza di lottare‭ ‬,amare‭ 

trovo la poesia che fa girare la testa all'amore‭ 

il caldo fiato sulle tua labbra scivola‭ ‬.


OH‭  ‬quale passione dà memoria alle valorose gesta‭ !

Scrivo per te le più belle frasi del sogno infinito‭ ‬:

quello che fa tremare il cuore risuscita ombre nascoste‭ 

nell'io la vittoria‭  ‬di una bellezza senza fine‭  ;

lì tu,‭ ‬incoroni il sole apri gli occhi alla gelosa ametista.‭  


Si‭ ‬,‭ ‬dico a voi esseri di questa terra‭ ;

voi la forza‭ ‬,‭ ‬i cavalli pazzi tra i corvi neri‭  ;

in un protagonismo unico tra i gigli rossi:‭ 

incontrate l'amicizia la conoscenza‭ ‬,‭ 

conoscete gli audaci nel burrone dell'ignoto.


Ed è preghiera,‭ ‬il ghigno dei poveri si fa sentire‭ ‬:

si chiede aiuto all'innocenza‭ !

Al figlio dell'uomo che morì sulla croce‭ 

dette voce al canto‭ ‬,alla bontà della fede‭;

ove nulla e nessuno ci viene a salvare‭ ‬.


NOI‭ ‬,I FIGLI DELLA VITA‭ !

fratelli di un mondo introverso‭ ‬...

combattiamo all'ultimo sangue per la gloria‭ ‬,

ove tu per me fosti stupore la mia idolatria

i giorni gai nella casa del tormento‭ ‬.



NOI IL MISTERO‭ !

L'enigma sferico che inonda l'oceano‭ ;

solco di cielo dove si posa il grembo del mare‭ 

lì‭ ‬,‭ ‬ogni seme dà vita alla storia‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

LA MIA BIOGRAFIA .


Giovanni Maffeo . in arte - Poetanarratore .


Nasco in un paese dell'entroterra Irpina , Salza Irpina -in provincia . di Avellino ,TRA COLLI E MARE ,comincia la mia dedizione per la poesia .Da fanciullo ero attratto dall'immagine della madonna . La madonna detta , delle grazie .Patrona del mio paese di nascita .Nel tragitto tra la casa di campagna e il mio paese su una strada sdrucciola percorrevo l'andata e il ritorno , a metà del percorso trovavo la chiesetta della madonna incoronata e da buon cattolico gli declamavo le preghiere .


Nel tempo ,all'età della ragione ,colsi il pensiero della mia madonna : credo che nel tempo fu lei a darmi dedizione per la poesia .

E dunque ,la mia poesia nasce a tarda età , all'età di 45 anni .Questa passione mi fu ispirata da un mio studio di genealogia sulla mia antica famiglia Maffeo nobili Maffei che durò un decennio ,poi seguii con la lirica.


Dunque con sacrificio e tanta volontà sfidai la letteratura ove oggi mi posso permettere di scrivere racconti e romanzi .

Le mie pubblicazioni per la maggior parte sono pubblicate su siti letterari ,su molti blog ,su i social e altri loghi .


L’incontro con la poesia ebbe inizio nel lontano 1990 tra le espirazioni dovute ai miei avi ,nel intenso fluire di un quotidiano ,fatto di lavoro e studio genealogico . Si possono analizzare le forme con cui mi dilettai nelle varie scritture poetiche ,poi anche narrativa . Eternarne da ciò che ci circonda ,da ispirazioni amorose e fatti sociali e altro .si pone dunque la tecnologia come prima fase di conoscenza a rimedio di molte evenienze e comunicativa , ma la poesia rimane chiusa e assistiamo all’affievolirsi dell’immaginazione poetica ove sempre più i sentimenti fuggono dalla sensibilità ,all’emozione .,a causa della sostanza ,della significanza pura ,del punto di riferimento artistico ,poetico ,umano . Codice insostituibile dello stesso esistere che è la parola .Essa dunque racchiude significati ,esprime energia evocativa ,di immagini , sensazioni emozioni , elementi essenziali per la composizione poetica .Provoca risonanze ,echi che infatuano , coscienti e incoscienti collegando l’invisibile al visibile ,alla fantasia dell’ineffabile l’udibile silenzioso .


Pur avere pubblicato su diverse antologie , pubblico solo ed esclusivamente nell'area di internet .

La mia posizione dunque è e resta come autodidatta ove l'impegno e l'audacia è tutta farina del mio sacco. Oggi anni 2018 ,sono soddisfatto del traguardo raggiunto ,del mio grande poema -LA SCALA NATURALE DELLA MIA VITA - Le tantissime poesie , i tanti romanzi e racconti ,tutto all'attenzione del lettore ,della gratuita lettura che trovate su internet.


Giovanni Maffeo - Poetanarratore .


PS. Mi reputo un poeta folle ,chiamato da molti anche come il poeta dell'amore .


IL FRATELLO DEL NORD .


Comincio col dirvi che questa storia ebbe inizio molti anni fa ,anni in cui ero piccino ,dunque da molto lontano ; negli anni sessanta all'età di undici anni -


UNA MIA POESIA -


ERANO GLI ANNI SESSANTA .


Era il tempo ,l'ora dell'amore

il ballo del mattone , la lacrima sul viso ,

era la festa del corteggio il ballo lento

si ripudiava la guerra nascondendo la vergogna .


Eravamo belli , gagliardi gli anni del sole giallo !

Eravamo discordanti camuffati dagli eventi ,

usavamo l'avventura come arma di difesa …

la sostanza era la sorpresa l'eleganza e la presenza .


Scossi dal troppo pathos ci ubriacavamo di parole

promesse e scommesse scambiate per proposte ...

Affamati di sesso per avere ricevuto l'imbarazzo

ove l'amore era lo scopo per raggiungere il determinato fine .


Erano gli anni sessanta !

I tempi della mia giovinezza ...

nei cannoni si mettevano i fiori

nel mentre gli scopi andavano avanti .


La corruzione ,la banda armata le stragi

il tutto veniva condito con tanti scopi ...

ad oggi nulla cambia ; cadono le bombe come prima ,

si accoltellano sulle strade fanno a botte per noia .


Erano belle le melodie si usava l'avans per passione

si cantava sull'aia a spogliare grano ,

sotto la luna sulla spiaggia a far l'amore ...

con parsimonia era d'obbligo il bacia mano l'invito a cena .


Ma poi i tempi cambiano , si muta l'essere

si ritorna ai primordiali secoli ove con la musica si agita ,

saltella come una scimmia col suo corpo si dimena ...

dà spettacolo nella sala dei Rango Tango .


Giovanni Maffeo - Poetanarratore .



Un tempo di molti anni fa in un paesino del meridione d’Italia c'era un giovanotto . Nel sentirlo parlare era tenero , molto vivace con la sua ammirazione da ragazzino sognava un giorno di leggere i grandi poemi e si distingueva per la sua scaltrezza è astuzia , insomma lui si riteneva umile , e lo era , proveniva da gente nobile ,ma i suoi erano contadini . Era intuitivo riusciva a cogliere il pensiero di altri ,ne apparecchiava bene il lessico per dare convincimento del suo volere, del suo valore , con sue parole rispecchiava il suo essere ,dando una immagine a volte elogiativa, a volte esclamativa , secondo la sua impressione che aveva del soggetto. Molte le persone che ne rimanevano incantate a questo modo di essere e lo acclamavano e ne avevano pieno rispetto, Nel paese era ben voluto da tutti , lo chiamavano il ricciolo dai tanti capelli rossi ” talmente era delicato nell’esporre il suo concetto ,e giudizi verso persone a volte a lui sconosciute .


Nella sua infanzia non ebbe nulla ,ne libri, né fogli dove poter scrivere ,si arrangiava alla meglio con i fogli dei quaderni della scuola ,ma la sera per lui era l'inferno ,non gli piaceva la matematica e suo padre spesso gli mollava qualche ceffone e lui per alleviare a quella tortura pensò bene di metterci rimedio e chiese a un suo amico , compagno di scuola se gli facesse copiare almeno i compiti di matematica ,in Italiano era bravino ma anche lì gli accenti lo tradivano ,la poesia era nell'aria già allora , ma ignorava quello che poi in tarda età potesse diventare .


Un bel giorno si presentarono a lui degli amici e conoscenti, gli proposero un incontro per fare la festa del patrono del suo paese ( La Madonna immacolata concezione )per stare bene insieme ,lui fu il primo ad aderire e si mobilitò organizzandosi visto che l’incontro era aperto a tutti i giovani del paese .Viveva in un casale lontano dal suo paese , ma per lui non cerano problemi , lui correva sempre giù e su per la strada sdrucitole ove c'era la chiesetta della sua madonna , aveva avuto una infanzia povera e i suoi genitori erano contadini, lavoravano di notte la terra al chiaro della luna per non sudare sotto il sole di giorno .Gentile , conosceva l’umiltà ,è la sua sensibilità traboccava da ogni suo modo di agire prevalendo su gli altri dando una immagine di sicurezza .


Fu una bella festa quell'anno e tra abbracci baci e strette di mano e di promesse, forse era l'ultima perché un anno dopo emigrò con i suoi in terra Bergamasca, ma pochi di questi si ricordarono di lui facendo presente di quell’incontro memorabile.

In quel paese di poche anime si diffuse la sua bontà d'animo ,e di nuovo tutti lo ascoltarono con attenzione a ciò che lui diceva , non c'era dubbio era un ottimo oratore , si seppe fare voler bene ed ebbe soddisfazioni tra i tanti ciabattini ove nel tempo libero suo padre gli imponeva di restare per non farlo distrarlo con altri e con la sua testardaggine e tanta sensibilità si perse nella strada del suo stesso viale . Li in quel paesino sperduto nell’entroterra Irpina conobbe persone ,molte altre che già conosceva , insomma era molto conosciuto, una di queste lo invitò più volte a casa sua dandogli amicizia è simpatia stimandosi reciprocamente .Passò tempo e divenne grande e incontrò la letteratura, quella che già da fanciullo desiderava praticare e mai l'aveva potuta esprimere .


Quello fu il tempo dei fanatici : non vollero capirlo ,lui fresco di poesia voleva a tutti i costi essere capace a scrivere a sentire in se il canto dei poeti e non le ingiurie di quelli che lo disprezzavano .

Ci fu una persona che credette sempre in lui dialogandoci spesso scontrandosi per i vari concetti giocando con le parole , ma sempre rispettandosi , e rispettandolo a volte acclamandolo come una persona di saggia di intenzione . Ora a pensarci bene ne valeva la pena? mettere persone in contrasto tra di loro ? Solo per il semplice fatto di “ prevalere" ma si che prevalga ! Da non mettere disaccordi tra persone che si vogliono bene, che si rispettano , che hanno voglia di fare amicizia , senza gelosie ,è concetti malvagi e diffamanti .


Questa tratto di vita fanciulla mi ha fatto ricordare e capire molte cose ,forse un giorno devo ringraziare questi fanatici questo loro modo di fare ,ma chissà ormai è passato molto tempo , non so più dove sono finiti , andati e neanche se sono ancora vivi. Mi piacerebbe incontrarli per parlargli a quattrocchi è chiedergli “perché” ,

Si , quel ragazzo ero io ,poi nell'età matura Poeta - scrittore - Genealogista per passione

Ma i i tempi della giovinezza sono molti !

Noi alle parole badiamo troppo più che al silenzio dei fanciulli. Ma le cose più importanti, e nel bene e nel male, essi le tacciono, per timidità, per delicatezza o per non trovare le parole da esprimerle acconciamene. Tristo l'educatore e il governante che non sa interpretare i silenzi. Saper tacere, nei giovani, insegna parlare; purché il silenzio sia da sentimento del dovere, non da ostinazione d'animo o da tardità volontaria di mente. Bambino che risponda , quando sa, è sulla via del mentire. Dunque passo alla giovinezza ,quella vissuta a militare ,nel corpo degli alpini ,aggregato al corpo alpini Orobica del comando di Merano in provincia di Bolzano


Cominciò all'alba l'avventura la mia giovinezza sostava sotto una grande quercia ove già allora chiedevo ai miei parenti dei miei antenati .Era il mese di febbraio dell'anno 1970 ,un freddo mi rodeva la pelle e tremavo come una foglia ,ero in pensiero per ciò che mi aspettavo .Partivo per fare il militare col treno da Bergamo per arrivare poi a Cuneo ,alla caserma di San Rocco ,paesino limitrofo .Carico di buona volontà ma con tanta paura presi il mio borsone che mia madre mi aveva riempito di vari indumenti .Io le ribadii più volte che non serviva tanta roba da indossare ,ma che solo l'intimo poteva essere utile perché in caserma mi davano le divise e tutto l'arredo ,quindi era inutile che mi caricasse di tanta roba .Comunque la lasciai fare e mi aggiunse del cibo per il viaggio come se dovessi andare chissà dove ,erano solo quattro ore di treno compresi i vari sali e scendi delle diverse stazioni con cui dovevo cambiare treno .Mi mise in una borsa dei panini e del salame ,dato che c'era poteva mettermi anche una bottiglia di vino .Quella non la mise perché sapeva che lo bevevo volentieri ,e volentieri poi davo di allegria .Comunque partii da Bergamo verso le otto di mattina per Milano ,prima tappa .Era la terza volta che vedevo la stazione centrale di Milano ,la prima quando con la mia famiglia emigrammo a Bergamo ,la seconda , quando andai da solo un anno prima e oramai ero esperto ,mi sentivo un uomo e tutto mi appariva fantastico, io pieno di energia sfavillavo ,udivo musica dappertutto, come se vivessi una storia fantastica .


Già allora era in me la poesia però si nascondeva nei meandri delle nuvole ,nella luce del sole ,tra le fresche frasche e non usciva .Già allora la genealogia prendeva piede per poi nel tempo approfondire la storia del mio casato MAFFEO - Arrivato a Milano scesi dal treno e mi informai per prendere l'altro per Cuneo .Scartai il panino che mia madre mi aveva preparato e me lo divorai ,altezzoso e fiero me la tiravo come se fossi un divo ,nulla e nessuno mi faceva paura ,avevo in mano il mondo intero ,che meraviglia , a volte ci penso ancora . Arrivai a San Rocco, Cuneo e avvolto da una giaccone e al collo una sciarpa mi incamminai verso la caserma per l'addestramento ,chiamato Car ,luogo di istruzione e preparazione ad usare comportamenti militari e a usare le armi .I primi giorni l'entusiasmo attenuava la mancanza di casa e spesso pensavo alla mia prima giovinezza ,quella dell'infanzia passata al mio paese nativo di Salza Irpina in provincia di Avellino .Quel stesso dell'arrivo ci dettero il vestiario ,ci assegnarono la branda e feci subito amicizia con altri ,tutti euforici e scherzosi al tal punto che le risate coprivano la grande camerata .Il giorno seguente il tenente ci raggruppo e cominciarono da subito le marce – un due ,un due , un due passo , era la tenuta al passo ove bisognava marciare tutti allo stesso modo ,nell'oblio di quel tempo memorabile .Correva il tempo della musica rock ,di Whiter Shade of Pale , Dei Beatles e i Rolling Stones ,di Adamo e la sua – Notte – di Celentano e i suoi ventiquattromila-baci ,di Lucio Battisti e la sua Acqua azzurra , acqua chiara , di De André e la sua Marinella , di tanti altri che a quei tempi riempivano i miei anni .Dei figli dei fiori e la loro rivoluzione sociale ,di un immenso musicale che fioriva la mia primavera .

Volarono quegli anni incantati ,fantastici e meravigliosi che vissi con armonia e tanta felicità ,odori e sapori si innestano nella sua anima ne lasciavo tracce di bellezza ,di candida e pura giovinezza ,di sincerità tra le genti genuine di quei tempi ,di un mondo fratello che nel bisogno una semplice parole un saluto veniva spontaneo dal cuore.

E compii i miei diciotto anni mi sentivo uomo sempre a caccia d’amore che tra le tante storie non trova e non arriva mai ,ma come già sopra scritto mi arriva la lettera dal ministero della difesa ,la visita medica da passare a Brescia ,tre giorni di varie e scrupolose visite mediche che i dottori dell’esercito dovevano convalidare o meno la mia idoneità , difatti mi fermai un giorno in più avendo chiesto di entrare nel corpo dei paracadutisti ,di questi furono scelti quattro baldi giovanotti di cui io .

Erano tempi irrequieti e quanto mai non lo erano o lo sono stati ! il mio stato di salute era ottima ma la mia sensibilità e il mio stato emozionatale a volte mi tradiva e da quei quattro ragazzi ne fu scelto solo uno .questo era perfetto in salute e cioè la sua pressione sanguigna era positiva al massimo ,d'altra parte a chi volesse fare quel tipo di addestramento doveva avere tale requisito salutare ,e con una piccola amarezza mi fu dato il ruolo di assistente ai servizi vari nell’arma degli alpini nel corpo comando e sanità .

Ma andiamo per gradi : da prima fui mandato come detto a San Rocco provincia di Cuneo ,qui feci il car ,un addestramento di quaranta giorni dove i militari venivano addestrati ,a marciare ,a conoscere le armi e i loro funzionamenti ,a lanciare le bombe e a sparare al poligono ,cosa che a me a gli altri piaceva fare , mi piaceva stare assieme in compagnia anche se tra i tanti c’era sempre il rompi ,ma di questi veniva spesso da molti messo subito a tacere ,le camerate erano enormi e la sera dopo aver girato per il paese di San Rocco e andato in una osteria a mangiare e bere del buon vino piemontese ritornavo in camerata ,lì come tante femminucce ognuno si curava la sua intimità i panni intimi e cioè le mutandine e i calzini venivano lavati nei grandi lavandini della caserma e negli angoli della camerata appesi ,c’era pure l’angolino per stirarsi le camice e a turno ognuno si stirava la propria biancheria ,le coperte e le lenzuola venivano date dalla caserma e ogni certo periodo erano da cambiare ,la mensa era enorme e il cibo al quanto buono . Solitamente mangiavo lì a pranzo poi la sera in osteria .

E avanti passo ! Tante le marce ,quante risate con il cappello e la penna nera in aria ,al vento ,in testa ero diventato un vero uomo ,un alpino di quelli che veramente apprezzava ,apprezza ancora il vino .Furono giorni che passarono in fretta anche perché a Bergamo avevo lasciato gli amici e li ne avevo fatti altri .avevo lasciato un progresso che sempre più cresceva e in quegli anni tante cose cambiavano in fretta ,si vedevano i primi centri commerciali ,correva l’anno 1970 il progresso avanzava veloce aveva , fatto passi da giganti e l’Italia stava in buona salute come naturalmente io. Finirono i giorni dell’addestramento e ebbi licenza per andare a casa a Bergamo , in quella occasione ricordo che mi recai dalla mia nonna paterna a Candida e al mio paese Salza Irpina provincia di Avellino ,salutai gli amici di prima infanzia e molti miei parenti ,mi sentivo libero e tornato dalla breve licenza tornai a casa di nuovo.

Ritornato a Bergamo dal car fui destinato il reggimento di appartenenza e come detto fu mandato a Merano in provincia di Bolzano ,qui al raggruppamento servizi della sanità e del comando .

Da subito ebbi l’incarico di recarmi alla mensa ufficiali e nel tempo libero facevo l’attendente al Colonnello ,una persona tutto d’un pezzo ,ma molto buono di cuore ,egli mi voleva bene e fu proprio da quell’affetto che un giorno successe il finimondo .avevo il permesso fino alle ore ventitré e trenta ,cosa che ad altri era limitato alle ventidue e trenta nel rientro serale alla caserma. Sentivo voci dai i miei amici che il colonnello mi cercava e che la caserma era in subbuglio ed erano tutti in allerta ,in allarme e io non capivo cosa succedesse e cosa avessi fatto ,rientrai e alla porta centrale d’entrata il sergente maggiore mi avvisava che il colonnello era incazzato nero . Sempre più si faceva fitto il mistero e il sergente mi spiegò : chi erano i due ufficiali che erano stati a pranzare alla mensa ufficiali? E da dove provenivano ? Io che avevo responsabilità di registrare la presenza su i registri della mensa e chi fossero ,dissi che tutto era stato fatto a secondo delle disposizioni date .

I due ufficiali provenienti da un altro reggimento si erano fermati a desinare a quella mensa ,ma io presi solo i loro nomi e non il numero di matricola militare e da li ci fu un casino non finito ,si pensò da subito che fossero spie e quant’altro e io con altri della mensa fummo passati responsabili di quell’accaduto, il colonnello che come detto mi voleva bene ci condannò a stare per tre giorni puniti nella cella del corpo di guardia alla porta centrale ,naturalmente non fummo chiusi nelle sbarre e nemmeno poi ci fu scritto nulla sul concedo militare perché questa fu una distrazione bella e buona .

Fu una sera ventosa e tirava vento di scirocco e io con un mio amico uscimmo dalla caserma nell'orario di uscita ,passammo per un bar ,lì ci cambiammo mettendoci gli abiti civile ,allora in qui anni non si poteva , ma noi come tanti altri lo facevamo , anche perché altrimenti le ragazze non ci guardavano ,non ci guardavano da borghesi, figurati vestiti da militari .

Passeggiammo lungo il Passi rio ,la passeggiata della ridente Merano ove in primavera si riempie di fiori e gente a passeggio .Quella sera come detto c'era vento ,era di Marzo e faceva ancora freddo da quelle parti ,luoghi di montagna vicino a Tirolo .Mentre passeggiammo vedemmo tre ragazze ,ci avvicinammo con l'intendo di fare amicizia ed io dissi subito: andiamocene queste sono tedesche non ci capiscono .

L’occhio cadde sulla rossiccia ,una tedesca bella formosa e piena di salute con tutte le sue belle forme in evidenza ,ci avvicinammo a loro e per attaccare discorso gli fece una battuta : peccato dissi! Siete tutte tedesche e non capite quello che diciamo ,ma subito la Margherita quella che poi fu mia moglie , disse di non essere tedesca e che lei era veneta ,spunto questo per attaccare bottone , infatti la discussione o meglio l’approccio funzionò, io e il mio amico le invitammo a ballare ,una balera carina molto intima ,lì ci conoscemmo e parlammo di tutto e di più con l’intendo che la sera dopo si sarebbero fatte vedere ,almeno era quello dissi a Margherita per incontrarmi con lei da soli e stabilimmo alle venti e trenta della sera dopo .

Sapendo dove Margherita lavorava la sera dopo mi recai all’appuntamento ,mi anticipai e alle diciannove ero già lì come un fesso ad aspettare .Margherita era molto bella ! Mi piaceva e ci tenevo a conoscerla ,ma lei non arrivava ,passarono due ore e nessuno si vedeva ,Pensai tra me che le donne sono strane a volte sono tutte uguali ,che se non trovano il principe azzurro non si muovono ,erano ormai le ventuno passate ed era una serata freddo il vento e in quel posto molto bello dal sapore straniero ,chissà se verrà mi chiesi , l’attesa era diventata ansia e non ci stavo più nei panni ,mi fumai due pacchetti di sigarette ma nulla cambiò e decisi di andarmene ,mi allontanai da qualche passo e da lontano sentì una vocina direi al quanto incazzosa che diceva: Senta lei perché mi ha mentito? Io diventai di mille colori e non capivo perché Margherita mi facesse tale domanda ,gli risposi chiedendogli cosa fosse capitato e lei mi ribadì la stessa domanda aggiungendo che io dovevo identificarmi , che ero un militare .Ho capito dissi calando il capo un po' vergognato . Lei ribadì che i militari li non sono ben visti .

Chiarito il fatto con la Margherita acconsenti a venire in un bar ,qui ci appartammo in un prive’ bevemmo qualcosa .Ci furono i primi sorrisi e battute il primo esordio e la simpatia incrociò i nostri sguardi e da subito nacque una bella intesa che si protrasse in tante sere dopo ,sempre o quasi in quel prive ,le passeggiate sul Passi rio di Merano tra le più romantiche passeggiate .Seguirono i primi baci rubati ne nacque così un amore .

La sera dunque alla libera uscita mi vedevo con Margherita e andavamo al solito bar ,io avevo messo da parte un po' di soldini ,tra quelli che mi mandarono i miei e la decade, queste miserie di lire ce le passava il governo ,si, miserie ,ad oggi a fare un confronto tra quelli e i soldi che danno a i migrati clandestini non c'è paragone ,comunque le volontà politiche a volte trovano strani rimedi ,noi militari che eravamo in servizio a pieno regime e facevamo lavori di vari generi .

Io , comunque mi sentivo ricco lo stesso ,i pochi denari mi bastavano e ogni volta pagavo io ,lei zitta mi osservava ,a volte faceva finta di pagare lei ,ma io orgoglioso non le permettevo .Passarono un po' di mesi e mi erano rimasti pochi spiccioli ,tra me sperai di non fare brutta figura non sapevo dove prendere altri soldi ,i miei erano povera gente e non potevano mandarmeli ,decisi di chiederli in prestito ad un amico che subito mi dette diecimila lire ,allora nel 1970 erano molti e gli dissi che presto gli le avrei restituiti.

Ma lei ,si, non si accorgeva di nulla ,si parlava di tutto e si programmava una bella vacanza assieme ,io che non avevo un soldo ebbi dei dubbi , volevo dirgli : se non l'ho per pagarti da bere figurati se mai potrò fare con te una vacanza ?E pure lo speravo con tutto il cuore ,speravo tante cose . Fu una sera ,di primavera che ero proprio all'osso e nel mentre feci il gesto di alzarmi lei all'improvviso mi disse : oggi pago io !Restai di stucco ,come una statua imbalsamate e lei mi chiese :che ti succede ,hai visto un mostro ? No risposi io sotto tono è che forse tu mi hai letto nel pensiero ? Ho esaurito tutti i soldi e meno male paghi tu .Lei mi sorrise e scoppio in una grande risata ,oh Dio dissi io ,ho fatto e detto qualcosa che non va ?Ma no ,l'ho capito da sola che eri al verde perché quando apri il portafogli si vedono poche lire ,a ecco ,dissi accorando la risata .

Riparlammo della vacanza assieme che volevamo fare e andare a Venezia ,io in quel periodo potevo usufruire della licenza premio , datami dal Colonnello Guaschino per avergli fatto dei lavoretti a casa sua e dunque avrei potuto ,rimaneva sempre il maledetto denaro da procurarmi .Parlai con lei vergognandomi che non avevo nulla e mi disse fino ad ora hai pagato tu, ora pago io .Non volevo accettare erano i primi mesi che ci conoscevamo e non mi sembrava giusto approfittare .Non ci pensare insistette in qualche modo faremo .Fu propizio il tempo mi arrivò da casa un vaglia da riscuotere alla posta ed era una bella cifra ,contento le dissi del denaro e che la mia licenza era pronta per potere partire .

Dunque non solo io dovevo essere libero ma anche lei e mi disse che alla casa di riposo a Maia bassa dove lavorava chiedeva alla suora ,la direttrice dell'istituto il permesso e mi avrebbe fatto sapere .Passarono alcuni giorni e mi disse :si, andiamo !Era il tempo dell'amore ,avevo incontrato una bella ragazza ,una che forse non meritavo io cocciuto e ribelle a volte schizzato senza motivo ,ma romantico e sincero .

Partimmo ,lei con degli abitini che le avevo comperato ed io con gli abiti borghesi che avevo portato da casa .Arrivati a Verona ci fermammo a cenare e a pernottare ,allora non eravamo ancora sposati ma sapevamo cosa facevamo .Cenammo ed io bevvi del vino bianco , lei ne volle assaggiare un mezzo bicchiere e cominciò a ridere ,o Dio l'ho ubriacata !Infatti si era ubriacata con un scarso bicchiere di vino ,ora come faccio mi chiesi ?Era sera ,intorno le 19 ,la presi con forza ,era esile ,magra e riuscii a portarla in camera sotto gli occhi sorridenti del albergatore .La misi sul letto e mi disse che le girava tutto ,la tranquillizzai e facendole carezze le assicuravo che tutto passava e di non preoccuparsi .Guardai tra le sue cose e non si era portato il ricambio dell'intimo ,le dissi che sarei uscito e tornavo subito ,infatti in poco tempo trovai nei paraggi del hotel un negozietto e gli comperai vaie mutandine .Il mattino seguente io mi svegliai all'alba preoccupato per lei e la vidi sorridente , le dissi :ti è passata la sbornia amore ? Si disse lei ,mai più berrò vino , colpa tua ,bene dissi io ,pure , ho passato la notte in bianco e non ho potuto darti nemmeno un bacio .Ci rifaremo disse lei sorridendomi.

Partimmo sempre col treno alla volta do Venezia e arrivammo nel primo pomeriggio ,cercammo un hotel e ne trovammo uno piccolo con poche stanze dove la finestra si affacciava sulla laguna ,era d'estate e faceva molto caldo ,ci sdraiammo sul letto stanchi e ci snudammo ,pensai tra me che forse la potevo amare ,ma era stanca e la feci prima dormire l'abbracciai e la strinsi a me più volte lasciandola dormire .nel tardo pomeriggio si svegliò e mi fisso ,che c'è dissi io ?Nulla , ma non dobbiamo uscire ?Se vuoi si dissi io ,ma come vedi sta facendo buio e non è il caso disse lei qui gatta ci cova ,be vedi un po' tu sono due giorni che giriamo e mi hai dato solo pochi baci ,ma dai egoista vieni .La presi mi prese e dalla sera fino il mattino ci furono lampi e tempeste ci fu il vero amore in quella estate favolosa ,in quel tempo magnifico della nostra giovinezza .Visitammo piazza San Marco i vari vicoli e andammo anche in gondoletta ,sembrava facessimo il viaggio di nozze .Tutto fu bello e restammo 4 giorni pieni di allegria e d'amore .

Tornammo a Merano un po' frastornati ma felici ,ebbi quello che fu l'amore pieno , il delirio che volli assaporare ,trovavo la mia donna ,il senso unico di una saggezza ,la folgore che mi apriva i tanti orizzonti ,io che spesso sognavo casarmi e avere figli ero il re di quel momento folle ,il principe , facevo ricca la mia regina .Facevo il volo dei gabbiani ove era aperto a me l'intero mondo .continuammo a vederci ogni sera e conobbi la sorella di Margherita col suo ragazzo, anche loro fidanzati e li frequentai fino a tutta la durata del servizio militare .

In caserma intanto la vita scorreva lenta io che lavoravo alla mensa ufficiali ebbi occasione di parlare con il capitano dell'auto reparto ,per ottenere e frequentare il corso di autista e avere la patente di guida .Mi disse subito di si, nonostante non potessi perché non era il mio incarico .Mi disse : vai all'auto reparto e incomincia le guide su la GIP ,bene dissi io ringraziandolo .Lui era un buono ,un romagnolo con i così detti ,arrivava sempre tardi la sera alla mensa a mangiare e voleva quasi sempre le stesse cose :una buona bistecca di maiale ai ferri ,quella bella grossa con l'osso ,ed io gli la cucinavo ,poi quando se ne andava gli facevo il saluto e lui col sorriso, mi diceva: riposo ,riposo soldato. Si era un grande uomo e l'ho tra i miei ricordi ,il Capitano Alfiero Fornaciari.

Presi la patente e la licenza media , in più come detto conobbi la Margherita ,quella che fu poi mia moglie e mi diede tre figli ,i due maschi e una femmina ,nel mentre tutto questo nacquero dei contrasti col capitano della caserma del raggruppamento servizi della sanità ,egli ebbe posizioni diverse nei miei confronti ,forse non era sua la colpa ma ben si da un militare ,una sorella di naia così chiamati nel gergo militaresco ,questo gli comunicava di me cose non consone ,non vere al fatto che io rientravo tardi in camerata e che disturbavo tutti gli altri . Il vero era che passavo fino a tardi il mio tempo alla mensa ufficiali ,non solo a studiare ma a svolgere le mie mansioni di cuoco e poi nel salone soprastante alla mensa ,il circolo ufficiali andavo a fare i caffè agli stessi .Capitava a volte le piccole festicciole tra i graduati ove partecipavano assieme le loro consorti e lo stesso colonnello Guaschino che arrivava con la moglie e la figlia. In quei casi c'erano molti esuberi di cibo tra dolci e torte e altro che non veniva ne toccato ne consumato e dunque era mia premura portarlo in caserma ,in camerata a i miei amici e gli lo distribuivo .Ma questo spione ,un milanese molto ruffiano non gli stava bene e andava a riferire tutto al capitano aggiungendo altro di suo che non era vero. Io sapevo che alcuni di loro non andavano alla mensa a cenare e cercavo di dargli del cibo ,anche perché per arrivare al refettorio bisognava che venissero caricati su un camion militare e trasportati alla distante refettorio di Maja bassa ,lì a Merano .



Fui chiamato dal capitano e molto serio e urtato mi espose il suo disappunto all'accaduto ,io meravigliato mi difesi e gli chiarii il perché e il per come e non era vero che davo disturbo ad altri ,che facevo il mio dovere e mai avevo ora ,che servivo il colonnello e mi adoperavo in tutte le mansioni in parte a me non spettanti .Ma fu vana la mia difesa ,egli continuava ed io ribadivo alzando la voce rischiando di essere poi subordinato o causa di qualcosa spiacevole ,lui preferì alzarsi dalla sua sedia e se ne uscì lasciandomi infervorato ,forse capì che quel disgraziato gli aveva detto delle fandonie ,dopo poco visto che ero rimasto solo me ne uscii e andai alla mensa ufficiali a lavorare ,amareggiato e incazzato .

Riferii il tutto al colonnello e mi disse che avrebbe chiarito la cosa ,così fu e non ebbi più nessun richiami ,ma oramai il pasticcio fu fatto ed io cercavo di stare distante da quel capitano ,da quel spione .Fu una sera ,tornai presto in camerata e molti degli amici discutevano animatamente ,l'argomento era il sud e il nord ove a quei tempi c'era contrasto e diffidenza ,un po' come ora con i clandestini .Mi introdussi nella discussione che sempre più si accendeva e si animava e fino a che si scherzava tutto andò bene .

Eravamo per la metà originari del sud delle alcune regioni meridionali ma vissuti al nord già da bambini ove negli anni sessanta i nostri genitori ebbero l'opportunità di trasferirsi e avere un lavoro dignitoso .A quei tempi c'era la necessità della manodopera da parte delle industrie lombarde venete piemontesi e altre .Nella discussione c'era lo spione che aveva parlato male di me al capitano e offendeva i meridionali con parole colorite e forti ,lo invitai a tacere e gli annunciai il fatto accaduto ,ma non gli fregò nulla strafottente e incurante nemmeno mi cagava ,anzi diceva di più .Non ci vidi ,presi la baionetta del mio fucile e gli la misi sotto il collo urlandogli: ti scanno pezzo di merda se non la finisci .T ragazzi preoccupati mi fecero cerchio e con buone maniere mi tolsero di mano la baionetta .Ero teso, nervoso, bastava poco e per un vigliacco rovinavo la mia vita trasformandola in tragedia .

Mi calmarono e uscimmo nel corridoio ove in parte ad esso c'era un'altra camerata appartenente al comando e anche questi avevano udito gli urli ,mi vennero incontro e preoccupati mi chiedevano, io non sapevo più cosa dire e dopo fumata una sigaretta mi calmai ,ma quella notte non dormii e nemmeno quel disgraziato spione infame .Dopo qualche giorno fui aggregato al comando ,il colonnello saputa l'accaduto non mi disse nulla ,così il capitano e preferirono distaccarmi da quella camerata col dispiacere dei miei amici, che comunque io gli davo sempre cibo e la mia amicizia .

La vita in caserma dopo quelle disavventure non volute ma create da quel soggetto andarono meglio ,io continuai a uscire con la Margherita e frequentavo la famiglia della sorella ,lì feci amicizia con i genitori del fidanzato della sorella di Margherita e nella libera uscita per me era un punto di riferimento ,era come stessi a casa mia ,loro bevevano molto vino e a volte si ubriacavano, non in mia presenza ,avevano altri tre figli piccoli ed erano messi male in salute ,inoltre non lavoravano e di soldi non ce ne erano ,venivano sostentati dallo stipendio della sorella di Margherita e a volte non bastava ,persino io mi proponevo e a volte facevo spesa di alimentari .

Fu una parentesi piacevole e dispiacevole a secondo gli umori che giravano in quella famiglia , ma di solito io me ne andavo sul Passirio la lunga passeggiata di Merano ove con la mia futura moglie ci godevamo i nostri giorni amorosi, pieni di fusioni e spasmi ,di strette e baci di sesso e amore .Tornando alla caserma fui gratificato da molti ufficiali che mi volevano bene .Mancava poco all'ultima alba e mi fu proposto di firmare la ferma e fare la carriera militare ,io che avevo avuto contrasto col capitano non volli rimanere ,me lo propose il colonnello e mi disse che sarei stato un ottimo sottufficiale a avrei fatto buone cose .Lo ringraziai e rimasi incerto .

Passò un po' di tempo e provai ad avvicinarmi al capitano che per me era insignificante ,lui io ci tenevamo distanti ,quasi come se volessimo evitarci ,ero tentato a restare anche perché la margherita aveva un buon lavoro e se restavo anche io un a sicurezza ove poter mettere le basi e crearci una famiglia sicura .Ma quel contrasto non ebbe seguito il capitano pure lui di origine meridionale era tutto di un pezzo e il suo orgoglio non cedeva o forse se ne fregava .Seppi poi che fu lui stesso a suggerire al sergente di farmi restare ,ma nonostante tutto era freddo nei miei confronti ,forse fu quella mia reazione impetuosa che lo frenava il mio agire indifferente .Erano pochi giorni e me ne sarei andato mi avrei preso il concedo e ritornato a Bergamo , chiesi al colonnello ,non a lui, di poter partire un giorno prima perché la Margherita ebbe le ferie prima dove lavorava ed io cercai di partire prima. Il capitano disse al colonnello che se andavo io doveva lasciare anche tutti gli altri e fino all'ultimo mi tenne il muso . Lui in accordo col sergente Mulas il giorno dopo mi fece accompagnare con la macchia sua alla stazione di Maja bassa ed io non lo volli salutare nemmeno vederlo. Seppi da Mulas il sergente un suo messaggio :mi dispiace caro Maffeo di tutto ciò accaduto ,ti lascio il mio saluto tramite il sergente ,di fare una buona vita e di avere una felice continuazione oramai ero alla stazione di Merano e il treno era già pronto alla partenza ,saputo dei suoi saluti sarei tornato indietro e lo avrei abbracciato .

Spero che nella vita di tutti ci sia sempre una ragione comune diretta ove si possa chiarire il concetto e che da che mondo è mondo gli spioni e i malvagi siano sempre meno .Tonato a casa mio padre e mia madre si videro impacciati nel avergli portato lì la mia futura mogli e dopo una lunga vacanza la riportai a Merano per poi in seguito sposarci, che al fine anno lei si sarebbe trasferita definitivamente da lui a Bergamo . L’attesa era lunga e la pazienza di aspettare era interminabile ,mille erano le lettere che ogni giorno gli scrivevo e le telefonate fattogli sul posto di lavoro ,sembrava che il tempo si era fermato e non passasse mai .

Preparai tutto : la casa in affitto arredata e tutto l’occorrente per il matrimonio .Questo avvenne nel 1973 ,il 13 Gennaio nella chiesa di San Alessandro in colonna ,una giornata di sole con un gran freddo e diversi invitati .Ci recammo in un ristorante il Ventimiglia ,ad oggi chiuso .lì festeggiammo e ballammo la nostra festa ,brindammo alla vita e al nostro eterno amore .

Partimmo quindi per il viaggio di nozze ,la meta era il mio paese nativo ,qui incontrai la mia zia Francesca e lo zio Luigi di Candida paese nativo di mio padre e la dolce nonna Giovannina sua mamma ,quella che un tempo alla sua fattoria gli tiravo i sassi per avere le dieci lire per comperarmi il cono gelato ,salutai il ciabattino e i miei amici di infanzia e partecipai ancora una volta con mio zio Luigi all’uccisione del maiale con la gioia dei cugini e a bere quel buon vino che in quei luoghi fa onore a quella terra .

Ad oggi molte cose sono cambiate, scrivo poesie e romanzi ,cambia il modo di comunicare , il mondo essere e sempre più ci isoliamo l’uno dall’altro ,ora in questi anni il virtuale fa faville grazie ad esso io pubblico la mia arte e sempre più si cerca di avere un dialogo attraverso i social network .Ma questa è un'altra storia ,altre mie scritture vi saranno date .

Giovanni Maffeo - Poetanarratore -

La giovinezza .

E mi trovai smarrito in un viaggio senza luce
perso al buio e non mi accorsi che ero solo ,
Oh pietose anime abbiate pietà di me ,
di me che onore infamo ,
di poesia bramo il canto del cuore mio .
Datemi voi la forza !
Datemi coraggio per camminare ancora ,
datemi scosse di elettrizzanti lampi ,
di questi anni ,della mia giovinezza vera ;
le vere parole che mi furono sincere .
E tu uomo vivi per quel che sei
e non ti crucciare ,
non sperare di vedere il cielo
se di sera chiudi gli occhi per dormire ,
io scrivo per orgoglio e taccio
di ogni cosa ,la stagione ha la sua fine
il cui tempo fiorì il fiore ,
sfarzoso fu il nefasto regno ;
la nuova era emigrò amori .
E mi rivolgo a voi anime irrequiete
nella vita non si trova pace ,
adagiate il fato e raccogliete venia :
raccogliete le messi per dare pane .
Viaggio nel vuoto senza fine ,
lì vado a cercare la mia paura ,
non ne uscirò ne son sicuro
lì l’alba è talmente rara .
Ritorno nel bosco della mente
a vagare senza misura ,
scrivo col mio pensiero ,
con la mia penna combatto il male .
Oh Se fossi eterno
pagherei la mia pace ,
in cambio del perdono
dal male perverso l’innocenza tremo .
e mi chiesi: come verrò da te se paventi noia
a calpestare suoli dubbiosi ? In te io mai fui accolto
mai fui bramato del tuo sesso iniquo ,
Io non volevo alcuna cosa oltre l’argine del mare …
guardai in alto e vidi le tue spalle rosa ,
ti vidi vestita di raggi e danzavi tregua ;
volteggiavi libera nell’abito da sposa …
E fu così che l’anima mia si genuflesse ,
al chiarore di quella luce fuggì pietosa ,
si volse indietro a rimirar bellezza ;
nel vagare persi .


Giovanni Maffeo - Poetanarratore .


Ma facciamo un passo indietro ,forse mi sono portato troppo avanti :in quel periodo andavo spesso in meridione dai miei parenti e quella storia un po' strana sui cugini Maffeo e altri della famiglia non mi convinceva ,sembrava così segreta che mi incuriosì al tal punto che ne chiesi le ragioni ad una mia zia , la zia Francesca Maffeo , sorella di mio padre Isidoro Maffeo .


UNA MIA POESIA.




L'Insolita Visione .


E poiché in ogni petalo sei rosa 

come fremito mi scuoti l'anima ,

i tuoi occhi bramano il colore del cielo 

hanno l'amore azzurro che io sogno .


Tu ,l'insolita visione ,la coccinella rosa 

l'angusto letto sul cui c'è il mio patire, 

lì lasci il tuo candido aroma ,

l'odore agitato dell'inquieta piaga . 


Sei la complice delle nostre avventure 

il sussurro di uno sguardo acceso ,

nella stregata sera stilli le rugiade eterne 

ove io indolente per te il mio cure svelo .


Sei visione che Avanza …

tra i flutti dondoli ruscelli e voglie ,

ti erigi fata sulle grandi onde 

ove un tempo cullasti la mia febbre  malinconica .


Vieni dolce visione sono il tuo uomo…

vieni a me accanto ,fatti carne !

Bacia la mia pelle e fatti folgore ,

lampo del mistero e dell'assurdo .


Tra le grandi maree sfoggi il mantello del cielo 

Resti nuda sul mare tempestoso .


Giovanni Maffeo - Poetanarratore -


Come dicevo il mistero dei parenti era arrivato al culmine ed io fremevo di sapere cosa era successo nella famiglia di mio padre ,ma la distanza era tanta , io in Lombardia  , l'oro giù in Campania  , dunque per me era difficile  spostarmi , anche perché era un periodo di forte lavoro nella ditta di mia moglie ed io dovevo aiutarla .


Finalmente arrivò il tempo delle vacanze e mi proposi di recarmi a Candida  , paese di mio padre nativo ,qui come detto c'èra ancora in vita la sorella di mio padre , la zia Francesca e chi più di lei  poteva sapere l'accaduto ; come detto anche che mi sono portato avanti nel racconto ,ed infatti a quell'epoca ero un giovanotto dovevo fare ancora il militare e presi quella occasione per recarmi alla mia terra nativa ,avevo diciannove anni ero libero da ogni pensiero ,libero di sognare l'avventura ,di cavalcare l'onda del desiderio , del potermi permettere quel viaggio fantastico , da solo con nessuno appresso .


Partito dalla stazione di Bergamo arrivai a Milano che rividi volentieri la stazione ove da piccolo arrivammo dal sud ;tutto rimase uguale l'immensa stazione imponente con i tanti treni , con la gente che arrivava e partiva ;presi a sera il treno per Napoli era lo stesso quando arrivai fanciullo poche cose erano cambiate ,arrivato a Napoli dopo una nottata di treno e presi il treno per Avellino ,arrivato nella mattinata di una giornata di sole trovai un trasportatore di nome Antonio , gli chiesi cosa voleva per portarmi su a Candida possibilmente una cifra modica ,mi guardò e disse :wè wagliò  qui non siamo al mercato ,però ti faccio un buon prezzo perché si nu bello guaglione ; grazie , gli risposi .


Nel percorso che si andava a Candida rivedevo i luoghi fanciulli la mia bella terra , il mio caldo sole , la mia vita rifiorire tra i colli fatti di frutti maturi e il vitigno degli dei ( il AGLIANICO ) FRUTTO D'UVA  DI ORIGINE GRECA - Si ero e rimasi incantato da tanta bellezza , da quella terra che mi aveva sfamato nel tempo della tristezza , del sacrificio ,della ricostruzione del dopo guerra .


Arrivai a Candida e mi feci lasciare da Antonio presso la piazza per poi recarmi da mia zia Francesca , salutai il taxista Antonio promettendomi che il prossimo anno sarei ritornato , caso strano che per alcuni anni seguenti che mi recai dalla zia trovai sempre a lui come se mi stesse aspettando .


Salutai la gente del luogo a chi mi conosceva , e all'ordine del giorno c'è ra la battuta d'ironia ,l'allegrezza piena di quella gente ,vidi la zia ,l'abbracciai  , a lei , ai cugini suoi figli e mi sentii a casa come se non fossi mai partito da quel luogo per  me magico e antico ; chiesi da subito  le informazioni che mi riguardavano e di portarmi a visitate il luogo ( IL CASALE NELLA CONTRADA PISCARIELLI ANTICO OVE IL MIO ANTENATO TOMMASO MAFFEO EBBE IN EREDITA' DA SUO NONNO - GIOVANNI BATTISTA MAFFEO DI SOLOFRA - 


Mi fermai dalla zia circa dici giorni e per quello che mi interessava erano sufficienti : la zia  mi raccontò cose incredibili che erano successe ,che la sua nonna , la mia bisnonna Francesca viveva nel casale con il mio nonno Giovanni suo figlio , che ebbero delle controversie a riguardo di una vendita di un appezzamento di terra  di proprietà di mio nonno e che era necessario venderlo per curare la sua malattia ,quella che gli fu causata nella guerra del 15/18 nella guerra in Russia .


SI, mio nonno fu ufficiale e ebbe onori , ma ereditò quella tragedia di salute  e non servirono i soldi per salvarlo , morì giovane  ebbe da mia nonna Giovanna Cutillo quattro figli di cui Gaetano morto infante - la zia Teresa e zia Francesca e mio padre Maffeo Isidoro ;

dunque il racconto continuò e sempre più si faceva feroce : mio nonno dopo tanta agonia morì e nulla era valso la vendita dell'appezzamento di terra con la contrarietà degli zii e fratelli del casale ove esisteva una regola ; che quando si vendeva qualcosa andava proposto alla stessa parentela e non a degli estranei .


Arrivò il giorno dei funerali ci fu tutta la gente del paese , mancavano i parenti: i cugini, gli zii e altri della famiglia MAFFEO -  mia nonna nel vedere questa mancanza ebbe una stizza d'ira e si promise di non vedere e guardare più quella gente ingrata ,di essergli indifferente , così mio padre e le sue sorelle che per anni non si scambiarono nemmeno un saluto che nel tempo molti di loro emigrarono in BELGIO -  e di loro non si seppe più nulla -io col tempo nella mia ricerca storica genealogica  ne ho sapute notizia e mai scambiato  nessuna attenzione ,ad oggi molti di loro sono morti , rimangono gli eredi che io non conosco ma che perdono loro  di quello che hanno fatto .


PRESI LA MIA VALIGIA DIO CARTONE E TORNAI SU IN ALTA ITALIA OVE MI ATTENDEVA IL SERVIZIO MILIOTARE -



Si, mi attendeva la naia , quella col  cappello di alpino e la penna nera  ,quella che mi fece incontrare la mia moglie tra i monti del Tirolo e il grande Passirio ove passeggiavo i giorni della mia giovinezza ,ove la mente era libera di volare e a fare a pugni con la mia vivace tempra .


Il periodo del militare per me fu redditizio ,mi fruttò le varie ricompense che non potevo avere prima ,dunque feci la patente che poi mutai in civile ,incontrai l'amore , quello che fu madre di tre figli ,approfondii la cultura che qualche anno dopo intrapresi la ricerca della storia genealogica del mio casato Maffeo - nobili Maffei - Maffeis -


Tornato a casa ci fu il mio matrimonio e andammo a vivere in casa in affitto , cominciò così la fase due ,la responsabilità , il sacrificio , il dovere d'essere uomo ;io e mia moglie decisi di metterci in proprio aprimmo un laboratorio di Lavasecco che fu il pane per molti anni ,mi accorgevo che dopo la mia venuta in meridione  a Candida mi mancava qualcosa , era il chiodo fisso dei miei antenati che nel mio cervello rodevano ,volevano uscire , farsi riconoscere da una storia del passato .


Presi con calma la cosa e ogni volta che andavo giù ad Avellino mi recavo all'archivio di stato per scoprire qualcosa e tutto ciò che trovavo era utile alla mia ricerca ,era emozione ,credo che oltre alla vita di marito e di padre era la seconda emozione a darmi la gioia e il andare avanti .


Erano gli anni settanta e ci furono i primi computer , cominciai a narrare i miei primi frammenti di memorie fanciulle ,le contestai con  NOME LE STORIE DI GIOVANNINO - piccoli aneddoti  della mia fanciullezza ove esprimevo i miei voleri e le mie passioni :fu in un di questi miei blog che espressi la passione della storia genealogica e volerla portare avanti per ricostruire il mio antico albero genealogico .


Fu in questo blog che arrivò Francesco ove mi chiese collaborazione della stessa genealogia e costruire assieme  una importanza per poi farne  memoria .Si, ci conoscemmo e parlammo ,tanto parlammo ,fu l' inizio di una storia infinita ( ciao amico mio )


Dovrei chiamarla - LA STORIA INFINITA - ma mi limito a dire che quell'inizio in quella epoca fu un motore a propulsione che mi portò a girare l'Italia in lungo e in largo ,tra gli archivi di stato di Avellino , di Napoli , di Roma , di i quasi tutti quelli del nord Italia ove ebbi una notevole corrispondenza , in particolare quello di Verona ove  nel fondo MAFFEI - c'è una marea di documenti che i miei antenati han lasciato -


Si, Francesco era presente e ogni tanto veniva a trovarmi ,lui abita, nel Bresciano e nelle sue venute facevamo il punto della situazione per dare una certezza e valore a quello che stavamo ricercando ;ma mi vorrei per un attimo fermare per significare il titolo di questa mia narrazione - IL FRATELLO DEL NORD - si, a volte mi chiedo tra me e me dopo la tanta vita vissuta e le molte storie avute come era possibile avere una grande amicizia ?


Quello che ci legava non era solo la ricerca , forse si, all'inizio ognuno di noi voleva viaggiare per conto suo ,ma presto mi accorsi che era diverso , c'era un rispetto tra noi e qualsiasi cosa facevamo o trovavamo ce la comunicavamo ;perché dico questo : come detto nell'inizio della narrazione io negli anni sessanta migravo in terra Bergamasca e credetemi a quei tempi i Terroni come me non erano ben visti , venivamo additati come bestie rare , come pezzenti ,come esseri minori che chiedevano la carità -


Con l'età della ragione capii che c'era molta ignoranza tra la gente , c'era la primitiva insolenza e ne soffrii per quello ;capii e studiai la storia dei primi popoli italici ove la stessa genealogia mi indicava i vari ceppi delle famiglie del nord erano : Longobardi , Britanni , Svevi , Carolingi Normanni Greci e altri si insinuarono non solo nelle terre  del nord Italia ,ma proseguirono le loro colonizzazioni in tutta l'Europa ,unendo il sud e il nord per poi creare i vari stati ( REPUBBLICHE ARISOCRATICHE  ) Per essere poi dominati dai Borboni , Arabi , Spagnoli , Francesi .


Ma si vede che molti non conoscevano la storia d'Italia e ignoravano che gli stessi erano portatori di fratellanza ove i vari ceppi si stabilirono nelle varie terre nazionali e crearono l'italico uomo ,quello che poi nei secoli ignara la propria dinastia e offende  il suo stesso sangue ; che dire ? trovate voi un aggettivo a questi detrattori  chiamati da me SOMARI -


E fu per me una infanzia dura ,non capivo perché ? Perché tanta indifferenza e a volte odio creando la mia crescita un incubo tra i bovini sparsi dell'invidia vigliacca ;studiai la storia per capire e non mi arresi , anzi mi ribellai e reagii all'ingiustizia , ai disprezzi , all'indifferenza ,reagii e venne il tempo dove volli capire chi ero e da dove venivo , DA DOVE VENIVANO QUESTI SOMARI CHE OFFENDEVANO LA VITA IL FRATELLO. LO STESSO CHE LI AVEVA ADOTTATI - 


UNA MIA POESIA -


Fratello triste.


Nulla‭  ‬potrà rallegrare un’anima senza amore‭!

Il‭  ‬grottesco stravolge l’eccentrico mistero,

ove il chiaro spazio occupa freddi cieli‭ ;

sul vellutato manto lo spirito emana gloria‭ ‬.


Sei il fratello triste a cui mentì l'amore‭!

La vita come vuoto a lui gli fu mostrata‭ 

gli fu tolto la dignità d’esser puro‭ ;

nelle sue frivolezze, i suoi pensieri impuri‭ ‬.


Gli furono concesse facoltà di felicità terrene

e nel misterioso labirinto perse la sua fata,

di lei‭ ‬,cancellò ogni sua traccia‭  ;

restò solo aspettando la bufera.


Egli‭ ‬,sognò per anni la divina musa‭!

L'attese e non venne nella sua anima,

infelice accettò il falso fato‭;

si punse con gli aguzzi tali‭ ‬.


E si diresse verso pallidi bagliori

si chinò a terra e pregò l’amore,

udite‭ ‬,udite‭ ‬,‭ ‬disse ad alta voce‭ ‬:

è nato un bimbo‭ ‬,è il figlio del signore‭ ‬.


Aspettò l'inverno e gli apparve la sua stella

aspettò l’ironia della sua sorte ed era bianca‭!

Spogliato d’ogni beatitudine‭ 

gli apparve l’angelo custode.


La fede gli‭  ‬fu vicina e professò col suo cuore,

quasi gli volesse dire‭ ‬,vieni‭ ‬,io ci sono‭ ;

aspettami‭ ‬,sarò la tua redenzione,

l'amore sincero ove l'anima s'adagia.


Fratello triste non ti tormentare‭!

Nei vacui corridoi scorgerai la tua gioia,

festeggerai il rimpianto con la noia‭ ;

con te ci sarà il buon Natale‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore.


Si, era una tristezza vivere additati come pezzenti e credetemi non era facile vive in un ambiente ostile ,ma la mia vivacità annullava ogni forma discostante  ,il mio sorriso era aperto a tutti pur ancora non conoscendo la storia antica dei casati dei vari popoli invasori , mi facevo con tutti ed a ogni situazione mi prestavo per raccogliere l'affetto , l'amicizia in quel mondo a me sconosciuto , civilizzato dall'ignoranza -



QUESTA POESIA VI APRIRA' LE MENTI E CAPIRE L'IMPORTANZA ALLA FANCIULLEZZA -


Questa mia poesia è dedicato a tutti i ragazzi e ragazze‭ ‬,figli di una SOLA‭  ‬ITALIA‭ ‬-‭ 

IL SORRISO INNOCENTE‭ ‬.


Era un sorriso di buone maniere‭ 

di gentilezza pura e di tanta cortesia‭ ‬,

come dosare il bilanciere e la semplice misura

per dare e ricevere la gioia‭ ‬.

Ero solo un bambino‭ !

Venivo dal lontano sud dal paese del sole‭ ‬,

la mia terra il mare le zagare in fiore‭ 

sul cielo i gabbiani l'aia la mia spiaggia‭ ‬.

Fui da subito deriso l'enfasi era precoce‭ 

di malizie e i sotterfugi ne ignoravo i significati‭ ‬,

poi‭ ‬,‭ ‬poi fu doccia fredda su capo coscienzioso‭ 

fu la prova che aprì la ragione‭ ‬.

Si venivo dal sud‭ ‬,il fratello minore‭ ‬...

quello che ignoravano fosse la stessa gente‭ ‬,

ignoranti‭ ! ‬Nemmeno la storia sapevano‭ 

eppure io ero povero cosa gli portavo via‭ ?

Mi hanno tolto il sorriso e rimasi senza parole‭ 

poi nel tempo ho buttato tutto indietro‭ ‬,

capivo che tanta era la miseria‭ ‬,tanta l'ipocrisia

bendavo gli occhi per risorgere al mattino‭ ‬.‭ 

Ma poi col tempo l'intellighenzia mi ha svegliato‭ 

la mia fanciullezza l‘ho dimenticata...

nei mie ricordi mi appare la madonna‭ ;

quella che prego prima di dormire‭ ‬.

La stessa quando la furia del tempo mi tradiva,

mi metteva alla prova di capire l'altre anime

i fasulli i buonismi‭ ‬,‭ ‬i saggi e i buoni‭ ‬,

i veri‭ ‬,‭ ‬i debosciati‭ ‬...‭  

Ma ci sono ovunque gli egoisti i saturi idiomi‭ 

di un mondo introverso ove la grassa è invidia‭ ‬,

che ancora oggi indossano la vergognosa maschera‭ 

narcisisti per molti versi tra i convinti piangono la fede‭ ‬.

Forse non han capito la storia dei re magi‭ ?

Il dono che nel cuore si diffuse‭ ‬...

son poeta e sorrido loro con limitazione,

con la faccia da bambino abbraccio il mio tramonto‭ ‬.

Si sono io‭ !‬Sorridevo a quei tempi della mia venuta

il mio sorriso‭ ‬-‭ ‬sorprendeva‭ ‬-‭ ‬era un modo d'essere gentile‭ ‬,

un luogo ove il destino mi aveva casato‭ ‬,

eppure migravo nella stessa Italia‭ ‬.

Per me era una favola‭ ‬,‭ ‬era la scoperta dell'America‭!

Era il sorriso buono che gratuitamente fioriva‭ ‬,

ingenuo e senza malizia mi mostravo‭ 

ad oggi sul mio volto ho ancora lo stesso sorriso‭ ‬.


Giovanni Maffeo.‭ ‬Poetanarratore.


Che dire altro ! Dico che dopo anni incontro un cugino genealogico del nord , che io e lui abbiamo dimostrato l'esistenza dell'appartenenza , della fratellanza , dello stesso sangue che nei tempi si diffonde in altre terre in altri luoghi , che si crea la vita ovunque c'è ragione e non invidia o odio tra gli stessi FRATELLI -

IO CHE ERO UMILE ,lo sono ancora !Trovo in questo immenso la mia dimensione ; trovo la genealogia in una ma passione che sorge dall'anima ,trovo il coraggio , la forza di lottare di essere un autodidatta in tutto ciò che faccio e desidero ove questa mia volontà mi porta alla narrativa ,la poesia che fa girare la testa all'amore ,all'amare cose diverse e rendermi più coraggioso .


So , e lo sento che molti di voi come me vi addestrate al meglio nel volere scrivere la storia della vita ,dare memoria ai valorosi gesti , scrivere le più belle frasi del sogno infinito ,quello che fa tremare il cuore ,fa risuscitare le ombre nascoste nell'io e da la vittoria di una bellezza senza fine .


Si , dico a voi esseri di questa terra ;la forza è nel combattere una esistenza in un protagonismo unico nel nostro genere : attraverso l'amicizia , la conoscenza , il coraggio di rialzarsi quando si cade nel burrone dell'ignoto e chiedere aiuto ,chiedere la bontà che ognuno di noi ha ,ma che per paura ci nascondiamo nella miseria ove nulla ci viene a salvare .


NOI , FIGLI DELLA VITA , fratelli di un mondo introverso combattiamo all'ultimo sangue per la gloria ,per una vita migliore per far sorgere il bel giorno di sole e sorridere dopo un traguardo raggiunto che resta memorabile nel tempo e nello stesso essere poi ricordati ; questa è la poesia !!! E' l'enigma sferico che solca l'oceano del cielo e da vita alla storia .


Si, direte  che sono il sofista romantico ,il banditore senza macchia e peccato , no! Non è così ogni soggetto ha la sua eternità per dare e donare in qualsiasi modo e comportamento il fascino della cultura ove da essa attinge l'intellighenzia ;attinge l'esperienza e ne coinvolge la sostanza ;se a volte dovessimo ribellarci per ogni minuzia cosa diventeremmo ?Ed è lì la forza .. parlate dunque apritevi al mondo , con la poesia , con la narrativa , buttate fuori il male che vi affligge e sfogatevi nel raccontarlo -


PENSATE -  il personaggio Giovannino ,da me creato con le storie fanciulle di un tempo antico ,sono frammenti di storia di ricordi indelebili che chissà o forse un domani possono fare felice qualche bimbo e rendere partecipe un dettato che si muta in favola , ed è questa la forza , il coraggio di combattere ; io ad esempio nelle mie prime scritture ero calunniato da nefandezze da parolacce , da sproloqui senza forma , eppure ho combattuto ,ho lottato per avere un piccolo frammento di memoria nella storia .


OK , SI OGGI LA MENTE DIVAGA - ma è li il bello ! Dove c'è  sentimento c'è realizzazione di un qualcosa di buono ;dunque questo passaggio tra le righe ve lo dedico col cuore ,forse è anche l'età che avanza , più avanti si misura più diventa saggia ,il fratello del nord , ha un significato importante , tutti lo devono capire , capire che senza una conoscenza  ignoranti si rimane ,tutto ciò io e il cugino genealogico Francesco lo abbiamo dimostrato nel tempo , per molti anni e non voglio che venga ignorato ,farò di tutto per continuare a ribadire l'emozione che nasce dal cuore e da voce all'anima per una fratellanza migliore .

OGGI 23-06-2024 MI LIMITO A SCRIVERE SOLO QUESTA POESIA -

La bellezza dell’anima‭ ‬.


E poiché saziarmi d’amore non posso‭

darò luce agli occhi miei,‭

alla donna da me desiderata‭ ;

lei,‭ ‬la sola‭ ‬mia musa‭ …


Ma‭ ‬,‭ ‬voi‭ ‬,‭ ‬si voi che dite di avere un'anima‭ !

Fate promesse all'universo‭ ‬,

dettate orgogli ai sussurri‭ ‬,

nel mare dei pensieri‭ vi rifugiate ‬…


Nella bellezza dell’anima ho deposto un tesoro

tra i cuscini dei sonni me lo difendo ;

egli è il genio della lampada ,

quello che esaudisce ogni mio impeto .


E mi disse spaventata la sua ombra :

dentro me sento già la collera dei brividi ;

dei palpiti che cadono nei funebri tonfi ,

ove restano su percorsi di strade sdrucciole .


Oggi che per me il sole sorge all’alba

odo il tuo eco sordo …

il flagello che nei tuoi occhi brilla ,

ove mi dà profumo il tuo seno nudo .


La bellezza dell’anima esce dai cuori freddi

si estende sulle ali degli Angeli ,

su croci singhiozzanti l’amor sanguigno

nei peccati capitali i tanti giocolieri .


Tra le righe vedrò voi quel che siete !


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore.


SI, ero rimasto col divago ,con la mia poesia ,ma oggi entro nel vivo della mia storia e vi narro le mie avventure sulle ricerche dei miei antenati : Era di lunedì ,un mattino di piena estate e seppi che a Zogno nella valle Brembana della bergamasca intorno all'anno 1250 nacque un ceppo della mia gente ,il ramo veniva da Volterra il ceppo principale  allora molto importante e con la discendenza  di Aldino de Maffeo alcuni di loro si portarono in quei luoghi ,o meglio fuggirono da Volterra per le controversie tra Guelfi e Ghibellini .


Dunque non sto qui a narrare tutta la storia dei MAFFEO - POI A MAFFEIS - BERGAMASCHI , ma ve ne dò cenno - la storia completa la trovate nel libro - STORIA DI UN CASATO - AUTORI - IO - GIOVANNI MAFFEO - E IL CUGINO GENEALOGICO  FRANCESCO MAFFEIS -


Quella mattina ero di buon umore mi armai di volontà e di tanta voglia di scoprire qualcosa per ampliare le mie ricerche ,arrivato a Zogno arrivai alla chiesa alla Parrocchia di San Lorenzo - bussai alla casa canonica e mi aprì il don Angelo ,un anziano parroco molto gentile e umile ,mi vide che avevo tra le mani una cartella e mi disse : OH CHE BUONE NUOVE MI PORTA SIGNORE ! Capii che era una battuta accogliente e mi strappò un sorriso , io che ero ansioso di sapere -


Mi fece entrare e mi portò nel salone della casa canonica , mi indicò dei autoritratti ove venivano raffigurati i vari componenti della famiglia MAFFEO - io al momento meravigliato  mi chiedevo : MA SE IO SONO UN MAFFEO DEL SUD , COMA FANNO QUESTI AD ESSERE ANCHE QUI ? Parlammo e mi fece notare sotto il dipinto il NOME MAFFEO -vedi disse don Angelo ,da Maffeo si fecero chiamare in latino a Maffeis -


Sorpreso feci alcune foto e ebbi notizie del loro ceppo che si casò a Stabello una frazione di Zogno ,lì avevano un grande casale , un luogo a dir poco incantevole ove la grande vallata dava spettacolo al grande luogo ;felice di aver fatto conoscenza con don Angelo mi promisi di andarci ancora ,era il tempo primo, quello antecedente alla conoscenza del cugino Francesco ,ero insomma all'inizio della grande avventura -


Salutai don Angelo e gli lasciai alcune copie di alcuni alberetti dei Maffeo avuti dalla biblioteca Guarnacci di Volterra ;anche lui appassionato di genealogia lì accettò volentieri e poi chissà nel tempo cosa ne fece ,seppi che dopo pochi anni morì .


Nel giorno stesso della venuta a Zogno volli recarmi a Stabello , frazione di Zogno , vidi la vallata e il luogo ove furono residenti i primi Maffeo ,poi Maffeis , felice di tutto ciò volli andare oltre e recarmi ad un paesino sottostante dal nome Sedrina, lì c'era un grande cimitero e speravo di trovare alcune lapidi antiche di loro ,ma non mi accorsi che si era fatto tardi e i cancelli del cimitero si chiusero automaticamente -


Rimasi chiuso nel cimitero e mi vennero addosso brividi di paura , nel pensare come potevo uscire ;mi feci coraggio e costeggiai le mura dello stesso ,vidi uno spiraglio , presi una di quelle scale a carrello che si usano per salire sopra a gli oculi per i fiori ai morti , la spostai e la portai vicino al muro ove lo stesso muro non era molto alto e mi permise di scavalcarlo e saltarlo ,dopo tanta paura non vedevo l'ora di tornarmene a casa ma soddisfatto di avere scoperto il ramo Maffeo- Maffeis  DI BERGAMO -


Che dirvi ragazzi per me l'impossibile a quei tempi diventava possibile ,nel seguito vi narrerò le avventure al mio paese di Salza Irpina di quelle di Candida ,paese di mio padre ,di Solofra ,il ceppo antico ove Stefano Maffeo , il mio progenitore diretto ebbe da re Manfredi la baronia di Salerno e da lui  il suo discendente Antonio Maffeo si portarono a SOLOFRA ove ebbero lustro e fu grande e numerosa la famiglia Maffeo poi anche a Maffei -


QUESTA storia dei  Maffei fu contestata dai tanti Maffei , come dire : non si riconoscevano tra di loro ,per il cognome -ma come si sa bene ,dal patronimico e cioè il nome Maffeo , nasce il de Maffeo come appartenenza ,poi nei secoli a cognome - Maffeo- Maffei - Maffeis e altri derivati - questo mi fece incaponire e dare a questi increduli i significati e gli attestati antichi per far capire loro come realmente nacque il cognome tutti della stessa discendenza portando avanti negli anni prove concrete e determinate -


Che dire, ero giovane e forte da spaccare i sassi , oggi -24-06-2024  CHE SCRIVO questa narrazione è il mio onomastico - SAN GIOVANNI BATTISTA - e  mi prometto di portare a compimento questo scritto dando a voi chiare spiegazioni della mia avventura genealogica -

MA SI, OGGIMI VOGLIO ROVINARE ! VOGLIO DIRE CHI ERA SAN GIOVANNI :

Lei non lo sa che la vivo‭ ‬.

Anche tu sei l’amore‭ !

A me proibito che vengo dall’ignoto‭ ‬,

deluso per il troppo entusiasmo‭ ;

per avere acceso fuochi tempestosi‭ ‬.

Oh mare‭ ! ‬Ti paragono a colei che amo‭ ‬:

a lei che non sa che la vivo‭ …

che rende nuovi i giorni miei‭ ;

mi dà‭ ‬brio luce aria‭ ‬,ricchezza nel mio cuore‭ ‬.

Ed io gli scrivo poemi d’amore‭

la penso nelle ore della sera‭ ‬,

nella febbrile essenza amore stillo‭ ;

sospeso tra l'incerto sulla terra vado a spasso‭ ‬.

Lei non lo sa che possiede l’arma del perdono‭

porta con se l’oro dell’estate‭ …

il paradiso è il suo corpo nudo‭ ;

ha il viso di un angelo ed è smarrita‭ ‬.

Lei non lo sa che la vivo‭ !

Che fremo al pensiero di lei‭ ‬,

tra i canti delle instancabili cicale‭ ;

nei momenti di sfiducia e mala noia‭ ‬.

Sei bella donna‭ ‬,tanto cara la bella femmina‭

il mattino ti somiglia‭ ‬,fresca di rose e palpiti di luce‭ …

accendi torce a nervi tesi‭

nell’azzurro‭ ‬,‭ ‬al rosso sole‭ ‬.

Somigli ai bozzoli di farfalla si schiude e in esso voli‭

ove le cime sono tempestose fanno vibrare l'anima che tace‭ ‬.

Lei non lo sa che la vivo e in segreto l’amo‭ …

il cuore mio in silenzio freme‭ ‬.

Giovanni Maffeo -Poetanarratore‭ ‬.

L'ACQUA DI SAN GIOVANNI .

Il 24 giugno è la notte di San Giovanni, da sempre considerata una notte magica, che segue il solstizio d’estate quando il sole è al suo apice e imprime forza e vigore alla natura e alle sue creature.

Gli antichi credono che questa notte sia particolarmente magica perché proprio in questa notte “cadde la rugiada degli Dei“, leggenda nata dalla credenza che il solstizio d’estate sia la porta attraverso la quale gli dei facevano passare i nuovi nati sotto forma di rugiada.

San Giovanni Battista (Regno di Erode, fine I secolo a.C. – Macheronte , 35 d.C. circa) fu un asceta fondatore di una comunità battista, venerato da tutte le Chiese cristiane e presente anche nel Corano col nome di Yaḥyā come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto.

Questa festa in onore di San Giovanni è da considerarsi il primo giorno di una nuova stagione e di magia, dove la natura si trova nel suo massimo vigore e splendore, dove la rinascita è forte e bisogna incanalare queste forze per non incorrere in eventi avversi, che si possono manifestare sotto forma di malattie, siccità e tempeste, e che possono rovinare i raccolti.

La leggenda narra che durante questa notte il sole, rappresentato come il fuoco, si sposi con la luna, rappresentata come l’acqua, e da questa credenza nascono i riti dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare.

In questa notte le piante e i fiori vengono influenzati da una particolare forza e per sfruttarle al meglio si può preparare l’acqua di San Giovanni.

Un’altra leggenda narra che durante questa notte magica e ricca di forza, le streghe si riunissero attorno ad un antichissimo albero di noce, e con i frutti di questi alberi stregati, ancora verdi e madidi di rugiada preparassero il nocino, un liquore considerato terapeutico.

Preparare l’acqua di San Giovanni

Per preparare l’acqua di San Giovanni bisogna raccogliere, durante la vigilia del 24 giugno, una misticanza di erbe e fiori che può essere composta da ginestre, papaveri, fiordalisi, petali di rose canine e di rose coltivate, caprifogli, foglie profumatissime dell’erba di santa Maria, menta, iperico (chiamato anche erba di san Giovanni che ha proprietà paragonabili ad alcuni psicofarmaci), mazzi di sambuco, garofanati, trifoglio, ranuncoli, lavanda, camomilla matricaria, timo, amaranto, basilico, salvia, rosmarino, centinodio, mentuccia, malva e foglie di noce, artemisia (chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana-Artemide), finocchio selvatico (potente amuleto utile ad affinare l’occhio negli inganni), l’avena (simbolo d’abbondanza che aiuta a fare la scelta giusta).

Al tramonto bisogna immergerle in un bacile d’acqua e lasciarle fuori tutta la notte in modo che la rugiada magica vi si depositi sopra.

La mattina del ventiquattro ci si può lavare il viso e il corpo con questa acqua profumata, in un rito sacro e misterioso tramandato da anni, quest’acqua ha il potere di preservare dalle malattie, scacciare il malocchio e la malasorte. Si possono immergere i bambini che usufruiranno dei benefici delle piante asciate a macerare e ne ricaveranno una pelle profumata e purificata.

Volendo si può anche raccogliere la rugiada magica che si forma durante la notte di San Giovanni e usarla al mattino per purificare viso e corpo, si narra che fosse utile per far ricrescere i capelli, favorisse la fecondità, curasse la pelle ed allontanasse le malattie

La rugiada si può raccogliere in diversi modi, volendo si può anche rotolare sopra l’erba bagnata durante le prime luci dell’alba… ma di solito si usa raccoglierla trascinando una pezza sull’erba che si impregnerà dell’acqua della notte.

Si può anche scavare una piccola buca in cui infilare un contenitore e ricoprirla con un telo impermeavile o un nylon con un foro in prossimità del contenitore, in modo che durante la notte la rugiada si posi sul telo e scivoli dentro al contenitore.

Un’altra usanza della notte di San Giovanni sono i fuochi, accendere un fuoco durante questa notte è un rito propiziatorio e purificante infatti si crede che scaccino i demoni e le streghe e prevengano le malattie.

Danzando intorno al fuoco si scaccino le streghe che volano nel cielo prima di andare al mitico noce di Benevento dove si tiene il loro convegno annuale; si rafforzino con la catena delle mani l’amicizia e la solidarietà; si diventi immuni dalle avversità saltando le braci avanti e indietro.

E poi si crede che i giovani che salteranno le braci del fuoco si sposeranno entro l’anno e saltare in coppia favorisce la nascita di un bimbo.

La cenere dei fuochi di San Giovanni, sparsa nei campi, si pensa che protegga i semi dai parassiti, mentre un tizzone spento di questo fuoco magico protegga la casa dai ladri.


E dopo il mio onomastico e la storia di San Giovanni vi parlo di una delle tante mie venute in meridione , alla mia terra Irpina : ricordate che vi ho narrato del contrasto avuto di mio padre con i suoi parenti ... si, da quello andai più volte da mia zia Francesca e mi recavo all'archivio di stato di Avellino ;lì , chiedevo notizie dei miei antenati nei fondi notarili ove i miei progenitori ebbero lustro e proprietà infinite .


Tra i tanti testamenti ,trovai il testamento di Giovanni Battista Maffeo di Solofra mio progenitore ove lascia ai suoi eredi le proprietà nei paesi in provincia di Avellino -di San Potito Ultra - di Taurasi - di Candida - paese di mio padre - di Solofra e altri -qui ne riporto documento -

di cui al suo nipote di secondo letto Tommaso che sposa a Candida ed ebbe dal nonno il casale alla contrada Piscarielli -


la sua cappella in Solofra presso la stazione ferroviaria del 1613 x i dettagli sono precisamente dettati nel libro STORIA DI UN CASATO -















































































ALTRI DOCUMENTI IMPORTANTI SONO QUESTI CONSERVATI NELL'ARCHIVIO DI STATO DI SIENA OVE ATTESTANO L'APPARTENENZA AL MIO RAMO DIRETTO CHE DA SIENA SI PORTANO NEL REGNO DI NAPOLI 














































































QUI IL PALAZZO GENTILIZIO DI GIOVANNI  BATTISTA MAFFEO  A SOLOFRA 




























































QUI IL FRONTE SPIZIO DELLA CAPPELLA  DI GIOVANNI BATTISTA MAFFEO A SOLOFRA 


































SI quel giorno trovai cose che mi fecero drizzare i capelli e altre documentazioni  sempre narrate e illustrate nel libro - STORIA DI UN CASATO - 





SI, QUEL GIORNO FU PROPIZIO - ebbi un tesoro da portare a casa e lo tenevo stretto nel cuore da tanta emozione ; mi sentivo raggiante , finalmente scoprivo la mia famiglia chi era , chi era stata e le tante loro attitudini ,scoprivo l'immenso ,quello che dall'antica Anatolia  ove la stirpe DORICA aveva prodotto e colonizzato una parte dell'impero greco con i suoi  ,i miei antenati, i cavalieri MAFFIOTI - DISTINTISI  NELL'IMPERO GRECO AL TEMPO DI COSTANZO I - ove i loro primi avi appartennero ai mitici imperi della mitologia GRECA -

Che dire ,queste scoperte nel tempo mi fecero sentire importante , una importanza naturale ,umile ,ma che mi dava coraggio  per le tante differenze  di quel periodo dove come detto si era additati per essere MERIDIONALE - Dunque era un quid ,di sicurezza , scoprivo la storia , non solo quella della mia famiglia ,ma quella dei tanti che come me vogliono sapere di un sentimento genuino ove gli stessi  grazie a loro con le loro nefandezze mi hanno spronato a sapere , a raccogliere la vita - 




L'amore sospeso.

Fu di luglio che giacemmo il limpido mattino‭ 
fosti libellula‭ ‬,l'aquilone nella sera‭ ‬,
la più cruenta‭ ‬,l'afasia che fermò il sangue‭ 
il brusio inquieto del strozzato‭ ‬rito‭ ‬.

E dalla tua voce ebbi inquietudine‭ ‬pura‭ !
Nell'altro‭ ‬me si fermò l'immagine‭ ‬...
nei sentimenti‭ ‬inquieti‭ ‬,a credere che esistesse la tua favola‭ ‬,
la malia ingorda del mio mal di vivere‭ ‬.

Fu l'amore sospeso a darmi‭ ‬gli inquieti sogni‭ 
a pensare che quell'amore tanto cieco finiva‭ ‬,
si sgretolava in un mare di bugie e di parole‭ ;
di echi sordi che per me non sentivano ragioni‭ ‬.

S’accartocciava la mia‭  ‬in pallone fatto di cartone‭ 
tutto addosso mi crollava tra le mie immonde braccia‭ 
mi sotterravi tra i cipressi e rose infette‭ 
sotto una fontana ove cadevano lacrime e singhiozzi‭ ‬.

Ma poi su di me posasti il capo‭ ‬...
e tuffasti la lingua nel mio cuore‭ ‬,
nei‭ ‬consensi iniqui di labbra confuse‭ ;
apristi l'era del fasto erotismo‭ ‬.

Sospeso fu il tempo‭ !
Tra la mia ombra frugasti l'empatia‭ ‬,
per sapere se ti amavo se potevo darti l'avventura‭ ‬...
il piatto ricco che fa tremare l'anima‭ ‬.‭ 

Giovanni Maffeo‭ ‬.‭ ‬Poetanarratore‭ 

‭Scoprivo me stesso ,un viandante venuto dal sud dell'Italia , ove la terra brucia di orgogli e regala all'amore i profumi del fieno , regala la bellezza del sangue permaloso ... 
‭Tornato a Bergamo mi appartai nella mia taverna ove avevo allestito un grande ufficio ,il materiale ricercato dei documenti cominciava a diventare tanto e lo catalogai  separandone la provenienza ;sul grande tavolo del salone avevo il grosso pannello di cartone ove ogni scoperta di un mio antenato lo aggiornavo facendone un grande albero genealogico -

‭E intanto scrivevo il memoriale storico genealogico , ,come sto facendo ora con questa narrazione, giorno dopo giorno aggiungevo le molte scoperte fatte e narravo , narravo ... si narravo il mio desiderio per portare avanti la mia passione .
‭In una visita a casa mia di Francesco si complimento di ciò che stavo facendo e che dire sempre più approfondivamo la nostra ricerca .

‭In un'altra occasione mi recai all'archivio di stato di Napoli ove anche lì ebbi dei buoni risultati ,giocavo in casa e ogni volta per me era una avventura , una occasione buona per gustare il nettare degli dei ,il vino delle terre Irpine , un vitigno greco dal ceppo  AGLIANICO - i mie cugini lo coltivavano ed era genuino ,limpido puro , scendeva giù che era una bellezza ,oh che goduria ! Furono diverse le mie venute al sud e diverse le bevute ,bevute moderate ove spesso ne portavo qualche bottiglia a casa , a Bergamo .

‭MA GIOCHIAMO ANCORA CON LE PAROLE CON LE STORIE DI GIOVANNINO ,LE MIE STORIE OVE NE VOGLIO RIPORTARE UN TRATTO -

La tata‭ (‬Rosina‭ ) ‬e la focaccia imbottita.‭ 
Premessa di presentazione.

Da qui parto con una serie di miei racconti‭ ;‬piccole storie ambientate e vissute nel quotidiano di quei tempi in terra Campana‭ ‬,ai piedi del monte Vergine‭ ‬,santuario famoso di quei luoghi in provincia di Avellino la mia terra‭ ! ‬Esattamente sita nel paese di Salza Irpina, nell’entroterra Irpinia.‭ ‬Storie brevi dove si vuole evidenziare le immagini di quei tempi e luoghi e della ricostruzione del dopo guerra e la sua industrializzazione,‭ ‬ricorrente agli anni sessanta‭ ‬.

Quello che vi sto per raccontare ebbe inizio molti anni fa‭ ‬.Erano gli anni sessantadue‭ ‬,l‘anno prima della mia‭  ‬migrazione‭ ‬,‭ ‬di Giovannino in terra Bergamasca‭ ‬.In quel l’anno aveva nevicato molto e la casa di campagna dove Giovannino abitava con i suoi genitori era coperta da una grande coltre di neve enorme con accanto alberi di mandorlo e di Celso che facevano da cornice all’immagine del paesaggio imbiancato‭ ‬.‭ ‬Tutto ciò non impediva a Giovannino di muoversi e andare nei viottoli della sua campagna ‭ ‬a fare i suoi giri e raccogliere qualche ultimo frutto rimasto su gli alberi‭ ‬.‭ ‬Con abiti malconci ma puliti‭ ‬,lui e sua sorella Giovanna al mattino presto continuavano ad andare in paese a portare il latte ai vari signori che lo chiedevano‭ ‬.‭ ‬Con scarpe rotte e tanta buona volontà si incamminavano felici in mezzo alla neve‭ ‬,il paese restava distante ‭ ‬un paio di chilometri‭ ‬,ma con ciò la distanza non li scoraggiava‭ ‬,Giovannino fiero e orgoglioso ammirava con gioia quello scenario tutto bianco e quasi gli volesse dire‭ ‬:‭ ‬resta sempre così‭ ! ‬Che restasse sempre uguale, forse già allora apprezzava la purezza del bello che in quelle immagini naturali lui ne traeva poesia.‭ 



Camminava frettoloso perché la giornata era piena di impegni e a una età come la sua‭ “‬sette anni‭ “‬era eccessivo svolgere tutto‭ ‬:la scuola, il ciabattino dove andava dopo la scuola, la nonna eccetera,‭ ‬eccetera‭ ‬.‭ ‬Dal ciabattino,‭ ‬li per volere del padre a lavorare le scarpe e per non restare in ozio con gli amici sulle strade del paese‭ ‬,seguiva la sera con i compiti‭ ‬,sempre più difficili‭ ‬,e Giovannino proprio non ne voleva sapere‭ ‬,la matematica poi era il suo flagello‭ ‬,ne capiva poco e non gli entravano in testa i numeri‭ ‬,erano più le sberle del padre che quello che capiva‭ ‬,d’altro canto in quella realtà rurale di quei tempi tutto restava difficile e precario‭ ‬.‭ ‬Nelle serate che seguirono‭ ‬,esattamente ogni Giovedì e il Sabato di ogni settimana il proprietario delle terre‭ ‬,Giuseppe Capozzi‭ ‬,invitava a tutti i suoi coloni al suo palazzo che si trovava al centro del paese di Salza Irpina‭ ‬,li il maestoso camino con in torno tutti i coloni e il proprietario delle terre‭ ‬,ad un lato del salone‭ ‬,in alto su di un mobile la televisione‭ ‬,una delle prime‭ ‬,dove in quel preciso giorno di Giovedì o di Sabato davano lascia o raddoppia‭ ‬,‭ ‬mentre la sera del sabato davano canzonissima , programmi televisivi di quei tempi li,‭ ‬in quel punto della casa c’era l’angolino dei più piccoli‭ ‬,i figli dei coloni‭ ‬.‭ 

… l’attesa della tata era la nostra gioia‭ ‬,focacce ripiene di carne ci deliziava il palato e la fame che avevamo e i dolci che lei stessa faceva con cura‭ ‬.‭ ‬Si chiamava Rosina‭ ‬,la tata e serva del padrone‭ ‬,noi la chiamavamo Rosinella‭ ! ‬Dopo finita la serata e dopo i vari argomenti dei coloni sul come e quando il da fare per le culture di primavera e le varie spartizioni di mezzadria col padrone‭ ‬.Si tornava a casa a sera tarda e nonostante la distanza e il freddo tutto appariva splendente e luccicante‭ ‬,sotto una luna chiara che indicava la strada del ritorno‭ ‬,

UN PO‭’ ‬COME IN QUEI LUOGHI SPERDUTI DELLA TERRA OVE SI VEDE L‘AURORA BOREALE‭ ‬.‭ 

Seguirono giorni‭ ‬,e un bel giorno per una commissione fatta a suo padre Giovannino andò a casa dal proprietario delle terre‭ ‬,li la tata Rosina pronta ad accoglierlo‭ ‬,a darle quella focaccia che lui s’aspettava di avere‭ ‬,la fame si sentiva a quei tempi e Giovannino aspettava solo quello‭ ‬,‭ ‬un pezzo di pane pieno di una enorme bistecca profumata‭ ‬,che meraviglia‭! ‬La Rosina chiedeva spesso notizie della famiglia di Giovannino e di lui stesso‭ ;‬chiedeva come andasse a scuola e della situazione economica‭ ?‬Lui schietto gli rispondeva:‭ ‬si tata Rosina‭ ‬,non vado molto bene a scuola‭ ‬,la matematica per me è un disastro‭ ‬,i numeri non mi vogliono entrare nella testa‭ ‬,poi la letteratura è un disastro,‭ ‬è farcita di errori grammaticali e quindi sono proprio un asinello,‭ ‬detto in dialetto‭ ‬,un ciuccio‭ ! ‬E‭’ ‬come stappare le orecchie ad un sordo,‭ ‬o a un somaro‭ ‬,non so come fare‭ ?‬C’è per fortuna un mio amico di banco Giuseppe Picardo che a volte quando non ho fatto i compiti a casa‭ ‬,mi fa copiare dai i suoi‭ ‬,‭ ‬altrimenti mio padre se ricevo la nota dalla maestra mi riempie di botte‭ ‬,mentre per i temi e qualche pensiero di prosa me la cavo‭ ‬,anche se pure li sono un disastro‭ ‬,in grammatica poi, insomma tata Rosina sono un asino a tutti gli effetti‭ ‬,mi dovrebbero dare il diploma di ragliatore‭ ‬.‭ ‬Lei paziente e comprensiva gli rispose:‭ 

Giovannino non disperare‭ ‬,fatti aiutare da qualcuno‭ ! 

Come faccio‭ ?‬La mia famiglia è povera‭ ‬,mio padre e mia madre lavorano la terra‭ ‬,a volte al chiarore della luna per non sudare di giorno sotto il sole cocente‭ ‬.‭ 

Capisco disse lei annuendo e chinando il capo dal dispiacere‭ ‬,sai Giovannino‭ ‬,questi anni sono anni bui‭ ‬,in Italia c’è fermento‭ ‬,c’è la ricostruzione del dopo guerra ed è tutto precario e difficile‭ ‬,devi capire figlio mio‭ (‬termine d’affetto usato in quei luoghi‭) ‬e se tutti ci diamo una mano‭ ‬,tutti soffriremo di meno e sicuramente arriverà il benessere vedrai.‭ ‬Sai tata Rosina gli disse Giovannino confidandosi del chiacchiericcio famigliare‭ ‬,ho appreso dai miei una notizia che mi ha fatto rimanere sconcertato e a dire il vero dispiaciuto quale disse lei‭?

Il fratello di mia madre‭ ‬,che fa il militare in alta Italia vuole che ci trasferiamo li‭ ‬,ci sono molte possibilità di lavoro e si potrà stare meglio‭ ‬.‭ 

Rosina attenta ascoltò tutto con la massima attenzione e gli disse che era un bene emigrare in quelle terre e che li noi figli potevamo trovare un futuro e una migliore vita.‭ ‬Giovannino annui e disse poche parole‭ ‬:si tata Rosina dici giusto‭ ‬,mi sacrificherò anche se dispiaciuto‭ ‬,sacrificherò lasciando la mia terra‭ ‬,la mia gatta‭ ‬,il mio cane lasciarli soli è triste, le mie galline che con le loro uova mi hanno sfamato‭ ‬,la nostra mucca che con il suo latte al mattino mi ha saziato e dato forza di affrontare la dura giornata‭ ‬,sacrificherò me stesso dispiaciuto di lasciare il mio luogo nativo‭ ‬,i miei amici e compagni di piccole avventure ricominciando una nuova vita.‭ ‬La Rosina con la testa china sorrideva e annuiva ma poi gli fece una carezza‭ ‬,come per dire‭ ‬:quanto bene lei gli esprimesse‭ ‬.Gli dette un bel tozzo di pane con dentro la solita carne impanata‭ ‬,‭ ‬una bistecca alla milanese‭ ‬,e si che lì si era in pieno sud‭ ‬.‭ ‬Vai ora Giovannino si è fatto tardi e non vorrei distoglierti dai tuoi numerosi impegni‭ ‬.‭ 

Si cara tata Rosina si è vero si è fatto tardi devo sempre correre‭ ‬.anche quando la sera torno dal ciabattino per la paura che si fa buio e non posso passare per la strada sdrucciola dove c’è la cappella della madonna delle grazie, la madonna incoronata‭ ‬,la patrona del paese‭ ‬,sai ho paura del buio e vorrei sempre la luce del sole o del chiarore della luna.‭ ‬Passò qualche anno e Giovannino emigrò con la sua famiglia in Lombardia‭ ‬,in terra Bergamasca ebbe tanto da quella terra e dette tanto per averlo‭ ‬,ma questa è un’altra storia un altro capitolo‭! 

Dalle storie di Giovannino

Giovannino dalla nonna‭ ‬.‭ 

Come già precedentemente detto Giovannino si alzava presto in quella casa di campagna‭ ‬,‭ ‬molto presto!Sua madre gli preparava la colazione che era fatta di latte,‭ ‬appena munto‭ ‬,una bella zuppa‭ ‬,‭ ‬con pane fresco fatto da lei nel forno a legna‭ ‬.‭ ‬Dopo un po'‭’ ‬di sbadigli e qualche stiramento Giovannino si preparava per andare a scuola e con sua sorella Giovanna si incamminavano ‭ ‬verso il paese di Salza Irpina.‭ ‬Portavano il latte ai paesani‭ ‬,quelli che ogni giorno lo ordinavano,‭ ‬e con tanta forza e volontà arrivavano al paese stremati da quel peso di quella cesta piena di bottiglie di latte.‭ 

Passavano casa per casa lasciando fuori dalla porta la bottiglia di latte piena e ritiravano la vuota e poi con gran fretta la Giovanna tornava a casa,‭ ‬per poi trovarsi con una sua amica per andare assieme a un corso di ricamo‭ ‬,mentre Giovannino andava a scuola portando con se un mazzo di viole‭ ‬,di queste già ve ne ho parlato in precedenza quelle che il giorno prima aveva raccolto per la sua maestra‭ ‬.‭ ‬A volte quella sua maestra veniva sostituita da un supplente‭ ‬,un maestro‭ ‬,molto severo e rigido‭ ‬,questi aveva sempre con se una bacchetta e a chi non faceva i compiti gli faceva aprire il palmo della mano e giù bacchettate fino a farne rimanere il segno.‭ 



Giovannino ne faceva spesso di errori‭ ‬,e come detto aveva una vita travagliata‭ ‬:‭ ‬portava il latte in paese‭ ‬,‭ ‬andava a scuola,‭ ‬poi dal ciabattino al pomeriggio, e la sera con suo padre a fare i compiti fino a tardi‭ ‬,‭ ‬insomma una giornata piena‭ ‬,tutto ciò gli causava poca concentrazione per gli studi‭ ‬.‭ ‬Arrivò il tempo delle vacanze scolastiche e al mattino si recava da sua nonna paterna‭ ‬,la nonna Giovanna‭ ‬,lì si trovava bene ed era ben voluto‭ ‬,era al centro dell’attenzione‭ ‬,veniva coccolato da questa nonna Giovanna‭ ‬,tanto coccolato che lui al fine se ne approfittava e prendeva occasioni per farsi dare le lire‭ ‬10‭ ‬,‭ ‬queste gli servivano per andarsi a comprare un cono gelato al gusto di limone‭ ‬,una bontà che non voleva rinunciare.‭ ‬Non sempre la sua nonna era disposta a dargli questi soldi e lui si arrabbiava talmente forte che prendeva i sassi e gli li tirava addosso‭ ‬,‭ ‬lei impaurita e stizzita da quel comportamento poco serio e ineducato ci rimaneva male.‭ ‬Un bel giorno non ne sopportò più di quel gesto furioso e si arrabbiò talmente tanto e gli disse testuali parole:‭ ‬caro mio nipote appena viene il carabiniere a comprare le uova ti faccio arrestare ti faccio portare in prigione‭ ‬,lo disse così seriamente che Giovannino ci credette davvero.‭ ‬Da lì a qualche giorno dopo capitò in cascina il carabiniere‭ ‬,un omone molto alto con una bella divisa,‭ ‬sembrava imbalsamato tanto era acchitato‭ ‬,era una persona tutto d’un pezzo,‭ ‬la nonna vedendo questo signore subito gli disse:‭ ‬arresta questo malandrino‭ ‬,ogni giorno mi tira i sassi‭ !‬Vuole da me sempre i soldi per il gelato.‭ ‬Giovannino scrosciò in un poderoso pianto‭ ‬,tanto che per calmarlo il carabiniere lo prese in braccio e gli diede‭ ‬40‭ ‬lire‭ ‬.‭ ‬Erano‭ ‬4‭ ‬coni gelato da comprare‭ !‬Tra se sorrise calmandosi immediatamente.‭ ‬Fu così che da quel giorno non tirò più i sassi alla nonna‭ ‬,ma gli andava vicino abbracciandola e a dargli i bacini,‭ ‬come un ruffiano insomma‭ ‬,capì che era il metodo migliore per farseli dare‭ ‬,cosa che lei solo quello si aspettava da lui.‭ ‬Comprò tanti coni gelato al gusto di limone e se le gustò a sazietà.‭ 

La nonna Giovanna nacque a Boston‭ ‬,in America e con suo padre e altri due fratelli ritornarono a Candida paese in cui poi nacque mio padre‭ ‬,paese che come detto trovò radici del mio ramo genealogico nel‭ ‬1650‭ ‬da Tommaso che venne da Solofra AV.‭ ‬Questa nonna paterna restò vedova dopo la morte del marito‭ ‬,‭ ‬nonno Giovanni‭ ‬,mio padre era giovanissimo e non ricordò neppure il volto‭ ‬.‭ ‬Conobbi solo il patrigno‭ ‬.

Come detto la nonna Giovanna era molto affezionata a questi nipoti in particolare a Giovannino e a Giovanna‭ ‬,forse perché erano quelli più grandini e i più presenti a casa sua‭ ‬,spesso quando la andavano a trovare gli faceva trovare sempre qualcosa da mangiare come pure quando li portava alle gite organizzate‭ ‬,queste gite erano quasi sempre dirette a santuari di quei luoghi‭ ‬:Monte Vergine,‭ ‬san Gerardo‭ ‬,‭ ‬Pompei e altri‭ ‬.‭ ‬Erano gli anni sessanta‭ ‬,anni in cui si ricominciava a vivere‭ ‬,‭ ‬ad avere speranza‭ ‬,‭ ‬di ricostruire un qualcosa dopo le bombe degli americani‭ ‬,e le sevizie fatte alle giovani donne da soldati alleati all’America e alla Francia‭ ‬,erano porci,‭ ‬non liberatori‭ ‬,stupravano le giovani fanciulle rovinandogli l’esistenza‭ ‬.‭ LEGGI LE MAROCCHINATE DI MORAVIA - 



Bene , dopo il racconto di Giovannino , personaggio da me creato ove io narro le mie piccole storie fanciulle ,trovo i miei spazi immensi per rimembrare un qualcosa che mi fa sentire vivo , mi da la gioia fanciulla .
Si, la narrazione continua : dopo aver aperto il laboratorio con mia moglie acquistammo sia i locali che una villetta adiacente al negozio in modo che potevamo muoverci ed essere vicini al lavoro -

Un grande negozio ove mettemmo tutte le attrezzature necessarie per il lavaggio dei panni a secco , lavorammo molto in quei anni e per anni pagammo debiti su debiti facendo e onorando gli impegni presi ,intanto la famiglia cresceva a tre figli: due maschi e una femmina ,tutto proseguiva bene e come detto innanzi sotto in taverna avevo creato un ufficio per la ricerca genealogica -

E fu la ricerca stessa a donarmi la poesia ,tra i tanti notarili della mia gente Maffei di Verona , dell'archivio di stato ,trovai dei sonetti ,un mio caro antenato li aveva lasciati in memoria ,li lessi e mi incantarono a tal punto che cominciai a stropicciare i fogli con l'inchiostro del cuore ove ogni mio pensiero era per questi miei antenati -

Erano gli anni ottanta ,i primi computer uscivano e internet si diffondeva ,così la sua mente che prese forma per poi scrivere poesia ;Da tempo che Giovannino si da dà fare per rendere maggiormente famigliare un dialogo virtuale, da tempo che trova ostacoli d’ogni sorta e spesso viene frainteso:‭ ‬forse per il suo modo di fare‭ ‬,di salutare di abbracciare e baciare tutti affettuosamente come faceva da bambino‭ ‬,di raccontare di se senza nessuna maschera‭ ‬,di esprimere il suo pensiero a difesa di chi si affaccia per la prima volta a fare poesia‭ ‬,quasi come un difensore senza titolo e ne parte‭ ‬,di dare quel pizzico di calore umano che tutti ne abbiamo bisogno,‭ ‬compreso Giovannino‭ ‬,altrimenti cosa ci stiamo a fare su questa terra in un contesto poetico,‭ ‬tra la gente‭?

Il poeta‭ ‬,‭ ‬il vero poeta ha il volto dell’afflitto ne richiede attrazione e attenzioni per la sua vita‭ ‬,il suo essere affettuoso e loquace‭ ‬,dove trovare comprensione e affetto per esprimersi e per ispirarsi‭ ; ‬chi lo capisce‭ !‬Va bè ma questo resta un mio è un mio parere e una mia enfasi personale ed è un’altra storia‭ …



So che per molti il piangersi addosso è una enorme banalità‭ ‬,per Giovannino è attenzione‭ ‬,è crescita di vita‭ ‬,di cultura‭ ‬,‭ ‬apprendere da altri un qualcosa che lui nel tempo passato non ha mai avuto, forse può sembrare strano‭ ‬,come se fosse una richiesta di carità‭ ?‬Non è così‭ !‬Lui ha frequentato solo la terza media‭ ‬,forse gli l‭’ ‬hanno pure regalata per anzianità di frequenza‭ ‬,ma che comunque la sua volontà di applicarsi, la sua testardaggine di autodidatta e per la passione dedita alla poesia‭ ‬,si forma in lui la sufficiente mediocrità sopportata dalla passione‭ ‬,appunto per il canto poetico e per il suo ricordo fanciullo.

Da qui e nell’età fanciulla ha sempre reso palpabile il pensiero ove spesso ha condiviso pareri e affinità d’ogni genere‭ ‬.Nel suo paese di Salza Irpina era considerato un buono e spesso si affacciava alla vita con il sorriso‭ ‬,per molti era considerato il pulcinella o l’Arlecchino per i suoi colori che emanava dalla sua folta chioma e i suoi abiti che a quei tempi bisognava indossare quello che passava il convento‭ ‬,si sa che era il dopo guerra e i soldi erano pochi‭ ‬.



Come detto in tarda età‭ ‬,nel tempo passato ricercava anime perse‭ (‬genealogia‭) ‬cercava la sua vera identità diffusa nell’antico progenie‭ … ‬mah‭ ! ‬Per un lungo decennio a mettere assieme tutti o quasi in memoria i suoi trascorsi genitori‭ ‬.‭ ‬In questo percorso stimolato da forti sentimenti in lui è nata la poesia‭ ‬,ed è grazie a questo sentire e a un sito letterario ha trovò poi la possibilità di buttar fuori il suo essere‭ ‬,forse per qualcuno lui è patetico‭ ‬,sgrammaticato o quant’altro‭ ‬.All’inizio della sua avventura virtuale spesse volte voleva ritirarsi‭ ‬,lasciare tutto quello che lui voleva a tutti i costi apprendere e portare avanti con tenacia‭ ‬,ma la sua curiosità lo spingeva sempre più avanti e non solo nella conoscenza poetica‭ ‬,ma quella delle persone sempre più strane‭ ‬,forse perché già lui di per se lo è.

Spesso voleva crescere amicizia virtuale per poi concretizzare in una sorta di incontri per unire un unico sorriso‭ ‬,cosa molto ardua da fare‭ ‬,qualcuno li chiamò picnic da quattro soldi‭ … ‬forse aveva ragione anche questo è vero‭ ‬,però come può essere vero quello che ha comunicato a Giovannino un amico di pensiero:



‭“‬Caro Giovanni,‭ ‬ho letto per caso il tuo lungo sfogo,‭ ‬nel commentare le

poesie di‭ …‬..‭ ‬Sono certo che a spingerti in tal senso sia

l'affetto che tu provi per gli altri frequentatori‭ ‬,‭ ‬col desiderio

di costruire una comunità di lettori tutti pieni d'amore e di rispetto l'uno

verso l'altro.‭ ‬Nobile scopo il tuo,‭ ‬lo dico senza ironia.

Tu per primo sai però che ciò è pura utopia e bisogna stare coi piedi per

terra,‭ ‬il che non significa disprezzare il tuo tentativo,‭ ‬quanto accettare

che all'interno di un sistema convivano‭ "‬sensibilità‭" ‬diverse.‭”



Sensibilità diverse‭ ‬,ed è vero‭ ! ‬Non si può pretendere nulla da nessuno‭ ‬,o quantomeno limitarsi e stare distanti‭ ;‬con le parole‭ ‬,con i saluti‭ ‬,per non rischiare di essere frainteso‭ …



Ma perché‭ !… ‬si domanda Giovannino‭ ‬,perché questa indifferenza‭ ‬,cosa possiamo portare via con un semplice saluto CON UNA PAROLA‭ … ‬cosa‭? ‬Sicuramente questa incomprensione da parte di Giovannino è dovuta alla sua bassa cultura e lo porterà a capire lontano nel tempo le maggiori ragioni‭ ‬,però lui si domanda‭ ‬:‭ ‬ma allora se altri sono maggiormente colti perché non ne danno esempio‭ … ‬insegnamento‭ ?

***



Ma torniamo a al passato remoto‭ ‬,quando lui fanciullo viveva una vita bambina e il virtuale non sapeva nemmeno cosa fosse‭ ‬,non conosceva il senso dell’amore e le squallide conseguenze‭ ‬.

Comunque anche in quel tempo fu deluso‭ ‬,incompreso per quello che faceva e per quello che volesse‭ ‬,e lui ne faceva di cose‭! ‬Lavorava come un adulto‭ ‬,o forse più ,ma questo da fare ai suoi‭ ‬,a suo padre‭ ‬,a sua madre non gli importava, o meglio gli importava‭ ‬,ma in quella epoca il bisogno c’era,‭ ‬quindi bisognava rimboccarsi le maniche e il fondo dei pantaloni‭ ‬.‭ 


Capitò un giorno che fu chiamato da suo nonno materno‭ (‬Giangregorio Saverio)padre della mamma di Giovannino di casata antichissima i‭ (‬Gregoriani del nord Europa‭ ) ‬,un ramo di esso‭ ‬,quello appunto del nonno Saverio si casò nell’antico tempo nella zona di Apice‭ ‬,un paese in provincia di Benevento e non di Avellino‭ ‬,e come detto nella precedente rappresentazione Benevento e i suoi luoghi limitrofi fu teatro dei primi abitatori delle tribù Barbare e Sannite‭ ‬.‭ ‬Fu nel periodo delle invasioni barbariche che molti eserciti nordici invasero e saccheggiarono l’Italia come fu nell’Italia meridionale‭ ‬:


Nel‭ (‬455‭ ‬D.C.‭) ‬Genserico Re dei Vandali saccheggiava Roma e buona parte della Campania e ritolse ai Greci le città di Napoli,‭ ‬Benevento,‭ ‬Spoleto e Perugina‭ ‬,‭ ‬transitando per le nostre contrade di lui rimasto Monte Totila,‭ ‬presso Pescolanciano.‭ ‬Da tutte queste distruzioni consumate da Silla,‭ ‬Alarico,‭ ‬Genserico,‭ ‬arriva nel‭ ‬555‭ ‬Narsete,‭ ‬il quale a nome dell'Imperatore d'Oriente,‭ ‬riordinò un certo diritto pubblico,‭ ‬in forza del quale cominciarono a ricomporsi paesi e città,‭ ‬egli divise le terre in trentasei Ducati,‭ ‬fra i più importanti vi figuravano quelli di‭ ( ‬Spoleto e Benevento,‭ )‬poi nell'anno‭ ‬584‭ ‬fino al‭ ‬590‭ ‬DC.‭ ‬Autari Re dei Longobardi,‭ ‬scese da Pavia,‭ ‬ed attraversando il mezzogiorno d'Italia arrivò a Reggio Calabria e colà conficcando al suolo la sua spada esclamò‭ (‬fino a qua si estende il regno dei Longobardi‭)‬.



COME Già RAPPRESENTATO IN Sanniti‭ ‬,questo popolo che classificato barbaro ma che nel tempo si distinse per le scritture‭ ‬,infatti i longobardi oltre che fondarono i ducati e le varie città‭ ‬,di cui come accennato al paese Santangelo dei lombardi‭ ‬,si trovano rami di questo popolo che si fermò e si casò in quei luoghi unendosi alle etnie già presenti di cui i Sanniti‭ ‬.


Questo per dirvi che il nonno Giangregorio Saverio e la nonna Luisella Sacco erano di discendenza longobarda‭ ‬,cassatasi dai loro progenitori nei tempi antichi in quei luoghi campani‭ ‬,quindi di carnagione chiara e biondi e rossi di capelli‭ ‬,con pelle lentigginosa‭ ‬,fisicità che Giovannino ha ereditato da essi e non dai Maffeo di cui lui appartiene‭ ‬,i Maffeo invece erano e sono appunto di discendenza greca con pelle olivastra e capelli scuri con qualche riflesso biondo causato dalla mescolanza della razza‭ ‬,qualche suo figlio avrà un bimbo come il nonno Giovannino‭ ‬,infatti i figli di Giovannino sono di queste fisicità greca.





Ma seguiamo il nonno Saverio‭ ‬,lui e la nonna Luisa in quel periodo vennero via da Apice paese suo nativo‭ ‬,dove lasciò ai suoi fratelli e sorelle le terre a loro spettanti‭ ‬.Si casò a Salza Irpina in un grande casale con tante terre da coltivare non distante dalla stazione ferroviaria di Salza Irpina in provincia di Avellino‭ ‬,‭ ‬non molto lontani dalla casa di Giovannino‭ ‬,quel giorno Giovannino come solito andava con i suoi amici a giocare nei pressi della stazione vide suo nonno Saverio ben vestito‭ ;‬aveva la classica paglietta‭ (‬berretto di paglia circolare‭ ) ‬il grosso bastone col pomello di leone e a guinzaglio il grosso cane‭ ;‬il mastino napoletano con intorno al collo un grosso collare pieno di fregi e chiodi ottonati, insomma un vero guappo napoletano‭ ‬.


Giovannino salutò il nonno e carezzo turco‭ ‬,il nome del mastino che spesse volte aveva visto e giocato assieme, il nonno gli chiedeva della figlia‭ ‬,la mamma di Giovannino come stava e con un gesto presuntuoso gli faceva una carezza‭ ‬.Poche erano le parole del nonno ma sufficienti per dimostrargli quel poco d’affetto‭ ‬.Lo invitò a casa sua e gli promise di ospitarlo per qualche giorno, Giovannino acconsenti e il giorno seguente si recò alla sua grandissima casa di campagna.

‭… ‬abbracciato dalla nonna Luisa che gli voleva molto bene Giovannino trovò pure i suoi figli‭ ‬,‭ ‬i suoi zii,‭ ‬anche loro gli fecero festa e dopo tante belle risate e scorribande per i campi arrivò l’orario del pranzo‭ ‬:



Nel grande salone c’era una tavola enorme e un grandissimo camino dava l’immagine di una casa benestante con ogni ben di Dio‭ ‬,difatti in quella casa non mancava nulla‭ ‬,‭ ‬c’era la grande stalla e molte mucche‭ ‬,molti maiali all’ingrasso‭ ‬,molte galline‭ ‬,insomma una vera fattoria dove il nono dava anche lavoro a persone nel tempo della vendemmia e della raccolta del grano.


Giovannino stuzzicava il nonno mentre si mangiava a tavola e gli faceva notare i disagi che la sua famiglia aveva e la necessità di dargli aiuto‭ ‬,non solo a lui ma a sua figlia‭ ‬,la sua mamma‭! ‬A suo padre che in quella epoca vivevano ancora alla casa in paese ed era precario il suo lavoro‭ ‬,il nonno annuiva e credo ci sentisse poco a quella richiesta fatta da Giovannino‭ ‬,quindi rimaneva inascoltato‭ ‬,non compreso da questo nonno egoista‭ ‬,ma la nonna Luisa sapeva tutto e chiamato in disparte a Giovannino lo pregò di non dire più nulla perché ci avrebbe poi pensata lei‭ ‬,gli disse che ogni giorno di nascosto del nonno a una certa ora doveva passare da lei‭ ‬,e che gli avrebbe fatto trovare un grosso fagotto di provviste alimentari: farina‭ ‬,olio‭ ‬,noci salame carne e altro cibo che potesse alimentare e alleviare la miseria della sua famiglia.‭ ‬Difatti Giovannino così fece‭ ‬,ogni giorno si recava da lei‭ ‬,e ogni volta la nonna gli faceva trovare le provviste‭ ‬,a volte capitava di vedere suo nonno e con un sorriso lo salutava e giocava col suo cane‭ ‬.‭ 

Parla Giovannino.



Era ed è una parentesi come tante altre‭ ‬,rivolta principalmente al costume letterario dei tempi nostri dove vengono inclusi diversi ceti sociali‭ ‬,di cui il mio:‭ ‬più volte mi sono ripetuto‭ ‬,mi ripeto col dire, col dirvi in vari spazi virtuali‭ ‬,di me‭ ‬,della mia storia poetica.‭ ‬Questo mio scritto ne fa riassunto,‭ ‬e diciamo che in un certo qual modo‭ ‬,ne da confessione di ciò che in questo decennio mi è successo di questa esperienza reale e virtuale:‭ ‬la poesia nasce nel lontano‭ ‬1990‭ ‬quando per gioco e per passione cominciai a studiare genealogia‭ ‬,e come detto più volte in questo percorso di ricerca‭ ‬,incontrai il riflesso del pensiero‭ …





Un riflesso passionale che si materializzò presto in pensiero concreto per elogiare un bello dei miei antenati‭ ‬,per essi scrissi alcuni versi, ne feci le prime poesie‭ ‬,le prime rime, assonanze‭ ‬,buttate‭ ‬,lì,‭ ‬di getto‭ !

Presto mi accorsi che non era semplice e nemmeno facile scrivere poesia‭ ‬,mi accorsi che la mia grammatica‭ ‬,faceva acqua da tutte le parti‭ ‬,‭ ‬scarsi risultati, quindi accettatemi come scrivo mi dissi in me stesso.



Conobbi via internet il primo sito virtuale di poesia ,in questo si postava poesia‭ ‬,e dopo un mese veniva pubblicata‭ ‬,si facevano commenti e si scriveva prosa,‭ ‬un antagonismo che portava a farci conoscere e partecipare sempre più in una conviviale amicizia ,mi si chiedeva di adottare un nome d’arte‭ ‬,e come detto dalla mia ricerca genealogica già mi definivo narratore‭ ‬,aggiunsi poeta‭ ‬.



Quindi‭ ‬,‭”‬poeta narratore‭”‬.,così nasce il mio nome d’arte‭ ‬,e non per presunzione ma per scelta‭ ‬.

Ora col passare di anni‭ ‬,mi ritrovo con dei blog tutti miei ,se vogliamo identificarlo meglio‭ (‬un diario personale‭) ‬,dove i miei pensieri spaziano nel web e nel mondo virtuale‭ ‬,dove la mia poesia viene letta in tutto il mondo‭ ‬,dove molti e molte donne si ritrovano‭ ‬,tra le righe dei miei versi‭ ‬,con gioie e le lacrime,‭ ‬tra le angosce e gli affanni‭ ‬,tra la vergogna e lo squallore‭ ‬.‭ ‬Ed è in molti incontri virtuali e incontri reali ,di raduni e di amicizia che raccolsi il vero di molti di noi‭ ‬,di quello che veramente siamo‭ ‬.‭ ‬Raccolsi,‭ ‬verità ,sfoghi di persone indifese‭ ‬,di persone egoiste‭ ‬,di persone che soffrono per essere state violentate nei loro sentimenti‭ ‬,da ambigui esseri‭ ‬,plagiate solo con lo scopo di farsi una avventura‭ ‬.


Molte sono le storie successe a più persone‭ ‬,a me confidate‭ ‬,a raccontarle‭ ‬,ci vorrebbero molti scritti,‭ ‬li conservo in me, nella mia mente con la massima riservatezza‭ ‬,mi riservo comunque di dire per ultimo ciò che mi è successo di me direttamente‭ ‬,quindi non do giudizi‭ ‬,e nemmeno ne faccio su alcune persone‭ ‬,non potrei, Ognuno di noi risponde del suo‭ ‬,comportamento,‭ ‬pentimenti, angosce, frustrazioni, o magari con gioie e felicità,‭ ‬quindi‭ ‬,non sono qui a fare il giudice giustiziere‭ ‬,ma a raccontare quello che è successo a me direttamente senza esporre persona alcuna,‭ ‬in questi lunghi anni‭ ‬.‭ 



Lo esporrò nei miei racconti‭ ‬,quindi in Giovannino ci sono molte domande senza risposta‭ ‬,e credetemi se dovrei rispondere‭ ‬,io non le so spiegare‭ ‬,‭ ‬o meglio:‭ ‬so come potrei‭ ‬,ma non so come definirle‭ ‬,talmente è l’assurdo di alcune forme di comportamento, talmente assurde ed incredibili‭ ‬,volgari per la loro squallida vita‭ …‬.

Lo esporrò nei miei racconti‭ ‬,quindi in Giovannino ci sono molte domande senza risposta‭ ‬,e credetemi se dovrei rispondere‭ ‬,io non le so spiegare‭ ‬,‭ ‬o meglio:‭ ‬so come potrei‭ ‬,ma non so come definirle‭ ‬,talmente è l’assurdo di alcune forme di comportamento, talmente assurde ed incredibili‭ ‬,volgari per la loro squallida vita‭ …‬.



In una storia virtuale‭ ‬,mi fu chiesto se guardavo filmini porno‭ ‬,su siti porno‭ ‬,non risposi‭ ‬,ne si‭ ‬,ne no,‭ ‬dissi solo che domanda fosse questa‭ ?‬E perché mi veniva chiesta tale domanda‭ ‬,in una circostanza dove doveva prevalere un discorso amoroso in una imminente realtà‭ ‬,dove appunto il reale è la porta della concretezza e della certezza dell’unione tra le due parti‭ …‬.

Lascio intendere‭ ‬,al buon intenditore la motivazione di questa domanda‭ ‬,‭ ‬molte forme di approccio si sono presentate in questi anni, con abiti diversi, ma sempre con la stessa intenzione e scopo‭ ‬,un usa e getta‭ ‬,uno sfogo passeggero dove la vergogna supera i suoi limiti‭ ‬,protagonismo mascherato, dove si vuole far credere una timidezza fasulla per viziare le ambite voglie‭ ‬,un cercare a tutti i costi un paravento per non prendere freddo‭ ‬,un nascondersi inutile ingannando la stessa mente‭ ‬,usare oggetti‭ ‬,i più strani, i più impensabili‭ ‬,per non donarsi a un reale‭ ‬,ma sfruttare la vergogna di se stessi‭ ‬.‭ 


Sono passati molti anni, ed io sono ancora qui a scrivere poesia e raccontare di me non credo che smetterò, forse in me‭ ‬,essa morirà piano‭ ‬,piano col tempo l’illusione di un qualcosa che ho creduto veramente‭ ‬,si scopre dopo tanti anni un falso‭ ‬,uno squallido‭ ‬,una vergogna‭ ‬,dove prevale l’interesse di se stessi, dove molti ne fanno arma per difendersi forse‭ ? ‬,Cercano nel buio il fantasma che mai appare‭ …‬.

quindi‭ ‬,a ognuno il suo‭ … ‬il nostro Dio ci sia per tutti.




Lei‭  ‬la rosa‭ ‬.

La spinosa la bella sposa‭ ‬,l’angelo immacolato,
la raggiante magnifica la figlia del sole‭ ‬...
lei,‭ ‬lei il fiore del suo paradiso‭ ‬,lei la rosa‭;
il motivo unico per vivere su questa terra‭ ‬.

Ma presto l’alba sfoggia i sui bagliori,
con la diafana luce‭  ‬traspare occhi innamorati‭ ‬,
toglie il velo all'angelo bianco‭ ‬,alla notte brulla‭ 
espande la sua brezza‭ ‬,alla rugiada mattutina‭ ‬.

Lei‭ ‬,‭ ‬la rosa l'immenso del mare‭ ‬abbonda l’amore‭ !
E‭’‬ raggiante‭ ‬è‭ ‬come la neve‭ !
Apre la sua finestra al suo cielo‭ ‬,all’audacia‭ ‬...
ha preso il gelo ed è crudele‭ ‬.

Lei‭ ‬,‭ ‬la rosa‭  ‬,lei la sposa‭ ‬...
è luce e sa di oasi‭ ‬:sa di dolcezza spaventosa‭ ‬,
di salsedine‭  ‬e di fresca passione‭ ‬,
matura i suoi frutti su flutti,‭ ‬aria emana.

Lei è la rosa si mostra tenera nei sonni‭ ‬...
è la dama dal cuore tenebroso‭ ‬,
si veste di rosso acceso‭ ‬nell’inferno cortigiano‭;
frutta essenze tra i cupi pianti‭ ‬.

Lei‭  ‬la regina del suo amato‭!
il‭  ‬suo petalo è geloso‭ ‬è‭ ‬capriccioso‭ ‬,‭ 
si‭ ‬nutre,‭ ‬si‭ ‬mira sinuosa su acque azzurrine‭;
nel‭  ‬brio dell’estate il suo uomo vuole amare‭ ‬.

Ma‭ ‬,‭ ‬lei è la Rosa!!!

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

Ma come vedete il fantasma  è la poesia , la mia dolce visione che allieta il mio animo e mi fa stare bene ... Che dire dopo avere scritto le innumerevoli storie di GIOVANNINO , ebbi la concretezza della mia poesia , insomma sapevo dove mettere le mani e elaborare i miei pensieri in una metrica soddisfacente , a confronto di alcuni ciucci , che credono di saperla scrivere -

Si avvicinava il tempo della fine , il momento in cui io mi fermai con la genealogia per portare avanti la mia poesia e fu  quel tratto ove lasciai cadere una parte delle mie emozioni genealogiche ,cadeva un qualcosa che non volevo smettesse ,ma oramai avevo cercato per mari per monti tutto quello che dovevo e archiviai la montagna di documenti -

Passò qualche anno e comparve Francesco come un'alba nuova mi appariva all'orizzonte ,sempre uguale sempre convinto nel suo intendo che pensai di dargli tutta la marea di documenti ; per lui fu festa quel giorno e non seppe come ringraziarmi ,si portò a casa tutto il malloppo e per giorni non lo sentii ,si smarrì nell'emozione dei nostri antenati -

Come detto passò un bel po di tempo e dopo mesi mi chiese se potevamo farne un libro dal titolo - STORIA DI UN CASATO - gli dissi subito si e con meraviglia di me stesso ripresi la genealogia nel cuore ove io lui scoprimmo altro fino al punto che le pagine divennero talmente tante da restare sbalorditi -

Si, ci vollero comunque alcuni altri anni per riprendere tutto e portarlo su carta , ma oramai il nostro destino era segnato , credo che qualche  nostro antico cavaliere MAFFEOTO - ci seguiva  e ci dava forza per continuare -

Ciao Francesco , forza , so che ora stai passando una brutta storia di salute , ma sento che ne verrai fuori ....



Sembrava  ieri che cominciai a raccogliere la storia dei miei avi ,e sono passati 40 anni da allora ,ma come allora resto lo stesso innamorato dell'amore della poesia , della narrativa, della genealogia ;si, è il mio compleanno - AUGURI GIO - fatti forza e tira avanti ,credere in se stessi è il migliore augurio ,anche perché nessuno  si ricorda di me ,ma non mi importa , siamo nati soli e soli si muore -la ricordate questa canzone - soli si muore senza l'amore !

So, di essere un sofista da pochi righi e mi limito nella mia filosofia ,forse perché sono abituato a guardare in faccia la realtà delle cose ,ma a dire il vero a volte vagheggio nel comporre poesia altrimenti non sarei un poeta -

Dai ,per oggi mi limito a farmi gli auguri e questo mi basta ,forse mi avanza conoscendo l'essere umano : capriccioso , musone , giocoso e innamorato , pregi e difetti che vivono in noi e nulla li può cancellare - BUONA VITA A TUTTI - 




BENE , OGGI VOGLIO APPROFONDIRE UN TRATTO DELLA STORIA SULLA MIA FAMIGLIA MAFFEO NOBILI MAFFEI DI SOLOFRA IN PROVINCIA DI AVELLINO -

Onore è gloria al‭  ‬Illustre Giovanni Camillo Maffei‭ ‬-casato nobiliare Dei De Maffeo‭ ‬-

Voglio elogiare un grande della letteratura Italiana‭ (‬Giovanni Camillo Maffei)mio cugino genealogico‭ ‬,appartenete al mio ramo diretto di Solofra prov.‭ ‬di Avellino‭ ‬,dell'antica famiglia‭ "‬de Maffeo-nobili Maffei‭" ‬con il titolo di Baroni‭ ‬.Questo titolo fu conferito già ai predecessori della famiglia in epoche di Re Manfredi‭ ‬,Re del regno di Napoli .Fu questo Re che in anni‭ ‬1250‭ ‬circa conferì alle discendenze de Maffeo di provenienza Senese‭ ‬.Le furono assegnate le baronie di Lanciano(Abruzzo)e di Salerno-‭ (‬Campania‭) ‬con incarico di Giustizieri(Giudici di pace)operanti nel regno di Napoli.‭ ‬La famiglia Maffei si fregiava‭ ‬,‭ ‬si fregia,‭ ‬di antichi titoli a:Conti in Verona‭ ‬-in Bergamo(Stabello-Zogno)in Piemonte‭ ‬-Mirandola-Mantova‭ ‬,in Roma‭ ‬,e altre località dell'Italia‭ ‬-La documentazione della storia antica di questa famiglia‭ ‬...la mia famiglia che nel tempo ho ricostruito la maggior parte dei rami fino ai giorni nostri con le diverse destinazioni geografiche Italiane‭ ‬.Scritture registrate presso biblioteca Guarnacci di Volterra,‭ ‬a Roma archivio di stato‭ ‬,a Verona archivio di stato‭ ‬,a Firenze archivio di stato‭ ‬,a Napoli archivio di stato ,a Avellino archivio di stato‭ ‬-‭ ‬con la partecipazione alle scritture I MAFFEI DI SOLOFRA di Mimma de Maio‭ ‬,‭ ‬VEDI ANCHE MANOSCRITTO N.‭ ‬8‭ ‬POMPEI MAFFEI PRESSO ARCHIVIO DI VERONA .Omaggio dunque a Giovanni Cammillo‭ ‬,onore per l'Italia e per la mia e vostra famiglia.‭

‬I Maffei di Solofra‭

‬Una famiglia la cui presenza a Solofra è documentata fin dal XIV secolo‭ 

‬Importanti rappresentanti della borghesia artigiana.‭ ‬Impegnati in varie attività artigianali e mercantili tra cui l’arte del battiloro con una bottega che lavorava il metallo anche con un marchio proprio.‭

‬Un ramo si era impiantato a Napoli per poter sostenere,‭ ‬con la residenza nella capitale,‭ ‬l’arte del battiloro a Solofra.‭

‬Il casale originario era il Toro,‭ ‬ma avevano beni al Fiume e al Sortito.‭

‬Antonio u.‭ ‬j.‭ ‬d.‭
‬Antonio sposa Paolina Pannone‭ 
‬di Napoli‭ ‬,ereditiera di molte terre in Solofra,da lui proviene tutta la discendenza Solofrana‭ ‬,‭ ‬Irpina.‭

‬Fu amico e fedele del principe Giovanni Caracciolo di Avellino che nel‭ ‬1511‭ ‬lo nominò Governatore di Montecorvino e Olevano e in seguito gli affidò il governo di Melfi dove subì l’assedio delle truppe francesi guidate dal Lautrech‭ (‬1528‭) ‬e dopo la presa della cittadina,‭ ‬la prigionia.‭

‬Fabrizio‭

‬Figlio di Antonio,‭ ‬fu legista e filosofo,‭ ‬governò Melfi per Andrea Doria.‭

‬Giovan Camillo‭

‬seconda metà del XVI secolo‭ 

‬figlio di Antonio‭

‬Filosofo,‭ ‬medico e scienziato aristotelico
Ritratto di Giovan Camillo Maffei dalla edizione del‭ ‬1564‭ ‬della Scala Naturale,‭ ‬opera dedicata a Giovanni di Capua,‭ ‬conte di Altavilla.‭

"‬Avendomi più volte V.‭ ‬S.‭ ‬illustrissima scoperto il gran desiderio che tiene di sapere le cose del mondo,‭ ‬e dato quasi particolar peso di procacciar il modo,‭ ‬come havria potuto ciò facilmente farsi‭; ‬m’impresse nel core un tal pensiero,‭ ‬che stando io‭ (‬si come suole avvenire a‭’ ‬pensosi‭) ‬quasi tutto lontano da me stesso‭; ‬mi parve‭ (‬non so se dormendo fosse,‭ ‬o pur vagheggiando‭) ‬che co’l mezo della presente Scala di grado in grado molti dubbi dichiarando insieme mente in ciel formandosi‭"‬.‭ 

‬Scrisse Scala naturale,‭ ‬ovvero Fantasia dolcissima che ebbe ben quattro edizioni a Venezia‭ (‬1563,‭ ‬1584,‭ ‬1600,‭ ‬1607‭) ‬che testimoniano la diffusione del trattato negli ambienti della scuola aristotelica padovana.‭ ‬L’ultima edizione fu sempre a Venezia del‭ ‬1781.‭

‬L’opera è un compendio delle parti del mondo descritte seguendo Aristotele.‭ ‬L’autore espone il sistema cosmico secondo principi del filosofo di Stagira.‭ ‬Tratta delle comete,‭ ‬delle meteore,‭ ‬dei noti dei corpi celesti,‭ ‬allargando le sue osservazioni a tutti gli ambiti dalla meteorologia alla botanica,‭ ‬dalla zoologia all’alchimia.‭

‬È trattato ampiamente il mondo della natura come quando esamina la natura dei pesci del Mar Rosso,‭ ‬la virtù dell’acqua,‭ ‬le caratteristiche della neve e della grandine.‭

‬La sua opera si qualifica di alto interesse alchemico infatti tratta tutti i fenomeni occulti della natura‭

‬Essa è in rapporto con lo sviluppo dell’alchimia rinascimentale specie nella Firenze‭ ‬-‭ ‬Cosimo dei Medici che fece tradurre e diffondere il Corpus Alchemico di Ermete Trimegisto‭ ‬-‭ ‬con cui Solofra fu in contatto.‭

‬Il Maffei sentì l’influsso di questa atmosfera toscana dove avveniva l’integrazione tra la cultura antica con la emergente capacità produttiva artigianale fiorentina che in tono minore era anche quella solofrana.‭ 

‬La fusione dei metalli per il battiloro e il battargento solofrano,‭ ‬la preparazione e fissazione dei coloranti per le pelli,‭ ‬la preparazione dei medicinali nelle numerose spezzerei locali tutto spingeva a creare una atmosfera favorevole allo sviluppo di un ampio interesse per l’alchimia.‭

"‬Essa in quel periodo era vista come una cultura globale adatta a salvare il mondo perfezionandone la sua natura ivi compresa quella umana con una finalità non limitata alla salvezza umana come invece richiedeva la tradizionale alchimia di indole mistica‭"‬.‭

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‬Fu medico e musico‭

‬Rinnovò la pratica medica con l’uso della musica che conobbe e praticò.‭

‬Nello stesso tempo introdusse le sue conoscenze anatomiche nel campo della tecnica vocale.‭ ‬Intuì che il canto non era innato ma si poteva imparare e perfezionare col coordinamento respiratorio,‭ ‬fonatorio ed articolatorio.‭ 

‬Dice sull’uso delle vocali nel canto:‭

‬lo,‭ ‬u porta uno spaventevole tuono all’orecchia‭ […] 

‬lo,‭ ‬i,‭ ‬portando co‭ ’‬l passaggio,‭ ‬rappresenta un animaletto che vada lagnando‭ […]‬.‭ 

‬L’altre vocali rimangono,‭ ‬si ponno senza scrupolo portare,‭ 

‬pure fando tra loro una comparatione,‭ ‬dico che l’o è la migliore,‭ ‬percioche con essa si rende la voce più tonda‭ 

‬Con lui si cominciò ad affrontare il problema della tecnica del canto.‭

‬Nel XVI secolo questo argomento trovò pratica applicazione ed interesse da parte di medici e scienziati.‭ 

‬Su questo argomento scrisse una lettera sulla musica pubblicata insieme ad altri scritti nell’opera Delle lettere di G.‭ ‬Camillo Maffei da Solofra.‭ ‬Libri due.‭ ‬Dove tra gli altri bellissimi pensieri di Filosofia e di Medicina vi è un discorso della voce e del modo d’apparare di cantar di Gargantua,‭ ‬senza maestro non più veduto n’istam pato,‭ ‬Napoli,‭ ‬Raymundo,‭ ‬1562.‭ ‬La lettera poi è stata ristampata in M.‭ ‬Bridgman,‭ ‬G.‭ ‬Camillo Maffei e sa lettre sur le chant nella rivista‭ "‬Revue de Musicologie‭"‬,‭ ‬v.‭ ‬37.‭ ‬1956,‭ ‬pp.‭ ‬3-34.‭ 

‬Il suo tempo:‭

‬Il medico Girolamo Mercuriali‭ (‬1530-1606‭) ‬suo contemporaneo studiò i comportamenti della voce e del fiato durante il parlare.‭
‬Leonardo da Vinci,‭ ‬morto nel‭ ‬1519,‭ ‬aveva descritto la fonetica.‭
‬Il medico Andrea Vesalio aveva pubblicato nel‭ ‬1543‭ ‬un trattato sul corpo umano‭


‬Parlano di questo aspetto di Camillo Maffei:‭

‬M.‭ ‬Valenti,‭ ‬Caratteri della tecnica vocale in Italia dalla lettera sul canto di Camillo Maffei al trattato di Manuel Garcia,‭ ‬in Atti del Convegno europeo sul Canto Corale,‭ ‬Gorizia‭ ‬29-30‭ ‬ottobre‭ ‬1984,‭ ‬Gorizia,‭ ‬1984‭;

‬A.‭ ‬Nigro,‭ ‬Considerazioni sulla tecnica del canto italiano dal secolo XVI ai giorni nostri,‭ 

‬G.‭ ‬Montanari,‭ ‬La didattica del canto:‭ ‬Camillo Maffei,‭ ‬in‭ "‬415‭"‬,‭ ‬1933,‭ ‬n.‭ ‬8‭;

‬M.‭ ‬Uberti,‭ ‬Un esperimento di didattica musicale:‭ ‬il corso di pre-canto al Conservatorio di Parma in‭ "‬beQuadro‭"‬,‭ ‬6‭(‬1986‭)‬,‭ ‬23.‭

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‬Dice di lui Antonio Giliberti nel Pantheon Solophranum‭ (‬Abellini,‭ ‬1886‭)‬:‭ "‬Da colà Maffei Camillo‭ ‬/‭ ‬Appare dignitoso.‭ ‬Sopra lasciava‭ ‬/‭ ‬Di non comune celebrità,‭ ‬cui nome‭ ‬/‭ ‬Imporre piacque:‭ ’‬Di Natura Arcani‭’ ‬/‭ ‬Di tipi degna,‭ ‬e commendate assai‭"‬.‭


‬Traiano‭

(‬XVIII secolo‭) 

‬Medico e filosofo fu promotore di cultura nell’accademia di‭ "‬Lettere amene‭" ‬di Pier Francesco Orsini e in altre,‭ ‬a Salerno e a Napoli,‭ ‬unendo a questa attività anche una prettamente politica.‭ ‬Partecipò infatti ad un tentativo di dar vita ad un moto antispagnolo al tempo del viceré Onatte.‭ ‬Per suo tramite allora penetrarono a Napoli,‭ ‬provenienti da Roma,‭ "‬lettere scritti e manifesti‭" ‬contro gli Spagnoli.‭

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‬Dice di lui Antonio Giliberti:‭ " ‬Traiano Maffei ne viene con le sue palme opime‭ ‬/‭ ‬Di lettere cultor cui socio e membro‭ ‬/‭ ‬fra pochi eletti un’Accademia sola‭ ‬/‭ ‬Non scelse,‭ ‬e a cui di grave mole uffizi‭ ‬/‭ ‬Impose‭" (‬Pantheon Solophranum,‭ ‬Avellino,‭ ‬1886‭)‬.‭

‬Giuseppe senior‭ 

‬Figlio di Giacinto,‭ ‬nacque il‭ ‬17‭ ‬febbraio‭ ‬1728,‭ ‬si dedicò agli studi giuridici e fu discepolo di Pasquale Cirillo.‭ ‬Ebbe una vasta cultura tanto da parlare correttamente,‭ ‬il latino il greco e l’ebraico ed essere annoverato tra i dotti della Napoli settecentesca.‭

‬Insegnò Diritto Naturale‭ (‬1752‭)‬,‭ ‬Istituzioni civili‭ (‬1762‭)‬,‭ ‬Pandette‭ (‬1785‭)‬.‭

‬Ebbe una scuola privata molto frequentata,‭ ‬che fu centro della diffusione delle idee dell’Illuminismo moderato.‭

‬La prima pagina dell’opera di Giuseppe Maffei Istitutiones juris civilis neapolitanorum‭

‬La sua opera principale,‭ ‬del‭ ‬1784,‭ ‬fu una sistemazione storica di tutte le norme e le consuetudini del Meridione.‭

‬Era necessario che si prendesse coscienza dell’intero corpus juris napoletano che era passato attraverso vari sistemi legislativi mai abrogati per cui si era accumulata un’enorme congerie di leggi farraginose e contraddittorie che dovevano essere giustificate e spiegate proprio dalla storia.‭

‬Indicò un filo conduttore che portava il diritto,‭ ‬attraverso le variegate vicende del passato fino al suo tempo in opposizione con l’indirizzo antistorico del cartesianesimo.‭

‬Era convinto della validità del divenire storico che si esprime nelle consuetudini che diventano leggi.‭

‬Partecipò direttamente al processo di rinnovamento del riformismo settecentesco in posizione moderata ma a sostegno delle istanze di innovamento.‭ ‬Come tale fu aperto alle innovazioni che venivano dalla Francia sia quando fu Censore dei libri,‭ ‬permettendo l’accesso di molte opere provenienti da quel paese sia quando fu incaricato di rinnovare l’Università di Catania e quando fu rettore dell’Università di Napoli‭ (‬1792‭)‬.‭

‬Per queste sue aperture subì il carcere e la chiusura della scuola.‭

‬Ma la sua statura era così alta che ebbe riconfermato l’insegnamento all’Università alla cattedra di Diritto romano,‭ ‬restandovi fino alla morte avvenuta nel‭ ‬1812.‭

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‬Fu il più rappresentativo tra coloro che respirarono l’aria di rinnovamento del Settecento napoletano e che riuscirono ad immergere la mentalità cartesiana in quella napoletana.‭ ‬Apparteneva ad una di quelle famiglie che avevano contribuito a tenere stretti i legami con Solofra,‭ ‬e che nella Napoli del Settecento ricopriva un ruolo importante nei gangli della nuova aristocrazia.‭ ‬Frequentatore dell’Accademia degli Oziosi nella casa napoletana del suo amico Niccolò Maria Salerno,‭ ‬si era formato alla scuola di Pasquale Cirillo e del Vico.‭ ‬Seguendo il filosofo napoletano il Maffei trovò nel cartesianesimo uno stimolo alla riflessione e al superamento di quel metodo,‭ ‬nella conquista del mondo della storia.‭ ‬Col rigoroso processo proprio della ragione,‭ ‬che era la ricchezza del cartesianesimo che neanche il Vico disprezzava,‭ ‬il Maffei,‭ ‬nell’applicare l’insegnamento vichiano,‭ ‬si volse al passato,‭ ‬correggendo il pessimismo in cui la nuova filosofia lo avvolgeva.‭ ‬Attraverso il percorso delle istituzioni civili del Meridione,‭ ‬indagate nella sua opera maggiore,‭ ‬il Maffei scese nelle pieghe più genuine del vivere alla ricerca,‭ ‬nei‭ "‬fatti‭"‬,‭ ‬della ragione delle leggi,‭ ‬una‭ "‬ratio‭" ‬dell’ordine sociale.‭ ‬La sua fu un’indagine nelle stratificazioni del comportamento umano e nelle articolazioni del costume,‭ ‬avendo ben chiaro il senso della complessità e della dinamicità dei fenomeni umani,‭ ‬per individuare elementi comuni e strutturali utili a spiegare gli istituti giuridici della società,‭ ‬e a dare un contributo ad una rifondazione giuridica e teorica della ‬autorità‭"‬.‭ ‬Con lui la‭ "‬giurisprudenza storica‭"‬,‭ ‬divenuta investigatrice,‭ ‬da una parte evitava il pericolo di travisare,‭ ‬con la perdita della prospettiva storica,‭ ‬le istituzioni del passato,‭ ‬dall’altra era tesa ad individuare modalità di interpretazione della realtà napoletana da cui dedurre i mezzi per l’azione riformatrice.‭ ‬Uno spirito‭ "‬riformatore‭"‬,‭ ‬dunque,‭ ‬il suo,‭ ‬improntato al concetto che l’uomo,‭ ‬nel cambiamento,‭ ‬deve agire,‭ ‬non spinto da irrazionali mode innovative ma aderendo alla realtà in cui si trova.‭ ‬Questo,‭ ‬tradotto in termini contingenti,‭ ‬significava che,‭ ‬date le peculiarità del Regno di Napoli,‭ ‬che non erano quelle francesi,‭ ‬non era‭ "‬congeniale‭" ‬al napoletano chiedere la caduta della monarchia.‭ ‬L’analisi del Maffei sull’origine dei feudi portava avanti,‭ ‬da una parte,‭ ‬la polemica anti baronale,‭ ‬sostenendo di risolvere il problema feudale per gradi perché i baroni del suo tempo non erano il baronaggio che aveva procurato i danni del passato,‭ ‬dall’altra,‭ ‬indagava il fondamento storico della sovranità feudale di Roma su Napoli,‭ ‬affrontando il complicato problema del rapporto con la sede pontificia.‭ ‬Era uomo del suo tempo anche quando sceglieva il latino per la sua dissertazione,‭ ‬perché questo esprimeva quel bisogno,‭ ‬da più parti sentito,‭ ‬e proprio del riformismo napoletano,‭ ‬di andare alle‭ "‬migliori fonti‭" ‬della lingua di Roma,‭ ‬e perché evidenziava quell’amore per la pagina scritta che non conosceva‭ "‬la giurisprudenza pratica‭" ‬del suo tempo.‭ ‬Il Maffei‭ ‬-‭ ‬colui che‭ "‬disimpegna ‬gli affari collo scrivere piuttosto " ‬-‭ ‬sentì infatti,‭ ‬come magistrato e insegnante,‭ ‬tutto lo spessore politico e civile del suo impegno,‭ ‬teso ad incidere sulla realtà del suo tempo.‭ ‬Come professore all’Università e di una scuola privata,‭ ‬partecipò al processo di rinnovamento,‭ ‬che si era innescato a Napoli,‭ ‬in una posizione riformista,‭ ‬che mise in evidenza,‭ ‬soprattutto quando fu Censore dei libri,‭ ‬dando la possibilità a molti studi che venivano dalla Francia rivoluzionaria di avere accesso in Napoli‭; ‬poi quando collaborò alla riforma dell’Università,‭ ‬di cui fu rettore‭; ‬e quando aderì al fervore di studi e di idee che precedette il‭ ’‬99.‭ ‬Per questo subì la carcerazione,‭ ‬durante l’opera repressiva dopo la scoperta della prima congiura giacobina nel‭ ‬1794,‭ ‬e la chiusura della scuola privata,‭ ‬prima della fuga del re.‭

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‬Vai a Illuministi e novantanove a Solofra‭

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‬Dice di lui il Giliberti:‭"‬Rutilat eu Lucifer axe‭ ‬/‭ ‬Eu Maffejus eques,‭ ‬Patronus sedulus‭ ‬/‭ ‬aequus:‭ ‬Princeps ante alios amnes oracula legum‭ ‬/‭ ‬Enodat,‭ ‬vitorque Fori ceertamina pugnat‭" (‬Pantheon Solophranum,‭ ‬Abellinum,‭ ‬1886‭)‬.‭

‬Giuseppe junior‭

‬Nipote del più famoso Giuseppe,‭ ‬nacque nel‭ ‬1829.‭ ‬Fu magistrato in vari Tribunali.‭ 

‬Importante fu la sua opera nel riordino delle magistrature del napoletano entrato a far parte del Regno d’Italia.‭ 

‬Fu rappresentante di Solofra alla Provincia dando un contributo non secondario allo sviluppo del collegamento ferroviario con Avellino e Napoli riuscendo ad ottenere che la cittadina non subisse i danni di un progetto che la tagliava fuori dalle comunicazioni con i due centri campani.‭ 

‬A lui è intitolata la via che collega la Stazione ferroviaria di Solofra con il centro,‭ ‬passando per il ponte di San Nicola,‭
‬dove c'è una cappella della famiglia e due palazzi gentilizi con sopra esposto lo stemma della famiglia‭ ‬,lo stemma raffigura‭ ‬:un cervo rampante in campo azzurro bandato doro.‭
‬notizie ricavate da‭ ‬:‭
‬Uomini illustri di M.‭ ‬De Maio,‭ "‬I Maffei di Solofra,‭"
‬Solofra,‭ ‬1997.‭

‬un caro saluto a tutti.‭
‬Giovanni Maffeo

ANDIAMO AVANTI CON LA NARRAZIONE PARLANDO DI VITA -

LE FASI DELLA VITA UMANA‭ ‬.E LA MIA STORIA -

Nella vita ci sono periodi di fasi diversi‭ ‬.

TUTTO QUESTO PER DIRVI‭ ‬:‭ ‬che nel corso della vita‭ ‬,delle varie epoche ci sono delle fasi di vita diverse‭ ‬,di eventi diversi,‭ ‬A secondo uno come la vive e come le evolve con la sua fisicità‭  ‬e volontà‭ ;‬fasi in cui la volontà porta allo studio‭ ‬,‭ ‬al lavoro‭ ‬,‭ ‬alla saggezza‭ ‬,al relaziona mento sociale ove qui si esibisce il risultato preparatorio‭ ‬,del compimento ad un concetto logico e analitico ove la mente elabora l'apprendimento‭ ‬.

Per creare e procreare per unire e elaborare‭ ‬,per lasciare un frutto dell'esperienza avuta‭ ‬,‭ ‬un risultato ove ognuno al termine dei suoi anni lascia qualcosa‭ ‬:
figli‭ ‬,‭ ‬nipoti‭ ‬,‭ ‬lascia tracce di se‭ ‬,di ciò che ha creato‭ ; ‬da parte mia lascio lo studio della genealogia ove con essa ho costruito l'insieme di una stirpe dall'origine del mio casato‭ ; ‬lascio le mie liriche‭ ‬,le mie narrazioni‭ ‬,‭ ‬i vari temi ove il mio pensiero mi ha permesso di scrivere e trasmettere ai futuri‭ ‬.

IL TEMPO,‭ ‬NEI SECOLI DEI SECOLI HA PRODOTTO E RINNOVATO LA VITA DEGLI UOMINI‭ ‬.
Quantità e qualità del tempo
Sul piano filosofico,‭ ‬si possono rilevare due modi diversi di considerare il tempo:‭ ‬nell'antica Grecia si distingueva il suo aspetto quantitativo,‭ ‬inteso come misurazione matematica,‭ ‬denominato chrònos,‭ ‬dal tempo qualitativo o kairós,‭ ‬associato cioè ad un determinato valore o archetipo.

‭«‬Il tempo non possiede soltanto una quantità,‭ ‬ma anche una qualità.‭ ‬Oggi però quasi nessuno riesce a farsi un'idea seppur vaga della qualità del tempo.‭ ‬Nei tempi passati avveniva esattamente l'opposto.‭ ‬Allora si considerava in prima istanza la qualità del tempo e si tralasciava piuttosto la sua quantità.‭ ‬La qualità del tempo non ha niente a che vedere con la durata,‭ ‬ma afferma che ogni punto del tempo,‭ ‬o sezione del tempo‭ (‬può essere un'ora,‭ ‬un secondo o un decennio‭)‬,‭ ‬possiede una determinata qualità,‭ ‬che consente che emergano solo quei fatti che sono adeguati a questa qualità.‭ ‬Espresso in altri termini,‭ ‬questo significa che in quel determinato momento possono realizzarsi soltanto quei fatti i cui contenuti qualitativi corrispondono alla rispettiva qualità del tempo.‭»

La morte è la permanente cessazione di tutte le funzioni biologiche che sostengono un organismo vivente.‭ ‬Si riferisce sia a un evento specifico,‭ ‬sia a una condizione permanente e irreversibile.‭ ‬Con la morte termina l'esistenza di un vivente,‭ ‬o più ampiamente di un sistema funzionalmente organizzato.


Da qui la mia arringa finale DI QUESTO TEMPO MALATO‭ ‬.Sono convinto che i veri sentimenti hanno un sapore diverso fin da subito‭ ‬.I veri pensieri hanno una consistenza che lascia appagati‭ ‬,liberi‭ ‬.Sono ancore di salvezza e punti di certezza sono rari per questo inestimabile è il loro valore‭ ‬.Ci sono strade che percorri volentieri nel corso della vita‭ ‬,altre tortuose e difficili,‭ ‬fatte di esperienze e sacrifici‭ ‬,‭ ‬di fatica e di dolore perché ti ricordano momenti di vita vissuta in maniera unica,‭ ‬indimenticabile Se ne sai vedere le sue mille sfumature‭ ‬,Se riesci a percepire le sue essenze.‭ ‬Se sai cogliere ed apprezzare ogni piccolo gesto come fosse il frutto di un raccolto insperato.‭ ‬Allora la vita può sorprenderti‭ ‬,e può riuscirci sempre,‭ ‬ogni singolo giorno‭ ‬.

Se guardiamo dentro noi ci chiediamo cos'è un pensiero‭ ?‬Sono le cose più belle non sono quelle che vedi,‭ ‬ma quelle che vivi,‭ ‬sono quelle che senti nel cuore e ti riempiono di felicità.‭ ‬Null'altro che il ferma libro dei ricordi‭! ‬Dunque‭ ‬,‭ ‬non pentirti, anima‭ ‬,non giudicarti se ritieni di essere nel giusto, cosa c'è di più bello al mondo che essere felici di ciò che si è‭ ‬.L'emozione dunque sale‭ ‬,‭ ‬e come una lacrima scivola sulla guancia arriva al lato della bocca e penetra tra le labbra unte del sapore‭ ‬,a volte amaro,‭ ‬così lecco quella goccia salata e la ingoio e mi passa la malinconia,‭ ‬mi passa l’angoscia perché so che un’altra donna sta aspettando il mio sentire‭ ‬.

Ho cominciato a capire cosa fosse la bellezza della vita quando ho visto un sorriso accendersi di conseguenza al mio,‭ ‬quando ho visto occhi brillare sotto un mio sguardo e mani tremare al mio tocco.‭ ‬Ho capito quanto bella fosse la vita quando ho stretto la tua pace a me i valori del volere amare ancora.‭ ‬nel buio e sono stato capace di ritrovare la mia strada e la mia luce.‭ ‬Io lo so e ho paura di quello che una volta una donna mi ha detto:‭ ‬ti amo.‭ ‬Ho paura perché la mia dose di energia sembra inesauribile e perché continuo a sperare.

Noi bugiardi‭ ‬,noi inquieti‭ ‬,noi superbi‭ ‬,noi amanti‭ ‬.Avevamo sfoggiato il meglio di noi,‭ ‬ridicoli commedianti ci affamavamo di sola apparenza,‭ ‬ingordi gozzovigliavamo,‭ ‬come lupi consumavamo il pasto del piacere come falchi ci avvinghiavamo e ci avventavamo sulla nostra stessa preda‭ ‬.Ed era la stessa voglia a renderci schiavi e credevamo d’essere felici.‭ ‬Ci amavamo e sognavamo.‭ ‬Ci amavamo e piangevamo.‭ ‬Ci amavamo e morivamo,‭ ‬entrambi.‭ ‬Come il primo giorno.‭ ‬Come l'ultimo.‭ ‬Quant'è facile parlare? Ci sono cose,‭ ‬sensazioni,‭ ‬che il mondo non capirà,‭ ‬che devi tenere per te,‭ ‬che semplicemente devi risolvere da solo mostrandoti sereno,‭ ‬anche quando fuori piove.
‬Mi sono seduto alla deriva,‭ ‬del mare,‭ ‬i miei occhi sono chiusi e immagino l'amore‭ ‬,‭ ‬immagino un'onda piena di innamorati,‭ ‬con tanti amanti che si baciano e sorridono e nessun vento arriva alla deriva‭ ‬.Tu vita tu che sai il senso io sono nullità senza nulla conducimi dunque ancora,‭ ‬nel suo respiro‭ ‬.Vorrei essere il buio della notte,‭ ‬per assorbire luce,‭ ‬purezza e bellezza dalle stelle.‭ ‬Vorrei essere la luce chiara della luna per avvolgere e confortare l'anima di chi ha paure,‭ ‬afflizioni il proprio dolore in silenzio e in solitudine muore‭ ‬.

Vorrei essere l'amore,‭ ‬per sfiorare e aprire il cuore di coloro che vivono prigionieri del gelo interiore e della rassegnazione‭ ‬.E infine vorrei avere forza e coraggio sufficiente per combattere e sconfiggere il mio‭ "‬piccolo inferno‭" ‬quotidiano‭!‬ Ti abitui perché pensi che sia meglio della solitudine.‭ ‬Ci si abitua.‭ ‬Ma abituarsi non è amare‭ ‬.Ho imparato a camminare con l'anima, solo con l'anima, altrimenti non avrei potuto vivere in questo mondo fatto di materia, ho imparato il prezzo dell'amore,‭ ‬che perdonare capire,‭ ‬ascoltare,‭ ‬mi ha reso forte,‭ ‬anche se fragile nel mio essere, ho imparato, per vedere quel che gli occhi non vedono,‭
‬per non morire‭ ‬,in questo mondo fatto di un‭ "‬io‭" ‬e mai di un noi.‭ 

Poetanarratore‭ ‬.

Tempo Malato‭ ‬.

Mi sono seduto a guardare il mare e immagino l'amore‭ ‬...
immagino un'onda piena di flutti sobri,
con tanta vena assorbo ciò che mi fu negato‭ ;
con gli amanti che si baciano e sorridono‭ ‬.

Nessuno li vede,‭ ‬il vento li porta alla deriva‭ 
tu la vita‭ ‬,‭ ‬tu che ne conosci il senso‭ ‬,
le loro storie innocenti‭ ‬,‭ ‬sono nullità senza nulla‭ ‬...
conducimi dunque ancora nel tuo respiro‭ ‬.

Vorrei essere rugiada fresca per assorbire luce
purezza e bellezza in lacrime di stelle,
vorrei essere il chiarore della luna
l’altro me‭ ‬,per confortare l’anima tua‭ ‬.‭ 

In silenzio e in solitudine muore il sereno
in subbuglio,‭ ‬si butta in aria‭ ‬,
ci perdiamo nella giungla dei sensi‭ 
ove Dio in noi può germogliare ancora.

Tempo malato‭ ‬,inquinati sono i tormenti‭ 
Vorrei essere l'amore...
per sfiorare e aprire primavere‭;
a coloro,‭ ‬che vivono prigionieri del loro gelo‭ ‬.

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.
Introduzione‭ ‬.

L'arte oratoria era dunque già presente al tempo dei romani ove non solo la consideravano discussione di convivio‭ ‬,di dialogo‭ ‬,di espletazione per le discussioni‭ ‬,era anche uno strumento letterale ove si spandeva la scrittura‭ ‬.
Da essa‭  ‬ne nacque l'arringa,‭ ‬discorso‭  ‬solenne pronunciato‭  ‬davanti a una assemblea‭  ‬o davanti a una giuria in tribunale‭  ‬nella fase del dibattimento‭  ‬.‭ ‬Con ciò la ritengo anche discorso ultimo di una presentazione artistica ove si esprime un giudizio finale‭ ‬,quindi‭ ‬-‭ ‬la figuro anche come‭ ‬-‭ ‬Arringa finale‭ ‬-‭  ‬Detto ciò l'oratore o chi per lui‭  ‬detta le sue ragioni, o lasciti,‭  ‬nei testamenti‭  ‬,‭ ‬nelle varie scritture ove si esprime una volontà‭ ‬.A mio dire si propone‭  ‬nella letteratura ove sono molti i testi di narrativa‭ ‬,ma anche di poesia‭ ‬.Quindi una prosa poetica che‭  ‬ha l'espressione oratoriale o declamatoria‭ ‬.‭ 

Preciso di non essere un avvocato ne un giudice‭ ‬,‭ ‬la mia esperienza mi porta ad analizzare il concetto ove ne traggo significato‭ ‬.
Quindi l'associo alla scrittura come definizioni narrante ove il senso porta ad una conclusione‭ ‬.

Parto dunque con la mia arringa finale‭ 
DI QUESTO TEMPO MALATO ANNI‭ ‬2017
Romanzo critico sugli eventi dei nostri giorni‭ ‬,del mio accaduto‭ ‬,dell'ingiustizia sociale e della vessazione praticata contro la gente onesta‭ ‬,‭ ‬ove a volte la giustizia non ha una arringa finale‭ ‬,ma crea complicanze maggiori verso gli indifesi‭ ‬,
OVE GLI INDIVIDUI SONO SEMPRE PIU‭' ‬ALLO SBARAGLIO‭ ‬.

Parlo un po'‭' ‬di me e i molti fatti di cronaca che ad oggi la notizia giornalistica e la tv ne è piena‭ ‬.Fu molti anni fa che decisi di comprare casa‭ ‬,la volli col giardino perché a me piacciono molto i fiori mi piace curarli annaffiarli‭ ‬,mi piace il loro profumo‭ ‬,‭ ‬è come avere una donna accanto‭ ‬,potrei definirmi strano o esagerato‭ ‬,‭ ‬ma per me è un diversivo‭ ‬,è uno sfogo mentale e l'associo molto al romanticismo alla poesia e vado subito a proporvene una‭ ‬.‭ 

Inodore il mio sentire‭ 

È denso il buio‭ 


è inodore il mio sentire‭ 


è scarno è vuoto‭ ; 


è violento nell’anima mia‭ ‬.‭ 


Tu che hai bruciato arsure‭ 


non puoi scansarti nei flutti del mare‭ ‬,‭ 


nei silenzi assopiti‭ 


tra le mille voci di un passato remoto‭ ‬.‭ 


Ti stordisce il fato‭ 


ti ha rapita col mio saluto‭ ‬,‭ 


in assoluto il tuo bacio‭ ; 


roboante‭ ‬,‭ ‬e senza tregua‭ ‬.‭ 


Ti appigli a parole inutili‭ 


a drappi di conchiglie‭ ‬,‭ 


si condensano in pensieri scarni‭ ‬,‭ 


si cristallizzano i ricordi del passato‭ ; 


si azzuffano‭ ‬,‭ ‬negli ormoni impazziti‭ ‬.‭ 


Inodore è il mio sentire‭ ! 


Pallido colore ch’è s’adombra e ama‭ ‬,‭ 


crocifigge l’anima mia‭ ‬,‭ 


devasta il sol peccato e m‘abbandona.‭ 


Col calare del sole odo brusii di foglie‭ 


è l’autunno che ritorna‭ … 


senza te‭ ‬,senza un amore da amare‭ ‬,‭ 


ma tu‭ ‬,ritorni ed è sempre amore‭ ‬.‭ 


Poetanarratore‭ ‬.

Si,‭ ‬comprai casa e in quel tempo ero abbastanza giovane per sostenere i debiti‭ ‬,avevo una piccola attività e potevo sopperire alle varie congruenze‭ ‬.‭ ‬Firmai un contratto con una agenzia e sembrava tutto regolare‭ ‬,e dopo fatto il preliminare ebbi le chiavi‭ ‬.Sembrava tutto regolare‭  ‬,,ma non lo era‭ ‬,‭ ‬questo signore dell'agenzia per un po non lo vidi e mi chiedevo che fine avesse fato‭ ? ‬Passarono mesi ed io andai più volte alla sua agenzia‭ ‬,ma non lo trovavo mai‭ ‬,dopo tempo mi fu detto che era in galera‭ ‬.Io rimasi malissimo aveva da me già incassato molti soldi e mi informai dal costruttore chi fosse veramente e chi altri potessero essere i proprietari dei quell'immobile‭ ?‬L'architetto mi disse che è un truffatore e che il vero proprietario di casa era un altro‭ ‬,.Il sangue mi salì alla testa e non capivo più nulla‭ ‬.

Mi feci dare l'indirizzo del vero proprietario e lo andai a cercare‭ ‬.Aveva una birreria‭  ‬in un luogo molto antico della città di Bergamo‭  ‬,in Piazza vecchia‭ ‬,‭ ‬la città antica di Bergamo‭ ‬.Gli parlai e dopo che fui accolto gentilmente lui mi spiegò che aveva dato il mandato di vendita a quello dell'agenzia per vendermi la casa‭ ‬.Io gli piegai che ero dentro e da un po di tempo anche‭ ‬.Si disse lui‭ ‬,‭ ‬lo sapevo, ma non aveva preso nessun soldo e visto che era in galera rivalevo la casa‭ ‬.Io impaurito non sapevo più cosa fare e dire‭ ‬,gli proposi di lasciarmi dentro ancora qualche mese in modo che potessi rintracciare il truffatore e farlo ragionare per farmi almeno ridare indietro i soldi‭ ‬.Si,‭ ‬disse lui‭ ‬,va bene‭ ‬,rimasi d'accordo che presto gli avrei fatto sapere qualcosa‭ ‬.

Passarono dei mesi ed io mi ero preso l'esaurimento‭ ‬,non riuscivo più a dormire e se mangiavo qualcosa mi rimaneva sullo stomaco‭ ‬.Di notte guardavo il soffitto e ansioso aspettavo l'alba era come vivere un incubo ad occhi aperti‭ ‬.Mi recavo spesso all'agenzia e mai lo trovavo‭ ‬,eppure doveva esserci,‭ ‬non capivo‭ ‬.Non lo denunciai perché volevo ottenere indietro almeno quello che gli avevo dato‭ ‬.Un giorno seppi che era uscito dal carcere ed io armato di santa pazienza andai.‭ ‬Mi ricevette con un sorriso‭ ‬,un falso sorriso e mi spiegò cose diverse del suo accaduto e mi disse‭ ‬:si,‭ ‬non preoccuparti aggiustiamo tutto‭ ‬,lo persegui per mesi con voce alta e tanta rabbia in corpo‭ ‬,ma nulla da fare erano solo false promesse‭ ‬.

Ne parlai a un tizio che conoscevo da anni ed era una brava persona ma legata alla malavita‭ ‬.Mi disse di non preoccuparmi e che un giorno saremmo andati assieme all'agenzia‭ ‬.Nel frattempo il mio lavoro‭  ‬nella mia attività si raddoppiava io che ero esaurito non sapevo quale santo pigliare‭ ‬,i vari impegni‭ ‬,la salute che mi stava lacerando‭ ‬,un tripudio che andava sempre più nell'inferno‭ ‬.Chiesi aiuto al Signore nostro Dio‭ ‬,lo feci più volte pregando‭ ‬.In quel periodo mi capitò di tutto‭ ‬:‭ ‬la ditta per cui lavoravo per conto terzi fallì e anche li persi molti soldi‭ ‬,in sostanza avevo lavorato per nulla‭ ‬.

Venne il giorno con cui andare assieme con il mio conoscente ed io al pensiero tremavo.‭ ‬Lui tranquillo mi disse‭ ‬,‭ ‬ma che fai‭ ? ‬Stai sereno risolviamo tutto in pochi minuti‭ ‬.Entrammo e lui‭ ‬,‭ ‬il truffatore era seduto‭ ‬,non si aspettava che portassi una persona e mi chiese da subito chi fosse‭ ?‬Non ci fu risposta‭ ‬,il mio conoscente batté due volte i pugni sulla sua scrivania e gli disse‭ ‬:‭ ‬domani pomeriggio ritorniamo e voglio qui tutti i soldi con gli interessi maturati di tutto questo tempo inadempiente‭ ‬.

Il truffatore immobiliare rimase sbiancato nel sentire queste parole‭ ‬,che tra l'altro il mio conoscente era un tipo esile‭ ‬,piccolo,‭ ‬molto magro e non faceva paura a nessuno‭ ‬.Chi sei‭ ‬,gli chiese l'immobiliarista‭ ?‬Il‭  ‬mio conoscente gli fece due nomi e lo fisso in faccia con due occhi che gli uscivano dalla testa‭ ‬,sembrava che se lo volesse sbranare‭ ‬,lui piccolino gli fece paura‭ ‬.A si conosco i suoi soci passa pure domani che ti darò tutto‭ ‬.

Impressionante la cosa‭ ‬,io ero stato un casino di volte da quell'infame a volte armato di coltello‭ ‬,quasi lo volessi uccidere‭ ‬,mentre quel mio conoscente con due parole risolse il caso‭ ‬.Il giorno seguente andammo e entrammo senza bussare‭ ‬,il truffatore aveva preparato‭  ‬tutti i soldi compresi gli interessi e ce ne andammo senza nemmeno salutarlo‭ ‬.‭ ‬Io felice rinascevo‭ ‬,non mi rendevo conto di ciò che stava succedendo‭ ‬,ma in me c'era gioia‭ ‬,erano tutti i risparmi di una vita‭ ‬.Chiesi al mio conoscente cosa dovevo dargli per il disturbo e lui mi guardò in faccia e mi sorrise‭ ‬.Non ti preoccupare quando mi sposo mi regali una lavatrice,‭ ‬io rimasi di stucco e gli dissi: solo quella vuoi‭ ?‬Ma si guardati dai truffatori e cerca di non capitarci più ok‭ ‬.Si gli risposi abbracciandolo‭ ‬.

Ci fu il suo matrimonio e mi invitò‭ ‬,di regalo come mi aveva detto gli feci una bella lavatrice e una sveglia per comodino‭ ‬,rimase contento e mi promise che sarebbe venuto a trovarmi, ma dal suo matrimonio non l'ho più visto ne ho perso ogni sua traccia‭ ‬.A volte mi chiedo se era un angelo o un demonio‭ ?‬Sicuramente uno di buon cuore e credo avesse aiutato chiunque‭ ‬.

Ripresi la mia vita con più coraggio il mio esaurimento si stava attenuando,‭ ‬non prendevo più i calmanti e riuscii ad essere me stesso‭ ‬.Ritrovai il mio equilibrio e continuai a lavorare nel mio negozio‭ ‬.

Da allora passarono anni‭ ‬,‭ ‬la poesia in me non era pronta‭  ‬o la ignoravo‭  ‬o non la consideravo perché la credevo irraggiungibile‭ ‬,come se fosse una chimera‭  ‬dispersa nell'aria‭ ‬,una evanescenza senza nessun appiglio‭  ‬.Correvo sempre‭ ‬,‭ ‬come io fanciullo che mi racconto in Giovannino‭ ‬,non avevo attimi‭ ‬,ne tregue‭ ‬,la famiglia cresceva e dopo il maschio e la femmina arrivò un altro maschio‭ ‬,il laboratorio in laboratorio proseguivo il mio lavoro e cambiammo casa‭ ‬.Comperammo una villetta molto carina con un bel po‭' ‬di verde ove il giardino‭  ‬è‭ ‬,la mia passione per i fiori,‭ ‬per la natura‭ ‬,‭ ‬ma io correvo‭ ‬,come piccolino al mio paese per la strada sdrucciola ove c'era la chiesetta della madonna‭ ‬,ove i miei passi furono l'infanzia il saluto‭  ‬per essa che le declamavo preghiera correndo‭  ‬nell'imbrunire della sera al tramonto di un altro giorno‭ ‬.


Correvo e non ebbi fiato per dare un respiro all'amore ma a perdere la testa dietro i truffatori che si susseguivano‭ ‬,come larve si appiccicavano al primo sbaglio ed era difficile staccarli‭ ‬.Per non parlare poi degli avvocati‭ ‬,questi miravano solo alla parcella e davano brevi notizie come se dovessi tirargliele con una pinza dalla bocca‭ ‬.Dunque la tensione ogni volta saliva‭  ‬e mi avvilivo,‭ ‬non capivo in che mondo vivevo‭ ?‬Non capivo se queste persone fossero umani‭ ‬,‭ ‬come facessero ad avere notizie di una mia debolezza negli acquisti dei macchinari‭ ‬,‭ ‬nelle vendite di attività‭ ‬,nei vari passaggi di cambio casa‭ ‬.Credo che fiutavano la preda per poi spennarla‭ ‬.

L'arringa finale non finiva mai ed io ero stanco di mal di vita‭ ‬,di quella tortura psicologica‭  ‬e morale‭ ‬,dei miei nervi che cadevano a brandelli tra le ombre‭ ‬,si frustravano nelle notti negli incubi‭ ‬,i più feroci e cattivi‭ ‬.
Cercai conforto nella mia famiglia‭ ‬,con i miei figli con i miei fratelli e sorelle‭ ‬,con me stesso esausto da ogni lotta‭ ‬,‭ ‬da quella vile prepotenza che mai avevo conosciuto e da sempre deriso‭ ‬.IO‭ ‬,‭ ‬che venivo da una terra solare pena di sole e mare‭ ‬,di aria buona e gente genuina‭ ‬,la mia Campania‭ ‬.‭ ‬L'irpino dal cuore tenero e generoso‭  ‬ove il mio sorriso lo avevo stampato sul mio viso‭ ‬.

Dopo alcuni anni di fatica‭  ‬correvo ancora tra scuola ove lavoravo e laboratorio‭ ‬,ove ogni difficoltà veniva sanata‭ ‬.I debiti erano sempre tanti e il capitale dei beni saliva ma nulla rimaneva‭ ‬,rimaneva la soddisfazione di vivere la mia famiglia‭ ‬,di essere indipendente e non ringraziare nessuno‭ ‬,dunque la calcolo come una delle tante arringhe almeno in qualcosa‭  ‬avevo soddisfazione‭ ‬.Oltre la tata per i figli ebbi delle lavoranti e tutto procedeva per il meglio in quell'inferno di vita‭ ‬,di sacrificio‭ ‬,di poco tempo per amare l'amore‭ ‬,di essere se stesso e decidere una buona volta‭  ‬da solo‭ ‬.

Uscito dal buio ripresi la mia vita‭ ‬,i ragazzi oramai erano grandi e camminavano da soli‭  ‬,respirai aria nuova e nella villetta mi ero creato il mio paradiso di fiori‭ ‬,‭ ‬di reagire al nuovo‭ ‬.Un bel giorno andai a fare spesa e fu per caso che incontrai un tizio con un piccolo banchetto ove riproducevano pergamene onomastiche ove‭  ‬sopra veniva stampato la provenienza del casato di appartenenza‭ ‬.Vollero diecimila lire, allora non c'era ancora l'euro‭  ‬ed era meglio‭ ‬.Pagai e portai a casa la pergamena‭ ‬,la lessi e mi dava notizie della mia antica famiglia‭ ‬,notizie molto articolate ma significative‭ ‬,di casato nobile e di antica provenienza Greca‭ ‬.
Da tempo desideravo sapere qualcosa e finalmente quello fu lo spunto per iniziare‭  ‬a studiare la genealogia‭ ‬,la ricerca dei miei antenati‭ ‬.Questo mi prese a tal punto che ogni attimo‭ ‬,ogni‭  ‬tempo‭  ‬per me era prezioso a ricercare e a comporre la storica storia‭ ‬.Mi organizzai nell'enorme taverna e l'adibii a studio‭ ‬.Andai in molti archivi di stato di tante città d'Italia e trovai moltissimo materiale antico:atti notarili‭ ‬,‭ ‬reliquie dei nobili‭ ‬,manoscritti autentificati e persino una vasta raccolta di alberetti sulla mia famiglia‭ ‬.La famiglia De Maffeo di cui io ne faccio parte nasce a Volterra e in quella repubblica aristocratica già dal‭ ‬850‭ ‬dopo cristo si ebbe notizia della mia gente con provenienza Greca‭ ‬.

E nel percorso di questo mio studio che durò un decennio tra i tantissimi documenti trovai dei versi,‭ ‬erano sonetti di un certo Giovanni Maffeo di Verona‭ ‬.Arrivai alla conclusione e dopo avere scritto e narrata tutta la storia e composto i tanti rami di VERONA‭ ‬,‭ ‬VENEZIA‭ ‬,NAPOLI‭  ‬,‭ ‬AVELLINO‭ ‬,‭ ‬TORINO‭ ‬,‭ ‬DI MIRANDOLA‭ ‬,‭ ‬DI MANTOVA E BRESCIA‭ ‬,DI BERGAMO E DI ALTRE CITTA‭' ‬Italiane‭ ‬.Paresi respiro‭ ‬,mi capitò ancora di leggere tra i tanti documenti altri versi dei miei antenati e capii che molti di esse erano stati letterati‭ ‬.
Un giorno fu per caso e nel‭  ‬avere provato tanta gioia per avere finalmente finito‭  ‬volli dedicare loro una mia poesia‭ ‬,fu la prima‭ ‬.
Progenie.‭

‬Progenie.‭
‬Ho cercato da tempo una croce
dispersa nel sangue‭ 
‬nelle vene del mio gene‭…‬.‭
‬e nasceva in quella valle‭ 
‬la mia gente
veniva da lontano
a cavallo di un destriero‭…
‬ed io nacqui genuino
da un seme di un prato‭ 
‬all'alba di un mattino,‭
‬e fui presto designato.‭
‬crescevo la mia vita‭ 
‬all'ombra di una quercia,‭
‬raccogliendo i loro nomi
per farne grande gloria‭…
‬Progenie arrivate da lontano
da una civiltà Greca,‭
‬narratori di una storia
portatori di una stirpe.‭
‬Il casato fu creato‭ 
‬a Volterra fiorì il ceppo
la loro insegna hanno lasciato
dando voce al guerriero.‭
‬Il cervo rampante‭ 
‬è lo stemma‭ 
‬Luzio il fondatore
di stirpe antica il greco Cavaliere.‭ 



Da subito credetti d'essere capace di darmi l'arringa finale‭ ‬,che finalmente la mia salute riprendeva forza e volli continuare a scrivere‭ ‬.Il tragitto che oramai avevo completato con la genealogia e le tante storie del mio lavoro e le vai incombenze travagliate mi andavo a cercare altro pane per i miei denti‭ ‬,non sapevo cosa volevo veramente‭ ‬,ero inquieto‭ ‬,stizzoso‭ ‬,arrabbiato con me stesso e nulla mi soddisfava‭ ‬,‭ ‬forse la mia quieta non l'avevo ancora ottenuta‭ ‬.Oramai non‭  ‬praticavo quasi più la genealogia‭ ‬,avevo completato il tutto‭ ‬,restava solo da fare il libro‭ ‬,ma questo lo ritenei superfluo e accantonai l'idea‭ ‬,forse un giorno verrà pubblicato‭ ‬.


Era l'epoca che iniziava ad andare in voga internet‭ ‬,erano gli anni settanta‭ ‬,molti non sapevano nemmeno cosa significasse‭ ‬,mentre i mie due ragazzi si interessarono e fecero addirittura assemblare un computer‭ ‬.Cominciai ad imparare qualcosa,‭ ‬rubavo ai miei ragazzi le loro capacità e le tenevo preziose nella mia memoria‭ ‬.Un bel giorno capii che attraverso un motore di ricerca si poteva ricercare qualsiasi notizia e digitai‭ ‬:‭ ‬poesia‭ ; ‬vennero fuori una marea di pagine‭ ‬,di autori,‭ ‬di siti letterari di ogni ben di Dio che riguardasse la poetica‭ ‬,mi concentrai su un sito letterario e mi iscrissi‭ ‬.

Pubblicai la mia prima poesia ed ebbi critiche a non finire‭ ‬,offese ingiurie e altro di becero e disgustoso‭ ‬.Pensai tra me‭ ‬:allora è vero che la poesia è irraggiungibile‭? ‬Furioso lottai come una tempesta in pieno uragano‭ ‬,dovevo comunque ammettere che ero sgrammaticato e non conoscevo nessuna metrica o assonanza per dare musica al verso‭ ‬.Piovve di tutto su di me‭ ‬,io che avevo finito altre storie dannate mi cercavo un altro martirio‭ ‬,forse come detto cercavo quell'amore che non mi fu dato ne da piccolo‭ ‬,ne da adulto e lo cercavo nei vari,‭ ‬ove poi con tanta fatica e grinta portavo a termine‭ ‬,come ora faccio con la prosa narrante‭ ‬.

Passarono tempi in cui lottai e perfino mi feci venire la pressione alta‭ ‬,avevo appena compiuto quarantacinque anni‭    ‬e non me ne ero reso nemmeno conto‭ ‬,‭ ‬tanta era la mia fretta di fare‭ ‬,di disfare‭ ‬,di ricostruire‭ ‬,di prendere il toro tra le corna‭  ‬e a volte rimanevo incornato al tal punto che mi disperavo,‭ ‬lo volevo io e per molti versi mi stava bene‭ ‬.In quel sito letterario ci fu l'eccesso alla calunnia all'ignoranza ove la letteratura non centrava nulla‭ ‬,ove ogni poesia perdeva il suo volto‭ ‬,l'amore ogni fiducia‭ ‬.

Fu l'inferno in terra e comunque la mia caparbietà andò avanti fino al punto di incontrare gente e a partecipare a raduni‭ ‬,ad ammucchiate che non erano per la poesia‭ ‬,ma per soddisfare gli amplessi di qualcuno che sul sito si erano chattati e poi ebbero l'occasioni di fluire i loro coiti morbosi‭ ‬.Si,‭ ‬cominciai anche io a provarci gusto,‭ ‬molte le donne frustrate si proposero,‭ ‬io inesperto non capivo‭ ‬,ignoravo,‭ ‬io boccalone‭ ‬,perso idiota baciavo l'amore del disperato senza averne carne da affamare‭ ‬.Andai via da quel sito,‭ ‬anzi fui buttato fuori perché altri più scaltri di me erano dei lestofanti incalliti e con la loro cultura credevano di sapere tutto ma che così non era‭ ‬.

Mi presi per un bel periodo quella che fu lezione di vita‭ ‬,me la presi tutta e mi feci il callo‭ ‬,mi collocai in un blog e volli scrivere a piacimento tutti i miei pensieri e un bel giorno trovai sotto una mia poesia un commento‭ ‬:lei occupa uno spazio letterario ed è a mala pena mediocre‭ ‬,al momento mi offesi‭ ‬,ma analizzai bene la parola‭ – ‬mediocre‭ – ‬e tra me mi dissi che mediocre è tra i sufficienti,‭ ‬quindi o quello si era sbaglia a scrivere o ero io che non capivo bene‭ ‬,fatto sta che nonostante tutto,‭ ‬che anche nella mia pagina personale venivo perseguitato‭ ‬,continuavo cocciuto‭ ‬,spesso me lo diceva mia madre da piccolo: sei un testone peggio di un calabrese‭ ‬,io ero Campano,‭ ‬dunque non molto distante‭ ‬.

La mia vita continuava tra lavoro e poesia‭ ‬,tra incontri e travagli‭ ‬,tra incerti e furie di venti che spesso si accanivano contro di me.‭ ‬Ma facciamo un passo indietro‭ ‬,a quando era acerba in me la poesia‭ ‬.Spesso d'estate si andava al mare con la famiglia‭ ‬,sulla riviera romagnola ove il clima‭ ‬,la gente il cibo è molto buono e per una famiglia come la mia era una località bella e accogliente‭ ‬.La sera le passeggiate sul lungo mare e a fare spese per negozi‭ ‬,solito si andava a Igea Marina‭  ‬località che per molti anni soggiornai e con molto piacere a volte ci ritorno‭ ‬.Una sera di molti anni fa decidemmo di andare alla vicina Bellaria per passeggiare e vedere il porto‭ ‬.

Nel cammino trovai una libreria entrai per curiosare‭ ‬,così‭ ‬,‭ ‬tanto per guardare‭ ‬,vidi su uno scaffale‭  ‬un enorme libro‭ ‬,lo presi e gli diedi una occhiata‭ ‬,era la Divina Commedia di Dante Alighieri‭ ‬,lo girai lo voltai‭ ‬,ne lessi poche righe‭ ‬,mah‭ ‬,dissi tra me e me‭ ‬,cosa me ne faccio? Non lo so‭ ‬,ma l'istinto mi diceva di comperarlo‭ ‬,era un bel libro‭ ‬,forse già in me‭  ‬covava qualcosa per la poesia o forse era solo perché ero curioso‭ ‬.Lo acquistai col disapprovo della famiglia che mi dissero‭ ‬:cosa te ne fai‭ ‬,sono soldi sprecati‭ ‬,lascia perdere‭ !‬Ma io testardo come un mulo lo presi e dopo la vacanza lo portai a casa‭ ‬.Lo misi in bella vista e per anni non lo lessi‭ ‬,rimase lì alla polvere sopra a una mensola con altri libri che comperavo e mai leggevo‭ ‬.La stessa cosa feci con una enciclopedia letteraria‭  ‬del De Santis‭ ‬,anch'essa ferma da anni a prendere polvere‭ ‬.

Comperai molti libri mai nessuno di questi letti‭ ‬,forse non avevo tempo‭ ‬,davo priorità alla passione per i fiori‭ ‬,al giardino allo studio della genealogia e dunque nulla mi portava a leggere
anche perché a me non piaceva leggere e nemmeno adesso che sono un scrittore‭  ‬,è un mio ideologico pensiero‭ ‬,non leggere le cose altrui‭ ‬,o forse per non sprecare tempo a cose da me considerate superflui e inutili‭ ‬,considerate oggi distinte e cioè‭ ‬:io credo che ogni autore‭ ‬,ogni artista debba essere unico nel suo genere e non racimolare idee altrui‭ ‬,dunque si deve espletare solo la farina del proprio sacco e non copiare i sentimenti d'altri‭ ‬,‭ ‬anche se molti dicono che la lettura aiuta molto e si saggia la interazione delle molte locuzioni‭ ‬,della sintassi e della grammatica oltre si ad approfondire e esporre le immagini necessarie per dare una completezza al racconto‭ ‬.

Insomma ero‭ ‬,lo sono ancora‭ ‬,‭ ‬testardo ci dovevo arrivare da solo‭ ‬,come le altre cose del resto che facevo e che sempre portavo a termine con pieno successo‭ ‬.Ero dunque‭  ‬come in precedenza scritto‭ ‬,preso dalla genealogia e quello studio mi impegnava molto‭ ‬,i libri che comprai erano sempre lì,‭ ‬e nei vari traslochi di casa‭   ‬rimanevano sempre più impolverati‭ ‬.Finito lo studio genealogico come detto nacque in me la poesia‭ ‬,io che avevo quei libri cominciai a leggerne qualcuno‭ ‬:Il de Santis nella sua enciclopedia mi dava notizia di come la poesia ebbe la sua nascita‭ ‬,di come furono i primi canti in lingua maccheronica‭ ‬,di come fu la lirica poetica di un tempo antico e lo lessi,‭ ‬strana cosa lo lessi‭ ‬,mi servì molto‭ ‬.Erano i primi tempi che cominciavo a scrivere ed ero curioso ad assaggiare il sapore della letteratura io che venivo da un rurale ero da sempre attratto‭ ‬,ma da sempre trascurato‭ ‬.

Presi in mano il librone di Dante e a dire il vero da subito non mi piacque‭ ‬,il linguaggi era tutto da analizzare ed io non avevo pazienza e lo posai‭ ‬,lo misi ancora a prendere polvere per continuare a scrivere‭  ‬poverini pensieri‭  ‬che comunque per me erano importanti avevo infranto il tabù dello scrivere e mi resi conto che non bastava scrivere cazzate e per un po'‭' ‬di tempo lasciai perdere non faceva per me quel poetare‭ ‬,che ero ignorante e sgrammaticato‭  ‬e non volli fare brutte figure‭ ‬.Dopo qualche anno come precisato i miei figli comprarono un computer e mi iscrissi ad un sito letterari‭  ‬.Da lì ripresi mano la Divina Commedia il De Santis‭ ‬.‭ ‬La stessa Bibbia ove poi ne cavai alcuni cantici mentre leggendo la Divina Commedia‭ ‬,ne trassi‭ – ‬La scala naturale della mia vita‭ – ‬Ispirata dallo stesso Dante‭ ‬,‭ ‬una politematica ove davo valore alla mia evoluzione artistica‭ ‬,ove mi confrontavo nel mio essere un vero artista nato dal nulla‭ ‬,dalla misera cultura‭  ‬,dunque salivo l'evoluzione dei mie passi gradualmente‭  ‬da autodidatta‭ ‬.

Qui una mia poesia‭ ‬.


Ti Bacio l'amore

Lo dissero i tuoi occhi nel mentre ti toccai l'anima:‭
‬l'amore‭ ‬,lo hai tu da darmi‭ ‬,tu regno dei fiori
baciami quando lo desideri‭ ‬....‭
‬I nostri corpi si sentono‭ ‬,si cercano‭ 
‬a pelle e sangue si fondono nel desiderio folle‭ ‬.‭
‬Bacio le tue carnose labbra‭ 
‬quel lembo di pelle ove mi distendo e giaccio‭ ‬,‭
‬ruggisco la stupenda resa‭ 
‬che snuda‭ ‬,‭ ‬l'imbarazzo dal pudore‭ ‬,‭
‬cede all'olimpo l'immenso piacere‭ ‬.‭
‬Ti bacio l'amore‭ ‬,‭ ‬bacio le tue mani i tuoi seni
il tuo ventre‭ ‬,le tue gote‭ ‬,il tuo sorriso‭ ‬.‭
‬Tutta ti bacio‭!
‬Ove il fremito tocca il i tuoi battiti‭ 
‬s'apre al paradiso‭ ‬,‭ ‬al volere,‭ ‬dei tuoi tenui sospiri‭ ‬.‭
‬Ti‭ ‬,‭ ‬bacio nei sensi che sentono di brividi‭ 
‬nei timori dei godimenti‭ ‬,nelle assopite rinunce,‭
‬ove la carne‭ ‬,ebbrezza il sordido dilemma‭ 
‬colora di rosso i tuoi contorni‭ ‬.‭
‬Ove s'apre alla mente,‭ ‬ai significati più alti‭ ‬:‭
‬alla tua voluttà‭ ‬,le tue grazie‭ ‬,ai tuoi sentimenti‭ ‬.

Ed io ti bacio l'amore in te nasce piano,‭ ‬piano‭ 
‬da rimorsi e paure‭ ‬,da violazioni subite‭ 
‬dall'affetto che per te io provo‭ ‬,‭
‬dal grembo sacro del tuo cuore‭ 
‬ove la viva linfa sorge e ti consola‭ 

Si‭ ‬,‭ ‬ti voglio baciare l'amore‭ ‬.

Giovanni Maffeo - Poetanarratore .



Dunque presi per mano la poetica riversando su di essa tanta voglia di scrivere di poetare l'amore‭ ‬,di sentire e sentirmi partecipe ad un mondo diverso e quello mi dava importanza‭ ‬,mi dava la gioia di riuscirci man mano crebbi e divenni un contemporaneo‭ ‬,divenni il Poetanarratore‭ ‬,da molte donne chiamato‭ – ‬il poeta dell'amore per le molte poesie e romanze amorose,‭ ‬tema principale da me preferito‭ ‬.



Quei libri dopo anni ebbero valore e‭  ‬cominciassi a comprarne altri di cui‭  ‬molti di poesia,‭ ‬molte ristampe dei trascorsi‭ ‬,pochi dei contemporanei‭ ‬,ma ne feci una buona scorta e ancora oggi li uso come espressiva‭  ‬per cercare le parole a me mancate ove nel tempo le ho sbocciate da solo dal mio cuore‭ ‬.

Venne il giorno della musica‭ ‬,il canto romantico cominciò a sentirsi,‭ ‬lo sentii in me e fu musica‭ ‬,fu il brivido del canto l'elogio migliore che io avessi potuto avere‭ ‬,lo custodisco come un tesoro perché è a pochi concesso‭ ‬,a pochi dato e donato naturalmente ove per magia‭  ‬nello scrivere testi tutto diventa musica‭ ‬,i versi si congiungono come se fossero note‭ ‬.Trovai l'equilibrio poetico e la mia figura di poeta prese piede in tutto il mondo attraverso i social‭ ‬,il web‭ ‬,i blog‭ ‬.gli stessi siti letterari e pagine di letteratura e antologie curando poi la prosa‭ ‬,i primi romanzi‭ ‬,i primi palpiti d'amore per l'irraggiungibile letteratura‭ ‬,la cruda filosofia‭ ‬.Per molti insegnanti professori di lettere fui l'eccelso io che avevo a mala pena frequentato la terza media‭ ‬.



Vorrei aprire una parentesi e tra virgolette sottolineare un reale‭ ‬:‭ ‬mi fu detto che poeta non si nasce da un giorno all'altro ed è vero tutto si muove piano,‭ ‬piano,‭ ‬adagio nella stessa volontà del volere e dell'essere‭ ‬,nella stessa passione o ve si cela la meravigliosa poesia che sboccia dal desiderio dall'amore del volere‭ ‬,dal vissuto e il ricercato‭ ‬,dal bene e dalla sensibile cura con cui si evolve ogni sentimento‭ ‬.Capisco che per molti è irraggiungibile e può sembrare cosa rara ma come poeto in‭ ‬-La scala della mia vita‭ ‬,bisogna salire a un gradino alla volta e non farsi male perché si può cadere da un precipizio di illusioni‭ ‬,di fantasticherie e abusati elogi e gratuite pregi ove la sola convinzione forza il perbenismo‭ ‬.



Passando ad altro‭ ‬,‭ ‬la mia arringa finale fatica a concedersi e volto pagina conducendo il romanzo della mia esistenza‭ ‬,‭ ‬in un altro argomento‭ ‬.Portai in spalla molti fardelli e pesai la mia coscienza‭ ‬,‭ ‬molte le aspirazioni le proposizioni‭ ‬,le arringhe finale da cogliere e valutare‭ ‬,pochi i fatti‭ ‬,era solo fumo e poco arrosto‭ ‬,la guerriglia poetica sul web era spietata‭ ‬,le donne‭ ‬,le preferite‭ ‬,si sa‭ ‬.‭ ‬Ebbi comunque la grinta di continuare a scrivere e furono molte le poesie acclamate‭ ‬,volevo distinguermi e non cadere nel banale‭ ‬,non volevo crogiolarmi e illudermi‭ ‬,volevo altro ,il essere compreso per ciò che scrivevo‭ ‬,per ciò che narravo ove nella reale realtà raccontavo il mio vissuto‭  ‬e non solo‭ ‬,anche storie vere d'altri e in prima persona ne coglievo e vivevo il senso‭ ‬.Come in Sesso senza amore‭ – 





UN PASSAGGIO OVE SCRIVO LA NASCITA DEL  MIO ROMANZO  
( DIMMI QUALE INFERNO VUOI )

Si incontrarono le due anime‭  ‬e fu subito simbiosi‭ ‬,‭ ‬una complicità‭  ‬sincera che accese subito un sentimento puro‭ ‬.Questo succede spesso nei social Network‭ ‬,‭ ‬ad oggi la tecnologia è in primo piano e sempre più si rinnova‭ ‬:‭ ‬con cellulari,‭ ‬con computer si può facilmente accedere‭ ‬,iscriversi‭  ‬e esporre i propri pensieri‭ ‬,le proprie attitudini e hobby‭  ‬e facilmente si può relazionarsi con altre‭ ‬,vuoi per la stessa passione‭ ‬,‭ ‬vuoi per le stesse amicizie in comune‭ ‬.‭ 

Vuoi per il desiderio di conoscere qualcuno‭  ‬per amarsi‭ ‬,‭ ‬tutto ciò ci isola dal reale‭ ‬,ma come detto in un mio romanzo‭  ‬-‭ ‬DIMMI QUALE INFERNO VUOI‭  ‬-‭ ‬tutto ciò diventa possibile‭ ‬,‭ ‬tanto siamo tutti dietro una tastiera e da lì il coraggio di esternare diventa possibile‭ ‬.Ma non voglio annoiarvi di ciò che già sapete e che vi ritroverete in questi miei scritti‭ ‬.

Sono molte le storie a volerle raccontare‭ ‬,ma è un piccolo raccontino e mi soffermo solo ad esso‭  ‬e ve lo propongo in prima persona‭  ‬,anche se può appartenere a tanti di voi,‭ ‬anzi penso a tutti‭  ‬.Fu per caso‭ ‬,‭ ‬ma non credo‭  ‬,che tramite un sito letterario conobbi una poetessa‭ ‬,si ho stima di questa qualifica,‭ ‬perché ognuno che scrive poesia‭  ‬per me‭  ‬è un poeta‭ ‬,‭ ‬una poetessa‭ ‬,insomma ci furono i primi approcci‭  ‬,i vari scambi di gentilezza e nacque una bella amicizia‭ ‬,una bella simbiosi che si mutava sempre più in sentimento profondo‭ ‬,almeno per me‭ ‬.

Ci apprezzavamo‭  ‬nel leggerci le nostre poesie‭  ‬,da qui le varie conversazioni in chat che divenivano sempre più accese e attese‭ ‬,‭ ‬come una terra scottante che ti brucia sotto i piedi e non vedi l’ora di parlare‭ ‬,di conversare‭ ‬,di avere in qualche modo un contatto‭ ‬.Le prime richieste sono sempre le immagini,‭ ‬la propria figura‭ ‬,ove il bello aspetto ti rappresenta‭  ‬e con qualche complimento ti gratifica‭  ‬,a volte può addirittura esaltare una bellezza che c'era‭ ‬,‭ ‬che non c’è più‭ ‬,ma si vuole ugualmente sentirsi giovani attraenti‭ ‬,tanto la tastiera è sempre dietro un mondo sempre più fasullo e scarno.

Si‭ ‬,‭ ‬nacque una bella amicizia ed io adulatore di nascita e donatore di sorrisi dissi a lei dolci parole‭ ‬:‭ ‬sei bella‭ ‬,sei dolce‭ ‬,‭ ‬sei una donna meravigliosa e‭  ‬sento di volerti bene‭ … ‬infatti lo sento ancora,‭ ‬perché era nata quella profondità vera ove anche se non c’era nulla tra noi‭  ‬,‭ ‬quell’affetto era sbocciato sincero‭ ‬,‭ ‬veniva palatalizzato‭  ‬in concetti logici e con sincerità esposti dalle nostre menti‭ ‬,dialoghi questi alquanto diretti‭ ‬,quindi non mancavano le interazioni colorite‭ ‬,i vezzeggiativi amorosi‭ ‬,tutto‭  ‬miscelato dal dolce piacere di sentirsi,‭ ‬a volte anche telefonicamente per raggiungere e mirare sempre più una realtà‭  ‬.‭ 

Continuo col dire che questo comportamento mio di molti credo‭ ‬,nasce sinceramente‭ ‬,‭ ‬è come un gioco per passare il tempo‭ ‬,‭ ‬poi ti accorgi che ci sei dentro a capo fitto‭ ‬,‭ ‬ubriaco d’amore impossibile‭  ‬,disposto a fare tutto,‭ ‬a fare niente‭ ‬,‭ ‬con un pugno vuoto si rimane‭ ‬,insomma piacevole per allietare i giorni uggiosi o soddisfare‭  ‬le frenetiche‭  ‬frustrazione‭ ‬,causate dal troppo lavoro‭ ‬,dai troppi impegni‭ ‬,quindi chi più di un rilassamento virtuale può dare una gratificazione‭ ‬,apparente se vogliamo,‭ ‬ma influente per molti aspetti‭ ‬.‭ 

Una volta c’erano le passeggiate‭ ‬,‭ ‬si andava a ballare‭  ‬in case degli amici,‭ ‬o al cinema in compagnia‭ ‬,‭ ‬poi la grande distribuzione,‭ ‬con essa le discoteche‭  ‬,ora‭  ‬il virtuale‭ … ‬se ci eravamo distaccati col ballo‭  ‬ora addirittura ci distacchiamo col‭  ‬virtuale‭ ‬,tanto nessuno vede e sente‭ ‬.
Tornando a questa mia amicizia che rifarei con chiunque‭ ‬,nella sincerità‭  ‬e nella confidenza‭ ‬,senza poi abusare di‭  ‬questa‭ ‬.‭ 

Certo‭  ‬a mio avviso‭ ‬,‭ ‬se nasce qualcosa‭  ‬tra le parti‭  ‬bisogna anche li esporsi‭  ‬ed essere sinceri‭  ‬,e dire ciò che si sente‭ ‬,‭ ‬si vorrebbe‭ ‬,mettere in chiaro‭  ‬il pensiero per dargli pace e non rimanere col dubbio o agitati‭  ‬,non serve.‭ 

Comunque questa simpatica storia volge a termine‭  ‬e per chiuderla‭  ‬lascio a voi l’epilogo finale‭ ‬,ove il soggetto può e deve riconoscere ed esprimere‭  ‬il sentito,‭ ‬ma non covare dentro se paure e avere una arma a doppio taglio,‭ ‬non serve,‭ ‬fa solo male a se stesso‭  ‬e causa la distanza‭  ‬che già può esistere anche geograficamente‭ ‬,ma diciamo pure che questa ultima può essere importante e non‭ ‬,‭ ‬l‘amore non ha confini,‭ ‬ricordiamolo‭  ‬.‭ 

Causa l’incomprensione dovuta alla troppa confidenza che in essa si confida o si acceca‭ ‬,‭ ‬si fa la provocazione per capirne reazione‭  ‬,da lì la discussione‭ ‬:‭ ‬hai osato commentare quella‭  ‬con parole dolci‭ ‬,‭ ‬hai detto che ti piace‭ ‬,‭ ‬hai‭ ‬,‭ ‬hai‭   … ‬questo per dire che nel confessarsi a una amica può scaturire gelosia‭ ‬,pur non ammettendo che lo sia,‭ ‬che è felice comunque,‭ ‬che ha il suo da fare e non gli ne frega nulla‭ … 

ma tutto ciò gli da fastidio‭ ‬,‭ ‬non è per lui‭  ‬più la prima donna‭  ‬con cui condividere ore di chat‭  ‬o avere da lui complimenti‭ ‬,o‭  ‬attenzioni con paroline dolci‭  ‬da lei proibite,‭ ‬come il detto‭ ‬,‭ ‬no‭ ‬,dai‭  ‬,chiaramente mai ammesse e concesse‭ ‬,‭ ‬si sa la donna è‭  ‬quindi nulla c’è da fare‭ ‬,al massimo avanti un altro‭   … ‬questo fa si a un contrasto,‭ ‬si rompe il vaso di pandora‭  ‬o la clessidra di Aladino‭  ‬,si rompe una magia‭ ‬,‭ ‬un qualcosa che poteva essere amore‭ ‬.‭ 

Giovanni Maffeo‭  ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

UNA MIA POESIA‭ ‬.

La sinfonia dei sensi.

Sono tamburi che battono nel cuore
dove il sublime si accende come un faro,
annuncia il sereno e tempesta
tra i sospiri traditi dagli amati lieviti‭ ‬.

È la sinfonia dei sensi che emerge dall’anima‭!
Si fonde in un'unica certezza, in versi si plaude‭ …
tra i righi silenziosi trama romanze‭ ‬,
versi senza tempo‭ ‬,di poesie innamorate‭ ‬.

Tu esplodi senza orizzonti oh fata‭!
Emani fragori e dardi implumi‭ ‬...
in brevi strofe racconti gli anni tuoi‭ ;
m’incagli nel vulcano delle tue fantasie‭ ‬.

Sei piena di vita coccolami con aliti cocenti frustrami‭ 
entra in me pietosa a scucire oasi‭ 
entri in un sogno parso vero‭;
tra il sfruscio confuso di un’estate‭ ‬.

Mi infondi la tua bellezza‭ !
Mi fai udire la sonora melodia‭  ‬,
col tuo profumo il desiderio sazi di gusti e sapori‭ ; 
col bacio tocco‭  ‬il tuo magico sublime‭ ‬.

Vibri tra le mie note e infreddolita te ne vai‭ 
offri‭  ‬piaceri al cielo tenebroso,
col tuo fascino glaciale
d’artificio sono i tuoi fuochi‭ ‬.

È la sinfonia dei sensi che suona melodie
batte nel cuore ove il sublime s’accende come un faro‭;
si posa su giardini in fiore e sospiranti intrighi,
su gemme‭  ‬di rose antiche e fragori di mimose‭ ‬.

E annunciano sereno e tempesta agli amanti penitenti
nascosti tra le sponde pugnalano le menti:
son solo presenti tra i piaceri della carne...
ne fanno abuso fino ad esserne ingordi‭ ‬.

È la‭  ‬sinfonia che scende nell’anima‭!
Si unifica in un'unica certezza,
in versi si confonde tra righi silenziosi‭;
dove le brevi strofe raccontano il sospeso.

Ed è come in una grande orchestra‭ ‬:
arpe violini sassofoni e tamburi,
entri in me e suoni la fanfara in un sogno mio perduto‭;
ove ogni epilogo ha il suo purgatorio.

Mi suoni la sinfonia dei sensi‭ ‬,‭ ‬la mia gloria‭!
E mi dai vagheggio mi dai oro e diamanti‭ ‬,
in una vita tutta da rifare appari eterea‭ ‬.

Ascolto il tuo ego e si fa sentire
in una mente folle rovista di cianfrusaglie,
mi rivolgo a te candida fanciulla:
placati con i miei baci io mercenario ubbidirò ai tuoi voleri‭ ‬.

Giovanni Maffeo‭  ‬-‭ ‬Poetanarratore.



SE NE VANNO GLI ANNI‭ ‬.

                                                      Se ne vanno gli anni‭ ‬,fuggono via‭!                                                                                                                                                                
Vanno dove scorre il flusso lento‭ ‬,
ove tu un giorno mi dicesti‭ ‬:‭ ‬ma ti ho detto ti amo‭?
Si‭ ‬,me lo dicesti sottovoce mentre guidavo come un pazzo‭ ‬.

Vanno via i ricordi‭ ‬,le avventure‭ ‬,le belle storie‭ ‬,
poi,‭ ‬oh poi‭ ‬,‭ ‬vicino al camino il riposo dei pensieri‭ ‬,
accanto ad un lume la preghiera della sera‭ ‬...
nella mente la tua luce‭ ‬,unica lusinga che mi rimane.

Se ne vanno le belle liriche da te ispiratemi‭ ‬...
ove un tempo le dedicai al cuore‭ ;
a una amata che non ebbe voce‭ ‬,
si casò‭ ‬nell'olimpo per amare i titani‭ ‬.

Si,‭ ‬se ne vanno gli anni‭ ‬,se ne va il sonno‭ ‬...
ove ombre e spettri invadono l'indifferenza‭ ‬,
come le gelide onde devastano la sottile nebbiolina‭ ;
come il vento nella quieta mattina scioglie la piccola rugiada‭ ‬.

Se ne va la mattina nuvolosa dopo la pioggia‭ 
i profumi che aleggiano nell'aria‭ ‬,
sul piccolo petalo la coccinella‭;
al‭ ‬tramonto‭ ‬di rosso son le stelle‭ ‬.

Ma,‭ ‬finché‭ ‬c'è vita,‭ ‬c'è speranza‭ ‬...
c'è la stagione dei fiori ove gli Iberis si aprono alla neve‭ 
le primole per gelosia si colorano‭ ‬,l'erica apre le danze‭ ;
tutto si ricrea‭ ‬:anche tu donna voli in alto su di un‭ ‬acquoline‭ ‬.

Giovanni Maffeo‭ ‬.‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

DAL  MIO ROMANZO BREVE -SANGUE SPARSO - ALCUNE MIE ANNOTAZIONI -







‭'‬Ogni verità passa attraverso tre fasi:‭ ‬prima viene ridicolizzata‭; ‬poi è violentemente contestata‭; ‬infine viene accettata come ovvia‭'
cita.‭ ‬Di Arthur Schopenauer‭ ‬.

Ma un se‭ ‬,‭ ‬un forse‭ ‬,‭ ‬un quando‭  ‬o un mai farò‭ ‬,‭ ‬o dirò il peccaminoso fato di un amore inspiegabile ove‭  ‬l'attenzione nasce da un caso mai perseguito‭ ‬...
Trovo dunque la VERITA‭' ‬Affermazione di un contenuto ideale‭ ‬,accettato come basilare‭  ‬dal punto di vista religioso‭ ‬,‭ ‬etico e storico‭ ‬.‭ 

A mio avviso inteso anche come finzione di un vero‭  ‬o‭ ‬fuori luogo o forma‭ ‬,‭ ‬essa si può vestire di mille abiti o maschere ma mai si saprà il vero‭ ‬,solo da un animo buono s'apre il credo‭ ‬,‭ ‬il narrabile viene eruttato come se si volesse raccogliere un frutto‭ ‬,‭ ‬magari perso‭ ‬,magari sognato‭ ‬,‭ ‬avuto mai conosciuto‭ ‬,sperato ove si nasconde nell'infinito‭ ‬.‭ 

NON ERA MIO L'AMORE‭ ‬.

Non potevo farla mia sempre‭ 
forse volle avvicinarsi a me ove vedeva il suo angelo‭ ‬,
vedeva l’oracolo dolce dal cuore tenero e procace‭ 
sentiva l’amore preso il fuoco che fiammava‭  ‬e si notava‭ ‬.

Si evinceva l’accanimento e spesso mi chiamava‭ 
per dirmi di vederci‭ ‬,erano piccole fughe‭ ‬,
le quali si consumavano in pochi minuti con un bacio
una carezza rubata ed eravamo felici‭ ‬.

Avevamo il mondo nel cuore‭ 
la certezza di amarci era immensa‭ ‬,
come un ladro nella notte‭ ‬,‭ ‬la strinsi forte‭ 
la toccai dappertutto lei fremeva godeva l’amore.

Come non mai‭ ‬,amore‭ ‬,‭ ‬amore‭ ‬,‭ ‬mi ripeteva‭ 
vieni nel mio sangue e spandilo nel regno del mio sogno‭ ‬,
sul mio corpo ove nascerà la vita‭ 
furono le ultime parole a farci unici in un limbo immenso‭ ‬.

Era diventata una storia profonda la nostra‭ 
non potevamo fare a meno di vederci‭ ‬,
anche per pochi minuti‭ ‬,i minuti eterni‭ 
ci davamo energia‭ ‬,coraggio di salire in paradiso‭ ‬,
in un inferno ove solo gli amanti sanno di sentire‭ ‬.

Tratta dal mio romanzo‭ ‬-‭ ‬Sangue sparso‭ ‬-‭ 

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

Quando gli occhi non vedono‭ ‬,l'innocenza muore‭ ‬.

La vita di un uomo è il seme della terra‭ ‬,‭ ‬egli prolifera gioia amarezza sventura‭ ‬,è il protagonista leggibile di di un arte qualsiasi cosa egli faccia‭ ‬,in questo mio romando viene palesemente narrata una storia vera in prima persona‭ ‬.
L'uomo‭  ‬è il sale della terra che assieme alla donna fertilizzano e gemmano l'amore‭ ‬,una onniscienza ove si raccolgono i fiori della vita‭ ‬,la sostanza per la reale e prospera natura‭ ‬.
Ne percorsi di ogni uomo o donna si evince la parte migliore e cioè l'amore‭ ‬,l'amare‭ ‬,il reciproco consenso ove possono nascere le mille storie‭ ‬,in questa che vi propongo io in prima persona parlo di due anime innamorate‭ ‬,‭ ‬entrambi sposati‭ ‬,‭ ‬entrambi giovani‭ ‬.Un amore nato per caso nella più semplice veste di chi vuole essere felice‭ ‬.

Nel lontano‭ ‬1975‭  ‬il protagonismo era umile‭ ‬,‭ ‬la semplicità era gioia‭ ‬,‭ ‬insomma tutto girava in un sogno da realizzare‭ ‬,allora ignoravo la poesia‭ ‬,era da me lontana‭ ‬,mi piaceva la musica‭ ‬,la canzone romantica‭ ‬,la romanza‭ ‬,coniugare il rifiuto della società con l'essere io era difficile‭ ‬,ero determinato‭ ‬,‭ ‬non riflettevo andavo nelle decisioni a rotta di collo e sempre mi andava bene‭ ‬.Credo che fu cosa buona‭ ‬,un realismo che mi portava dritto all'avventura‭ ‬.

Cieco della luce accantonavo ogni pensiero‭ ‬,era appunto nascosta la poesia‭ ‬,accantonammo il passato come tempo originario‭  ‬e nutrivo l'egoismo pur restando fedele alla madonna‭ ‬,‭ ‬alla devozione del credo‭ ‬,non avrei mai immaginato che poi in età matura avessi scritto poesia‭ ‬,‭ ‬narrativa‭  ‬.‭ ‬Dunque Sangue sparso nasce da una storia vissuta‭ ‬,una tra le tante‭ ‬,‭ ‬nascosta e proibita ove i tanti omini donne lascia tracce indelebili‭ ‬,lasciano il frutto del loro amore‭ ‬,ignorando o dubitando di avere avuto una prole‭ ‬,un figlio‭ ‬,o una figlia dalla coatta e voluta relazione extraconiugale‭ ‬.

Da queste relazioni che di solito hanno poca durata‭ ‬,ma si evince il naturale orgoglio ove nel momento stesso dell'atto amoroso e convinto di affrontare ogni cosa con l'amata occorre salvaguardarsi dall'opposto ove c'è la condanna della realtà che per le mille ragioni si rinuncia‭ ‬,il volere dunque resta fantasia‭ ‬,resta obbligo di rispetto verso la moglie‭ ‬,il marito‭ ‬,la consapevolezza dei figli‭ ‬,il dovere di essere uomo e non pagliaccio‭ ‬.


SANGUE‭  ‬SPARSO‭ ‬.POESIA‭ ‬.
POEMA DELLA VITA DELL'AMORE‭ ‬.

Quando l'anima si assona alla tenerezza‭ 
la sua nota diventa musica‭ ‬...
è la melodia più bella‭ ‬,alone lucente del cuore‭ ‬,
ti ho persa‭ ‬,‭ ‬ti ho cercata‭ ‬,sei respiro e mi giri in testa‭ ‬.

Ho sparso il mio sangue in un seme‭ 
da esso ne è nato un fiore‭ ‬...
è il mio tesoro nascosto che non avrò mai‭ ‬,
il mio sangue ove mi inchino e chiedo perdono‭ ‬.

Tu vita sei l'ombra nella mia stanza‭ 
la figura che prende vita dai ricordi‭ ‬...
porgi a me i tuoi anni più belli‭ ‬,
quelli della mia resa ove oscilla la tua corolla‭ ‬.

Oh signore‭ ‬,‭ ‬Dio della provvidenza
aiutami‭ ‬,‭ ‬ho peccato‭ ‬,ho amato l'amore‭ ‬...
quello tenero ove la mia pietà si adagia‭ ‬,
si muta in devozione‭ ‬,il più alto dei sentimenti‭ ‬.

Quello che quando arriva non bussa‭ 
fa strani giri di parole e lusinga il cuore‭ ‬...
luminosamente luce il mio sangue‭ 
irta lieviti di terra dalla rupe nasce l'abbondanza‭ ‬.

Oh sangue mio dove sei‭ ‬...
nessun vento porta a me la tua voce‭ ‬,
tutto si sgretola nei mari gelidi‭ 
su epigrafi immote frusciano i mattini‭ ‬.

Dovrò ancora patire indicami tu il rimedio‭ 
dammi speranza‭ ‬,‭ ‬la medicina del mio male‭ ‬,
a chi come me è tra gli infelici‭ ‬...
in un tempo gaio per darti la mia benedizione‭ ‬.

Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.



QUELLO ERA IL TEMPO DELLA FURIA , DELLA TEMPESTA , DEL SANGUE SPARSO OVE L'INCOSCIENZA BENDATA NON VEDEVA LA REALTA' DELL' ESSERE  UOMO :

QUI un inciso ove narro la mia incoscienza di giovane rampante -

Quando l'anima si intona alla tenerezza diviene musica‭ ‬,
essa è melodia‭ ‬,alone lucente del cuore‭ ‬.‭ 

Dove sei mio sangue sparso‭ ‬,mille volte forse di più l'ho pensato‭ ‬,l'ho cercato l'ho sentito‭ ‬,è come un sospiro che gira in testa‭ ‬,un pensiero a volte assillante nel credere che un figlio o una figlia è da qualche parte con la menzogna gli viene nascosto la sua vera appartenenza‭ ‬.
Fu d'estate in un paesino del nord Italia che conobbi Caterina‭ ‬,lei sposata abitava non molto lontano dalla mia casa‭ ‬,la conobbi tramite una sua zia che a sua volta faceva da tata alla mia bambina‭ ‬,io e mia moglie eravamo impegnati con il lavoro‭  ‬ogni mattina la portavamo a casa della tata e spesso ci accoglieva la Caterina lasciandogli la nostra figlia‭ ‬.Da subito notai dei sorrisi molto intensi gli sguardi‭ ‬,ma tra me non pensavo mai che nascesse con lei una storia‭ ‬.

Caterina era una donna molto bella‭ ‬,‭ ‬capelli neri a caschetto occhi profondi‭ ‬un bel corpo snello‭ ‬,una media statura che assieme si stava bene‭ ‬.Capitò che una festa della mia piccola figlia invitammo la tata e la Caterina sua nipote con suo marito a casa nostra a pranzo‭ ‬,lei Caterina si sedette rimpetto a me e ogni tanto mi fissava mettendomi in imbarazzo non tanto per me‭ ‬,‭ ‬ma per gli altri che potessero accorgersene‭ ‬.

Si parlava del più‭ ‬,‭ ‬del meno‭ ‬,si parlava di lavoro‭ ‬,‭ ‬di come era la vita a quei tempi‭ ‬,tempi fiorenti ove l'industria era abbondante e da lavorare ce nera tanto‭ ‬,allora non esistevano disoccupati‭ ‬,bastava uscire da un posto di lavoro e il giorno dopo se ne trovava un'altro‭ ‬,insomma c'era l'abbondanza le vacche grasse‭ ‬.

Nel mangiare a tavola mi sentii frusciare sul piede‭ ‬,era lei che mi faceva il piedino‭ ‬,‭ ‬mi dava conferma del suo sentire per me‭ ‬,il sangue mi salì alla testa e provai una reazione nelle parti basse‭ ‬a tal punto che non riuscivo a metterci freno e non potevo alzarmi dal tavolo per aiutare mia moglie a servire altrimenti si avrebbe visto la t'abbondante reazione nei pantaloni‭ ‬.

Non vedevo l'ora di incontrarla da sola per parlare‭ ‬,per darle ciò che voleva‭ ‬,‭ ‬volevo‭ ‬,era iniziata una storia molto emozionante entrambi provavamo desiderio‭ ‬,‭ ‬allo stesso modo un amore indispensabile‭ ‬,qualcosa che ci rendeva felici e cominciammo a sentici curando ogni particolare per non farci scoprire‭ ‬.

Era dunque cominciato‭  ‬l'amore platonico‭ ‬,per lei vedermi era già una meta raggiunta una felicità immensa e lo capii subito‭ ‬,mentre io miravo all'atto materiale‭ ‬,‭ ‬al fare all'amore con lei‭ ‬.Passarono un po di mesi e decidemmo di trovarci fuori dal paese‭ ‬,lì la feci salire in macchina e facemmo un giro‭ ‬,parlammo di tante cose‭ ‬,di noi‭ ‬,di quello che ci stava capitando‭ ‬,parlammo di sesso‭ ‬,di voglia di amare e ci promettemmo l'amore‭ ‬.

La giornata andava a termine e il tramonto faceva capolino‭ ‬,era di Autunno e un po di brezza si sentiva‭ ‬,la baciai e cominciai a toccarla nelle parti intime‭ ‬,lei fremeva‭ ‬,‭ ‬si sentiva tutta la sua voglia‭ ‬,gli calai i pantaloni i suoi indumenti intimi e sdraiai il sedile dell'auto mettendomi sopra di lei‭ ‬,da subito divento fuoco nella fusione amorosa consumammo il primo atto d'amore‭ ‬.

Dopo un po ci vestimmo e con soppressa mi disse‭ ‬:‭ ‬sai io mi sono innamorata di te‭ ‬,però oggi tu hai infranto un proibito che io non mi aspettavo‭ ‬,mi bastava solo amarti senza fare sesso‭ ‬,ribadii che era necessario per entrambi che ci desideravamo nello stesso amore era necessario‭ ‬,infatti si convinse e ci promettemmo di trovarci ancora‭ ‬.

Come ogni anno in quel paesino di prima periferia facevo l’albero di Natale‭  ‬,lo addobbavo in un angolo‭  ‬del salone vicino alla finestra ove si vedeva la casa della zia di Caterina‭ ‬,la sera sempre in quell’angolo vedevo la TV‭  ‬,‭ ‬spesso lasciavo la finestra con le tapparelle aperte e speravo che lei mi vedesse‭ ‬,almeno lo speravo‭ ‬,i cellulari allora non esistevano e la buona notte passava in secondo piano‭ ‬,mi accontentavo di essere visto da lei da lontano‭ ‬.

E‭' ‬Sera‭ ‬.
E‭' ‬Sera‭ ‬.

Vedo luci su balconi‭ 
nei giardini alberi di Natale‭ ‬,
l'aria è in‭  ‬festa‭ ! ‬Io,‭ ‬la rubo e la respiro‭ 
mi da attimi di gelo‭ ‬,di brividi‭ ‬,
penso a te‭ ‬,‭ ‬che ti fusi nei rifugi‭ ‬.

Sera‭ ‬,‭ ‬dimmi‭ ‬:‭ 
perché ti fai buia‭ ?
Io‭ ‬,respiro‭  ‬per respirare‭ …
nell'indolenza dei sogni mi vado a coricare‭ ‬.

E non vedo più la tua notte lunare‭ 
le tue rose al di là del sole‭ ‬,
il goffo bacio che si inchina alla tua timidezza‭ 
le mie braccia che ti stringono al cuore forte‭ ‬.

Sera‭ ‬,‭ ‬scioglimi da questa ipotesi
da questa formula alchemica‭ ‬:
la fattura dei disperati ove‭  ‬i sensi si sono inorriditi‭  
e siedono farse‭ ‬,su drappi di velluto‭ ‬.

Oh sera sei il mio cuscino ruvido‭ …
io t'imploro‭ ‬,fa di me la sacra stimmate‭ 
la piaga‭ ‬,‭ ‬che briglia raggi ebbri‭ ‬,
il fitto sguardo ch'è t'afferra all'improvviso‭ 
svela a te‭ ‬,‭ ‬la pietà del mio amore‭ ‬.

È‭  ‬sera‭ ‬,la sera di Natale‭ 
tu non ci sei‭ ‬,‭ ‬sei lontana‭ ‬,
vacillano i miei confusi
non s'accordano più i versi della mia musica‭ ‬.‭ 

Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.

Non potevo farla mia sempre‭ ‬,aveva un buzzurro di marito che a dir poco era trasandato‭ ‬,‭ ‬mal vestito squallido e viscido‭ ‬,‭ ‬forse era anche per quello che volle avvicinarsi a me ove vedeva il suo angelo‭ ‬,vedeva l’oracolo dolce dal cuore tenero e procace‭ ‬,‭ ‬sentiva l’amore preso‭ ‬,‭ ‬il fuoco che fiammava nel vedermi e si notava‭ ‬.
Si evinceva l’accanimento e spesso mi chiamava a telefono per dirmi di vederci‭ ‬,erano piccole fughe‭ ‬,le quali si consumavano in pochi minuti‭ ‬,un bacio‭ ‬,‭ ‬una carezza ed eravamo felici‭ ‬,avevamo il mondo nel cuore la certezza di amarci era immensa‭ ‬.

Fu una delle tante sere che volli rischiare‭ ‬,andare da lei a tarda notte,‭  ‬come un lupo mi addentravo nelle tenebre della notte e mi portai alla casa della sua zia‭ ‬,‭ ‬il cancello era aperto‭ ‬,salii le scale e notai che anche il portone era aperto‭ ‬,‭ ‬pensai tra me‭ ‬,‭ ‬ma allora mi sta aspettando‭ ‬,‭ ‬entrai in casa al buio c'era solo il riflesso della luna che mi dava luce‭ ‬,in punta di piedi arrivai alla sua stanza‭ ‬,una vocina mi disse‭ ‬:‭ ‬cosa fai qui‭ ? ‬Era lei che mi aspettava‭ ‬,‭ ‬gli risposi‭ ‬,‭ ‬sono venuto ad amarti‭ ‬,spostati fammi posto‭ ‬,‭ ‬disse‭ ‬:tu sei pazzo‭ ‬,‭ ‬se dovesse arrivare mio marito succederebbe una tragedia‭ ‬,‭ ‬ignorai le sue parto parlando piano perché nell’altra stanza c'era la zia che a mio avviso era complice e sapeva di noi‭ ‬.

Mi spogliai piano,‭ ‬piano‭ ‬,‭ ‬per non fare rumore‭ ‬,lei era già nuda e mi infilai nel suo letto come un ladro nella notte‭ ‬,‭ ‬la strinsi forte‭ ‬,la baciai‭ ‬,la toccai dappertutto lei fremeva godeva l’amore come non mai‭ ‬,amore‭ ‬,‭ ‬amore‭ ‬,‭ ‬mi ripeteva vieni nel mio sangue e spandilo nel regno del mio sogno‭ ‬,‭ ‬nel mio corpo ove nascerà la vita‭ ‬.
Dopo circa un’ora la lasciai e gli dissi che era troppo pericoloso‭ ‬,‭ ‬che dovevamo trovarci in altri luoghi che il rischio era tanto‭ ‬,mi disse di si e gli augurai la buona notte‭ ‬.

Lei aveva una figlia‭ ‬,‭ ‬una bambina piccola e spesso giocava con la mia quando la portavo a sua zia‭ ‬,come detto era occasione per vederci‭ ‬,‭ ‬a volte di nascosto darci un bacio e poi di corsa andavo a lavoro con lei nel cuore‭ ‬.Era diventata‭  ‬una storia profonda la nostra‭ ‬,‭ ‬non potevamo fare a meno di vederci‭ ‬,‭ ‬anche per pochi minuti‭ ‬,i minuti eterni che ci davano energia‭ ‬,coraggio di salire in paradiso‭ ‬.

Dopo un po di mesi‭  ‬mi disse che era incinta e al momento non ebbi parole‭ ‬,anche perché lei non volle accreditarmi la paternità‭ ‬,‭ ‬anzi fece l’indifferente‭ ‬,e sapendo che doveva andare via dalla casa della zia‭ ‬,‭ ‬andare in un’altra città sempre del nord dell’Italia era come se volesse portare con se il suo tesoro‭ ‬,quello‭  ‬che quella notte e altri incontri ci avevamo amati‭ ‬.
Provai a sussurragli‭ ‬:è mio‭ ? ‬Non ci fu risposta da parte sua‭ ‬,si girò dandomi un bacio‭ ‬,‭ ‬una lacrima scese e mi strinse forte‭ ‬,‭ ‬forte‭ ‬.‭ ‬Ti amerò sempre‭ …

Oggi mi limito a raccontare la mia poesia‭ ‬,quella che ha il significato dell’amore‭ ‬,anche se è passato tempo‭ ‬,il ricordo resta indelebile‭ ‬.


L'AMORE VISCERALE‭  ‬E‭' ‬LA CARNE DELLA TERRA‭ 


E‭' ‬passato tempo e‭  ‬tra le rose c'è ancora il tuo viso
io lo vedo‭ ‬,‭ ‬ne sento il tuo profumo‭ ‬,
ancora una volta ti scrivo poesia‭ 
è il mio sentirti per non dimenticarti‭ ‬.

L'amore viscerale è la carne della terra‭ 
è‭  ‬il libro dei sogni ove con esso mi vado a coricare‭ ‬,
ove tu corri‭  ‬tra i soprusi della vita‭ 
e da‭  ‬ogni fato‭  ‬l'esuberanza trae‭ ‬.

Viscerale‭ ‬,‭ ‬è‭  ‬amarsi‭   ‬è‭  ‬odiarsi‭ 
è il connubio ove tu hai reso folle il nostro‭  ‬cuore‭ ‬,
la meta di un traguardo‭  ‬infinito‭ ‬...
lì straripi‭  ‬il tuo sangue ed è‭  ‬l'affluente dell'amore‭ ‬.

E‭' ‬la sorgente nelle mie vene‭ ‬,dei miei pensieri‭ 
la fonte‭  ‬ove sorge la voragine del sogno‭ ‬,
il fuoco dove danzano le streghe patibolo delle mie carni‭ 
transumanze‭  ‬di ceneri e‭  ‬foglie‭  ‬in orti l'alveolo del volo‭ ‬.

Sviscero devozione‭  ‬al‭  ‬concime della terra‭ 
alla figlia delle stelle‭ ‬...
da lei‭  ‬nasce il frutto delle sue voglie‭ ‬,
il‭  ‬miele che si scioglie sulle labbra‭ ‬.

A te che dissi addio‭ ‬,rifarei le stesse cose‭ ‬:
rimarrei sulle vette della malia‭ …
riempirei il tuo‭  ‬vuoto di sacre parole‭ 
come‭  ‬la‭  ‬mantide‭  ‬si inchina in segno di preghiera‭ ‬.

Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.


Per la Caterina il tempo scorreva e sempre più si avvicinava l'idea di andare via‭ ‬,anche perché il marito cominciò a sospettare di noi‭ ‬,‭ ‬insomma nelle varie feste o cene che si era assieme capiva che c'era qualcosa tra noi‭ ‬,‭ ‬e da lì cominciò anche lui a corteggiare mia moglie‭ ‬,‭ ‬faceva il geloso‭ ‬,‭ ‬allo stesso tempo ci provava con mia moglie‭ ‬.

La cosa si accentuò‭  ‬quando non ci furono risultati‭ ‬,‭ ‬molto probabile‭  ‬da parte di mia moglie fu rifiutato‭  ‬e penso anche offeso‭ ‬,vistosi cornuto e rifiutato pensò di farmi spiare‭ ‬:‭ ‬a volte addirittura non andava a lavoro‭ ‬,‭ ‬di panettiere ove lo stesso lavoro lo impegnava in ore notturne e spesso si appostava‭  ‬con la sua macchina nella stradina‭  ‬corrispondente alla mia finestra del salone‭ ‬.

Non mi ero accorto di quella sua iniziativa‭ ‬,‭ ‬al quanto sciocca ove l'imbecille sperava di prendermi sul fatto‭ ‬,di fare il duro e dimostrare il suo essere imponente‭ ‬,ma sciocco‭ ‬,non sapeva o forse ignorava che uno come me gli potesse fare barba e capelli senza che nemmeno se ne accorgesse‭ ‬,non aveva prove e le cercava come una formica in cerca di briciole di pane‭ ‬.

Essere rifiutato da mia moglie a mia insaputa penso che gli cadde addosso un macigno‭ ‬,tra l'altro mia moglie non me ne parlò subito‭ ‬,ne parlò col tempo in una discussione ove si parlava di loro‭ ‬,anche lei sospettava che tra me e la Caterina ci fosse qualcosa ma non me ne parlò‭ ‬,‭ ‬sapeva che ero impegnato con il lavoro e di tempo ne girava poco‭ ‬,del resto ero in laboratorio sempre con lei e non poteva sospettare o quanto meno esserne convinta.‭ 

Difatti gli incontri con Caterina erano rari‭ ‬,ma quando ci vedevamo erano fuochi e fiamme‭ ‬,erano lampi d'immenso ove ogni scintilla illuminava il cuore‭ ‬,zucchero dolce di una eterea follia‭ ‬.Tutto ciò era anche angosciante‭ ‬,c'era di mezzo il sospeso‭ ‬,‭ ‬l'attesa impaziente‭ ‬,il volere a tutti i costi possederla stringerla mi faceva impazzire‭ ‬,

Spesso la sera‭  ‬a quel tempo bevevo cognac‭ ‬,i vari alcolici‭ ‬,in essi trovavo la calma‭ ‬,la riflessione‭ ‬,‭ ‬ma anche la disperazione del pensiero a come fare‭ ‬,a sperare e immaginare una vita assieme a lei‭ ‬,cosa che ne parlammo e lei ne era convinta‭ ‬,‭ ‬convinta di fuggire assieme e la cosa da prima mi faceva sentire felice ma poi riflettendo non era una buona idea‭ ‬.

Lei aveva una bambina piccola e come detto era rimasta incinta‭ ‬,come affrontare una cosa del genere‭ ‬,‭ ‬come lo stesso‭ ‬,‭ ‬io‭ ‬,‭ ‬non mi sentivo di abbandonare mia mogli‭ ‬,‭ ‬mia figlia allora piccolina‭ ‬,dunque dramma dopo dramma il nulla affiorava‭ ‬,‭ ‬si faceva più certa la consapevolezza del buon senso‭ ‬,del capire che era impossibile‭ ‬.

Accantonammo quella idea folle ma‭  ‬come detto si evinceva la convinzione che lei andava via da quel paesello‭ ‬,sollecitata dal marito per avere capito che lei era innamorata di me‭ ‬,‭ ‬ne parlava spesso quando ci vedevamo‭ ‬,voleva capire se da parte nostra dicessimo qualcosa‭ ‬,‭ ‬sondava l'anima‭ ‬,‭ ‬come una iena strisciava nel torbido‭ ‬.

Non scoprendo nulla un bel giorno mi invitò a casa della tata‭ ‬,mando fuori le due donne e mi fece sedere cominciando a dire spropositi‭ ‬,io l'ascoltavo e a un certo punto tirò fuori un coltello a serramanico‭ ‬,‭ ‬un grosso coltello che a vederlo‭  ‬mi fece venire brividi di paura‭ ‬,mi chiese ancora ponendomi la lama sotto il collo se andavo con sua moglie e cosa c'era tra noi‭ ‬.

Rabbrividito ma sicuro di me pensai che era solo un pagliaccio senza nessuna prova e che non mi avrebbe fatto nulla‭ ‬,‭ ‬intanto la tata e la Caterina giravano nel giardino ed io le osservavo‭ ‬,erano o mi sembravano preoccupate ma tutto scorreva a secondo i piani di quello scellerato individuo‭ ‬.Gli risposi‭ ‬:si,‭ ‬mi sono‭ ‬,ci siamo attratti io e la tua signora‭  ‬ma nulla è stato consumato o fatto‭ ‬,lui non avendo prova alcuna insistette lo stesso‭ ‬.

Dissi‭ ‬:ascolta se non la smetti chiamo i carabinieri e ti denuncio per minaccia a mano armata e poi vediamo se hai ragione tu o io‭ ‬.Fallo disse lui‭ ‬,‭ ‬disse‭ ‬:‭ ‬non ho nulla da perdere‭ !‬Ne sei certo dissi io‭ ? ‬Hai una moglie una figlia e hai il progetto di andartene con la tua famiglia‭ ‬,‭ ‬finiamola qui che è meglio per entrambi‭ ‬.

Sempre altezzoso e incazzato ove gli usciva dagli occhi e bava dalla bocca‭ ‬,sembrava una bestia disumana e per non avere‭  ‬avuto soddisfazione piena mi lasciò dicendo‭ ‬:io mi chiamo‭ ‬...‭ ‬vado ad abitare‭ ‬...‭ ‬sono figlio di‭ ‬...‭ ‬e non ho paura di nulla‭ ‬.Bene, dissi io credo che ci siamo chiariti e da oggi in poi finisce la frequentazione tra noi‭ ‬.‭ ‬Gli dissi anche che si era presentato in un modo sgarbato a casa mia‭ ‬,‭ ‬di non farlo più altrimenti la denuncia per minaccia l'avrei fatta‭ ‬.

Da allora io e la Caterina cominciammo a sentirci e vederci meno‭ ‬,lei sempre più sperava alla fuga assieme‭ ‬,io ero incatenato ai miei principi e si tirava avanti‭ ‬,si continuava a sperare che si potesse arrivare a una situazione ove vederci sempre stare definitivamente insieme‭ ‬,‭ ‬ma tutto era marginale‭ ‬,la gioventù era l'incoscienza di quei tempi ove l'amore era il nostro fiore‭ ‬.


Non è sempre Natale‭ ‬.

Fruscia l'erba‭  ‬tra la scolorita tramontana‭ 
nella tenue luce del freddo della sera‭ ‬,
dimora di vento‭ ‬,di sangue che agita le vene
di giungla lontana ove il silenzio parla all'amore‭ ‬.

Non è sempre Natale‭ ! 
Non lo è per i cuori freddi‭ ‬,
il tempo in cui il pensiero mio sul gelo scivola‭ ‬:
parla di te‭ ‬,‭ ‬dei leggiadri baci‭ ‬...
di un cuore impavido che ancora trema‭ ‬.

Parla di un passato che si impone e torna‭ ‬:
nell'infinita bellezza c'è la poca fede‭ ‬,
da‭  ‬occhi trae‭ ‬,lacrime svela‭ ‬...
oblia la terra ove io ti lasciai il me stesso‭ ‬.

No‭ ‬,non è sempre Natale‭ 
non c'è sempre la neve‭ …
l'albero è acceso con luci e fiocchi di bianche corolle
di sorrisi e palpiti‭ ‬,di abbracci e promesse‭ ‬.

Ci sarà la luce nella grotta del signore questa sera
ove si prega la venuta del messia‭ ‬,
ci sarai tu ad addobbare il mio animo
l'esergo mio del breve t'amo‭ ‬.

Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.

SI,‭ ‬a volte non lo è per le mille ragioni o storie‭ ‬,per la difficoltà della vita che noi i protagonisti ci cerchiamo‭ ‬,‭ ‬ci addossiamo e poi si vorrebbe risolvere tutto con un sorriso‭ ‬,‭ ‬con un solo scusa‭ ‬.E dunque un tempo scrissi‭ ‬:seguo il mio percorso e non mi volto indietro‭ ‬,seguo i miei giorni‭ ‬,il susseguirsi della vita‭ ‬,incontro stragi di malie e supponenti bivi ove l'egoismo la fa da padrone‭ ‬,è il vizio a trionfare‭ ‬,‭ ‬è la ipocrisia a difendersi‭ ‬,‭ ‬è conseguenza che fa scudo all'ignoranza piatto ricco per la sola indifferenza‭ ‬.

Ma il mio cuore palpitava d'amore‭ ‬,‭ ‬era in subbuglio non trovava pace‭ ‬,forse era la mia giovane età che protestava‭ ‬,io ribelle non mi accorsi che mi ero addossato una responsabilità più grande del mio volere essere uomo‭ ‬.Avevo ventuno anni‭ ‬,fresco di principi sani e tanta voglia di fare‭ ‬,‭ ‬creare e costruire‭ ‬,‭ ‬non sapevo o meglio ignoravo quello che facevo‭ ‬.

Camminavo su specchi rotti e ciottoli di argilla senza accorgermi‭  ‬della mia esuberanza‭ ‬,da una parte c'era il senso civico che avevo avuto dalla educazione‭ ‬,dall'altro ero suicida ove non curante azzardavo le mie pretese‭ ‬,‭ ‬eppure tutto mi girava per il meglio‭ ‬,anzi le mie decisioni erano prese esplicitamente e da subito‭ ‬,non subivo nulla e quasi nulli i contrasti‭ ‬,quel luogo fu la mia prima casa‭ ‬,‭ ‬casa in affitto con un pezzo di gridino‭ ‬,fu lì che cominciai ad amare i fiori‭ ‬.

Ci furono contrasti di vedute con la Caterina e per un po non ci vedemmo‭ ‬,anche perché dopo‭  ‬quello che era successo era pericoloso vedersi‭ ‬.Stavamo male entrambi a non vederci a non amarci solo col cuore ci sentivamo‭ ‬,‭ ‬solo con le nostre anime che di nascosto si parlavano soffrivano silenziosi nella foresta incantata‭ ‬.Pensai di dedicargli delle canzoni fatte per radio‭ ‬,a quell'epoca si usava molto‭ ‬,‭ ‬non c'era internet‭ ‬,‭ ‬ne yootyb‭ ‬.Gli feci sapere di ciò e gli segnalai la radio e la canzone a lei dedicata‭ ‬.‭ ‬Era‭ ( ‬i Giardini di Marzo di Lucio Battisti‭ ) ‬questa perché segnava un tempo‭ ‬,per la magnifica melodia ove le parole erano,‭ ‬sono melodia di poesia‭ ‬-‭ ‬Che anno è‭ ‬,che giorno è,‭ ‬questo è il tempo di vivere con te‭ ‬-

Mi disse che l'avrebbe ascoltata e che ne era felice‭ ‬,‭ ‬da lì si cominciò di nuovo a sciogliere ma fermo restando che c'era sempre in agguato‭  ‬suo marito‭ ‬.La canzone fu dettata in radio e dedicata da me a suo nome‭ ‬,questo fu un altro rischio che fece senza pensarci talmente ero invaghito di lei,‭ ‬lei di me e poco dopo la pubblicazione in radio mi chiamò quasi piangendo mi sussurrò un grazie amore.


Pensai di farle un dono‭ ‬,un ricordo mio che lei potesse ricordare di me e gli donai un anelo molto costoso‭ ‬,anche se non potevo permettermelo lo feci‭ ‬.Ci incontrammo e dopo tanto ci stringemmo come due che ebbero tanto da dirsi ma furono poche le parole‭ ‬:uno sguardo profondo profanò i nostri cuori accasciati sull'erba fresca di quella primavera‭ ‬,sdraiati al sole guardavamo il cielo‭ ‬,un fiorellino fece da cornice sulle sue labbra‭ ‬,‭ ‬gli lo tolsi e ci misi su le mie labbra‭ ‬,non ti dimenticherò mai‭ ‬,mi disse‭ ‬,nel mentre gli scappò una lacrima‭ ‬,‭ ‬la colsi‭ ‬,la baciai‭ ‬,l'amai‭ ‬,e mentre tutto il giorno girava intorno a noi vedemmo l'infinito‭ ‬,‭ ‬l'eterno mai provato‭ ‬.

Tirai fuori dalla tasca il dono e gli lo detti‭ ‬,mi fisso‭ ‬,‭ ‬non devi mi disse‭ ‬,‭ ‬come farò a custodirlo‭ ‬,come farò a indossarlo‭ ? ‬Tienilo dissi io‭ ‬,‭ ‬è un mio ricordo‭ ‬,‭ ‬se andrai via da qui mi avrà in te con questo pensiero‭ ‬.Lo prese emozionata ma preoccupata perché non sapeva dove nasconderlo‭ ‬,per non offendermi e rompere quella magia che ci faceva felici‭ ‬.

Mi chiamò dopo tempo e dispiaciuta‭  ‬volle che lo riprendessi‭ ‬,mi disse che lo posava in un certo punto del giardino e che lasciava di nuovo il cancello aperto e lo potessi prendere‭ ‬.Aspettai la notte e ripetei come la prima volta l'azzardo di andare non solo a prendere l'anello nel giardino ma salii le scale e anche allora il portone era aperto‭ ‬,quella seconda volta però ero preoccupato ma rischiai lo stesso,‭ ‬entrai nella sua camera e feci le stesse cose‭  ‬,‭ ‬entrai nel suo letto e l'amai‭ ‬,lei fu tenera‭ ‬,‭ ‬fu loquace‭ ‬,‭ ‬fu l'amore‭ ‬.

Mi comunicava che presto sarebbe andata via e impazziva al pensiero di lasciarmi‭ ‬,la vedevo che soffriva‭ ‬,rimasi soffocato‭ ‬,mi mancò l'aria e assieme scoppiammo in un forte pianto‭ ‬.Non riuscivo a staccarmi da lei‭ ‬,lei da me‭ ‬,mi pregò dopo due ore d'amore di andare‭ ‬,non mi importava più nulla‭ ‬,di cosa poteva succedere‭ ‬,avrei fatto di tutto per tenermela a me‭ ‬.

Il giorno seguente mi chiamò e mi ripropose la fuga‭ ‬,ero per dirle si facciamolo‭ ‬,il momento fu tragico era una decisione importante‭ ‬,ci volevano i soldi‭ ‬,‭ ‬poi lei incinta‭ ‬,‭ ‬dove andavamo‭ ?‬Fammi riflettere gli dissi‭ ‬.‭ ‬Analizzai con calma la situazione e decisi di no a mio rammarico a mio dispiacere ove l'anima mia si arrovellava nell'inferno dell'amore‭ ‬.

Con mia moglie avevamo appena avuto una bambina e fatto debito per il laboratorio,‭ ‬se avessi deciso avrei rovinato lei la mia famiglia‭ ‬,mandavo sull'ostrico tutto e rovinavo l'esistenza di tutti compresa la mia‭ ‬,buttavo all'aria il progetto della mia vita come un carcera nella giungla‭ ‬,‭ ‬sperduto tra le mille difficoltà‭ ‬,‭ ‬combattuto nella disperazione ove non avrei saputo come risolvere la mia dignità di uomo‭ ‬.Vediamoci per l'ultima volte gli dissi poi andrà come andrà‭ ‬.


AUTUNNI DI VITA‭ ‬.

Ho vissuto tempi in cui fu buia la mia vita‭ 
in essa ogni cosa era niente‭ ‬,
il mio fiore appassiva senza sole‭ 
spezzava corde senza eguali.‭ 
Ti ho cercata in ogni volto‭ 
e in ognuno leggevo il tuo nome‭ ‬,
la tua anima‭ ‬,il cristallino cuore‭ 
la bellezza d'esserti stato vicino‭ ‬.
E ho dipinto ancora quelle foglie‭ 
che tu un tempo le hai raccolte‭  ‬con me in Autunno‭ ‬,
davo a te l'eterna fonte il senso del nostro amore‭ 
all'essere o non essere di te innamorato‭ ‬.
Ma poi tutto finì e mi fermai ad ascoltare il vento‭ 
e dissi‭ ‬:c'è sempre un tempo di vita‭ ‬,tu rinasci in stagioni‭ ‬,
dai a me il colore rosso passione‭ ‬,
fai di me l'oracolo nei miei sogni‭ ‬.
Dissi‭ ‬,oggi ancora‭ ‬:sempre ci sarai‭ 
ci sei e sarai nei momenti brevi che la vita ci ha donato‭ 
sempre col verde sulla chioma‭ 
il dolce tuo sentire‭ ‬.

Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.

Si,‭ ‬questa poesia fu scritta da me dopo molti anni che avevo conosciuto Caterina‭ ‬,il significato è palese‭ ‬,una analisi per dire che da sempre l'ho avuta nel mio cuore‭ ‬,da sempre‭  ‬lo avuta nei sogni ove lei nel tempo mi veniva‭ ‬,‭ ‬viene a farsi vedere a farsi sentire come una indelebile storia d'amore senza fine‭ ‬.

Facemmo l'ultima passeggiata e rassegnati dalle difficoltà finimmo per prometterci il poi‭  ‬che mai arrivò‭ ‬,‭ ‬e come Lara e Divago fummo presi da altre conseguenze‭ ‬,lei partì e non seppi più nulla di se‭ ‬,‭ ‬della sua maternità‭ ‬,non avendo il suo numero di telefono non potei chiedere più nulla‭ ‬,‭ ‬ne lei mi chiamò e pensai che tutto finì‭ ‬,poteva almeno una volta‭  ‬farsi sentire‭ ‬,‭ ‬ma nulla‭ ‬,io non chiesi niente alla zia che era rimasta alla sua casa e per molti anni tutto si abbuiò‭ ‬.

Andai via‭  ‬con la mia famiglia da quel paesino e mi spostai in un altro per questione di lavoro‭ ‬.Non ebbi il coraggio di domandare alla tata del suo nuovo indirizzo e mi abbandonai alla rassegnazione‭ ‬,la vita scorse veloce e molte cose cambiarono‭ ‬,ebbi altri figli‭ ‬,‭ ‬altre attività‭ ‬,altro tipo di lavoro‭ ‬,si presentò in me la poesia e per lei scrissi grossi poemi d'amore‭ ‬,‭ ‬madrigali infiniti come se l'avessi voluta accanto‭ ‬.

Fu l'evento del matrimonio di mia figlia a darmi coraggio a invitare la tata‭ ‬,la andai a trovare e a dire il vero ne ebbi piacere‭ ‬,‭ ‬rivedevo il luogo ove io e la Caterina passammo la bellezza crescemmo la gioia di due innamorati‭ ‬,mi fece effetto e quel giorno rimasi triste‭ ‬,chiesi di lei come stava‭ ‬,‭ ‬come stavano le sue due bambini‭ ‬,la tata quasi pianse e mi riferì che la Caterina era morta‭ ‬.

D'improvviso il mio volto si fece scuro quasi rabbioso e gli chiesi il perché non mi aveva avvisato‭ ? ‬Sempre piangendo mi disse che morì di cancro e che non c'era stato nulla da fare‭ ‬,‭ ‬che avrebbe voluto ma sapeva del nostro amore e non volle riesumare storie per non‭  ‬scompigliare la famiglia del marito e delle figlie‭ ‬.

I rimorsi della coscienza a volte sono più forti della ipocrisia ove l'egoismo precede e nasconde i sentimenti‭ ‬.Forse le paure ci distolgono al fatto compiuto‭ ‬,‭ ‬al non essere coraggioso o capace di gestire il gesto timido dell'amore‭ ‬,l'inafferrabile dono che il Dio ci dona‭ ‬,o il paterno mondo del credere ove spesso si plaude e si chiama destino‭ ‬.

Si‭ ‬,‭ ‬il destino‭ !
L'insieme imponderabile delle cause che si pensa abbiano determinato‭ 
(o siano per determinare‭) ‬gli eventi della vita:‭ ‬l'ineluttabilità del destino.
Rassegnarsi dunque al proprio destino‭  ‬è fatale o forse azzardato‭ ; ‬spesso inteso come personificazione di un essere o di una potenza superiore che regola la vita secondo leggi imperscrutabili e immutabili.

Vuol dire anche appoggio morale ove l'etica può giocare a trovare giustificazioni‭ ‬,a camuffare un vero quando invece è falso o bugia‭ ‬,‭ ‬necessaria per non nuocere‭ ‬.Tutto è possibile che sia‭ ‬,‭ ‬a mio avviso il destino‭  ‬ce lo facciamo noi‭ ‬,‭ ‬con le nostre mani‭ ‬,‭ ‬col nostro cervello‭ ‬,‭ ‬con la buona intenzione di portare avanti un concetto sano‭ ‬,‭ ‬di verità‭ ‬,‭ ‬di onestà‭ ‬.



MA ANDIAMO AVANTI FILOSOFANDO  ,ESPLORANDO, NARRANDO QUELLO CHE FU IL MIO PASSATO OVE CI FU LA BELLEZZA DI SCOPRIRE LA POESIA -

Noi esseri diversi‭  ‬nasce‭  ‬da una esperienza di vita‭ ‬,dopo molti anni‭  ‬in cui‭  ‬io medesimo‭  ‬passo da una‭  ‬forma inesplorata‭  ‬a una forma reale ove‭  ‬le diverse posizioni e pensieri‭  ‬mi fanno riflettere‭ ‬,mi fanno conoscere quello che è la condivisione di pensiero e i diversi‭  ‬comportamenti che ognuno adotta.‭ ‬Alla base di tutto c'è l'egoismo‭ ‬,‭ ‬segue l'ipocrisia‭ ‬,per arrivare poi al narcisismo‭ ‬,ai tanti pregi e difetti che ognuno esorta e ne fa uso‭  ‬a secondo coscienza‭ ‬.‭ ‬C'è da dire che qualcuno ne abusa‭  ‬per la sua esuberanza‭ ‬,‭ ‬il classico‭  ‬volere pretendere‭ ‬.Da qui‭  ‬i primi segni di squilibrio‭ ‬,se vogliamo delirio‭  ‬a volte di onnipotenza‭ ‬,‭ ‬questo dovuto a schemi‭  ‬prettamente tattici ove il fregarsene‭  ‬o il potere‭  ‬li porta a ignorare la stessa umiltà veicolo di ragionamento e di buon senso‭ ‬.Ma questo viene considerato differente‭  ‬,ignorante‭ ‬,‭ ‬quando invece l'ignorante è lo stesso che lo pensa e lo attua‭ ‬.

Dunque‭  ‬la miseria abbonda‭  ‬sulla bocca degli stolti‭ ‬,si fa piccola e sfocia nel volgare‭ ‬,‭ ‬nella pretesa‭ ‬,specie tra gli snobisti‭ ‬,persone becere‭  ‬che credono‭  ‬alla loro ipocrisia dimostrando ad altri che sono ricchi quando invece non hanno nulla e si preparano a spennare il pollo‭ ‬,la loro preda‭ ‬.Come sappiamo è difficile scoprirli‭ ‬,‭ ‬essi si mascherano di più volti per non farsi scoprire‭ ‬.
Dunque questo che vi dico è frutto della mia esperienza cominciato diversi anni fa conoscendo individui‭  ‬nel web‭  ‬in siti letterari‭  ‬,nei social‭ ‬.

In questo mondo perverso‭  ‬ove viaggiano i buoni‭ ‬,‭ ‬i tanti maligni‭ ‬,‭ ‬i creduli‭  ‬ove spesso vengono derubati non solo della loro buona fede‭  ‬ma di strozzinaggio‭  ‬e soldi‭ ‬:
c'è la puttana di turno che si propone‭ ‬,‭ ‬il malvagio‭  ‬che ti impone le sue volontà‭ ‬,la ridicola che con furbizia si fa bella alle tue spalle‭ ‬,insomma c'è il marcio‭ ‬,‭ ‬il male odore anche se dietro una scrivania‭ ‬,‭ ‬non lo senti‭  ‬ma lo noti‭ ‬.

DUNQUE I TERMINI DELL'ETICA‭  ‬FORMANO L'UOMO E DI CONSEGUENZA AGISCONO A SECONDO I VARI ATTRIBUTI‭ ‬.

DUNQUE COME IL SILENZIO PARLA NEL BUIO DELLA MENTE‭ ‬,‭ ‬ASSORDA PENSIERI E LI RENDE REALI‭ ‬,‭ ‬QUI UNA MIA TEORIA‭  ‬E QUELLA DI ARTESIO E‭  ‬KANT.

DALLE POESIE PRIMAVERA ANNO‭ ‬2018.

Estasi‭ ‬.
Sanno accarezzarti le mie parole‭ 
con voce sensuale mi dici t'amo‭ ‬,
mi dici‭ ‬:‭ ‬vieni nel mio tepore ti farò profumo‭ ‬...
acqua benedetta ove sacri le mie ore‭ ‬.

Le mie mani s'intrecciano nel piacere‭ 
sulla pelle vibrante‭ ‬,‭ ‬l’irrefrenabile tocco‭ ‬,
si insinua insistente nelle profondi viscere‭ 
ove umide labbra ci volano sulle pieghe della tua carne rosa‭ ‬.‭ 

Tu‭ ‬,‭ ‬dunque l’estasi‭ ! 
La morbosa voglia che usurpa la mia pelle‭ ‬,‭ 
il piacere sublime dell’essenza‭ ‬...
nei sensi penetri dilaghi i miei istinti‭ ‬.‭ 

Tu il morso di serpente mi baci la vita‭ !
profondi le tenere fiabe‭ ‬,‭ ‬Tu‭ ‬,‭ ‬che vivi e ami‭ ‬,
l’estasi tuo è il canto dei pavoni‭ ‬...
senza toccarti scopro le tue carezze‭ ‬.

Delizi il mio cuore‭ ‬,‭ ‬la mia impazienza‭ ‬,
con la tua anima confabuli l‘amore‭ ‬,
arrossi le roride gote ove spalmi il sole‭ 
piena di te travolgi‭  ‬le muse degli oceani‭ ‬.‭ 

Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.


L'etica è quindi sia un insieme di norme e di valori che regolano il comportamento dell'uomo in relazione agli altri sia un criterio che permette all'uomo di giudicare i comportamenti,‭ ‬propri e altrui,‭ ‬rispetto al bene e al male.‭ 

Spesso etica e morale sono usati come sinonimi e in molti casi è un uso lecito,‭ ‬ma è bene precisare che una differenza esiste:‭ ‬la morale corrisponde all'insieme di norme e valori di un individuo o di un gruppo,‭ ‬mentre l'etica,‭ ‬oltre a condividere questo insieme,‭ ‬contiene anche la riflessione speculativa su norme e valori.

Se la morale considera le norme e i valori come dati di fatto,‭ ‬condivisi da tutti,‭ ‬l'etica cerca di dare una spiegazione razionale e logica di essi.‭ 

L'etica può essere guardata come una‭ "‬istituzione normativa‭” ‬e‭ “‬sociale‭” ‬insieme:‭ 
“istituzione‭" ‬perché è un ente slegato dal singolo individuo‭ (‬infatti esiste prima e dopo di esso‭) ‬e perché coordina un gruppo svolgendo una funzione sociale‭; “‬normativa‭” ‬perché spinge gli individui ad agire e a provare sentimenti positivi o negativi in base alle sue norme‭;
“sociale‭” ‬perché pone dei limiti al desiderio del singolo individuo per perseguire un obiettivo maggiore:‭ ‬il coordinamento sociale necessario per permettere ai più di mantenere uno stato di benessere e la possibilità di auto realizzarsi.

Affinché si comprenda al meglio la natura ambivalente,‭ ‬intima e collettiva,‭ ‬dell'etica possiamo confrontarla con un'altra istituzione normativa,‭ ‬il diritto.‭ ‬Entrambe le istituzioni regolano i rapporti tra individui affinché siano garantiti la sicurezza personale e l'ordine pubblico,‭ ‬ma si affidano a mezzi diversi.‭ ‬Mentre il diritto si basa sulla legge territoriale,‭ ‬valida solo sul territorio statale,‭ ‬che va promulgata affinché si conosca,‭ ‬che se non rispettata sarà seguita da una pena,‭ ‬l'etica si basa sulla legge morale,‭ ‬valida universalmente,‭ ‬già nota a tutti in modo non formale‭; ‬il primo si occupa della convivenza fra gli individui,‭ ‬la seconda della condotta umana più in generale.‭ 

Ma bisogna sottolineare come il rapporto tra etica e diritto nel corso della storia umana sia stato ambiguo.‭ ‬Mentre il diritto è la scienza della coesistenza regolata da norme giuridiche che dovrebbero basarsi su principi etici e l'etica invece è la capacità di designare ciò che giusto da ciò che è ingiusto,‭ ‬essi non sempre coincidono o mirano allo stesso obbiettivo.


‭« ‬Vi sono stati casi nella storia umana in cui persone hanno deliberatamente violato la legge e sono anche finiti in galera,‭ ‬per tante ragioni:‭ ‬perché vivevano in un regime dittatoriale ad esempio,‭ ‬in questo modo volevano dimostrare a tutti che la dittatura non li piegava e quindi hanno parlato a nome di tutti,‭ ‬hanno fatto sentire che le ragioni della libertà non erano cancellate dall'esistenza di una legge violenta.‭ 

In quel momento rifiutare quel tipo di legislazione o le sue conseguenze,‭ ‬direi che era un dovere morale.‭ ‬Ecco dove morale e diritto si possono congiungere.‭ ‬Laddove io ritengo che ci siano dei principi fondamentali,‭ ‬che non possono essere negati da nessuna legislazione e tenere fede a questi principi fondamentali.‭ » 

Si‭ ‬,i fondamentali‭ !‬Appunto‭ ‬...‭  ‬diamo dunque voce a questi ove si può stare meglio‭ ‬,‭ ‬nella bella convivenza sociale‭ ‬,‭ ‬nel rispetto di essa‭ ‬,nel capire che è importante crescere sani e non con le paure di essere assaliti o ignorati‭ ‬.Ignorarsi vuol dire che non si è capita l’importanza dell’amore‭ ‬,verso se stessi‭ ‬,verso gli altri‭ ‬.Questo tesoro di umanità esiste in noi perché non condividerlo e usarlo nelle maniere più umili‭ ‬,ne mostrare a gli altri che basta poco‭ ‬,una piccola attenzione per fare gioire un cuore‭ ‬.


Esistono,‭ ‬però,‭ ‬dei punti di incontro se si guardano i principi fondamentali del diritto stabiliti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.‭ ‬I principi della Dichiarazione vengono quindi raramente in dissonanza con il piano dell'etica ed ormai sono un punto di riferimento per ogni Stato e quasi obbligano gli stessi a formare gli ordinamenti di base seguendo quei principi.‭ 

I principi‭ ‬,‭ ‬le abbiamo ereditati dai nostri genitori‭  ‬ove l’educazione è la fonte del bene‭ ‬,ma se la famiglia non sa insegnarli ai propri figli questi cadono con essi‭ ‬,si frantumano nell’orgia dell’incoscienza ove la cattiveria prevale e porta alle cattive compagnie ai comportamenti di disfacimento‭ ‬,non solo morale e etico‭ ‬,‭ ‬ma alla stessa persona ove si deboscia e cade‭  ‬nell’orrendo‭ ‬,nella droga‭ ‬,‭ ‬nella piena disperazione‭ ‬.‭ 

Di ciò si parla tanto di studi‭ ‬,di teorie‭ ‬,io personalmente non vedo perché bisogna teorizzare un concetto umano ove lo stesso con la propria mente e pensiero può gradualmente rendersene conto‭ ‬,dell’errore o del superlativo‭ ‬,non ha senso fare teorie‭ ‬...

Comunque qualcuno la pensa così‭ ‬:

‭(‬In base alla teoria teleologica,‭ ‬un atto è‭ "‬giusto‭" ‬se e solo se esso‭ (‬o la norma in cui esso rientra‭) ‬produce,‭ ‬produrrà o probabilmente produrrà una prevalenza di bene sul male almeno pari a quella di qualsiasi altra alternativa accessibile.‭ ‬In altre parole,‭ ‬in questa teoria il fine dell'azione è posto in primo piano rispetto al dovere ed all'intenzione dell’individuo‭ ‬.

Secondo la teoria deontologica,‭ ‬invece,‭ ‬le modalità dell'azione sono l'azione stessa,‭ ‬ovvero nel valutare un'azione non si può prescindere dall'intenzione‭ ‬.‭ ‬Ne deriva che il dovere e l'intenzione sono poste prima del fine dell'azione.

Le teorie deontologiche possono asserire che i giudizi basilari di obbligo sono tutti e solamente particolari e che i giudizi generali sono inutilizzabili o inutili o derivanti da giudizi particolari‭ (‬in questo caso abbiamo una teoria deontologica dell'atto‭)‬.‭ 
Un'altra teoria deontologica‭ (‬detta teoria deontologica della norma‭) ‬sostiene invece che il codice del giusto e del torto consiste in una o più norme e,‭ ‬quindi,‭ ‬che le norme sono valide indipendentemente dal fatto che esse promuovano il bene.‭ ‬Tali norme sono basilari e non sono derivate per induzione da casi particolari.‭ 


E dunque anche il liberalismo riconosce una certa autonomia del giusto rispetto al bene,‭ ‬per cui è doverosa quell'azione che è conforme ad una norma giusta e dobbiamo scegliere in base ai principi di giustizia.‭ 

Si torna sempre sullo stesso punto‭ ‬:

il liberismo e il dovere di giustizia‭ ‬,quindi cosa cambia‭  ‬,nulla‭ !‬La coscienza umana è la giustizia‭ ‬,le regole o le leggi vengono applicate per le esagerazioni ove l’individuo esagera del suo comportamento e dunque come detto se alla base‭  ‬non c’è radice‭ ‬,l’albero non cresce sano ma difettato e dopo un po di anni si incancrenisce‭ ‬.

Qui si citano alcuni teorici della materia con cui stiamo parlando‭ ‬.Si cita Kante‭ ‬,‭ ‬già autore‭  ‬della teoria del silenzio assordante‭ ‬,quand'io ne feci teoria scoprii che lui aveva a pari meriti già scoperto‭ ‬.Ora abbiamo‭ ‬,ho preso notizie che nella teoria del comportamento ci sono altri.‭ ‬Tale teoria vede una sua nascita in Locke e in Kant e una ripresa,‭ ‬nel ventesimo secolo,‭ ‬in molti autori:‭ ‬da John Rawls a Robert Nozick.

Per il comunitarismo la giustizia non è una questione di regole e procedure,‭ ‬ma qualcosa che concerne il comportamento delle persone rispetto ai propri simili,‭ ‬la giustizia è una virtù della persona.‭ ‬Charles Taylor,‭ ‬invece,‭ ‬ritiene illusorio immaginare che il giusto possa prescindere dal riferimento al bene.‭ ‬Egli vede,‭ ‬dunque un primato del bene sul giusto,‭ ‬dove per bene non si intende l'utile,‭ ‬ma‭ "‬tutto ciò che spicca sulle altre cose in virtù di una distinzione qualitativa‭"‬.‭ 

Come la penso e la vedo io‭ ‬,è vero che dal bene dal giusto si ricava l’utile‭ ‬,ed è giusto,‭ ‬esso è portatore di pace‭ ‬,di concordia‭ ‬,di unione e forza e anche nelle virtù qualitative‭ ‬.Io anche qui‭  ‬non mi raccapezzo‭ ‬,come si fa a contrariare il bene‭ ? ‬Se esso è sostanza di quiete e pace.

Ed ecco l'inghippo‭ ‬:‭ ‬La moralità non concerne solo obblighi e regole pubbliche,‭ ‬ma concerne prima di tutto le distinzioni qualitative.
Capite‭ ?

l'Assiologia,‭ ‬ovvero lo studio del valore,‭ ‬ovvero della qualità.‭ ‬La teoria dei valori si occupa principalmente della natura del valore e della bontà in generale.

Anche qui ho l’incompleto disappunto‭ ‬:

I valori‭ !  ‬Quinti di noi li capiscono‭ ? ‬Quanti capiscono la Gloria‭ ? ‬Quanti sanno della ideologia‭ ?
Sono tutte forme equivalenti in un contesto di etica‭  ‬ove la morale spazia nei cervelli sani‭ ‬,dunque chi è l’artefice a esaudire questi sentimenti naturali‭ ‬...‭ ‬siamo tutti noi‭ ! ‬Siamo gli autori di un dettato logico da recepire‭ ‬,da diffondere‭ ‬,da realizzare con l'intellighenzia‭ ‬,col tempo crescere e capire e non teorizzare ma mettere in evidenza e praticare‭ ‬.‭ 

Diversi perché si vuole dare prevalenza al rispetto oltre che alla morale‭ ‬,ed io da quello che ricordo già da piccolo ne fui artefice‭ ‬,ma non solo perché ebbi educazione dai miei genitori‭ ‬,ma perché già in me c’era il sentimento buono‭ ‬,tanto è vero che sul mio volto si manifestava sempre il sorriso a tal punto che per molti ignoranti gli pareva strano‭ ‬,‭ ‬probabilmente le loro coscienze e sentimenti non le avevano mai sentite o provate‭ ‬.

Portavo in giro con me il sorriso‭ ‬,la gioia‭ ‬,‭ ‬la fede emi parve di essere libero di tanta grazia e fede‭ ‬.I rudi più volte hanno provato a togliermelo‭ ‬,con le cattiverie‭ ‬,‭ ‬con le finezze da buffoni.
No‭ ‬,‭ ‬non è una persecuzione‭ ‬,è la realtà della vita.‭ ‬Ci sono elementi abietti che sotto‭ ‬,sotto strisciano come serpenti‭ ‬,‭ ‬calcolatori ove con la loro bella faccia fanno promesse da marinaio e ti imbrogliano quando meno te ne accorgi‭ ‬.

Sono i incancreniti della feccia umana‭ ‬,ove per molti anni hanno fatto una vita grama‭ ‬,hanno ammazzato‭ ‬,‭ ‬derubato‭ ‬,plagiato‭ ‬,poi li vedi‭  ‬tra le sette spirituali a portare vigliaccamente la parola di Dio‭ ‬.Questo oltraggio è patetico è una corsa al fuggi‭ ‬,‭ ‬fuggi‭ ‬,ove mai trovano la pace‭ ‬,anche a redimersi non avranno mai il perdono‭ ‬.

Credo anche che alla base di tutto c'è l’egoismo e gli interessi e come ben sapete‭  ‬il rubare è al centro delle loro intenzioni‭ ‬.Ma poi la vita continua e chi come me ha avuto di questi orrori‭ ‬:di essere derubato moralmente‭ ‬,‭ ‬economicamente‭ ‬,ideologicamente‭ ‬.
Si,‭ ‬ideologicamente‭ ‬,per anni ho creduto a un incantatore‭ ‬,un politico di suoi interessi ove ha preso in giro mezza Italia‭ ‬,al fine con i suoi soldi compera i volta faccia‭ ‬.

Ma come lui i tanti truffatori‭  ‬che ti portano agli estremi‭ ‬.In uno dei miei casi mi voleva portare via anche la casa‭ ‬,talmente è la loro astuzia‭ ‬.Credo che molte persone‭ ‬,i tanti che subiscono non denunciano tutti gli accaduti‭ ‬,la maggiore parte lava i suoi panni sporchi in casa propria è tutto tace‭ ‬,come tacciono le migliaia di donne dannate dai loro carnefici‭ ‬,‭ ‬cadute per loro incoscienza nella trappola del male‭ ‬.


Noi‭ ‬,‭ ‬gli esseri diversi‭ ‬,tra i paracaduti sospesi l'aria ci invade‭ ‬,noi i temerari il brivido dei guerrieri‭ ‬,ci accaniamo ad amare un cuore non corrisposto ove l'altro ha già ferito la sua anima‭ ‬.Si a volte c'è questa contraddizione‭ ‬,avendo la facoltà di scegliere si cade nel baratro‭ ‬,col più cattivo si va a cogitare il bello dell'amore ove dopo tempo si incontra l'inferno‭ ‬,il mal di vivere‭ ‬.Ed è questo potere assurdo che assorda‭ ‬,‭ ‬ritorce su di se la maligna scorza‭ ‬,il lerciume di un vincolo flagellante creandosi una vita grama‭ ‬,piena di problemi.

Credo che in alcuni casi si vuole‭ ‬,si cerca la pazzia‭ ‬,un masochismo feroce ove prevale lo sfogo animale‭  ‬nel gustare il sesso violento e godere la vergogna‭ ‬,l'insana accoppiata per sfogare il vomito dei cornuti‭ ‬.
Questo è puro delirio‭ ‬,molti fatti a noi noti superano la massima esasperazione‭ ‬,si cerca il nero‭ ‬,lo gigolò di turno‭ ‬,il compare o l'amante elargente ove potere saziare quello che un marito non può più dare‭ ‬.

Dunque per alcuni‭  ‬,alcune è vizio‭ ‬,è il peccaminoso‭ ‬,‭ ‬è il rendersi indifferente senza un briciolo di coscienza e sentimento‭ ‬,si diventa apatici‭ ‬,scettici‭ ‬,volgari‭ ‬,i senza cuore‭ ‬,e perché cosa‭ ‬,per una scopata‭ ‬,‭ ‬per soddisfare un corpo oramai alla deriva‭ ‬.

Qui non si vuole accusare nessuno‭ ‬,‭ ‬il libero amore è lecito‭ ‬,‭ ‬è necessario senza trascurare la bellezza del sentimento‭ ‬,dei buoni propositi‭  ‬senza ledere la bellezza dell'amore‭ ‬.Ma spesso così non è‭ ‬,‭ ‬la prepotenza e l'incoscienza vanno a pari passo con l'egoismo e molte cose‭  ‬accadono‭ ‬,‭ ‬gli omicidi‭ ‬,‭ ‬le frustrazioni‭ ‬,‭ ‬le stesse malinconie sono frutto di un disgustoso risultato‭ ‬.

Sono molti gli studi più recenti sulla correlazione fra perversione,‭ ‬devianza,‭ ‬traumi,‭ ‬autolesionismo,‭ ‬attaccamento e abusi.‭ ‬Dalla letteratura psicologica e psichiatrica si evince come,‭ ‬al di là dei complessi profili psicologici degli interessati e delle motivazioni profonde che li possono condurre alla perversione,‭ ‬queste pratiche sono più spesso frequenti in soggetti di tipo borderline.‭ ‬Una delle cause emotive ricorrenti risulta il senso di colpa.

Qui si scopre un campo minato ove in parte ne faccio parte con la mia stessa poesia ove il mio concetto poetico in diversi temi si ritrovano nei pensieri di tanti‭ ‬,ove il significato del testo si raffigura in molti che mi leggono‭ ‬.‭ ‬Devo comunque essere cauto per non turbare la quiete del lettore‭ ‬,dare a loro la sola bellezza anche quando fuori piove‭ ‬.
E dunque dopo le varie risolutezza‭ ‬,le invasive certezze mi ritrovo qui a narrare gli accaduti‭ ‬,in prima persona costatati‭ ‬,subiti da cialtroni e snobisti‭ ‬,‭ ‬da esseri immondi ove la vergogna non ha volto‭ ‬,ma solo diniego e parassitismo‭ ‬.

Si le borderline‭ ‬,sono loro i sfaceli gli strafalcioni‭ ‬,incuranti di un mondo che cambia‭ ‬,‭ ‬spargono gramigna negli orti vergini‭ ‬,



Si le borderline‭ ‬,sono loro i strafalcioni‭ ‬,l'incurante di un mondo che cambia spargono gramigna negli orti vergini‭ ‬,in loghi di letteratura‭ ‬,‭ ‬su platee e sentieri‭ ‬,in mondi virtuali ove la maschera ha i molti volti‭ ‬.

E capitò spesso questo contrasto‭ ‬,‭ ‬ebbi la sconcertata di ascoltare e di subire‭ ‬.Tra me pensai:‭ ‬ma allora la vergogna si ripete‭ ? ‬Già da piccolo nei cinema sentivo la mano morta che si avvicina e vedevo il sorriso del vergognoso uomo che flaccido squamava‭ ‬,sbavava‭ ‬,‭ ‬con i pochi soldi voleva farmi suo‭ ‬.

Che dire per strada‭ ‬:‭ ‬spesso senza la mia moto camminavo per raggiungere casa su la città antica di Bergamo‭ ‬,il depravato si accostava con la sua moto e mi proponeva di andare con lui‭ ‬,‭ ‬mi voleva dare le mille lire‭ ‬.‭ ‬IO che venivo dal sud e il mio sangue bolliva di voglia femminile e non maschile figurati se mi lasciavo andare‭ ‬,‭ ‬anzi mi munii di un bel bastone e un piccolo coltellino‭ ‬,il coltellino quando andavo col mio amico al cinema,‭ ‬il bastone quando giravo a piedi‭ ‬.

E fu un giorno dei tanti che il depravato di turno ci provò‭ ‬:non fece in tempo a proporsi che gli detti una bastonata in testa‭ ‬,‭ ‬quando vide che gli usciva sangue scappò via senza nemmeno voltarsi in dietro‭ ‬,il frocio‭ ‬,il diverso era abietto e squallido‭ ‬,un grosso uomo che sembrava essere un macigno‭ ‬,io come fece Davide contro Golia‭ ‬,‭ ‬gli misi in faccia la vergogna‭ ‬.Forse capì e da allora non lo vidi più‭ ‬.

A volte ci penso ancora,‭ ‬penso che mi aveva creato un trauma‭ ‬,‭ ‬non io a lui col bastone‭ ‬,‭ ‬ma lui a me‭ ‬,‭ ‬mi diede da pensare‭ ‬:‭ ‬tra me mi ripetevo‭ ‬:‭ ‬sono io il diverso‭? ‬cosa devo fare‭ ? ‬A me piacciono le donne‭ ‬,la loro bellezza‭ ‬,‭ ‬perché questi esseri‭ ‬,questi depravati vogliono approfittarsi di me‭ ‬,dei fanciulli indifesi‭ ‬,e mi rivoltai nella mente per capire perché volessero andare assieme ad altri uomini se gli stessi erano eguali‭ ‬.

Non capivo e insistetti al tal punto che lo chiesi ad un prete e per fortuna questo non era un diverso‭ ‬,‭ ‬anzi altri come lui più si proposero anche quando ero diventato sedicenne‭ ‬,a volte che andavo alla chiesa mi fissavano‭ ‬,mi stringevano la mano‭ ‬,mi invitavano nella sacrestia‭ ‬,io rabbrividivo da tanta bordellando‭ ‬,dal tanto squallore‭ ‬.

Il parroco mi disse che erano persone di natura diversa‭ ‬,che non bisognava guardarci e starne solo lontano‭ ‬.IO OGGI‭ ‬,mi chiedo ma allora si è fatto tanto per questi‭ ‬,persino è stata legiferata una legge ove hanno i loro diritti‭ ‬,bene che stiano lontani dai bambini e si facciano le loro porcate come vogliono‭ ‬.

I BAMBINI NON SI TOCCANO‭ ‬.‭ 


Dunque mi misi l'anima in pace e mi rassegnai‭ ‬,un altro al posto mio se fosse stato meno forte di carattere e di fisico si sarebbe lasciato andare e magari preso la stessa malattia‭ ‬.Si‭ ‬,io la definisco malattia‭ ‬,anche se dicono che diversi si nasce‭ ‬.Ma io posso e voglio capire tutto‭ ‬,‭ ‬solo che in quella epoca‭ ‬,‭ ‬ancora oggi si vedono e sentono spropositi di questi‭ ‬,non so più come chiamarli,‭ ‬esseri squallidi ove confondono l'amore‭  ‬con il loro disgustoso orgasmo‭ ‬,pietoso e schifoso‭ ‬.

Da qui mi venne detto di farmi vedere nudo‭ ‬:‭ ‬avevo appena acceso il pc.‭ ‬faccio scorrere le notifiche e mi trovo una richiesta di amicizia‭ ‬,‭ ‬vedo l'immagine di una bellissima donna‭  ‬molto attraente e sensuale‭ ‬.‭ ‬Da primo akkitto ne deduco che mi piaceva e che mi faceva piacere averla tra gli amici d'altro canto‭ ‬,un fan in più che mi avrebbe letto‭ ‬.

Concessi l'amicizia e come faccio di solito aspetto per poi condividere qualcosa‭ ‬,‭ ‬nel mio caso me la chiedono perché indirizzati da altri amici per leggere i miei scritti‭ ‬,‭ ‬quindi con calma spesso e volentieri nel seguito‭  ‬mi commentano o partecipano ai mei gruppi letterari‭ ‬.

RICORDI DEL PASSATO CHE NELLA MIA MENTE AFFIORANO ,LE  NARRO DANDO SEGUITO AL  MIO RACCONTO -

ALCUNE MIE DIVAGAZIONI- 

L'oscurità più o meno intensa prodotta in una regione dello spazio da un corpo opaco esposto alla luce:‭ ‬striscia,‭ ‬cono d'o‭; ‬o.‭ ‬fitta,‭ ‬densa‭; ‬stare,‭ ‬camminare all'io‭; ‬All'ombra de‭’ ‬cipressi e dentro l'urna Confortate di pianto‭ (‬Foscolo‭); ‬tornan l'ombre Giù da‭’ ‬colli e da‭’ ‬tetti Al biancheggiar della recente luna‭ (‬Leopardi‭);‬estens.,‭ ‬assenza di luce,‭ ‬tenebra:‭ ‬Chiama gli abitatori de l'ombre eterne Il rauco suon de la tartarea tromba‭ (‬Tasso‭);‬fig.,‭ ‬l'ambito di un'azione,‭ ‬di una situazione,‭ ‬di un comportamento in quanto protetto dal segreto,‭ ‬dalla noncuranza o dalla ignoranza degli altri o contraffatto artificiosamente:‭ ‬tramare nell'o‭; ‬tenersi nell'o‭; ‬tutto è ancora avvolto dall'io.‭ ‬del mistero‭; ‬cercano d'ingannarci sotto l'o.‭ ‬Dell'amicizia.‭ ‬LA FIGURA CHE UN CORPO OPACO‭  ‬PROIETTA SU UNA SUPERFICE E NE RIPRODUCE Più O MENO ATERATA LA SUA FORMA‭ ‬,‭ ‬COME DETTO‭ ‬,‭ ‬VEDI OVE SI DISEGNANO SPECIALMENTE SU I VIALI ALBERATI PER CONTRASTI DI LUCE O‭  ‬RIPRODOTTE DA ABBAGLI DI LUCI‭ ‬,SIA DI FARI‭ ‬,SIA DI SOLE E ALTRO‭ ‬.

Da frammenti di memoria mi appare nella mente i tempi bambino ove nella vecchia casa di campagna‭  ‬a notte fonda le rare macchine che passavano‭  ‬sulla strada lasciavano sui specchi le ombre degli alberi‭ ‬,‭ ‬così la vita ove ognuno di noi ha le sue ombre che si mostrano a volte benevoli a volte malevoli‭ ‬.Dunque in questa mia narrazione,‭ ‬non solo parlo della mia infanzia‭ ‬,ma anche il percorso delle varie epoche che si sono susseguite‭ ‬:un insieme di evoluzioni ove la mia esistenza le ha vissute‭ ‬,le ha amate‭ ‬,‭ ‬corteggiate‭ ‬,lavorando e con fatica realizzato l'intendo del mio esistere‭ ‬.Dunque la mia ombra‭ ‬,‭ ‬le mie prime che notai,‭ ‬furono appunto da riflessi di luci su gli specchi della mia camera‭ ‬.

Ero bambino‭ ‬,abitavo in una casa di campagna ove dalla stessa veniva costeggiata da alberi e percorsa da una strada che portava nel paese dove ero nato‭ ‬.

Le notai e a dire il vero mi fecero paura‭ … ‬ero piccolo e nelle notti lunari o dopo una grossa nevicata si mostravano in diverse forme‭ ‬:‭ ‬come detto le rare macchine che passavano a notte‭ 
fonda con i loro fari producevano le strane forme su gli specchi della camera e delle finestre‭ ‬.
Pauroso mi accucciavo sotto le coperte e guardavo curioso queste forme che gli stessi alberi facevano da modelli‭ ‬,tutto mi appariva fantastico‭ ‬,come fantasmi all'improvviso scomparivano‭ ‬,da questo frammento di memoria oggi ne traggo non solo significati‭ ‬,ma il senso specifico ove il paradosso‭  ‬si congiunge alla similitudine‭ ‬,si metafora in ispirazioni‭ ‬,‭ ‬nell'arte,‭ ‬nella psicologia‭ ‬,‭ ‬nella esistenza della vita ove tutto a volte è chiaro,‭ ‬a volte diventa ombra per le cause da noi create‭ ‬,nella gioia‭ ‬,‭ ‬nella disperazione‭ ‬,nell'immagine stessa della‭  ‬esistenza amorosa ove qui si platea non solo l'arte scenografica riprodotta artisticamente‭ ‬,‭ ‬oppure attraverso immagini di volti‭ ‬,ma le stesse ombre si annidano nei sentimenti‭ ‬,nei cuori ove si abbuia la tristezza‭ ‬,‭ ‬ed è lo stesso volto amoroso di una amata ad animare le movenze e farne ombra che si riflette nello specchi per guardarsi per truccarsi per evincere la bellezza fisica o sessuale‭ ‬.
Dunque in questo contesto narrante sulle ombre vi parlerò e descriverò le emozioni causate dalle ombre‭ ‬.‭ 

Qui,‭ ‬una mia poesia‭ ‬.

Ombre senza una forma‭ ‬.

In questa era di incertezza‭ 
di ombre senza una forma‭ ‬,‭ 
si insidiano menti sconvolte‭ ;
sono larve infette che trasmigrano veleni‭ ‬.‭ 

Sono ombre‭  ‬senza una forma‭ !
Appaiono dal nulla‭ ‬,‭ ‬all'ombra dell'inferno‭… 
invadono i profondi occhi‭  ‬chiusi dai vampiri‭ ‬,
ove un tempo languivano l’amore‭ ‬.‭ 

Ed io vedo ai margini della mia strada‭ ‬,‭ 
l'erba maligna insozzata di vergogna‭ … 
la vedo diffondersi‭ ‬,‭ ‬ingozzarsi di cattiva legna‭;
gli avvoltoi a caccia dell’umile preda‭ ‬.‭ 

Lì‭ ‬,‭ ‬vedo in soffocati respiri tra le ombre‭  ‬del tempo‭ 
inermi‭ ‬,senza aria tra‭  ‬gli abbagli dei ricordi‭ ‬,‭ 
con bocche cucite da parole balbettati‭ ; 
inquietate da paure sbattono la testa contro il muro.‭ 

Vedo la terra tremare,‭ ‬velarsi di nebbia‭ !
Su valli e confini sconfinarsi oltre l'eden‭ … 
vedo la tua ombra tra le chiese sconsacrate‭  
prostrarsi nuda‭ ‬,al cospetto delittuoso‭ ‬.‭ 

Ombre‭  ‬senza una forma procedono,‭ ‬illudono la gloria‭ … 
colpiscono alle spalle le anime pure...
fanno a pugni con i fantasmi arroganti‭ ;
si vestono di nero per somigliare al santo protettore‭ ‬.‭ 

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore.

Si,‭ ‬come detto le ombre si mostrano in diverse faccia e forme,‭ ‬in diverse immagini e in aspetti visivi su soggetti e platee di vita e di nuove creazioni che la natura ci dona‭ ‬:

Parliamo delle ombre nella psicologia umana E DEL NARCISISMO‭ ‬.





E dopo aver parlato ampiamente delle ombrie,‭ ‬ombre psicofisiche o malate‭ ‬,ombre in cui il soggetto vive il‭  ‬male esistenziale‭  ‬,tutto ciò mi frena‭ ‬,‭ ‬vado a seguire quello che è la mia vita‭ ‬,‭ ‬ove scordo sempre più gente fasulla e ambigua‭ ‬,ove vedo e sento rancori violenze pestilenze per far soldi e guerre all'ultimo sangue‭ ‬.Di narcisismo‭ ‬:Come si comporta una persona narcisista‭?
Tendenza allo sfruttamento e alla manipolazione degli altri.‭ ‬Mancanza di empatia,‭ ‬incapacità a riconoscere e identificarsi con i sentimenti e i bisogni degli altri.‭ ‬Sentimenti di disprezzo,‭ ‬vergogna o invidia e atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

I presuntuosi commedianti‭ ‬.

Avevamo sfoggiato il meglio di noi‭ ‬,
di noi ribelli e ridicoli attori‭ ‬,
affamati e ingordi d’avventura‭  ;
straviziati in nome dell’amore‭ ‬.

Eravamo i lestofanti ganzi‭ 
di leggiadra grazia e alate esaltazioni‭ ‬,
gli abominevoli amanti smaniati da sospiri‭ ‬,
da i soli scopi‭ ‬,i narcisisti rubacuori.

Sii‭  ‬presuntuosi commedianti‭ !
tanto belli e malconci tanto bugiardi e folli‭ ‬,
di malinconia nascosta‭  ‬ce nera tanta‭ …
in botti di vergogna l’amore rubato‭ ‬.
‭ 
Non c’era umiltà tra noi‭ 
solo inquietudine crudele‭ ‬,
malanimo che appariva euforia‭ ;
credevamo alla prospera esultanza‭ ‬.

No,‭ ‬non‭  ‬era amore il nostro‭ !
Ammaliato fui disilluso‭  ‬,
percorso colavo calce viva‭ ;
fondevo l’anima‭ ‬,‭ ‬la vita mia‭ ‬.‭ 

Eravamo i muti messaggeri‭ 
in un traboccante adulterio‭ … 
in balia del vento il presagio ci accigliava‭ ;
scandagliava turbamento lasciando palpiti nel cuore‭ ‬.‭ 

E ancora‭ ‬,intrepida e inerte è l’attesa‭ !
S’insinua dolente l’estate che sfiora‭ ‬,
né mai sarai la promessa ch‘è s‘avvera‭ ;
né il possesso mio ti vanterà il mio amore‭ ‬.

Ti illuderai d’essere la sola ch’è a me s’è concessa‭ 
con la mia ombra il sonno tuo inquieti‭ ‬,
intenerito per quello che ti ho dato‭ ;
lascio a te i miei versi eterni‭ ‬.

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

La maschera è un meccanismo di difesa,‭ ‬innescato in seguito ad una situazione di forte dolore,‭ ‬che crea un vissuto di ferita emotiva profonda,‭ ‬avvenuto in tenera età.

La maschera può essere vista come un meccanismo di difesa utilizzato per proteggersi e sopravvivere ad una ferita emotiva generata una situazione di forte dolore.‭ ‬La maschera è un modo per ritrovare un ruolo attivo e di controllo su una situazione eccessivamente dolorosa subita.

La maschera progressivamente scomparve dalle scene dei teatri e divenne metafora di un atteggiamento non autentico che l'uomo assume in determinate circostanze,‭ ‬spesso sotto la pressione delle convenzioni sociali.

Ma tra le tante ambiguità quella peggiore è il doppio volto,‭ ‬la doppia faccia che si muta a secondo la convenienza‭ ‬,a secondo l'interesse di chi vuole prevalere e cosa ti vedo‭! ‬Vedo che tra le mie pagine dei social trovo di queste maschere buffe‭ ‬,infatti ora‭  ‬la propongo qui‭ ‬.

Maschere buffe.

In questo mondo popolato di fantasmi
di maschere buffe,
è difficile individuare uomini veri‭…
è difficile capire l’ignoranza che si maschera di vergogna‭ ‬.

Verità nascoste affliggono l'anima‭ ‬:
le false dialettiche feriscono il cuore‭ ‬,
profetano glorie nelle follie dei ricordi‭ …
i convinti comportamenti si beffano del vanto‭ ‬.‭ 

Ma chi è ottuso non vede...
chi si nasconde soffre di solitudine‭!
Si fregia d’essere l’assoluto‭ 
è un voltafaccia che si insegue‭ ‬.

Che vergogna !Giù la maschera...
Siate voi stessi voltate pagina‭ …
abbiate almeno pietà di voi‭ ;
del essere o non essere in grado di vivere‭ ‬.

Pietà per questa gente inutile persa nell’egoismo‭ 
ove si ignorano i valori del rispetto e dell’amore‭ ‬,
ove l’egoismo non va vedere quanta bellezza possiamo avere‭ ;
quanta fratellanza per unire le nostre forze e scansare la follia‭ ‬.

Serve così poco per dire basta‭ ‬...
un basta poco !Non si spende nulla‭ ‬,
una modica cifra:‭ ‬il rispetto.

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭  ‬Poetanarratore.

Dunque il doppio volto maschera la propria coscienza e non da voce alla intellighenzia‭ ‬,prevale l'esuberanza e il cuore soffre si spegne‭ ‬,non trova spazio tra la folla‭ ‬,quando si sveglia è troppo tardi‭ ‬.Tutto ciò come detto è egoismo è tenebra‭ ‬...

Ma la maschera si veste anche di Narcisismo‭ ‬:Sottolineo di sfuggita come porre l’accento sulla creazione di legami affettivi,‭  ‬significa porre anche l’accento sulla possibilità di riconoscere che il nostro benessere riguarda la possibilità di non temere la nostra dipendenza da qualcosa di buono che è esterno a noi.‭  ‬Al contrario sul piano della società attuale tutto questo si traduce in una spinta all’acquisto di oggetti il cui possesso conferirebbe valore a chi li acquista.‭ ‬Ricordate la pubblicità di una nota marca di cosmetici che recitava‭ “‬perché io valgo‭”!

E‭’ ‬questa la domanda che pone la matrigna di Biancaneve‭ “‬specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame‭?” ‬Non è forse lo specchio il simbolo per eccellenza di Narciso,‭ ‬ed è allo specchio che la matrigna,‭ ‬non conoscendo la profezia di Tiresia si rivolge,‭ ‬lo specchio che ti restituisce l’immagine dell’oggetto amato,‭  ‬ovverosia te stesso,‭ ‬ma che ti porterà alla morte.

Quante volte abbiamo sentito nei talk show la frase narcisista per eccellenza‭ “‬Io mi sono fatto da me‭”‬,‭ ‬frase che Raccontai nel suo libro‭ “‬il genio delle origini‭” ‬considera alla stregua di una forma di delirio,‭ ‬il delirio di non avere‭ (‬avuto‭) ‬genitori,‭ ‬ovverosia di non avere nessuno a cui essere grato‭ (‬e credetemi sulla parola poche cose sono sconosciute a Narciso come la gratitudine‭)‬,‭ ‬nessuno da cui siamo dipesi,‭ ‬negazione della nostra stessa infanzia,‭ ‬delle amorevoli cure che qualcuno ci ha dato e che funzioneranno come modello nella vita adulta.‭ 

Dunque‭ ‬,L’ambiguità del narcisismo-

Altre volte Narciso si nasconde,‭ ‬e lo fa attraverso una colpevolizzandone di sé che però se osservata controluce mostra il filo della grandiosità narcisistica nascosta dalla colpa e questo risulta particolarmente evidente nel lavoro clinico.‭ ‬Quanta desolazione‭  ‬e solitudine quando si entra nel mondo interno di Narciso.‭ ‬Narciso si nasconde,‭ ‬nella società consumistica che lo glorifica al solo scopo di vendere sempre più oggetti che dovrebbero testimoniare il nostro valore,‭ ‬nel nostro mondo interno negando di essere lui stesso debitore ad altri o al contrario colpevolizzandosi di ogni insuccesso,‭ ‬in entrambi i casi mostrando la sua solitudine.‭ ‬Due forme di narcisismo,‭ ‬entrambi niente affatto sane.‭ 

Vorrei concludere con una riflessione sull’ambiguità del narcisismo e sul perché sia così difficile da riconoscere ed analizzare.‭ ‬Tutti noi conosciamo il comandamento evangelico‭ “‬ama il prossimo tuo come te stesso‭”‬.Come si comporta una persona narcisista‭?
Tendenza allo sfruttamento e alla manipolazione degli altri.‭ ‬Mancanza di empatia,‭ ‬incapacità a riconoscere e identificarsi con i sentimenti e i bisogni degli altri.‭ ‬Sentimenti di disprezzo,‭ ‬vergogna o invidia e atteggiamenti arroganti e presuntuosi.


Nella psicologia junghiana,‭ ‬l'ombra è un aspetto inconscio della personalità che l'ego cosciente non riconosce in sé stesso‭; ‬oppure la totalità dell'inconscio,‭ ‬ossia tutto ciò di cui una persona non è pienamente cosciente.‭ ‬L'ombra è quindi il lato sconosciuto di sé stessi.

Sotto certi aspetti,‭ ‬l'ombra‭ "‬è più o meno equivalente a tutto l'inconscio freudiano‭"; ‬e lo stesso Carl Jung affermò che‭ "‬il risultato del metodo di delucidazione freudiano è una minuziosa elaborazione del lato oscuro dell'uomo senza precedenti in nessuna epoca precedente‭"‬.

ED IO SCRISSI , NARRAI LA MIA VITA -

Lo chiamavano l'ombroso‭ !(‬IL POETA FOLLE‭ )‬:‭ ≈ ‬il diffidente,‭ ‬l'irritabile,‭ ‬il permaloso,‭ ‬lo,‭ ‬scontroso,‭ ‬lo scorbutico,‭ ‬il suscettibile ,c'era‭  ‬l'imbarazzo della scelta a come chiamarlo‭ ‬:alcuni di questi aggettivi sono giustificabili nella sua naturale forma‭ ‬,‭ ‬ma,‭ ‬che dire‭ ‬:era lo strafatto del malinconico‭ ;‬la sua ansia la mostrava alla tristezza quando tutto gli andava male‭ ‬,‭ ‬quando prendeva e lasciava l'amore‭ ‬,quando senza motivo si isolava da tutti con i suoi assurdi pensieri chiudendosi in camera‭ ‬,‭ ‬forse non riusciva ad evadere dalla sua esistenza esistenziale‭ ‬.

Si,‭ ‬permaloso fino all'osso‭ ‬,risentito del nulla si indispettiva senza fondati motivi‭  ;‬la pioggia per lui era il manto dell'inverno ove in essa riparava la sua anima‭ ‬,‭ ‬il suo sole‭ ‬,‭ ‬la sua luna‭ ‬,il suo essere disgraziato‭ ‬,la poesia era la sua passione‭ ‬,la sua eccelsa canzone ove cantava le sue storie‭ ‬,le sue avventure‭ ;‬era la sua musica eterna‭ ! ‬Era l'immenso del pensiero e bastava poco ad espirarsi per cantare l'amore‭ ‬.

Nella sua disgrazia di uomo a metà‭ ‬,dopo anni di studi passati tra miserabili e figli di buona donna‭ ‬,ove l'insulto lo rendeva uomo‭ ‬,il becero arbitrio che lo doveva difendere si nascondeva in falsità e imbrogli‭ ‬,era ingenuo e molti si approfittavano di lui‭ ‬.Ma un bel giorno essendo lui testardo prese per mano la sua vita e volle reagire‭ ‬,farsi coraggio e combattere‭ ‬,si adagiò all'ombra di un grande albero e scrisse‭  ‬la sua prima poesia‭ ‬.

Si‭ ‬,‭ ‬si illuse il poveraccio‭ ‬,‭ ‬credette d'essere poeta con poche righe‭ ‬,‭ ‬credette che con poche righe abbozzate alla meglio‭  ‬rivelava a se la bravura del sapere‭ ‬,‭ ‬d'essere il sofista greco ed espandere la filosofia dei grandi‭ ‬.
Coperto dalle nuvole e gonfio di pioggia‭ ‬,ricavò dal suo scuro pensiero la bellezza‭ ‬:fu plumbeo e nell'azzurro si manifesto fiero‭ ‬,nella luce accese il suo faro e ebbe dopo la tempesta il sereno‭ ‬.

‭≈ ‬Scacciò dalla sua mente i beceri umanoidi‭ ‬,‭ ‬gente senza cuore e anima‭ ‬,‭ ‬li mise nei fondi dei letami ove la loro puzza fu inquieta‭ ‬,fu condita da vermi e sciacalli‭ ‬,‭ ‬da rospi nauseabondi e da marciume di capre e asini ove i maiali assieme a loro danzavano la danza nel porcile‭ ;‬questi idioti credendosi‭  ‬intelligenti per‭  ‬i loro gradi di cultura‭ ‬,facevano gli snobisti‭ ‬,adescando i pollastri si approfittavano e rubavano‭  ‬la vera saggezza dove il poeta dava di se il meglio della lirica.‭ 

SI,‭ ‬NON GLI DO UN NOME‭ ‬,lo chiamo semplicemente‭ (‬POETA FOLLE‭ )!

Dunque‭ ‬,il poeta folle da me battezzato‭ ‬,fu schivo‭ ‬,‭ ‬per molto tempo vergognoso‭ ‬,non riusciva a mettere assieme la sintassi con la forma metrica‭ ‬,‭ ‬il verso con la parola amore‭ ‬,un disastro per non parlare della grammatica‭ ‬,un fallimento totale‭ ‬...‭ ‬Col tempo il suo cervello si ribellò‭ ‬,‭ ‬più che ribellarsi si svegliò da un letargo animalesco ove i suoi pensieri si misero a cantare‭ ‬,‭ ‬così‭ ‬,‭ ‬all’improvviso‭ ! 

Ma un motivo ci fu‭ ‬:‭ ‬egli era un giovanotto molto attivo,‭ ‬portato al sesso‭ ‬,‭ ‬un caloroso che non passava giorno e di quella cosa meravigliosa ne aveva spesso bisogno‭ ;‬quel motivo si ingrandiva sempre più‭ ‬,‭ ‬più il tempo passava‭ ‬,‭ ‬più aumentava il bisogno di amare di sognare e fu anche la stessa poesia a fargli da supporto ove conobbe alcune donne‭ ‬...

Si fregiò dunque del nominato poeta dell’amore per i suoi versi accattivanti e sensuali‭ ‬,questo lo svegliò da quel sonno acerbo‭ ‬,ostico‭ ‬,quasi indifferente e fu noto in tutto il mondo come poetanarratore‭  ‬.Le sue battaglie erano i suoi suggerimenti e spesso veniva mandato a quel paese‭ ; ‬si lui suggeriva la sua esperienza avuta con sudore e acquisita con sacrificio‭ ‬,nelle lotte idiote tra somari e ciucci‭ ‬,insomma‭ ‬,‭ ‬gli dispiaceva leggere cretinate con forme ritmiche decapitate da versi sdruccioli‭ ‬,‭ ‬di strofe strangolate e vocaboli di misere melodie‭ ‬.

Si mise a scrivere finalmente‭ ‬,ma la sua ombra lo accompagnava ovunque andasse‭ ‬,provava a sedersi sotto alberi in fiore‭  ‬e rinfrescarsi in acque limpide‭ ‬,d'altro canto il marcio era dovunque e a volte inevitabile‭ ‬,‭ ‬c'era la lotta all’ultimo verso,‭ ‬al furtivo rifuso‭ ‬,‭ ‬al pazzoide sofista che si mostrava e poi spariva‭ ‬,‭ ‬insomma di tutto un po‭ ‬,‭ ‬e il passava‭ ‬,‭ ‬lui cercava di fermarlo facendo più cose‭ ‬,ma nulla e correva dietro il nulla senza riuscire a prendere ne capo‭ ‬,‭ ‬ne coda‭ ‬.‭ 

UNA MIA POESIA.‭ 

L’ANGELO DELLA MORTE‭ ‬.

Urla l’anima mia davanti a tanta disperazione‭ 
davanti ai carnefici della vita‭ ‬,‭ ‬gli eredi immondi‭ ‬,
da contorte progenie i mali più efferati
il disumano gesto di una falsa vittoria‭ ‬.

Pietà Signore‭ !
Abbi pietà di questa miseria‭ ‬...
siamo gente arrogante e ostica‭ ‬,
generosa e umile per la becera convenienza‭ ‬.

Non basta spogliarsi di ogni falsa dignità‭ 
di umiliarsi e reprimersi‭ ‬...
ricordare la memoria dei folli usciti dagli schemi‭ ‬,
dal falso idealismo le loro sentenze‭ ‬.

Verrà l’angelo della morte‭ 
verrà a salvare la debolezza‭ ‬,
come ha fatto il Cristo‭ ‬:
a punire‭ ‬,‭ ‬la lurida vergogna‭ ‬.

Sono troppi agnelli i figli degli Angeli morti‭ !
Oh Signore‭ ‬,‭ ‬Dio dove sei‭ ?
Troppi gli olocausti‭ ‬,
gli inferni da patire su i roghi della vita‭ ‬.

Voi‭ ‬,‭ ‬miscela di veleno e miscredenza‭ 
perirete‭  ‬nel ricordo dell’amore‭  ‬,
ogni anno sarete messi in croce‭ 
sul patibolo del cielo giudicati‭ ‬.

Vi resterà il marchio dell’odio sulla fronte‭ ‬,
solo dai bambini che avete uccisi sarete perdonati‭ ‬.

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.‭ 

Ma lui ostinato continuava a scrivere piccole e brevi storie‭ ‬,‭ ‬narrava di se delle sue avventure e così diceva nella sua ombra notturna‭ ‬:

Che strana vita.

Una piccola storia‭ ‬,una come le tante del poeta folle‭ !

Spesso e come sempre al mattino presto o addirittura di notte scrivo poesia e in questi particolari orari‭  ‬mi collego poi per postare su social e miei blog poesia‭ ‬,è la mia passione‭ ‬,mi piace‭ ‬,mi rilassa‭ ‬,mi fa sentire meglio e lo faccio con piacere‭ ‬.Le attenzioni sono parecchie specialmente tra i miei lettori che in silenzio mi leggono‭ ‬,lo capisco nel vedere il numero delle visualizzazioni ove capisco che molti mi leggono e questo da una parte mi da certezza che le mie‭  ‬poesie i miei romanzi piacciono‭ ‬.

E fin qui‭  ‬nulla di male tutto ok‭  ‬ci mancherebbe‭ ‬,voglio però farvi notare comunicare‭ ‬,‭ ‬insomma farvi capire l'importanza di questa mia passione che è la poesia e per chi a volte ci rimane coinvolto‭ ‬:‭ ‬chi appunto è interessato a i miei scritti e non alla mia persona ed è comprensibile‭ ‬,l'arte poetica va apprezzata appunto dai contenuti non dal bello o brutto aspetto dell'autore‭ ‬.

Comunque in questo mio percorso trovo di tutto e come per caso ne prendo una a caso‭ ‬,una delle tante storielle che capitano in questa STRANA VITA.‭ 
La tipa mi osservò per parecchio tempo‭  ‬nel leggermi‭ ‬,nel modo con cui mi ponevo a mostrarmi in video poesia‭ ‬,‭ ‬a leggere i miei testi di poesia,.‭ ‬Lei sempre presente a darmi il suo contributo col piacevole sostegno e commento lasciandomi abbracci e sorrisi‭ ‬.

Io spesso la ringraziavo in privato e nacque una bella amicizia e finché durò questa empatica simbiosi lei godeva le belle emozioni‭ ‬,io ero il suo poeta‭ ‬,il suo cavaliere errante‭ ‬.
Di me leggeva tutto‭ ‬,persino un mio inutile sfogo‭  ‬ove la mia debolezza ebbe uno sconforto causato ancora dall'intruglio del piglia‭ ‬,‭ ‬piglia‭  ‬delle miserevoli vergogne che leggo tra le righe e mi pregò con tanta grazia a continuare a scrivere perché erano troppo belle le mie poesie‭ ‬.


Comunque mi scrisse belle cose in privato e mi fece solletico nell'intimo‭ ‬,io maschio attizzai l'antenna e volli scoprire di più di lei‭ ‬,mi sentivo protetto‭ ‬,quasi amato e quel suo assiduo interesse mi fece capire che gli piacevo‭ ‬,naturalmente finché durò quella magia‭ ‬,quella platonica simbiosi‭ ‬,direi empatia ammiccante di piacevole attenzione‭ ‬.

Ma come saprete belle donne‭ ‬,l'uomo è cacciatore e vuole la sua preda‭  ‬o almeno capire che cavolo si vuole‭ ?‬E non volli fermarmi alle solite e banali frasi ove il mieloso da fastidio e l'inutile sbava pietose frasi‭ ‬,decisi di‭  ‬scrivergli una lettera‭  ‬bella tosta‭ ‬,‭ ‬diretta‭  ‬ove frantumai e scalfii il piccolo muro amoroso di quel fremito platonico a cui lei era addentrata‭  ‬e la invitai a un incontro‭ ‬.

Dopo tempo acconsenti visto che eravamo vicini di città‭   ‬,non vedevo l'ora ero emozionato‭ ‬,l'appuntamento era per le‭ ‬15‭ ‬di un giorno feriale dinanzi a un super mercato‭ ‬,lì la notai subito e da subito mi caddero le braccia‭ ‬,‭ ‬ma oramai ero lì e gli davo le mie attenzioni‭ ‬.Si parlò del più e del meno‭  ‬come due vecchi amici che dopo tempo si incontrano e si raccontano le loro avventure‭ ‬.

Si,‭ ‬scrive‭  ‬e non si arrende‭ ‬,‭ ‬vuole ricuperare il tempo perso,‭ ‬quello dell'ignoranza ove l'intellighenzia tardava ad arrivare‭ ‬...‭ ‬era nascosta nel suo cervello da cavallo e come detto il suo chiodo fisso era la‭ ‬....‭ ‬si,‭ ‬quella‭ ‬,‭ ‬chissà poi che fissazione‭ ‬,‭ ‬ma credo che era proprio portato a quell'amore clandestino‭ ‬,infatti la sua natura era di fuoco,‭ ‬credo doveva fare il fochista‭ ‬,‭ ‬o il pompiere per spegnersi i suoi bollori‭ ‬.

Compiva sedici anni quel tempo e viveva in una casa di campagna tra fiori e viole‭ ‬,‭ ‬tra ruscelli e ciclamini‭ ‬,‭ ‬nel verde pieno della natura‭ ‬,raccolte molte cose allora dalla vita‭ ‬:raccolse la gioia di respirare aria‭ ‬,‭ ‬di vedere il sole‭ ‬,‭ ‬di cantare con gli uccelli‭  ‬quando era con loro su gli alberi‭ ‬,quando la mattina si alzava e di corsa correva in paese per fermarsi poi davanti alla sua Madonna‭ ‬.‭ 

Fu luce quel tempo azzurro‭ ‬,‭ ‬fu arcobaleno‭ ;‬si la vita dona cose che col tempo si capiscono‭ ‬,ma solo dopo anni‭ ‬,dopo che ti rendi conto cosa vuol dire respirare‭ ; ‬Si la sua romanza cominciò presto‭ ‬,la scriveva nel suo pensiero‭ ‬,‭ ‬la narrava ai suoi animali‭ ‬,‭ ‬nella preghiera dell'ave o Maria ,quante erano le scorribande‭ ‬,‭ ‬tra i campi elisi nei boschi le castagne‭ ‬,sui monti i funghi‭ ‬,‭ ‬tra gli alberi i frutti‭ ‬.

Ma‭ ‬,‭ ‬sedici anni arrivano una volta solo nella vita e quella bellezza la visse appieno senza rendersene conto‭ ‬,‭ ‬senza curarsi del suo essere timido,‭ ‬ombroso‭ ‬,‭ ‬a volte pauroso‭ ‬,‭ ‬insomma allora c'era la carestia del dopoguerra‭ ‬,‭ ‬c'era la vergogna‭ ‬,il rossore sulle guance e come detto tanta paura ,questo intimidiva maggiormente il nostro poeta‭ ‬.

Si,‭ ‬i sedici anni poi passano e arriva l'adolescenza‭ ‬,arrivano le prime cottarelle‭ ‬,‭ ‬i rossori si presentano come fanno gli imbecilli‭ ‬:‭ ‬si mostrano di nascosto e nell'ombra vanno a spasso‭ ;‬mentre gli ormoni scoppiettano e i botti volano nell'aria‭ ‬,altro è la musica a quei tempi ove tutto era fantastico cominciarono a fiorire i primi baci e il nostro poeta si dava da fare‭ ‬.

Con altri amici arredarono una stanza con divani e tanti manifesti che riecheggiava la bellezza di quei anni‭ ‬,gli anni‭ ‬70/80‭ ‬,‭ ‬anni in cui la frescura del sangue bolliva nell'anima dava benzina al motore della frenesia‭ ‬,‭  ‬a gli ormoni e con poco saliva alla testa per dare fiato alle trombe‭ ‬,ove la pelle scalpitava sulle guance delle belle fanciulle‭ ‬,ove in quel scannatoio di primi peli si oliavano le labbra e si aspettava il lento con luci spente la delizia del bacio‭ ‬,‭ ‬si diceva il limonare della balda giovinezza‭ ‬.

Ma poi,‭ ‬poi il nostro poeta crebbe e diverse furono le conquiste‭ ‬,‭ ‬le avventure i primi appuntamenti le corse alle rose per donarle all'amore‭ ‬,‭ ‬a un traguardo che non finiva mai,‭ ‬come se il tempo mai si fermasse‭ ‬,come se il pensiero era unico scopo di vita e si ignorava che gli anni passassero veloci‭ ‬.

Si,‭ ‬passarono quei tempi innamorati‭ ‬,mentre gli obiettivi del fare e del volere tenevano occupata la mente‭ ‬:da prima il militare‭ ‬,la patente‭ ‬,la moto per girare il mondo con strani vestiti si indossava la grande corsa‭ ‬,le vivaci serate con il vecchio giradischi in venti‭ ‬,‭ ‬trenta ragazzi su colli e piazze la presunzione innocente era il ballo della vita‭ ‬.Ma la sua timidezza lo frenava‭ ‬,‭ ‬era sensibile nel proporsi a una donna e molte occasioni si nascosero dietro una ombra di cartone‭ ‬.

UNA MIA POESIA‭ ‬.

Canto ribelle‭ ‬.

Che strane sensazioni‭ 
odo voci di fanciulle innamorate‭  ‬,‭ ‬le anime dei sonni‭ ‬,
odo‭  ‬suoni di musiche assassine‭ 
ove la romanza si finge passionale‭ ‬.

È il mio canto ribelle‭ !
Nel mio cuore leggero libero l’aria le nuvole dal sole‭ …
Tu‭ ‬,‭ ‬amata hai bisogno di celati sogni‭ ;
di me‭ ‬,‭ ‬che sono tra i cespugli e rovi‭ ‬.

Non ho nulla tra le braccia‭ !
Ho solo deserti di piume in volo‭ …
col sornione cuore l’amore bramo‭ ;
dai sordi tuoni il pallore della brughiera mi colora‭ ‬.

Oh‭ ‬,‭ ‬se fosse così facile amare‭ !
Tu,‭ ‬luccichio di specchi seil’angelica anima in amore‭ ‬,
c'è in te il canto libero che apre alla fortuna‭ …
alla preghiera della vergine Maria‭ ‬.

Canto giovinezza oziosa‭ !
Trascurata da terreni vizi e debolezze effimere,
accattivato da slanci selvaggi e purezze assopite‭  ;
offro il mio mare a chi lo sa udire‭ ‬.

Mi offro alle tentazioni della carne con veemenza‭ 
col cuore sarò cannibale e spietato‭ ‬...
con i miei baci freddi ti spoglierò l'anima‭ ;
lentamente entrerò nella tua vita con rulli di tamburo‭ ‬.

E forse un lontano giorno scoprirò il rimorso dei dolori‭ …
il serafico sguardo dal volto mattutino‭ ‬,
la lorica pelle mi farà da scudo‭ …
libero nell'aria canterò il tuo amore.

Canto ribelle‭ ‬,canto di labbra mute‭ !
Cibo di fragranza e odori soavi‭ …
di rosso lampo e chiaro di luna‭ ;
tu la femmina‭  ‬mi apparisti tempestosa‭ ‬.

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

E dunque crebbe l'ombroso‭ ‬,‭ ‬il poeta dell'amore e inconsapevolmente imparò la filosofia‭ ‬,‭ ‬anzi divenne filosofo‭ ‬,lui amante della parola scoprì questa arte del pensiero e ne fece tesoro‭ ‬,si vede che la passione della poesia‭  ‬si affacciò nella sua mente‭ ‬,come per incanto,‭ ‬come nella sua scala naturale crebbe e salì l'ascesa del sommo il suo maestro per antonomasia‭ ‬,‭ ‬si il grande dei grandi‭ ‬-‭ ‬DANTE ALIGHIERI‭ ‬-‭ 

DIVENNE DUNQUE UN SOFISTA‭ !

Ora parlo appunto dei sofisti e la loro storia‭ ‬:
La sofistica‭ (‬in greco antico:‭ ‬σοφιστική τέχνη,‭ ‬sofistikḗ téchnē‭) ‬è stata una corrente filosofica sviluppatasi nell'antica Grecia,‭ ‬ad Atene in particolare,‭ ‬a partire dalla seconda metà del V secolo a.C.,‭ ‬la quale,‭ ‬in polemica con la scuola eleatica e avvalendosi del metodo dialettico di Zenone di Elea,‭ ‬pose al centro della propria riflessione l'uomo e le problematiche relative alla morale e alla vita sociale e politica.‭ ‬Non si trattò di una vera e propria scuola né di un movimento omogeneo,‭ ‬ma fu estremamente variegata al suo interno:‭ ‬i suoi esponenti‭ (‬detti appunto sofisti‭)‬,‭ ‬seppur accomunati dalla professione di‭ «‬maestro di virtù‭»‬,‭ ‬si interessarono di vari ambiti del sapere,‭ ‬giungendo ognuno a conclusioni differenti e a volte tra loro contrastanti.


Veduta dell’Acropoli di Atene
Lo sviluppo della sofistica ad Atene è legato a un insieme di fattori culturali,‭ ‬economici e politico-sociali.‭ ‬Con la sconfitta dei Persiani a Salamina nel‭ ‬480‭ ‬a.C.‭ ‬le poleis greche affermarono la propria autonomia,‭ ‬e la loro potenza si ampliò progressivamente nel corso dei successivi cinquant'anni di pace‭ (‬la cosiddetta Pentecontaetia‭)‬.‭ ‬In particolare,‭ ‬a primeggiare su tutte furono le città rivali,‭ ‬ovvero Sparta e Atene:‭ ‬la prima espanse la propria influenza su quasi tutto il Peloponneso attraverso un'ampia rete di alleanze,‭ ‬mentre Atene,‭ ‬membro di primo piano della Lega delio-attica,‭ ‬con l'avvento di Pericle finì con l'assumerne il comando.‭ ‬Con il potere politico ed economico crebbe però anche l'ostilità tra le due città,‭ ‬e il desiderio di supremazia sull'intera Grecia portò al disastro della Guerra del Peloponneso‭ (‬431-404‭ ‬a.C.‭)

Pericle.
Pericle,‭ ‬leader carismatico della fazione democratica,‭ ‬governò Atene per circa un trentennio,‭ ‬dal‭ ‬461‭ ‬al‭ ‬429‭ ‬a.C.,‭ ‬portando la città al suo massimo splendore.‭ ‬Egli fece trasferire il tesoro della Lega delio-attica da Delo ad Atene,‭ ‬e trasformò il volto della città con un imponente piano di riforma architettonica‭ (‬simbolo del potere dell'epoca sono gli edifici dell'Acropoli:‭ ‬il Partenone,‭ ‬l'Eretteo,‭ ‬i Propilei‭); ‬inoltre,‭ ‬si intensificarono i rapporti con le altre città,‭ ‬attraverso alleanze e scambi commerciali.‭ ‬Fu proprio questo nuovo clima di pace a favorire l'affermarsi della sofistica,‭ ‬poiché permise ai sofisti,‭ «‬maestri di virtù‭» ‬itineranti,‭ ‬di spostarsi di città in città,‭ ‬seguendo le rotte commerciali.‭ ‬Visitando luoghi con tradizioni e ordinamenti politici differenti,‭ ‬talvolta varcando addirittura i confini dell'Ellade,‭ ‬essi iniziarono ad interrogarsi sul valore intrinseco delle leggi e della morale,‭ ‬giungendo ad un sostanziale relativismo etico che riconosceva il valore delle norme morali solo in relazione alle usanze della città in cui ci si trova ad operare:‭ ‬la stessa areté‭ (‬virtù‭) ‬da loro insegnata si riduceva all'insieme delle norme e delle convenzioni riconosciute valide dai cittadini,‭ ‬alle quali il retore si deve adeguare per avere successo e buona fama.‭ ‬Tuttavia,‭ ‬bisogna considerare che non erano considerati‭ “‬cittadini‭” ‬le donne,‭ ‬gli stranieri‭ (‬meteci‭) ‬e gli schiavi.

L'età di Pericle fu dunque al tempo stesso l'età dello splendore e della crisi della polis,‭ ‬poiché coincise con la crisi dei valori tradizionali,‭ ‬di cui i sofisti furono protagonisti‭; ‬come scrive Mario Untersteiner,‭ ‬la sofistica è‭ «‬l'espressione naturale di una coscienza nuova pronta ad avvertire quanto contraddittoria,‭ ‬e perciò tragica,‭ ‬sia la realtà‭»‬.Il primo interesse dei sofisti è la rottura con la tradizione giuridica,‭ ‬sociale,‭ ‬culturale,‭ ‬religiosa,‭ ‬fatta di regole basate sulla forza dell'autorità e del mito‭ (‬e per questo motivo sono talvolta guardati come‭ "‬precursori dell'Illuminismo‭")‬,‭ ‬a cui veniva contrapposta una morale flessibile,‭ ‬basata sulla retorica.‭ ‬D'altra parte,‭ ‬la stessa retorica che essi insegnavano aveva un'enorme importanza per la vita civile nel regime democratico dell'epoca,‭ ‬il quale riconosceva a tutti i cittadini l'uguaglianza giuridica‭ (‬isonomia‭) ‬e la libertà di parola durante l'assemblea pubblica‭ (‬parresia‭)‬.


NON POTEVO ESSERE INDIFFERENTE ALLE MIE IDEE DI PENSIERO POLITICO -

ORDUNQUE non voglio tirare troppo l'acqua al mio mulino e apparire come un esagerato sovranista‭ ‬,voglio che la libertà di pensiero viene espletata come forma libera di pensiero ove le attitudini auliche‭ ‬,le espressioni artistiche possano trovare spazi per divulgare la propria arte e venga condivisa da tutte le parti contendenti‭ ‬,‭ ‬con esse sostenute da una unica cultura‭ ‬.

Sappiamo bene che una cattiva partecipazione o esposizione di pensiero fa si che una parte contraria perde la stima del popolo esso sovrano‭ ‬,ma che evidenzia la contrarietà alla partecipazione di un solo schieramento‭ ‬,dunque per non carnefici are la platea va correttamente condivisa e non abortita da incestuose analisi e prese di posizioni‭ ‬,‭ ‬o meglio destinate a sentenze ove l'individuo smarrisce il suo idealismo‭ ‬.



Il sovranismo è,‭ ‬secondo la definizione che ne dà l'enciclopedia Larousse,‭ ‬una dottrina politica che sostiene la preservazione o la ri-acquisizione della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato,‭ ‬in contrapposizione alle istanze e alle politiche delle organizzazioni internazionali e sovranazionali.



Dunque l'espressione di pensiero va oltre :



Qual è la verità assoluta‭?


Ciò che chiamiamo verità assoluta indica una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in maniera completa,‭ ‬incondizionata e assoluta.‭ ‬Ciò che chiamiamo verità relativa è dunque una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in modo approssimativo,‭ ‬incompleto e relativo.

DUNQUE‭  ‬LA PAROLA SI FA DIALETTICA‭ ‬.

A cosa serve la dialettica‭?

La dialettica è uno dei principali metodi argomentativi della filosofia.‭ ‬Essa consiste nell'interazione tra due tesi o principi contrapposti‭ (‬simbolicamente rappresentati nei dialoghi platonici da due personaggi reali‭) ‬ed è usata come strumento di indagine della verità.

MENTRE PER KANT HA ALTRO‭ ‬.

Che cos'è la dialettica per Kant‭?
Dialettica,‭ ‬ossia sofistica,‭ ‬è chiamata da Kant l'attività della ragione che,‭ ‬oltrepassando l'esperienza,‭ ‬pretende di conoscere la metafisica‭ (‬anima,‭ ‬universo,‭ ‬Dio‭) ‬nel tentativo di unificare in un tutto armonico che le conoscenze parziali dell'intelletto,‭ ‬e‭ ‬,‭ ‬nella sua illusione,‭ ‬cade in ragionamenti contraddittori.

Che cos'è la dialettica per Kant‭?

Dialettica,‭ ‬ossia sofistica,‭ ‬è chiamata da Kant l'attività della ragione che,‭ ‬oltrepassando l'esperienza,‭ ‬pretende di conoscere la metafisica‭ (‬anima,‭ ‬universo,‭ ‬Dio‭) ‬nel tentativo di unificare in un tutto armonico che le conoscenze parziali dell'intelletto,‭ ‬e‭ ‬,‭ ‬nella sua illusione,‭ ‬cade in ragionamenti contraddittori.

MA GIOVANNINO NEL SUO TEMPO FATATO CONTINUA A RACCONTARE DI SE E DA UN CONCETTO ALL'ALTRO SALTA COME UNA GAZZELLA -SI RIPETE PER CONGIUNGERE ALTRO DI SE ALLA SUA STORIA -


Questo paese è il paese di mio padre dove per secoli la mia antica famiglia ebbe residenza‭ ‬,come detto e scritto più volte la mia discendenza genealogica è greca e per molti anni i miei antichi progenitori furono personaggi di una certa sostanza economica e di grande lustro‭ ‬.‭ 
Comincio col dirvi che il primo condottiero fu LUTIO DE MAFFEO‭ ‬,cavaliere dell’imperatore Costanzo venuto in Italia dopo il settanta DC col suo potente esercito da Bisanzio Grecia‭ ‬,i suoi discendenti furono consoli‭ ‬,uomini di legge‭ ‬,giudici e faccendieri‭ ‬,battiloro e oro pellai, fabbricanti di ferro e uomini di governo‭ ‬,ma innanzi tutto furono letterati‭ ‬,‭ ‬vedi MAFFEI CAMILLO‭ ‬,SCIPIONE‭ ‬,‭ ‬RAFFAELLO DETTO IL VOLTERRANO e molti altri che troverete nelle varie scritture dei tempi‭ ‬.‭ ‬La famiglia dopo le varie battaglie ebbe lustro in Roma‭ ‬,rami di essa si stabilirono a Volterra dove fondarono la casata de Maffeo‭ ‬,nobili Maffei da li nel‭ ‬850‭ ‬DC.‭ ‬furono consoli di quella repubblica aristocratica e vari rami si diffusero in Toscana‭ ‬,in Veneto a Verona‭ ‬,in Lombardia e in Piemonte‭ ‬,e da un ramo Toscano esattamente di Siena nel‭ ‬1250‭ ‬alcuni della famiglia ebbero l’incarico di‭ “‬giustizieri‭” ‬giudici‭ – ‬dal re Manfredi re di Napoli a presidiare nelle località del regno‭ ‬.‭ ‬Ebbero le baronie di Lanciano ex principato citra‭ (‬ABRUZZO‭) ‬e di Salerno‭ ( ‬CAMPANIA‭) ‬ramo di cui io ne faccio parte‭ ‬.Furono quindi baroni e svolsero le loro attitudini con dovere e giustizia‭ ‬,ancora oggi resta un ramo di questi molto attivo e di grande merito.‭ ‬Ma torniamo a Candida‭ ‬,essa è situata su un grande colle e da li domina tutta la vallata dei quattro punti cardinali,‭ ‬posto strategico per le guerre di quei tempi‭ ‬.‭ ‬Infatti all’epoca dell’impero romano‭ ‬,il territorio di Candida ricadeva nella civitas Abellini,iscritto alla tribù Galeria e con la dissoluzione dell’impero romano e l’invasione dei barbari il territorio Irpina fu conquistato da Flavio Belisario‭ (‬generale bizantino‭ ) ‬nel‭ ‬536‭ ‬DC e poi da Totila,nel‭ ‬543‭ ‬comandante in capo delle truppe Gote in quelle epoche fece pure distruggere e saccheggiare Firenze,‭ ‬e infine l’antico toutiks HIRPINUS‭ ( ‬il luogo Irpino‭ ) ‬fu definitivamente sottomesso ai bizantini.‭ ‬arriviamo veloci al periodo Longobardo dove questo nobile popolo lascia tracce scritte e da notizia documentata di Candida nel‭ ‬1045‭ ‬quando rientrava come casale nella contea di Avellino.‭ 

Per le notizie riguardanti il castello risalgono alla metà del‭ ‬1100‭ ‬DC dal catalogo dei baroni‭ ‬,compilato dai Normanni all’indomani della conquista del sud Italia‭ ‬,‭ ‬e fu appunto il primo Normanno Alduino Filangieri‭ ‬,figlio di Ruggero‭ ‬,figlio di Oldoino delle genti Ortomanne e cioè Normanne‭ ‬,a comandare il feudo di Candida‭ ‬.‭ 

Ancora oggi nella chiesa di candida ai piedi del sagrato c’è la sua lapide e la sua tomba sacrale‭ ‬.‭ ‬Molti i monasteri e le chiese antiche su quel monte che si respira aria pura la mia gente visse felice in un casale e dalla terra al pane‭ ‬,lasciato dal progenitore Tommaso nel‭ ‬1650‭ ‬da Solofra sempre in provincia di Avellino‭ ‬,in queste terre la mia gente vissero fino il‭ ‬1850‭ ‬,da li le spartizioni e le varie emigrazioni‭ ‬,in America‭ ‬,in Belgio‭ ‬,ed io a Bergamo negli anni‭ ‬60‭ ‬.‭ ‬Di seguito nei vari racconti di Giovannino ne faccio ‭ ‬menzione e li metto in evidenza e ne do dettagliata memoria‭ ‬,ora voglio divagare un po‭’ ‬sperando di non annoiarvi.‭ ‬Il mio racconto va oltre ogni immaginazione ed esprime i miei stati d’animo riscontrando e confrontando la vita vissuta e quella che mi resta da vivere nel corso degli anni:‭ ‬racconto di me‭ ‬,di come intendo la filosofia‭ ‬.come un apprendista alle prime armi.‭ ‬Molti si chiedono se è difficile sentirsi o essere filosofi‭ ‬,a mio avviso è come sentirsi un uomo che considera la vita seriamente‭ ‬,la vita a mio modo di vedere le cose è filosofia.‭ ‬Da questo modo di essere‭ ‬,questo modo comportamentale di orgoglio non minore‭ ‬,si chiama poeta‭! ‬Se vogliamo‭ ‬,un banditore del vero‭ ‬.‭ 

Filosofo e poeta si sentono investiti da una missione‭ ‬,come una specie di apostolo che professa l’autorità e la sicurezza di chi possiede la verità.‭ 

In una mia vecchia poesia‭ (‬la giostra della vita‭ )‬esprimo rammarico per questa verità ,se vogliamo nascosta‭ ‬,donata a pochi‭ ‬,non ricercata da altri quindi torniamo a quei giorni, torniamo ai credenti.‭ ‬Questa piccola parentesi e rivolta a coloro‭ ‬,a chi ha un seguito nella vita‭ ‬,una speranza‭ !‬Si fa banditore di se stesso‭ ‬,di verità e sincerità ,quindi si vuole precisare che da questo concetto chiamiamolo filosofico‭ ‬,nasce la poesia che è ragionamento e esortazione di un semplice pensiero‭ ‬.‭ 

Si dice che per essere poeta devi credere all’immaginazione e devi avere fede nel prossimo‭ ‬,la fede è la base ed è sottinteso che le condizioni preliminari è la necessaria poesia‭ ‬,si può essere un santo, un apostolo‭ ‬,un filosofo‭ ‬,per alcuni soltanto la fede del credere e svegliare mirabili facoltà poetiche‭ ‬.‭ ‬Nel mio caso come già scritto in poesia e in cenni di prosa narrativa e genealogia‭ ‬,la ricerca della verità è scaturita la mia poesia‭ ‬,direi semplicemente come un lampo a ciel sereno‭ ‬,quindi a mio avviso qualsiasi individuo che coglie e raccoglie ed è alla ricerca di qualcosa che non trova‭ ‬,ma sente dal profondo del suo animo o desiderio ne può fare espressione poetica.

Dalle storie di Giovannino

Giovannino fa le valige.‭ 

Gli anni passavano come il vento e l’infanzia era oramai alle spalle‭ ‬,si faceva avanti l’adolescenza con i suoi primi sintomi di frenesia ove i profumi affioravano il sentire di Giovannino‭ ‬.Il cambiamento era nell’aria‭ ‬,come la musica‭ ‬,il vestire‭ ‬,la voglia di vivere quell’epoca del dopo guerra‭ ‬.cominciavano gli anni sessanta‭ ‬,un’era che ha segnato la storia‭ ‬.Forse è troppo presto di parlare di valige‭ ‬,perché Giovannino prima di andare via dal suo paese ha molte altre storie della sua infanzia da raccontare‭ ‬.In questa prima parentesi si dà accenno al suo tempo in cui si fecero i preparativi per emigrare in terra Bergamasca‭ ‬,infatti tende a portarsi avanti per poi tornare indietro‭ ‬,ma che comunque altre storie sue vi verranno narrate‭ ‬.

Dopo il lungo inverno passato alla casa di campagna Giovannino si prepara con i suoi a emigrare in terra bergamasca‭ ‬,‭ ‬era l’inizio della primavera e le prime gemme spuntavano dai rami‭ ‬,si accorse che molte erano le cose da fare‭ ‬:salutare gli amici‭ ‬,quelli con cui aveva trascorsi momenti felici‭ ;‬c'era Amedeo Falgitano‭ ‬,Giuseppe Picardo‭ ‬,‭ ‬amici stretti‭ ‬,amici per la pelle‭ ‬,quante le avventure fatte assieme‭ ! ‬Di recarsi a Candida paese di suo padre a salutare la zia Francesca e lo zio Luigi Cavallone e i suoi cugini‭ ‬,la sua nonna Giovanna Cutillo‭ ‬,‭ ‬la nonna paterna,‭ ‬che in quel tempo era ritornata al suo paese di Candida‭ ‬,lei nacque comunque a Boston in America‭ ‬,poi tornata in Italia con suo padre che emigrò negli anni precedenti alla sua nascita‭ ‬.Giovannino oltre che andava dalla sua nonna‭ ‬,doveva recarsi dal ciabattino e salutare tutti‭ ‬,insomma un da fare che ci volevano giorni per completare tutte quelle visite‭ ‬.‭ ‬Lasciava la sua amata terra e nel cuor suo c’era un velo di tristezza‭ ‬,capiva che lasciava qualcosa di cui lui ne era innamorato‭ ‬,‭ ‬la gente con cui aveva condiviso il bello della sua prima infanzia‭ ‬,le prime emozioni e gioie‭ ‬,le scorribande nei campi e le varie corse che spesso aveva fatto giù per la strada sdrucciola dove c’era‭ ‬,c’è la chiesetta della sua madonna‭ ‬,la madonna incoronata‭ ‬,dal viso dolce‭ ‬,col suo bimbo imbraccio e la corona sulla testa‭ ‬,spesso chiamata da Giovannino‭ ‬,‭ ‬la Madonna incoronata‭ ‬,‭ ‬li a pochi passi il laghetto dove con gli amici passavano momenti a guardare le rane i Gerini appena nati‭ ‬.

Correva Giovannino‭ ‬,correva ancora lungo quella strada‭ ‬,correva e non lo fermava nessuno‭ ‬,correva tra il vento e la pioggia tra le foglie che l’autunno si era lasciato alle spalle e l’erba fresca appena germogliata‭ ‬,tra i primi ciclamini e i canti di uccellini che annunciavano la nuova primavera‭ ‬,sentiva in se una nuova vita e a quella prossima che lo attendeva‭ ‬.‭ ‬Dopo aver salutato tutti‭ ‬,un pomeriggio di una giornata di sole si recò nei campi dove suo padre aveva lavorato‭ ‬,si avvicinò ad ogni albero di frutto alle viti ai ruscelli‭ ‬,ad ogni angolo dove lui era stato e passato momenti di quiete di armonia dove lui ne aveva raccolto gioia e si era sfamato con i frutti e la sua sete e fame‭ ‬,si recò sull’aia e ballò la danza dell’addio‭ ‬.

Pianse e rise e girandosi intorno guardò il cielo azzurro mentre l’aria fresca lo invadeva e colse l’abbraccio del sole.‭ ‬Colse l’attimo del cambiamento che per lui incerto ma sorprendente‭ ‬.Aveva solo dieci anni Giovannino a quell’epoca e un altro mondo lo attendeva‭ ‬,altre strade da percorrere altre storie diverse da raccontare‭ ‬,di un tempo fanciullo‭ ‬,di nuovi amici‭ ‬,di un inizio che ancora in lui era sorpresa e non sapeva cosa lo aspettasse‭ ‬,recarsi in una città del nord Italia era per lui una enorme meta‭ ‬,come se fosse una montagna da valicare‭ ‬,da raggiungere quasi a piedi‭ ‬,e si, che lui di corse ne faceva ,era il più veloce del paese che a quei tempi solo lui e un altro dal nome Gerardo erano capaci‭ ‬,‭ ‬anche lui rosso di capelli‭ ‬,e nelle gare che facevano intorno al paese quasi sempre uno dei due vinceva‭ ‬.‭ ‬Lasciava la festa patronale‭ ‬,i fuochi d’artificio‭ ‬,le bancarelle e il muso del maiale‭ ‬,questo cotto veniva mangiato con il limone‭ ‬,lasciva le luci colorate che in quella ricorrenza venivano messe in tutto il paese‭ ‬,la banda che suonava sul palco e i cantanti che allora rallegravano le serate di festa ‭ ‬,‭ ‬questi erano cantanti famosi che negli anni sessanta giravano al sud‭ ‬,per le feste patronali‭ ‬,lasciava la sua chiesa dove piccolino si recava a pregare‭ ‬,il monte Serrone‭ ‬,‭ ‬i santuari che la sua nonna gli aveva fatto conoscere ,il monte Vergine‭ ‬,il monte sacro,‭ ‬dove i devoti facevano voto di penitenza recandosi su a piedi‭ ‬.‭ 

Lasciava la sua micia‭ ‬,il suo cane‭ ‬,che capiva che se ne andava e gli faceva le fusa, il suo cane gli scodinzolava la coda e faceva bau, come dire: perché te ne vai‭? ‬La stazione dove spesso si era recato per andare al cinema ad Atripalda un paese limitrofo ad alla città di Avellino ‭ ‬,rivedeva la fattoria della nonna Giovanna e quella della nonna Luisa e nel suo stomaco tutto si ristringeva‭ ‬,ma oramai era un giovanotto con una folta chioma riccia si sentiva un uomo o quasi.‭ 

Arrivato il giorno della partenza e preparatosi la sua valigetta di cartone con pochi panni dentro e poche cose sue personali‭ ‬,lui e la sua famiglia si incamminarono a piedi alla stazione del suo paese Salza Irpina a prendere il treno per Avellino‭ ‬,da li poi per Napoli e da Napoli a Milano per poi seguire il percorso per Bergamo‭ ‬.‭ 

Giovannino partì da quella terra nel lontano‭ ‬1961‭ ‬e fu ospite in terra bergamasca‭ ‬,seguiranno altre storie che narreranno i precedenti e i proseguimenti‭ ‬,altre avventure‭ ‬,l’arrivo alla città antica della bella città di Bergamo.‭ 

Nella precedente ho evidenziato i luoghi dell’infanzia e vi ho parlato di Candida‭ ‬,ora vi parlo di Salza Irpina‭ ‬,paese dove è nato(sono nato)J Qui suo padre incontra sua moglie la mamma di Giovannino‭ (‬i miei genitori‭) ‬Alle falde del monte Serrone,in una ridente vallata troviamo Salza Irpina‭ ‬,che diede i natali a Giovannino ora col suo nome d’arte‭ “‬Poetanarratore‭ “ ‬in questa località collinare a‭ ‬540‭ ‬metri sul livello del mare di altitudine.‭ ‬Fu qui che Giovannino a quei tempi‭ ‬,anni‭ ‬1955‭ ‬e oltre frequentò i fabbricanti di scarpe‭ ‬,che in quella epoca erano fiorenti‭ ‬,i famosi‭ “‬ciabattini‭ “ ‬ad oggi resta poco di queste botteghe artigiane e nel seguito seguirà un racconto su di essi‭ ‬.‭ ‬L’origine del nome resta alquanto curioso‭ ‬:Salza diverrebbe da salsa un sostantivo femminile di Salsus‭ ( ‬Salato‭ ) ‬e non di salsa di pomodoro come alcuni intendono‭ ‬,ma ben si da un riferimento d’acqua sodica‭ – ‬clorurata dalla quale anticamente si estraeva il sale.‭ ‬Se verissime sono le sue antiche origini‭ ‬,Salza ebbe insediamenti Romani e ne fa memoria il Papa Innocenzo secondo e nel‭ ‬1137‭ ‬e l’imperatore Lotario rientrava tra i possedimenti di quelle terre‭ ‬.‭ ‬Poi del longobardo Raidolfo , conte di Avellino e nel‭ ‬1139‭ ‬al tempo della sua morte subentrò il conquistatore Normanno Ruggero.‭ ‬Numerosi furono i feudatari che seguirono‭ ‬:‭ ‬tra gli ultimi i Capozzi che ebbero lustro e molte terre di cui il famoso Giuseppe Capozzi il proprietario delle terre dove mio padre lavorava la terra a mezzadria‭ ‬.‭ 

Altro:‭ ‬resta ed è un fiorente paese ai piedi del monte Serrone e in lontananza siede ai piedi di Monte vergine‭ ‬,con un bellissimo clima e tanta bella natura.‭ 

ora però seguo il concetto filosofico intrapreso nella parte seconda:‭ 

si parlava di come scaturisce la poesia e altri comportamenti filosofici da qui comunque qualcosa si sussegue e segue spontaneamente nel processo della propria esistenza di Giovannino‭ ‬,si vuole evidenziarne i motivi di queste scritture che comunque in tutti gli esseri umani è palese raccontarne i significati‭ ‬,e che a mio avviso sono tanti :ad esempio uno dei motivi può essere l’amore per una donna‭ ‬,per la natura‭ ‬,per gli animali per ideali politici e non‭ ‬,e altre forme di ammirazione e affetti‭ ‬.‭ ‬Tutto si manifesta spontaneamente come già detto‭ ‬,in un periodo non calcolato della vita di Giovannino,‭ ‬di ognuno‭ ‬,molti lo raccolgono e ne fanno memoria‭ ‬,altri lo ignorano rifiutando l’importanza‭ ‬,io direi che è un completamento della vita terrena‭ ‬,dove si rivela la propria fantasia‭ ‬,l’essere io entra in un mondo di concetti e saperne i significati ne diviene narrativa, romanzo‭ ‬,difatti da queste scritture diviene un lavoro di trasformazione analitica non viene seppellito o dimenticato‭ ‬,ma assorbito‭! ‬e non solo dalla conoscenza‭ ‬,ma dalla storia e l’individualità dell’essere.‭ 

Sono convinto che qualsiasi essere umano possa applicarsi a questi concetti e a come ne deve cogliere il momento propizio in cui si presenti‭ ‬.‭ ‬Continuo a rappresentare i miei pensieri‭ ‬,la mia poesia e spesso mi faccio domande‭ ‬:‭ ‬quale è il piacere‭ ? ‬Secondo me se si vive solo per cercarlo resta una scarsa e squallida esistenza‭ ‬,se ne può dedurre che non esiste solo il piacere ma una ricerca interiore di sentimenti puliti e di ‭ ‬emozioni sincere, qui la parola‭ ‬,la poesia trovano spazi immensi.‭ 

Le emozioni contribuiscono a una migliore esistenza e si manifestano in diversi modi‭ ‬:gioire per una donna‭ !‬Dare un flusso di stimolo al proprio corpo‭ ‬,gioire per aver concluso un periodo di lavoro fatto di sacrifici e stenti‭ ‬,di aver dato ai figli quel aiuto necessari a farli camminare nella vie del mondo‭ ‬,diventare nonno ed essere orgoglioso dei nipotini‭ ‬,assieme ad essi ritornare bambino‭ ‬,godere di un attimo e condividere una avventura‭ ‬,un processo vitale che fa continuare a vivere‭ ‬.

Capisco che molte cose nel matrimonio ad oggi sono cambiate ed è appunto la necessaria emozione a risorgere e dare stimolo per continuare.‭ ‬In una delle mie poesie mi esprimo dicendo:‭ ‬Bella la vita‭! ‬poi seguo‭ ‬,‭ ‬che bella‭! ‬godere ogni istante di essa‭ ‬,molti la vivono nelle tenebre che nella luce‭ ‬,persone sofferenti di un passato alle spalle travagliato e cercano attenzioni per essere considerati‭ ‬,con una umile umiltà.‭ 

Dalle storie di Giovannino‭ 

Il primo amore in fiera‭ 

O meglio la prima infatuazione‭ ‬.‭ 

Nella ridente Salza Irpina i ciabattini la facevano da padroni e come detto erano gente semplice‭ ‬,allegra che spesso e volentieri si riunivano e facevano feste tra di loro‭ ‬,tra essi Giovannino non poteva mancare‭ ‬,era il prezioso servo che adempiva ogni servigio del gruppo‭ ‬,il bambino prodigio che era disponibile ad ogni evenienza e prestazioni di favori verso chiunque lo comandasse‭ ‬.‭ 

Era di ottobre e lo zio Mario marito della sorella della mamma di Giovannino fece vendemmia‭ ‬,raccolse quel anno molta uva e avendo in paese un locale adibito a fare il vino si organizzò e ne fece molti litri.‭ ‬Faceva il mosto e ‭ ‬strizzare le bucce,‭ ‬il succo usciva frizzante di un colore invitante(il vino‭) ‬veniva poi decantato e filtrato per i residui deposti e poi messo nelle botti a riposare‭ ‬.‭ ‬In quel anno lo zio Mario ne fece talmente tanto che volle venderlo alla‭ (‬frasca‭) ‬o meglio‭ ‬:vendita diretta al pubblico‭ ‬,un tipico sistema per far socializzare‭ ‬,operai e gente d’ogni ceto sociale a fare bere un buon bicchiere di vino‭ ‬.‭ 

Fu in una di queste festa nella casa di uno di loro appena accanto a questa vendita di vino che Giovannino prendeva occasione di presentare a loro,i ciabattini‭ ‬,suo zio,‭ ‬andava e tornava con bottiglioni pieni di vino che i ciabattini ne bevvero a volontà cantando e ubriacandosi e nei vari tragitti Giovannino ne assaggiava sempre un po‭’ ‬anche lui‭ ‬,e a forza di assaggiare e bere a sorsi si sentiva allegro e frizzante pure lui,‭ ‬alla fine si ubriacò e lo zio vedendolo rideva‭ ‬,contento di aver venduto tutto quel vino‭ ‬.Di quel zio ne ha bellissimi ricordi‭ ‬,uno zio preso come si dice‭ ‬,che nel tempo gli volle molto bene‭ ‬.Morì in età matura‭ ‬,‭ ‬non vecchio e Giovannino lo tenne sempre nel suo cuore.‭ ‬Altri episodi seguirono‭ ‬,‭ ‬si manifestarono nel periodo di carnevale‭ ‬,si formavano come al solito sempre un gruppo di persone e ad ognuno il suo compito di vestire la tipica maschera‭ ‬:chi di arlecchino‭ ‬,chi di pulcinella‭ ‬,addirittura Balanzone che su di un cavallo bianco dominava e conduceva il gruppo mascherato‭ ‬,‭ ‬si portavano nelle vie del paese‭ ‬,cantavano in allegria e manifestavano la tradizione carnevalesca‭ ‬.

Era una ricorrenza festosa e ben organizzata dove tutti i bimbi ne gustavano allegria‭ ‬.‭ ‬Che dire poi dei mercati e delle fiere che questi artigiani ciabattini che andavano per i paesi Irpini delle scarpe‭ ‬:‭ ‬Giovannino era piccolo alla sola età di sette anni ebbe il ‭ ‬consenso di suo padre e lo lasciava andare con alcuni di questi in fiera‭ ‬,se era un mercato si tornava a casa nella stessa giornata‭ ‬,se era una fiera‭ ‬,si restava più giorni: tre o quattro giorni‭ ‬.Si caricava la macchina‭ ‬,allora c’era la balilla‭ ‬,il modello della Fiat‭ ‬,il più grande‭! ‬Un modello con i parafanghi alti e le ruote grandi‭ ‬,sembrava una macchina con un grosso baule e con sopra il porta pacchi per caricare il tendone‭ ‬.

Una volta sul posto si montava la tenda e si preparava il banco dove venivano messe le scarpe in esposizione per la vendita, un lavoro che richiedeva tanto impegno e fatica e Giovannino instancabile si dava da fare‭ ‬,si sentiva partecipe e importante come se fosse lui il padrone della melonara‭ ‬.Fu in una di quelle fiere‭ ‬,

e nel banchetto accanto anche questi vendevano scarpe‭ ‬,la concorrenza insomma,‭ ‬altri erano gli articoli più moderni,‭ ‬con modelli diversi da quelli venduti da noi‭ ‬,e più alla moda‭ ‬.Li vide una fanciulla e fu un solo sguardo a colpirlo, ci fu ‭ ‬un saluto‭ ‬,un semplice ciao e da quel ciao si cominciarono a sorridere‭ ‬,Giovannino divenne rosso come un peperone‭ ‬,già rosso per sua natura per i suoi capelli rossi che aveva‭ ‬,sembrava prendesse fuoco da un momento all’altro‭ ‬,la fanciulla piccola come lui era bellissima e sicuramente avevano la stessa età‭ ‬,credo otto anni all’incirca‭ ‬,si scambiarono diverse parole e fecero subito amicizia‭ ‬,si raccontarono di loro,‭ ‬da dove venissero e cosa facessero tutto prese una certa confidenza come se si avessero conosciuti da sempre.‭ ‬Ogni sera le tende dei mercanti venivano coperte e chiuse e per dormire ci si arrangiava alla meglio sotto di esse con coperte e scatole di cartoni‭ ‬,restava comunque il tempo per fare anche una passeggiata per il paese‭ ‬,e in una di queste passeggiate Giovannino trovò la fanciulla‭ ‬,felice gli parlò e lei pure‭ ‬,le diede la mano che con un sorriso lei la strinse‭ ‬,videro entrambi le stelle‭ ‬,‭ ‬quello fu il primo attimo di emozione‭ ‬,di adolescenti bambini che sentivano già allora il desiderio dell’amore.‭ ‬Tutti i giorni per ogni giorno che seguirono la fiera gli sguardi si fecero roventi‭ ‬,il cuore di Giovannino batteva impazzito come se stesse su un altro pianeta‭ ‬,sguardi che venivano contraccambiati con sorrisi in fusioni e parole dolci‭ ‬,si raccontarono di tutto di loro‭ ‬,della scuola del loro paese‭ ‬,di come e dove vivevano‭ ‬,ma si persero alle prime luci dell’alba di un mattino ,di quel mattino che dovettero togliere le tende e partire per andare ognuno al suo paese‭ ‬,non restarono indirizzi e ne appuntamenti‭ ‬,solo un sorriso di una bella fanciulla che per la prima volta fece sognare a Giovannino‭ ‬.‭ 

Poetanarratore.

Dalle storie di Giovannino‭ 

Giovannino all’asilo.‭ 

Introduzioni e accenni di altri racconti per chi non avesse letto i precedenti capitoli,‭ ‬ve ne faccio sintesi:‭ ‬in tutti questi piccoli racconti si vuole evidenziare non solo il personaggio Giovannino‭ ‬,ma le figure retoriche di uno stato d’animo di uomo bambino‭ ‬,di un luogo a me caro che è l’Irpinia la mia terra natale‭ ‬,‭ ‬esaltare quindi il bello di quello che era un tempo e la vita in quei luoghi‭ ‬,raccontare un quotidiano vissuto nel dopo guerra e la sua ricostruzione.‭ ‬Ci tengo a sottolineare le uguaglianze nominali d’incipit a‭ “‬Giovannino senza paura‭” ‬la mia storia‭ ‬,‭”‬la storia di Giovannino‭” ‬non ha nulla a che vedere con essa‭ ‬.Detto questo appunto procedo a dare delle sintesi degli altri racconti.‭ ‬Presumo che qualcuno di voi ricorda il Giovannino dal ciabattino ?Quando con le lire mille guadagnate settimanalmente ne comprava mortadella alla bottega del paese‭ ‬,e di corsa si recava a casa dalla mamma per poi assieme alla sua famiglia mangiarla col pane‭ ‬,che sua madre stessa sfornava caldo dal forno‭ ‬.

Si‭ ‬,era buono quel pane sudato dalla terra‭ ‬,‭ ‬quando la mattina faceva colazione‭ ‬,‭ ‬con il latte appena munto,‭ ‬e di corsa con la sorella in paese a distribuire bottiglie di latte a chi le ordinava, quando di corsa correva sulla strada sdrucciolata e passava davanti la chiesetta della Madonna Incoronata e in fretta recitava la preghiera‭ ‬:‭ ‬l’ave Maria,‭ ‬quando si fermava al piccolo laghetto per vedere i piccoli girini‭ ‬,‭ ‬i figli delle rane‭ ‬,quando con i suoi amichetti a far bisboccia nelle feste patronali ‭ ‬e ‭ ‬vedere a tarda notte il bello dei fuochi d’artificio‭ ‬,quando l’orchestra musicale si esibiva lungo le strade del paese ,il cinema in piazza e i cantanti noti di allora‭ ‬,il grande pallone di fuoco che in alto si elevava.‭ ‬per poi parlare dei dolci delle bancarelle‭ ‬,il melone bianco e il muso del maiale cotto con il limone‭ ‬,e poi ancora la sfida con la nonna per farsi dare le lire dieci‭ ‬,e comperare il grande cono gelato al gusto di limone‭ ‬.

Pensate‭ ‬,avevo solo quattro anni‭ ‬,e a questa età matura i ricordi sono ancora limpidi come se le avessi appena vissuti‭ ‬.‭ 

Erano gli anni‭ ‬1954/5‭ ‬,era piccolo Giovannino‭ ‬,aveva appena quattro anni‭ ‬,si incamminava a volte solo dalla casa di campagna,‭ ‬a volte correva per andare all’asilo del paese di(Salza Irpina‭)‬.‭ ‬Era una asilo appena costruita in anni del dopo guerra‭ ‬,una bella struttura molto accogliente‭ ‬,che a quei tempi poco erano le nuove‭ ‬,come poche le case belle‭ ‬.

Lui piccino al mattino presto con il grembiulino bianco e il nastro rosso‭ ‬,‭ ‬la bella suora lo aspettava come altri bambini sul portone dell’ingresso‭ ‬,era molto bella dal nome‭ “‬SUOR CANDIDA‭” ‬una bella figura di donna‭ ‬:alta con il viso ovale‭ ‬,sembrava un angelo‭ ‬,aveva attenzioni verso Giovannino e ogni tanto qualche carezza gli faceva contraccambiato da Giovannino con un bel sorriso e tanta timidezza‭ ‬.Arrivò il tempo di fare festa all’asilo‭ ‬,come si usa ancora oggi‭ ‬.Arrivò il momento dello spettacolo annuale di tutti i bambini e sul palco tutti vestiti di carta colorata a cantare e recitare assieme le canzoncine‭ ‬.Ci andava volentieri ‭ ‬Giovannino perché lì si mangiava bene‭ ‬,pietanze mai assaggiate‭ ‬,molto buone,‭ ‬tanto piaciute ,gli davano perfino la merendina ‭ ‬una delizia‭ … ‬Già la merendina‭ ! 

Gli restò impressa quella merendina che quasi mai la mangiava‭ ‬,la portava alla figlia del ciabattino ‭ ‬dove lui per ordine del suo padre doveva stare lì tutto il pomeriggi per non fare birichinate con altri amici sulle strade.‭ ‬Era una bimba più piccola di lui e gli voleva molto bene‭ ‬,si chiamava Giovanna e ad ogni qual volta che Giovannino andava da le gli chiedeva la sua merendina‭ ‬,lui a malincuore gliela dava‭ ‬,non sapeva dirgli di no‭ ‬,nonostante la fame che lui stesso aveva.‭ ‬All’imbrunire della sera dopo aver lavorato da questo signore ciabattino‭ ‬,il padre della bimba! E dato attenzione alla piccola Giovanna sua figlia‭ ‬,di corsa a casa‭ ‬.‭ ‬Nel suo percorso non passava dalla strada sdrucciolata perché a quell’ora era buio e ma dalla strada soprastante‭ ‬,che comunque dalla stessa‭ ‬,dall’alto vedeva la chiesetta della Madonna incoronata e recitava lo stesso in fretta la sua preghiera‭ ‬.Non passava volentieri da quella strada liscia‭ ‬,era molto trafficata da macchine,‭ ‬e poi c’era un strano detto che a lui rimase impresso:‭ (‬non andare sulla strada liscia perché c’è il diavolo che piscia‭) ‬vai per la strada‭ (‬sdrucciola perché c’è la Madonna che cuce‭) ‬Detti popolari che servivano a dare quel senso rispetto‭ ‬.Giovannino dopo una giornata molto animata‭ ‬,

stanco mangiava la sua cena e si sedeva con i suoi genitori e gli altri fratelli e sorelle vicino al camino.‭ ‬Si raccontavano storie e si facevano progetti in prospettiva per un prossimo futuro.‭ ‬Per poi crollare in un profondo sonno e sognare un volto ,il volto dell’anima che in lui benigna gli appariva.‭ ‬Giovannino.‭ ‬Poetanarratore

Dalle storie di Giovannino‭ ‬.

Giovannino al cinema‭ ‬.‭ 

Forse mi illudo che con questi scritti serviranno a cavarci qualcosa di buono‭ ?‬A sperare che in un prossimo futuro qualcuno ‭ ‬si accorga di essi‭ ‬,di me‭ ‬,di poter prendere in considerazione la possibilità a farne qualcosa di bello.‭ ‬Spero e mi chiedo:‭ ‬pensate solo per un attimo se un regista‭ ‬,un imprenditore teatrale‭ ‬,insomma uno che conta nella televisione o nel cinema si accorgesse e volesse estrapolare una forma scenica e dove verrebbe rappresentare il personaggio Giovannino‭ ‬,farne un film in luoghi‭ ‬,i tempi di quella Italia contadina ,con i suoi odori e sapori ,i costumi e gli abiti di quei tempi‭ ‬,la cultura e l’ignoranza‭ ‬,il bene e il male, la socialità e la solarità di quei personaggi‭ ‬,i luoghi‭ ‬,lo scenario della vallata Irpina‭ ‬,il monte vergine e il suo santuario‭ ‬,tutto ciò si rappresenterebbe in un scenario meravigliosa‭ ‬,ma tutto ciò è un sogno e come tale ‭ ‬chissà si può anche realizzare‭ ‬.So che pretendo troppo‭ ? ‬ma chissà la speranza è l’ultima a morire‭ ‬,immaginatevi di vedere in filmato di queste storie di Giovannino‭ ‬,io diverrei famoso e voi orgogliosi di avermi letto.‭ ‬Lo so spesso divago forse è la malattia del poeta‭ ?‬Che ne dite voi‭? ‬Ora vi ho annoiati abbastanza‭ ‬,passo subito al prossimo racconto.



A volte la paghetta settimanale del ciabattino non bastava‭ ‬,non era sufficiente per fare tutto‭ ‬:‭ ‬comperare le acciughe a suo padre,‭ ‬la mortadella,‭ ‬i cioccolati rivestiti di figure natalizie da appendere sull’albero di natale‭ ‬,a volte si aggiungeva il cinema e la spesa del treno‭ ;‬Insomma le cinquecento lire a Giovannino non bastavano e cosi accettò l’offerta di un altro ciabattino che era nello stesso paese di Salza Irpina e gli ne dava mille e a malincuore decise di lasciare il vecchio ciabattino, dì lasciare la piccola Giovanna che aspettava con ansia la merendina che Giovannino le portava figlia appunto di‭ (‬Giovanni Marinelli‭) ‬Andava da Alfonso un altro ciabattino non molto lontano‭ ‬,anche lui abbastanza di buon cuore‭ ‬.Lì però bisognava lavorare di più,e c’era più paga più lavoro‭ ‬.‭ ‬Comunque per fare quadrare i conti delle piccole ‭ ‬esigenze di Giovannino le mille lire ci stavano bene‭ ‬,altrimenti bisognava rinunciare a qualcosa perché da sua madre e suo padre poteva scordarseli‭ ‬,come pure dalla nonna che per farsi dare dieci lire erano tante le battaglie da fare.‭ ‬Insomma risolto il problema del denaro spesso e volentieri Giovannino andava con amici al cinema‭ ‬,a volte con i ciabattini in occasione dei grandi film‭ ‬:ad esempio i dieci comandamenti,‭ ‬Davide e Golia,‭ ‬e molti altri che ancora ad oggi sono attuali‭ ‬,erano, sono,‭ ‬film di capolavori americani ,allora l’America veniva vista come un luogo immenso di fortuna e di prosperità,‭ ‬salvatori della patria nostra ,che dire su questo‭ ‬:‭ ‬nella ricerca genealogica da me fatta sulla mia ‭ ‬casata Maffeo,‭ ‬nobili Maffei ho saputo che molti monasteri archivi e altre strutture antiche furono bombardati nell’ultima guerra mondiale nel‭ ‬1945‭ ‬,forse gli obiettivi erano mal gestiti o sbagliati‭ ‬,fatto sta che ci trovammo un bel po di distruzioni con documenti bruciati e dispersi grazie a questi salvatori‭ … ‬Comunque passiamo a Giovannino che è meglio! Come dicevo a volte ‭ ‬i ciabattini portavano Giovannino al cinema e pagavano loro‭ ‬,mentre se andava con gli amici gli toccava a lui pagare‭ ‬.Fu una domenica come le tante‭ ‬,dopo presi accordi con gli amici che come detto lui abitava distante dal paese in un casale ‭ ‬chiamato casino ex casa di caccia dei signoroni ‭ ‬,mentre i suoi amici abitavano in paese e vicini alla stazione ferroviaria di Salza Irpina‭ ‬,si trovavano in un punto stabilito a metà strada‭ ‬.La sua mamma preoccupata voleva impedire Che lui andasse‭ ‬,ma non c’era nulla da fare‭ ‬,era talmente euforico e sicuro di se che a tal punto neanche sentiva le sue parole‭ ‬.‭ ‬Si prendeva il treno e si arrivava al paese di Atripalda‭ ‬,paese confinante con la città di Avellino ,li c’era il cinema Ideal di un certo Troncone‭ ‬.Questo signore nel periodo delle feste patronali faceva cinema all’aperto nelle piazze dei paesi in occasione delle feste patronali‭ ‬,e anche qui era una gioia parteciparvi:‭ ‬ognuno si portava da casa una sedia e nella preparazione del telone e i vari altoparlanti la musica accoglieva e creava l’atmosfera ideale della festa‭ ‬,‭ ‬poi verso le ore ventuno davano il cinema‭ ‬.Davano film di romani o d’amore con Amedeo Nazzari,‭ ‬o di Totò che facevano ridere‭ ‬.‭ ‬Fu una volta che arrivati ad Atripalda Giovannino e i suoi amici‭ ;‬Giuseppe Picardo e Amedeo Falgidano amici stretti di Giovannino e altri‭ ‬,da subito facevano il biglietto che allora costava novanta lire‭ ‬,usciti poi dal cinema si compravano la pizzetta,‭ ‬questa costava trenta lire‭ ‬,quindi novanta più trenta erano centoventi lire‭ ‬,ottanta lire servivano per l’andata e il ritorno del treno‭ ‬,si arrivava a le lire duecento cifra che aveva guadagnato dai ciabattini‭ ‬,quasi una settimana di lavoro‭ ‬.In questo pese di Atripalda Giovannino ha anche il ricordo che ‭ ‬con suo padre venivano al giovedì perché c’era un grande mercato‭ ‬,il più grande della zona Irpina‭ ‬,qui si vendeva di tutto‭ ‬,il suo papà era molto povero e si limitava ad acquistare il necessario per la campagna‭ ‬,attrezzature varie‭ ‬,solitamente servivano per la campagna :vanghe forbici per la potatura‭ ‬,rastrelli e altro.‭ 



Non mancava di fermarsi davanti al pescivendolo‭ ‬,o dal formaggiaio‭ ‬,li si acquistava il baccalà e le famose acciughe per poi avvicinarsi ai formaggi‭ ‬,ma li se ne sentiva solo l’odore‭ ‬,d’altro canto il lavoro di mezzadro non gli permetteva di strafare e con quattro figli non si andava tanto lontano bisognava far quadrare il bilancio famigliare e vivere di ciò che la terra offriva.‭ ‬Arrivava la vendemmia e pure li dopo aver fatto il vino in proprio‭ ‬,il padre di Giovannino lo vendeva per bisogno di denaro‭ ‬,restava la vinaccia e con lo scarto di essa si faceva di nuovo fermentare aggiungendo dell’acqua‭ ‬,veniva fuori un vino leggero‭ (‬chiamato acquata‭) ‬questo bastava al padre di Giovannino‭ ‬,un vino di scarsa qualità e resa‭ ‬,ma bevibile‭ ‬.‭ 

poi l’inverno e molte erano le conserve che si facevano :quelle del pomodoro‭ ‬,quelle delle castagne‭ ‬,dei peperoni e le marmellate‭ ‬,‭ ‬grappoli d’uva appesi al soffitto e tante altre cose‭ ‬,tutti frutti della terra che nel lungo inverno servivano ad alimentare tutta la famiglia‭ ‬,per il pane,‭ ‬questo veniva fatto dalla mamma di Giovannino in un grande forno usando la farina che in luglio avevano raccolto dal grano‭ ‬.Qui la famiglia stava meglio in questa casa di campagna aveva trovato più lavoro‭ ‬,più fatiche ma più benessere‭ ‬,mentre prima abitavano nella casa in paese‭ -

Si‭ ‬,lo so,‭ ‬nella precedente storia genealogica non vi ho detto come Giovannino fosse diventato povero ,ho divagato sulla sua genealogia e dei suoi avi ma non vi ho detto come lui lo era diventato‭ ‬.Difatti questo modo di fare è tipico in Giovannino e credo che alla sua matura età tuttora è ancora sempliciotto‭ ‬,non a caso con la sua esuberanza e la sua testardaggine riconosce la sua mediocrità‭ ‬,ma questo comunque resta tutto evidenziato nei vari racconti‭ ‬,quindi ne potete desumere voi stessi di quello che è effettivamente e trarne il suo essere.‭ 

FU POVERO Giovannino‭ ‬.Come detto nei precedenti capitoli proveniva da una famiglia povere di antica casata Detrattori questi che in ogni ramificazione genealogica erano possidenti‭ ‬,con titoli nobiliari‭ ‬,canonici‭ ‬,letterari‭ ‬,uomini di legge imprenditori nella forgiatura e il commercio dell’oro‭ ‬,tutti che nei secoli lasciavano i loro bene ai successori seguendo una regola fondamentale‭ ‬:i beni dovevano rimanere nel nucleo della ‭ ‬parentela‭ ‬,e cioè venivano venduti tra di essi o lasciati appunto ,in eredità‭ ‬,ma mai venduti ad altri fuori dalla famiglia‭ ‬.

Quello che interessa interessava a Giovannino era di avere una stirpe nobile con principi solidi e umani‭ ‬,ma nel corso dei secoli non fu così.‭ ‬Con l’evento bellico del‭ ‬1915‭ ‬-1918‭ ‬il suo ramo diretto residente in Candida nella vallata Piscarielli‭ ‬-‭ ‬la contrada così chiamata per l’abbondanza di acqua sorgiva dove in molti punti della valle si formavano vari contenitori di questa acqua‭ ‬.Giovanni Paolo testatore in Solofra lascia a suo nipote Stefano Maffeo suo nipote,‭ ‬da Stefano a suo figlio Tommaso ebbe questa fertile proprietà in Candida provincia di Avellino IN ANNI‭ ‬1710,



Dicevo di Tommaso erede‭ ‬,che da lui sposato a Candida con Carmina Nasta con la quale ebbe‭ ‬7‭ ‬figli e da questi formarono il mio ramo di appartenenza‭ ‬.Ebbe la terra e un vasto appezzamento e i‭ ‬2‭ ‬casolari qui tutta la famiglia per la maggior parte di essa rimase fino al‭ ‬1900‭ ‬e oltre‭ ‬.Come dicevo questo podere si sfaldò piano piano‭ ‬,chi emigrò a Boston‭ ‬,America ,chi in Belgio‭ ‬,ci furono casi di necessità che come quello dei nonni di Giovannino dovettero vendere per pochi soldi la loro parte per bisogno‭ ‬.

Comunque il fanciullo Giovannino oggi è adulto e vaccinato,‭ ‬ebbe una famiglia povera e spesso e volentieri chiedeva a suo padre chi fossero i suoi parenti da parte della sua famiglia Maffeo‭ ? ‬Il padre deviava ogni volta il discorso e a volte senza dargli nessuna risposta‭ ‬,fu una sola volta che gli disse:‭ ‬lascia stare quella gente non merita di essere nominata, Giovannino era piccolo e non capiva cosa volesse dire ma poi nel tempo la sua curiosità cresceva sempre più‭ ‬.

Passarono anni e la domanda era sempre quella‭ ‬,anche a tarda età non trovava nessuna via di uscita e ma poi mi chiedo spesso:‭ ‬chi me lo fa fare‭? ‬Che cosa scrivo‭ ?‬Storie che a nessuno interessano o possano interessare‭ ?‬Forse a qualche perdi sonno come me che non riesce nemmeno a dormire‭ ‬.La mia amica Chiara‭ ‬,si‭! ‬la poetessa Chiara‭ ‬,mi dice che una volta che si scrivono parole è difficile cancellarle‭ ‬,ed è vero‭ ‬,io scrivo quel che penso‭ ‬,quel che mi passa per la mente‭ ‬:un ricordo‭ ‬,una poesia che mi ispira‭ ‬,un frangente della mia malinconia ,chi mi vuole io ci sono‭ !‬Chi mi legge io l’accolgo‭ ‬,chi vuole un abbraccio gli lo porgo‭ ‬,chi vuole soldi non li tengo‭ … ‬ma chi vuole capirmi veramente e leggermi tra le righe io lo ammiro‭ ‬,forse anche lui ,lei come me ha qualcosa da dire‭ ‬,da raccontare.

E dopo questa arringa presuntuosa e forse pure arrogante io vado avanti a raccontarvi di Giovannino e le lumache‭ ‬.Come vi dicevo in chiusura del nono episodio‭ ‬,nel periodo antecedente alla casa di campagna dove Giovannino abitava‭ ‬,c’era la casa nel paese di Salza Irpina‭ ‬,sita al centro del paese‭ ‬.Un appartamento al primo piano di un fabbricato vecchio‭ ‬,ma agevole e comodo ,messo sopra a una bottega di alimentari e in parte un altro appartamento abitato da gente simpatica e generosa.‭ ‬Come detto la casa non era male‭ ‬,una grossa scalinata costeggiava la salita e una piccola veranda‭ ‬,prima di entrare ne faceva accoglienza ,era una struttura che in quegli anni cinquanta o prima ancora si usava costruire in quelli stili‭ ‬:nell’entrata c’era il salone con il camino‭ ‬,in questo con piccoli accessori‭ ‬:la stufa a carbone per scaldare l’acqua‭ ‬,versata poi in un grosso tinello di legno serviva per lavarsi‭ ‬,il camino non era da signori ,ma rustico e alla buona‭ ‬,con intorno delle panche molto vecchie‭ ‬,con affianco nel sottoscala la legna da ardere.

Il reparto notte era subito comunicante con una porta‭ ‬,questa portava alla cameretta di Giovannino‭ ‬,un letto rustico‭ ‬,direi antico‭ ‬,‭ ‬e con dei materassi pieni di paglia di pannocchie di gran turco‭ ‬,altro allora non c’era‭ ‬,ovvero c’era ma costava‭ ‬,subito appresso seguiva la stanza dei suoi genitori‭ ‬,anch’essa con mobili vecchi e un armadio abbastanza malandato‭ ‬,a volte la madre di Giovannino per questione di spazio e di comodità usava la dispensa messa nella parte giorno dove c’era il camino‭ ‬,ci metteva di tutto‭ ‬:scorte alimentari‭ ‬,vino‭ ‬,saponi e pure la candeggina‭ ‬,allora questo ultimo prodotto lo vendevano sfuso‭ ‬,e cioè si comperava a litro in bottega‭ ‬,somigliava molto al vino bianco‭ ‬.‭ ‬Infatti Giovannino ingannato da questo per la notevole somiglianza‭ ‬,scambiandola per vino bianco ne bevve un bel po‭’ ‬,al momento gli sembrò strano il sapore poi si accorse e corse dalla mamma disperato‭ ‬,i suoi preoccupati lo portarono all’ospedale di Avellino‭ ‬,li gli fecero la lavanda gastrica e si riprese‭ ‬.‭ ‬Ripreso dal grande spavento e dal gusto alquanto diverso non bevve più vino per un bel pò di tempo e stette lontano dalla dispensa con la gioia di sua madre.‭ ‬Come ricordavo prima‭ ‬,la casa in paese fu abitata per pochi anni‭ ‬,nel primo periodo che i genitori di Giovannino si erano appena sposati e avuto i due primi figli‭ ‬,Giovanna e Giovannino‭ ‬,era una casa in affitto la dove la miseria e la fame abbondava ,si perché il padre lavorava a giornata nei campi‭ ‬,e cioè a chi ne avesse bisogno‭ ‬,di un giorno o più giorni‭ ;‬Oppure veniva chiamato come supplente nella forestale e andava con altri a piantare i giovani pini o pioppi‭ ‬,questo lavoro era sotto la responsabilità di un certo Olindo Ferullo‭ ‬,amico e compare di cresima di Giovannino‭ ‬,uomo di notevole rispetto‭ ‬.‭ 

Il lavoro per il padre come detto era precario e se non fosse per il supporto economico che gli davano sia i nonni paterni che quelli materni di Giovannino‭ ‬,non si poteva tirare avanti‭ ‬,difatti nel seguito si portarono alla casa di campagna‭ ‬,li infatti tutto fu diverso e più tranquillo ,con più possibilità di sopravvivenza‭ ‬,ricordiamoci che erano gli anni cinquanta‭ ‬,appena ‭ ‬al dopoguerra e tutto era ristretto‭ ‬.



Ma poi arriva la provocazione,‭ 

arriva per radio dove il conduttore ne fa trasmissione‭ ‬,parla e elogia la defunta ma a un certo punto si rivolge a un suo invitato e gli dice‭ ‬:‭ ‬chissà perché tante persone specialmente nei social network e blog e siti letterari scrivono di questa poetessa e chissà quanti di questi non hanno comperato un suo libro‭ ‬.Giovannino riflette e si chiede‭ ‬:‭ ‬ma come si fa a capire se questi che elogiano la poetessa‭ ‬,o l’hanno elogiata con scritti o poesie come si fa a sapere se o meno ne hanno acquistato alcuno‭ ? ‬E perché dire una tale eresia se loro stessi non l’hanno mai seguita o letta‭ ?‬Forse si vuole disprezzare‭ ‬,o forse appunto è una provocazione‭ ‬.

Giovannino crede che sia questa ultima e ne trae esca‭ ‬,abbocca al l’amo‭ ‬,ma non si stacca dalla canna perché sa benissimo che molti non hanno nemmeno da mangiare e i soldi da vivere‭ ‬,che le notizie le assorbono da molte fonti e le poesie della poetessa sono diffuse in molte rubriche letterarie e non c’è bisogno di comprare per forza un suo libro per dare e fare omaggio alla sua lodevole memoria Conclude Giovannino‭ ‬:‭ ‬ho avuto una infanzia travagliata e non ho bisogno di provocazioni per farmi notorietà anzi ammetto d’essere un mediocre‭ ‬,scrivo una semplice scrittura che nel tempo detta il mio semplice pensiero di autodidatta‭ ‬,salgo la mia scala sempre più percorribile ove la meta è sempre più vicina‭ ‬,che la volontà‭ ‬,la passione di scrivere è sempre più lodevole‭ ‬,un percorso naturale ove la mente trova la mia poesia.‭ 

Il travaglio perpetuo‭ 

Fu già nel grembo materno‭ 

che gridai forte il canto dell’amore‭ ‬,

cercai i miei ripari in versi di poesia‭ ;

fermai il destino narrando la parola‭ ‬.

Scrissi di te‭ ‬,di terre e mari‭ 

di un Dio che vive tra di noi‭ ;

di spazi vuoti da riempire‭ 

e malinconie che solo tu potrai perire.

Toccai con mano la realtà della vita‭ !

Il confine vivente di un mondo stellare‭ ‬,

vissi lo spirito che fu combattivo‭;

fu l’arma migliore per chi ha una mente pura‭ ‬.

Fu nell’età dell’oro che assaporai il sesso‭!

Toccai con mano il fiore del peccato‭ ‬,

di una femmina ne fui innamorato‭;

si rese sterile all’evidenza d’un concreto.

Toccai il suo cuore amaro‭ …

le sue labbra erano appese a un filo,

espiavo così i suoi silenziosi insulti‭ ;

rendeva povero l’evento che accadeva.

Più volte gli alati scempi mi misero alla prova‭ ‬,

più volte a rincorrere la brezza del brivido gelo:

mi tenevi appeso tra l’allegoria‭ ;

sulle ‭ ‬membra la fredda delusione.

Oggi vedo cadere su volti la cera del pianto‭ !

Un travaglio perpetuo che mai avrà fine:

il dolce peccato si nega agli innocenti

dalle violenze erotiche il sudario asciugo.

Giovanni Maffeo - Poetanarratore .



In questi ultimi eventi di fatti poco piacevoli e poco chiari per la nostra poesia‭ ‬,le discussioni sono varie e per quello che mi riguarda personalmente la politica faccia il suo corso e non implichi chi di poesia vive e gioisce la sua fantasia.

Mi accorgo con amarezza di atteggiamenti presuntuosi‭ ‬,che la poesia e chi la rappresenta ne venga fatta oggetto di discussione e c’è qualcuno che in nome di tutti i poeti ne esalta il concetto politico‭ ‬,dove si assume nomea di appartenenza e se vogliamo atteggiamento di prepotenza includendo tutti nella stessa linea di pensiero‭ ‬.Questi si propone come fautore indiscusso di una ragione politica e ne rappresenta volontà altruistiche criticando una illogica volontà.

La poesia è una fonte di ispirazione personale‭ ‬,una formula intima del personaggio poeta‭ ‬,è la massaggiatrice della pace e di concordia per tutti gli esseri umani‭ ‬,quindi non deve assolutamente essere oggetto di contrasto e ne tanto meno rappresentata da un unico personaggio ;non deve inficiare forme di appartenenza politica e ne tanto meno distribuire malessere tra i poeti stessi‭ ‬,nel suo contenuto va esaltato il bello della vita e dell’amore deve distogliere e implicare concetti sani e costruttivi e non farne discorso politico‭ ‬,quindi chi si fa promotore di pretesa si ritiene capo di un qualcosa improprio di una certa ideologia sbagliata e non condivisa da tutti‭ ‬,disquisisce quindi ai principi morali della Etica e crea contrasto tra i poeti stessi.‭ ‬Dunque a mio avviso‭ ‬:mai immischiare l'arte con la politica‭ ‬,se si vuole si pratica inseparata sede‭ ‬.

Come in poesia‭ ‬,‭ ‬è‭  ‬assolutamente sbagliato rappresentare una categoria di cui molti di noi ne apparteniamo e ne esprimiamo singolarmente pensiero individuale‭ ‬,facendo nomea di detrattori famosi del passato mettendo tutti i contemporanei sullo stesso piano‭ ‬.Ogni poeta di qualsiasi ideologia politica‭ ‬,a mio avviso ha il diritto e sacrosanto dovere di tenersi per se le sue idee diverse e non espanderle ad altri‭ ‬,l’altrui pensiero quindi è individuale e non da renderlo comune e partecipe per tutti‭ ‬.La poesia resta ed è l’armonia di se stessi e di chi ne cava significato analogico e non un dettato imposto e di contrasto.‭ ‬Sembra che in questa epoca si cerca di inficiare e accorgersi che i poeti possano far parte di una certa branca‭ ‬,cosa al quanto sconnessa e impropria‭ ; ‬nessuno può fare suo quello che IL PENSIERO non lo è‭ ‬,ne tanto meno il pensiero di un altro,‭ ‬IL PENSIERO SERVE ALLA POETICA‭ ‬.

Da una trasmissione radiofonica e da accenni virtuali un certo poeta che ora non ne ricordo il nome si fa capo e parla in nome di tutti i poeti‭ ‬,ne fa retorica politica schierando tutti sulla stessa linea politica‭ ‬,questo è molto grave‭ ‬,a mio avviso è errato‭ ‬,la poesia ne deve stare fuori è e rimane voce propria‭ ‬,quindi tutti i poeti incluso me ne diamo forza espressiva‭ ‬,nell’amore del sentire il sentimento‭  ‬e nel sociale altro tema‭ ‬,‭ ‬e non nella politica‭ ;‬questo signore che si ha permesso di rappresentare tutti‭ ‬,‭ ‬parli per se e non per chi non la pensi come lui‭ ‬.

Se guardiamo agli autori del passato ognuno ha dettato il suo pensiero e mai nessuno si è fatto promotore di iniziate a nome di tutti senza sapere la vera e certa ideologia‭ ; ‬la politica quindi va lasciata fuori e la poesia e chi la rappresenta non deve essere ragione di offesa‭ ‬,ma orgoglio e piacere per chi la scrive‭ ‬,per chi la legge,una singolarità che fa unico il personaggio‭ (‬poeta‭) ‬e lo distingue da altre forme critiche‭ ‬.

Il poeta dunque‭  ‬combatte con la penna‭ ‬,da solo‭ ‬,col suo stato d’animo unica arma a sua disposizione‭ ‬,questa deve servire e trasmettere sensibilità e non cattiveria o provocazione‭ ‬,o a aizzare contro questa o quella appartenenza politica‭ ‬,arte questa personale e creativa dove si renda chiaro la capacità dell’artista stesso‭ ‬,se così non fosse si sminuisce tale rappresentativa e la categoria ne subisce equivoco e disprezzo‭ ‬,si blocca la bellezza gestuale del crescere e della capacità personale rendendo artefatto e obbligato un atteggiamento non suo bloccando un qualcosa che tutti i poeti evocano con passione e amore‭ ‬.La poesia resta l’angolo di tutti il porto amoroso di tutti noi e va difesa da chi la vuole bistrattare‭ ‬,non deve essere contaminata‭ ‬,ma pulita e in essa raccontare il nostro vivere‭ ‬,resta l’impronta indelebile per i futuri e la saggezza per la cultura‭ ‬.

Non andare via Sole .

Perché sei ancora qui a darmi la tua luce sole
quand'io ho spento gli occhi per sognare ?
Ho ancora lei nel mio cuore 
stella confusa su un pianto senza nuvole .

E la ritrovo tra la sabbia dorata accanto a conchiglie rosa 
una di esse ha il colore del tuo viso …
ha sul guscio lacrime di mare 
ove un tempo le lasciasti tu in ricordo di un amore .

Ma tu sei l'indelebile creatura ,la figlia dell'amore 
vuoi essere foglia ,il balcone fiorito che illumina la terra ,
il bianco giglio e flette il sorriso dell'estate 
la lampara della sera di un incontro al chiaro della luna .

Non andare via sole non sbiadire i fiati dell'oblio …
tu che rivesti il suo orizzonte donagli cristalli sibillini ,
gli maturi il grano nei giorni dei rossi papaveri 
fa che tra gli stessi ritrovi il sapore del suo bacio .

Non andare via …
non fammi volare nel vento 
da lei , forza di ore bugiarde fiore di brughiera ,
il rubino acceso dello spinoso cardo .

Ma tu , non andare via Sole !

Giovanni Maffeo Poetanarratore .


SI, NON ANDARE VIA SOLE !

A volte manca la luce perché il cuore si abbuia ... i motivi ,le conseguenze sono tante e allora bisogna tirare fuori le bocce , la famosa grinta ove  è il momento di combattere , di avere la forza di reagire e rialzarsi ,non solo per noi stessi ,ma anche per quelli che ti sono accanto e contano su di te per un appoggio morale o materiale o solo per dare un sorriso e aprirsi nell'universo -

Che dire ... forse il tempo da le ragioni fa crescere la volontà dell'essere e fu in una delle tante riunioni da me chiamati raduni tra i tanti poeti , poetesse che si scopriva la vera natura dell'essere poeta ? Si ci metto il punto di domanda , perché altri erano gli scopi in quelli incontri : chi si vantava d'essere unico , chi ammiccava la donna amante , chi addirittura faceva progetti per una unione ; insomma un teatro a cielo aperto ove la strofa univa i suoi versi per poi raccontarsi ,tra plausi e poesia -

Ma , la vita di Giovannino continuava frenetica , sempre più conosceva gli umani e sempre più le evitava , ne assorbiva esperienza per dare vittoria all'eleganza .insomma un copia e incolla ove la realtà dei fatti erano ciò che contava ; comunque nonostante tutto c'era la parola che voleva trionfare a fare crescere la mente -

A quei tempi scrissi tanto , alcune poesie ancora oggi le propongo erano le primi che uscivano timorose dal mio essere ed io mi sentivo osservato ,pauroso , anche qui non capivo che bisogna osare , credere in ciò che si fa ... ed io feci , scrissi , cantai poesia, andai tra le varie  rappresentazioni, partecipai ai tanti concorsi ,oggi dei tanti diplomi non so cosa farmene ,ma allora ero orgoglioso fiero ,forse più si diventa capaci del fare più si annienta l'entusiasmo ,dico forse ? Magari per me è così ,per un altro è diverso -

Bene cari l'estate 2024 è arrivata  buone vacanze a tutti i miei lettori -

Il labirinto dell’amore.

Come un rompicapo di vita viaggio nel ritroso‭ ‬,
ricavo essenze stordite da profumi‭ ‬esotici‭ ‬…
su una strada senza uscita‭  ‬scavo buche‭ ; 
porto con me il meglio dei gelsomini‭ ‬.

È un labirinto immenso‭ ‬,‭ ‬non finisce mai‭ …
fa girar la testa a chi amore vuole‭ ‬,
pietoso oscura‭ ‬,‭ ‬viali‭ ‬,‭ ‬cuori‭ ‬,di tramonti e primavere‭ ;
in sussulti tremolanti e opache sensazioni‭ ‬.

Non ha uscita questo inferno‭ !
Né‭  ‬quesiti di risposte chiare‭ ‬,
di sogni i desideri‭ ‬,di albe e chiari di luna‭ ;
lì dove si è perso l’ennesimo destino‭ ‬.

Ti cerco donna‭ ‬,‭ ‬dove sei‭ ?
Nella selva scura mi vado a coricare‭ ‬,
tra le piante ove io respiro‭ ;
tra i sogni della morbosa fantasia‭ ‬.

Da tempo non trovo l’uscio ,è chiuso‭ !
Lascio le mie orme per essere trovato‭ ‬,
da una fanciulla triste anch’essa sola...
come me innamorata dell’amore‭ ‬.

Tu la deliziosa dea dai afrodisiaci frutti
incipri‭  ‬lo specchio e batti le tue mani‭ ‬,
vetrini ombre col sorriso nell’amplesso della passione‭ 
innesti‭ ‬,‭ ‬la mia luce sulla tua carne rosa‭  ‬.

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore.

E continuai a scrivere poesia poco apprezzate dall'ignoranza elogiate  dall'intellighenzia ; scrissi poemi e lodi al Signore ove forse in me c'è del credo , quello che nel silenzio tace , nella mente loda ; scrissi l'elogio al mio maestro spirituale (( Dante Alighieri ))  elogio che si mutò in versi ,in una SCALA NATURALE OVE GLI DEDICAI I TANTI POEMI -

Ma la mia mente non ebbe sosta ,dopo la genealogia mi appassionai ai fiori e curai la natura ,il frutto che Eva raccolse dalla sua pianta preferita - l'amore ! 
Presto mi misi a raccontare storie , narrativa ed ebbi l'ispirazione dalla famelica donna ;il desiderio era tanto , al tal punto che ne sentivo il suo odore -

NON TROVAVO L'AMORE CHE VOLEVO , la mia furia si adagiava su spiagge senza neve e ad ogni fiore gli dedicai poesia ,ma nulla valse il buio si faceva fitto e le orchidee si oscurarono ,il solo sesso trionfava ,ingordo divenne nausea ; mi illusi per aver trovato il paradiso ove per  giorni interi viaggiai nell'infinito per poi trovarmi nell'inferno spento senza una briciola di senso tra le mani -

Si, avevo provato l'amore ,non trovato l'amore, provato ! Che è diverso e fu allora che in me trionfò la poesia - Si la donna tutto da ,tutto toglie , ella la fonte unica della ispirazione -
Passò quel tempo e fu violento a tal punto che non mi resi conto , arrivarono gli anni giganti per ragionare e tirare le tante somme -

Ricordo un detto di mio padre : la miseria vuole il suo sfogo !
Ed io ero misero ,povero nell'anima forse cercavo un qualcosa che non esiste ,cercavo l'abbraccio dalla vita e mi ributtai nella genealogia ove continuai per altri anni la mia passione -


Ma come ogni cosa va curata coltivata come si coltiva l'amore ,ed io crebbi culturalmente ,me ne accorsi tra le tante poesie che scrivevo e piccoli racconti ,fino a che fui contattato da una rivista mensile Americana ove la stessa redattrice di new York e mi chiese di pubblicare sulla sua rivista le mie poesie , visto che le sue pagini erano rivolte per la maggior parte a gli itali Americani -

Ma come si sa la strada del successo è lunga e se non c'è qualcuno che ti aiuta il nulla resta tra le righe ,forse col tempo qualcosa si farà avanti per le mille storie su i miei blog e le numerose poesie ,forse! Forse qualcuno si accorgerà di me , del mio talento ove posso finalmente sfogare il mio valore -

Ma poi, cosa importa l'ambizione del essere o non essere è relativo ove quello che conta è di essere felice comunque  e realizzare la bellezza che si ha dentro ,con passione scrivere ;ma.io non mi arrendo : ho sempre portato a termine i miei obiettivi ,quelli che con tenacia e passione ho espletato e soddisfatto le mie aspettative -

L'essere Poeta vuol dire avere dentro la storia ,la filosofia , la sinfonia dell'amore e con tanta grinta affrontare le migliaia difficoltà e critiche ;a volte rileggendo alcune mie poesie mi faccio domande ,mi chiedo come ho fatto ad esprimere quella sentita ispirazione ? Si , credo che la risposta ce l'hò ed è nel mio animo ove sento la voce del mio essere umile innamorato dell'amore -

Gli anni passano ed io cammino  su strade sdrucciole ove i miei percorsi  sono fatti di attimi ,incontro le tante storie ,la vita mi sorride lavoro nel pubblico impego e aiuto mia moglie nel suo laboratorio ,curo il mio giardino i miei fiori , i miei figli , curo quello che granello dopo granello metto assieme per arrivare ,dove ancora oggi non lo so -

Il mio obiettivo principale è che questo mio romanzo si realizzi in un scenario cinematografico ove il Giovannino detta le sue storie , le sue avventure ,chissà! 

L'Assordante Silenzio‭ ‬.

E sono ancora qui con i miei inutili plausi‭ 
qui,‭ ‬a fermare il tempo in versi di poesia‭ 
ove la mia fredda indifferenza s'affanna‭ ‬...
si perde nei torpori dei perdoni‭ ‬.

Grazie a te sono infelice‭ 
l'uomo perso tra i rovi antichi‭ 
s'affama di ragione di inutile piaceri‭ …
di scene già viste in film tetri.

L'assordante silenzio mi fa compagnia‭ ‬:
del tuo male mi da il meglio‭  …
mi fa pensare al nostro tempo malato‭ 
quando eri più giovane ed eri la pupilla della luna.

Si eri lo sei ancora‭  ‬la più bella del mio inferno vagabondo‭ 
nel silenzio tuonato ti ho pensata‭ ‬:
batti l'ali mie e sei farfalla‭ …
forse ho ragione di credere che tra noi c'è ancora fremito‭ ‬.

Che io possa cadere libero nella tua trappola donna‭ 
restare nell'attesa assordante di un tuo urlo‭ 
ove descrivo l'amore‭ !
Il tuo bacio‭ ‬,la paura‭ ‬.‭ 

Giovanni Maffeo‭ ‬-Poetanarratore‭ ‬.‭ 

Una parentesi sulle guerre che ancora oggi fanno migliaia di vittime senza una ragione logica ove l'odio è la realtà degli umani :

I,ROZZI ,QUELLI CHE AL POSTO DEL CUORE HANNO LA VIGLIACCHERIA , AL POSTO DEL CERVELLO HANNO GLI SCREMENTI DEI TORI NON CONOSCONO PIETA' PER I BAMBINI ,USURPATORI DI UN NULLA NON HANNO UNA COSCIENZA -

La strage degli innocenti‭ ‬.

‭( ‬Quando gli occhi non vedono l'innocenza muore‭ )

BASTA‭ !
E‭' ‬diventata un incubo l'Ineludibile vita‭ 
la fatica per volare‭ ‬,il fiorire l'ardire‭ ;
oh donna in tuo onore proverò a cantare‭ ‬,
nell'azzurro del cielo sul trono del sole‭ ‬.

Lì tra la pietà degli angeli c'è il grembo delle nuvole‭ 
nelle infuriate acque ove si crucciano i sentimenti‭ ‬,
schiumano le eteree ombre e verdi isole‭ ‬...
i fiori più dolci ove alloggia il vivido fato‭ ‬.

Ascolto la vergogna dalla platea dei burattini‭ 
il cui volto patisce nella oscura nebbia‭ ‬,
tra le stelle di ghiaccio le stragi degli innocenti‭ ‬...
le volgari vergogne con cui vengono messi in croce‭ ‬.

Basta! Vattene ozio‭ ‬,stupro inenarrabile e vile
gogna dell'abuso perpetrato sulle giovani anime‭ ‬,
alla bellezza velata ove c'è il silenzio del bacio‭ 
nei sussurri taciti il servaggio del dolente grido‭ ‬.

Basta‭ !‬Dio ci sei‭ ‬,‭ ‬aiutaci‭ ‬,aiuta salva la giovinezza‭ 
metti fine a questa strage di bimbi innocenti‭ ‬,
a questi miseri vigliacchi che l'inferno li accolga‭ ;
sono la piaga sociale la miscela esplosiva‭ ‬.

Sono gli ingordi di potere la radice ove regna l'assoluto‭ 
ove il paradosso crea il delirio‭  ‬di onnipotenza‭ …
ove il male subdolo si insinua silenzioso‭ 
la presuntuosa onniscienza è‭  ‬senza il nessun pari‭ ‬.

Dannati‭ ‬,figli del castigo gramaglie nere‭  ‬per gesti impuri‭ 
siete lutto indelebile del funereo dolore‭ ‬...
mercenari avidi costernati da false attribuzioni‭ ‬,
privi di sentimento uccidono l'amore‭ ‬.

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

Le due guerre mondiali del XX secolo si svolsero su ogni continente della Terra, salvo l'Antartide, con i principali combattimenti localizzati in Europa e Asia e coinvolsero più nazioni e più soldati di ogni altro conflitto precedente; furono anche le prime a essere combattute su terra, in mare e nell'aria con una immensa mobilitazione delle risorse industriali e scientifiche. Furono anche i primi conflitti in cui venne applicata la dottrina della guerra totale, con drammatici effetti sulle nazioni partecipanti.

Le guerre mondiali furono rese possibili, inoltre, dalla combinazione fra i nuovi rapidi mezzi di comunicazione (come il telegrafo e la radio) e le nuove tecnologie dei trasporti (automobile, aeroplano ecc.). Ciò permise una più veloce e precisa coordinazione delle azioni militari su vaste aree e rese possibile il trasporto di truppe su scala globale.

Molte delle nazioni che combatterono nella prima guerra mondiale rimasero coinvolte anche nella seconda, sebbene non sempre negli stessi schieramenti. La seconda la si può definire come una diretta conseguenza della prima che per molti aspetti rimase incompiuta, vista la precoce resa degli Imperi Centrali e il successivo diktat imposto dalle nazioni vincitrici alle sconfitte. La Grande guerra ebbe inoltre profonde conseguenze sociali ed economiche sia nei paesi vinti che in quelli vincitori: l'esempio più immediato è quello di Italia e Germania, dove i risentimenti e i disagi post-bellici andarono a costituire terreno fertile per le ideologie estreme dei regimi totalitari fascisti e nazisti.

Le guerre mondiali furono tra le guerre più sconvolgenti, insieme a quelle napoleoniche e mongole, nella storia dell'umanità. Soprattutto la seconda guerra mondiale, ricordata anche per la Shoah (che propriamente non è da considerare un atto di guerra in quanto la maggior parte delle vittime non la combatterono da soldati ma la subirono da civili), ebbe conseguenze disastrose per la popolazione civile che costituì la metà delle vittime, ben il 48% (contro il 5% della prima) e rase al suolo intere città.

Entrambe le guerre mondiali del XX secolo portarono ad un numero di vittime e ad un livello di distruzione senza precedenti nella storia: il numero di morti nei due conflitti è stato stimato fra i 60 e i 100 milioni. Contrariamente ai precedenti eventi bellici, la popolazione civile fu coinvolta quanto, se non peggio, gli stessi soldati, e la distinzione tra combattenti e civili scomparve in parecchi casi.

Le guerre mondiali hanno avuto un profondo effetto sulla storia mondiale dell'ultimo secolo. I vecchi imperi europei collassarono o furono smantellati come diretta conseguenza dei conflitti e in alcuni casi delle stesse sconfitte subite sul campo di battaglia. L'attuale sistema di sicurezza, economia e politica internazionale nacque proprio nei due dopoguerra.

Istituzioni come la NATO, l'ONU e l'Unione europea furono stabilite per gestire in modo migliore gli affari internazionali, con l'esplicito scopo di prevenire lo scoppio di un altro devastante conflitto. Le due guerre ebbero anche un profondo impatto nella vita di tutti i giorni: tecnologie sviluppate durante i periodi di guerra rivoluzionarono la vita in tempo di pace.

Sin dal termine della seconda guerra mondiale nell'agosto 1945, con lo sgancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, c'è stata la paura diffusa e prolungata di una possibile terza guerra mondiale combattuta tra le due superpotenze dotate di armi nucleari, ovvero gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. Il fatto che ciò non si sia verificato è stato attribuito da molti alla devastante natura di una possibile guerra nucleare, che non solo non lascerebbe né vincitori né vinti, ma porterebbe anche al collasso della civiltà, fino anche alla totale distruzione del genere umano.

E ALLORA !!!

CERVELLI ROZZI SMETTETELA !!!
NO COMMENT VI LASCIO SOLO QUESTA MIA POESIA 

IL GRILLO PARLANTE -

IL GRILLO PARLANTE‭ ‬.
POEMETTO INCAZZATO‭ 

Che strano questo tempo i morti cadono a grappoli‭ 
anche i grilli parlano‭ ‬...
dai boschi vengono allo scoperto‭ 
si mostrano alla luce come se fossero dei messaggeri‭ ‬.

Ma sono io il grillo il pappagallo che parla‭ !
Voglio buttare fuori quello che ho dentro‭ ‬:
voglio gridare al mondo che la GUERRA‭  ‬è finita‭;
che questo bordello fu già babilonia‭ ‬.

Il ricco si arriccha‭ ‬,il povero è pezzente‭ 
il truffatore sbarca il lunario‭ 
la megera gioca a fare l'indovina‭ ‬,
l'oratore espande fumo e l'inganno cresce‭ ‬.

BASTA‭ ! ‬Voglio uscire da questo manicomio‭ 
da questa vergogna di una gogna senza pari‭ ‬,
non voglio morire senza avere prima visto il cielo‭ ;
di avere giocato con un bimbo a palla‭ ‬.

Questa corsa all'oro ci porta alla disperazione‭ 
ci ruba l'anima l'amore‭ ‬,‭ ‬la gloria‭ ‬...
valori conosciuti un tempo ad oggi spenti‭ ‬,
divenuti merce di scambio per sopravvivere‭ ‬.

Fermatevi‭ ‬,‭ ‬fermiamoci‭ ‬,‭ ‬fermiamoli‭ ‬...
la gara è finita non c'è più trippa per gatti‭ ‬,
non voglio la lotta tra poveri la fame la carestia‭ ;
la guerriglia urbana‭ ‬,‭ ‬la fine della invocazione‭ ‬.

FERMATEVI‭ !!!
Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.

E oggi anni 2024 cosa vogliono fare ??? Fare altre guerre ,per cosa ,per quale scopo ,forse per denaro ,o forse per giocare con le armi per dimostrare chi è più forte ?Ma nemmeno i bambini nelle loro giochi delle battaglie navali si dimostrano violenti o bestie da soma -

CREDO CHE I POPOLI DI TUTTO IL MONDO  DEBBANO  REAGIRE IN UN GRANDE CORO  
  URLARE : BASTA !!!


LE EMOZIONI DUNQUE NON FINISCONO MAI !


Le Emozioni Non mi Saziano Mai

Legato ad un estremo mi slego da ogni nodo
a ogni fune lego la misteriosa fata ,
ella è lamentosa è sventurata ,è permalosa ...
mi concede il suo strazio e si opprime il destino .

Sa d'essere bella e si specchia nella mia condanna
ove le sue essenze profumano di cenere bianca ,
è alacre la sua vivace poesia ,mi fa sognare!
Afona vibrazioni e strozza la sua voce roca .

Sei tu l'amata e mi scateni addosso le scintille !
Mi sublimi mi ammanti nei trasgressivi spasmi canti;
di baci e coccole i roventi lemmi ...
tra le zolle aride riponi l'amaro delle erbe .

Le emozioni non mi bastano mai ,ne sono ingordo !
Perdono lo spirito vinto ,l’ardore del piacere …
dammi il tuo sonno oh candida nuvola
fa che io possa avere il tuo rifugio senza pudore .

Non ti accorgi che sono solo emozioni ...
è cibo franco per non perdere la coscienza ,
è alimento sano per un cuore debole ;
il sorriso di un attimo per gridare aiuto .

Ma le emozioni non mi saziano mai ,non più
tu la lucciola sul grano sei farfalla e voli ,
fai la gatta dell'estate ,la coccinella rosa ;
sei la fonte inesauribile della mia avventura.

Giovanni Maffeo – Poetanarratore .

Ed era un continuo progredire .la mia cultura si faceva poesia ed ebbi meriti e onori ,ebbi il mio sorriso perso al tempo della fame ,ebbi la gioia ,l'amore ,le mille emozioni vennero con me a braccetto per le tante avventure ;ebbi l'onore di salire sul podio d'onore e fui chiamato maestro ,forse dopo i tanti percorsi quel merito fu il dono - Erano gli anni duemila e a quel tempo lavoravo nel pubblico impiego ,fu una esperienza buona e anche lì tra i professori rubai la cultura ,per alcuni anni feci il doppio lavoro : nella scuola al mattino ,in laboratorio al pomeriggio con mia moglie ad aiutarla nel lavaggio a secco - Non ebbi respiro! TROPPI IMPEGNI - cerano i figli i due maschi e la femmina da seguire e anche lì le diverse attenzioni di padre ; insomma tutto ebbe un seguito positivo nonostante i mille impegni e i tanti debiti la mia vita scorreva sempre accanito a curare i miei fiori , le mie piante ,poi a raccogliere i frutti ,quel desiderio di avere un frutto già marcato nel mio tempo bambino ,quand'ìo nelle terre coltivate da mio padre ne avevo gustato il succo - Cambiai diverse abitazioni nella grande bergamasca ,erano le prime periferie di Bergamo ove aprivamo i negozi ,i laboratori di lavasecco dopo avviati commercialmente per ragioni di spostamenti di abitazione vendevamo l'attività per aprirla di nuovo vicina all'altra casa ,tra i tanti traslochi ,le tante imprese ne ebbi a sufficienza fino a che i ragazzi divennero grandi e uno alla volta si casarono - Intanto Francesco ogni tanto lo sentivo ,non spesso ma sempre attivo con la nostra ricerca genealogica sul nostro casato Maffei - facevamo progetti per la composizione del libro , ci proponevamo di pubblicarlo , di rappresentarlo nelle tante sedi comunali dei diversi luoghi d'Italia e farne emblema di una grande memoria ove eravamo gli unici della famiglia de Maffeo ad avere raggiunto un percorso nobile e importante - Ma anche qui a quei tempi passarono anni si camminava su strade parallele e non si finiva mai di raccogliere notizie e tutto si accumulava al tal punto che non sapevo più dove archiviare i numerosi documenti ;mi fermai e portai avanti la poesia e detti tutto il materiale a Francesco ove lui felice di averlo lo prese con gioia - Mi fermai ! Forse ero stanco di andare tra archivi di stato e biblioteche su e giù per l'Italia per il troppo impegno creatomi ,e dopo aver raggiunto quello che per me era essenziale mi fermai ,sospesi la ricerca credendo di non continuare più e che lo stesso Francesco avrebbe col tempo concluso qualcosa - Non finì nulla ,anzi dopo qualche anno tutto ricominciò come prima e ci proponemmo di fare il libro dal titolo - STORIA DI UN CASATO - dal dire al fare anche qui passò tantissimo tempo e la mia vita scorreva come un fiume ,tra poesia e genealogia ,tra lavoro e fatica nella furia del tempo che faceva volare via la mia giovinezza -


PARLA NEL BUIO IL SILENZIO‭ ‬. In questo mondo perverso ove viaggiano i buoni‭ i tanti maligni‭ ‬,i crudeli‭ ‬,i baldi paladini‭ ‬... il buio si illumina‭ ‬,nel freddo languore si oscura‭; c'è l'amico debole‭ ‬,l'amata tormentosa‭ ‬,‭ ‬c'è la vita‭ ‬. E malgrado i miei anni i tuoi incanti sono i miei desideri: sono occhi di fuoco come ceri brillano sull'altare‭ ‬, fissano il buio nel vederti tra i riflessi dei lumini‭; con l'odore del‭ ‬incenso si miscela al tuo profumo‭ ‬. Parla il buio al silenzio‭ ‬,i miei baci mordi‭ ! Col sorriso beffardo colori la mia sera‭ ; parla alla notte‭ ‬,di eterne promesse e assurde fantasie‭ alle carnose labbra ove lo sguardo seduce il cuore‭ ‬. Ma‭ ‬,‭ ‬io non ho l'amore‭ ! Ho la furia che si adagia su spiagge senza neve‭ ‬, lì‭ ‬,‭ ‬ad ogni fiore gli dedico la mia poesia‭ ; lascio all'inferno spento l'indolente buio. Nulla‭ !‬Nemmeno l'azzurro volle il mio oblio‭ ‬, il solo sesso trionfava‭ ‬,ora sognante‭ ‬,ora crudele‭; mi illusi di avere trovato il paradiso‭ ‬, viaggiai tra gli orizzonti ove eri tu l'infinito‭ ‬. E dallo spietato inverno nacque un fiore‭ ! Fu dolce il vezzoso sogno‭ ‬,lontana la tua luce‭; senza dite te ero una briciola di senso tra le mani‭ tu la perla rara‭ !‬La fonte unica della mia ispirazione. Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

Arrivarono gli anni duemila ed io incredulo del passare del tempo non mi accorsi che la mia età avanzava ,la troppa irruenza del fare aveva in me distrutto ogni quiete ,capii che bisognava fermarsi , quantomeno rallentare i ritmi della mia furia ove erano tanti gli impegni : la scuola ove lavoravo .il laboratorio di mia moglie ove aiutavo ,la genealogia da seguire ,in più una storia amorosa da soddisfare ,mi serviva IL SILENZIO ! L’assordante mio silenzio‭ ‬. Mi rifugio nell’io penso‭ ai bordi di un ruscello,‭ ‬accanto ad un olivo,‭ mi‭ ‬ingioiello di pensieri‭ ‬,‭ ‬tra i fiori‭ ‬,la natura‭ ; sfoggio,‭ ‬le più belle melodie per te le albe sulla neve‭ ‬.‭ E mi bagno di vita‭ ! Nell’anima concerto la migliore musica,‭ aborro sfoghi di creduli effluvi‭ ‬... sogno l‘impossibile che mai mi sarà dato.‭ Sei tu la bronzea musa l'oasi sempre desiderata‭ inghiotti segreti permalosi‭ ‬:‭ ‬gli infelici lembi‭ ‬, tu‭ ‬,‭ ‬non fermerai il tempo‭ ‬,‭ ‬sarà muta la mia voce‭ ; persa‭ ‬,‭ ‬fluttuerai nel mio sonno tormentato‭ ‬. In te c’è energia‭ ‬,gioia‭ ‬,di pietà‭ ‬,figuri‭ ‬,‭ ‬l’ombra mia‭ ‬... lo sciocco vezzo‭ ‬,‭ ‬l'unica forza del seme umano‭ ‬, la furia passionale che ci unisce nell’amore‭ ‬, nel tragitto della vita ove esiste l'assoluto‭ ‬.‭ L’assordante silenzio ruggisce bramoso‭ sibila al vento d’estate rive sabbiose‭ ‬... tu il respiro dell'Alba mia liberi suoni‭ ‬, sollevi la soglia marmorea della mia malia‭ ‬.‭ Non fare rumore nel silenzio,‭ ‬non farlo‭! Ovunque sei e andrai t’assorderai col mio cuore‭ ‬, ove trionfi tra le grida del pianto‭ ‬... pensandomi‭ ‬,‭ ‬capirai‭ ‬,‭ ‬se vivere o morire.‭ Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬. Ma mi assordavo da solo nel marasma della mia mente e volli ridurre i miei ritmi ,come detto riversai su Francesco la continuità della ricerca e per qualche anno mi fermai .

Si diffusero le mie poesie nell'etere di internet ove le tante nullità fanno a gare per avere una attenzione ,una briciola di notorietà ove la presunzione abbonda sulla bocca degli illusi ,qui è spietata l'indifferenza ove l'invidia lotta con l'incoscienza senza produrre risultati - Ma che dire : io ci provo a farmi conoscere in questo marasma di fantasmi ,di avvoltoi senza ali e cuore ,faccio la preda ,l'esca per una convinzione ove la mia passione è più forte del pensiero e narra quello che ho dentro ,narra la vita , i giorni degli umani , i tempi delle diverse epoche e le tante stragi - Come accennato in precedenza i raduni tra poeti negli anni duemila erano frequenti ,ne organizzai diversi a casa mia , nella mia villetta ,qui il grande giardino e la mia passione dei fiori ove potevo disporre dello spazio e cantare poesia -Quel giorno di quel tempo trionfante feci dare notizia perfino dal giornale locale - L'ECO DI BERGAMO - ove veniva annunciato l'evento ; comperai i tanti giornali che su di essi c'era l'annuncio e con un grande rinfresco ospitai i tanti poeti e poetesse - Fu una bella festa ,si ballò , si declamarono le tante poesie e furono tanti gli incontri e gli appuntamenti ove ognuno conobbe la sua anima gemella ;soddisfatto del risultato mi feci onore e mi detti un tono da grande autore ,da poeta vissuto , da artista ,ma erano i primi approcci con la poesia avevo ancora tanto da imparare e in quella occasione conobbi Maurizio Sclavi ,di origine toscana - Era un buon uomo ,al quanto timido molto riservato ,molto bravo a scrivere poesie ,lui era il dirigente di una notevole industria - LA TENARIS DALMINE - ci frequentammo per diversi anni e mi insegnò molte cose ,tra le quali il comportamento artistico e le sue diverse forme ;Maurizio fu un grande uomo e amico ,dopo un pò di anni venne a mancare dopo aver passato anni di dolore nel suo travaglio amoroso ove morì da solo abbandonato dal mondo ,un grande poeta ,un grande amico - La festa finì dei a tutti il giornale per avere il ricordo ,per aver passato il giorno felice promettendoci di farne altri di incontri ,infatti non passò tempo che organizzammo per andare a Roma ,la capitale d'Italia ,lì eravamo moltissimi - All'incontro andai in macchina con altre due amiche di cui una era molto legata a me ,si, succedeva che in quei incontri ci scappava l'amante o la semplice avventura - Dimmi quale inferno vuoi‭ ‬. Camminando lungo le strade del tempo‭ ho incontrato la vita‭ ‬,‭ ‬ho incontrato un pastore‭ ‬, col suo gregge pascola le sue vaghe fantasie‭ ; egli senza meta‭ ‬si dirige nel regno del declino‭ ‬. Il quel tempo per lui malato l’amarezza gli trasmise la paura gli trasmise la speranza del lodevole canto‭ ‬-‭ ‬la poesia‭ ‬- come un giocoliere nel circo oggi giostra i suoi cavalli‭ ‬, come chi smarrito ha perduto il sonno‭ ‬. Ho incontrato un amore‭ ! Affievolito si permise di appassire‭ ; breve fu il suo esteso‭ ‬,la nostra storia derise‭ ‬... ad accogliere con se l’amato‭ ‬,‭ ‬quello da tempo attese‭ ‬. Oh tu bocca che parli,‭ ‬favelli gli eccelsi raggi‭! Tu che sussurri nell’oscurità feconda duoli il pianto‭ ‬... sei maschera di marmo annerisci di livore il suo mento la pietà dell'essere donna‭ ‬,‭ ‬specie rara enigma delle vergini‭ ‬. Dimmi quale inferno vuoi‭? Quale sembianze vuoi mostrare a chi ti dette amore‭ ? Quando mi vedrai morire sarà fine nei silenzi‭ ; per te un corpo è come il rame‭ ‬... E vorrei avere occhi di falco volteggiare nell‘eterno spazio come i gabbiani sul mare emigrare sulla terra dell'amore‭ ‬, offrirti l‭’ ‬aquila reale il rapace falco‭ ‬... varcare con te le pianure della noia. Vorrei offrirti i frutti della consolazione‭ con spensieratezza tra‭ ‬gli scogli‭ ‬,‭ ‬sul mare‭ … tra la solitudine della gelosia‭ ‬... tra nebbie e le tempeste raggiungerti ove la terra frana. Ma tu dimmelo‭ ! ‬Quale inferno vuoi‭? Quale fantasma ti può fare compagnia‭ ‬... si fa avaro il tuo oro‭ ‬,il meriggio tempestoso dei vulcani‭ ‬, lì ti porti nel mio vortice passionale ove abbracci l'infinito‭ ‬. Dimmelo non esitare non farmi ansimare‭ ! Tu l'uragano senza vento‭ ‬,‭ ‬il ciglio di un occhio languido‭ ‬, la bufera imprigioni‭ ‬,‭ ‬sei la tempesta della sera‭ ; il mattino quando mi sveglio dopo il sogno‭ ‬. E dall’estremo limite guardo la mia terra‭ ! Nella vena della fonte sospiri attingo‭ ‬, al cadere di una lacrima mi lascio gemere‭ ‬... mi acceco con fiamme di candele. Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬. Qui un piccolo tratto della sua frequentazione : Avida la sigaretta mi brucia tra le dita,‭ ‬penso e ripenso a un malinconico vissuto,‭ ‬ripenso alla gioia,‭ ‬tramutatasi in follia,‭ ‬in odio e poi sciagura. E mi chiedo spesso:‭ ‬quale inferno vuoi,‭ ‬o quale inferno voleva‭ ? Per motivi di riservatezza non cito il personaggio dove ho attinto la storia‭ ‬,‭ ‬quindi anche se pur vera,‭ ‬viene da me elaborata e narrata in prima persona‭ ‬,‭ ‬ma gli ne do un altro‭ ‬,la chiamo Beatrice‭ ‬,come la musa di Dante‭ ‬: Si,‭ ‬era una donna matura‭ ‬,una donna sposata con due figli‭ ‬,io lo stesso‭ ‬,e fu il destino a farci incontrare,‭ ‬destino crudo a cui credo poco,‭ ‬perché si cerca quello che si vuole e si desidera e ottiene.‭ Così tra i corridoi della memoria lei resta ancora viva nella mente del suo amato: ‭“‬Ricordati di me‭”‬,‭ ‬mi disse in una sua poesia,‭ ‬ed io mi sono ricordato,‭ ‬da allora molte cose son cambiate e ho capito la sua infausta vita‭ ‬,ove era è credo molto insoddisfatta‭ ‬. Capitò tutto in una giornata invernale‭ ‬,mi collegai ad internet,‭ ‬a un social network con l’intento di scrivere qualcosa e postare la mia poesia,‭ ‬naturalmente dal contenuto amoroso e molto loquaci. Poetica da me preferita che sempre più mi ispirava e mi interessava che fosse diretta a un pubblico femminile. Ne scrissi una molto bella a quel tempo,‭ ‬e questa mia attirò la sua attenzione,‭ ‬l‘attenzione di Beatrice,‭ ‬mi disse:‭ ‬mi piace,‭ ‬molto bella,‭ ‬mi fece complimenti e da subito cominciammo a chattare a dirci di noi. Tra le sue parole leggevo tristezza. Ma allo stesso tempo erano altezzose. Infatti già da allora notai la sua supremazia,‭ ‬era la donna dominante,‭ ‬che spiccava i suoi voleri nascondendo la sua vera natura‭ ‬. Parlammo e ne riparlammo. Di tutto un po‭’‬:‭ ‬ogni sera in chat tiravamo fino a tarda notte a scriverci‭ ‬,a dire di noi‭ ‬,‭ ‬a volte fino all’alba senza renderci conto come il tempo passasse veloce. Era anche un modo di corteggiarsi‭ ‬,di capirsi‭ ‬,di capire cosa veramente volessimo‭ ‬,a volte ci dicevamo banalità,‭ ‬a volte con dei fraintesi ci pizzicavamo‭ ‬,‭ ‬animando la conversazione‭ ‬,‭ ‬poi in chat era logico accavallare le frasi e trascendere in discussioni‭ ‬,‭ ‬nascevano sproloqui e malintesi‭ ‬. Presi in mano la situazione e dopo alcuni giorni di soli messaggi,‭ ‬gli chiesi il suo numero di cellulare‭ ‬,io gli diedi il mio e dopo non molto tempo ci sentimmo. La sua era una voce alquanto dolce e sensuale‭ ‬,mi piacque da subito‭ ‬,così fu per lei‭ ‬,nel seguito la sera alla chat divenne più armonioso il dialogo e si incominciò a parlare di cose più intime le cui parole stuzzicavano gli ormoni davano fuoco alle fiamme‭ ‬. Il desiderio aumentava e dopo aver ricevuto una sua foto mi diede conferma che era una bella donna‭ ‬,che dai suoi occhi si notava una mancanza di piacere‭ ‬,‭ ‬un desiderio che voleva esplodere e amare alla follia‭ ‬,‭ ‬una fiamma ch'è s'era spenta‭ ‬,‭ ‬un fiore appassito da annaffiare con cura per darle vita‭ ‬,come se non avesse fatto sesso chissà da quanto tempo. Per me era lo stesso e capii che quello che cercavamo fu proprio sesso‭ ‬,naturalmente con partecipazione del piacersi altrimenti non c’era scopo‭ ‬.‭ ‬Mi scrisse cose idilliache da farmi accapponare la pelle‭ ‬,‭ ‬poesie coinvolgenti‭ ‬,stati d’animo irruenti,‭ ‬di tutto‭ ‬,persino mi mando una sua foto intima‭ ‬,nuda quanto era il suo bisogno carnale ove ella sfruttata da piaceri insulsi lamentava il disgusto praticato dal suo uomo superficiale e egoista. Ed io,‭ ‬affamato come ero alla sola parola sensuale mi eccitavo‭ ‬,lei anche e con riservatezza me lo diceva‭ ‬.Era una donna eccentrica‭ ‬,‭ ‬madre e donna padrona‭ ‬,un po‭’ ‬regina di se stessa‭ ‬,aveva quarantasette anni‭ ‬,capelli biondi a caschetto‭ ‬,un corpo pieno con dei seni preponderanti e sodi‭ ‬,un po‭’ ‬amazzone se vogliamo‭ ‬,era il mio tipo e dovevo a tutti i costi soddisfarla‭ ‬,soddisfare la sua e mia voglia‭ ‬.‭ Continuammo la conversazione in chat per diverso tempo‭ ‬e la cosa prometteva bene‭ ‬: Beatrice‭ ‬:‭ ‬ma dove sei‭ ? ‬Mi chiedeva‭ ‬,ti sto rincorrendo‭ ‬,fermati mi disse‭ ! ‬Sei veloce apri e chiudi la chat‭ ‬,lascia aperto‭ ‬,non fuggire‭ ‬. Io gli spigavo il motivo per cui non mi soffermavo tanto in chat‭ ‬,‭ ‬ritenevo che non era un luogo per due come noi e che consideravo quello come un inutile perdita di tempo e che forse per lei no‭ ‬,ma per me lo era‭ ‬. Era anche luogo di discussione e non mancavano le liti le discussioni virtuali‭ ‬,da qui mi riprendeva dicendo‭ ‬:‭ ‬ma è una donna che abita vicino a te‭ ? ‬Risposi di si e che era solo una amica di vicinato e che non doveva essere contrariata se l’avevo come amica‭ ‬.‭ ‬Di questo succede su i social‭ ‬,‭ ‬l’invidia‭ ‬,la gelosia umana a volte fa trascendere‭ ‬. Era l’inizio di una bella storia‭ ‬,era il tempo in cui io potevo muovermi a piacimento‭ ‬,‭ ‬potevo prendermi il pomeriggio libero e con una scusa andavo via‭ ‬. Ma per un attimo torno indietro nel racconto‭ ‬:‭ ‬dopo mesi di chat e telefonate e di messaggi e di e mail pianificavamo l’incontro‭ ‬,anche perché come detto lei‭ ‬,‭ ‬la Beatrice‭ ‬,‭ ‬era sposata‭ ‬,quindi bisognava che tutto andasse al meglio‭ ‬.‭ Dopo diversi messaggi ove l’irruenza amorosa era al limite gli diedi una data e lei acconsenti stabilendo il punto d’incontro. Una cittadina non molto lontano da Milano,‭ ‬io naturalmente non ci ero mai stato e per me era come se dovessi andare chissà dove,‭ ‬mi feci spiegare il tragitto e decisi di andarci. Fu di lunedì pomeriggio al parcheggio di un super mercato alle ore quindici‭ ‬,mi preparai prima della partenza,‭ ‬mi profumai per bene con delle essenze di un buon profumo e partii al quanto presto‭ ‬,anche perché non sapevo il tragitto e avevo paura di perdermi ,non usavo il navigatore,‭ ‬l’arnese che indica in automatico il tragitto,‭ ‬ma seguivo prudentemente la segnaletica stradale,‭ ‬con santa pazienza e tanta emozione,‭ ‬non stavo nella pelle. Tutto in me tremava come se dovessi cadere a terra da un momento all’altro‭ ‬,‭ ‬come se fosse il primo appuntamento,‭ ‬dei tempi adolescenziali.‭ ‬Ero eccitato al pensiero di incontrarla e farla mia‭ ‬,al pensiero che la portassi a letto e‭ ‬darle quello che per anni lei non aveva avuto‭ ‬. Arrivai finalmente,‭ ‬uscito dal casello presi la strada che mi conduceva al super mercato,‭ ‬al posto convenuto per l’incontro,‭ ‬mi fermai ad aspettarla‭ ‬,‭ ‬mi accesi di continuo più sigarette, una dietro l’altra e per un attimo pensai che non se ne facesse nulla ,ma all’improvviso la vidi uscire dal negozio,‭ ‬la foto gli somigliava molto e piano,‭ ‬piano mi avvicinai a lei. ‭”‬Quindi sei tu la Beatrice gli esclamai stupito‭!” “Si‭ ‬,‭ ‬sono io‭” ‬.Sembrava fredda e impacciata,‭ ‬impaurita,‭ ‬non capivo‭ ‬,‭ ‬anche se io tremavo dall’emozione,‭ ‬sicuramente era lo stesso anche per lei‭ ‬. Mi chiese di portami con la macchina sul parcheggio in alto,‭ ‬lì non ci avrebbe visto nessuno‭ ‬,e così fu ,seguii lei con la sua macchina e ci trovammo in un parcheggio abbastanza appartato‭ ‬,lì eravamo soli nell'oblio del momento‭ ‬,dell'attimo fugace ove la mente stuzzicava il proibito‭ ‬,ove i sensi si scuotevano nelle vene e il sangue bolliva. Scesi tranquillo dalla macchina‭ ‬,la tremarella cominciava a calmarsi e mi avvicinai a lei come solitamente fanno gli innamorati‭ ‬,ma tra noi era cosa diversa‭ ‬,era desiderio di sesso‭ ‬,una fame arretrata che da tempo covavamo nelle viscere del desiderio,‭ ‬un bisogno carnale che doveva appagare i sensi e l’anima. La baciai subito‭ ‬e gli carezzai il viso e per un attimo lei restò ferma‭ ‬,come una statua si fermò. Era la forma espressiva che ci eravamo annunciati prima di vederci‭ ‬,‭ ‬che se uno dei due non era gradito‭ ‬,‭ ‬si doveva dire quella cosa trovando una scusa‭ ‬. Ma così non fu e per non stare li impalati ci sedemmo nella mia macchina. Era di febbraio e faceva al quanto freddo,‭ ‬però il sole splendeva ed era sopportabile la temperatura.‭ ‬In macchina abbassai i sedili ribaltabili e cominciai a baciarla‭ ‬,lei corrispose‭ ‬,ma faceva un attimo la sostenuta,‭ ‬un po‭’ ‬come quel detto:‭ ‬no,‭ ‬dai‭! ‬Gli calai i pantaloni e gli misi le dita sul suo clitoride e l’accarezzai per un po‭’ ‬di tempo facendola godere mentre la toccavo‭ ‬. Era troppa l’emozione e volli comunque penetrarla‭ ‬,gli piaceva da morire‭ ‬,e vedevo i suoi occhi non più cupi,‭ ‬ma che gli luccicavano e fremeva di piacere‭ ‬. Era radiosa‭ ‬,aveva lo sguardo felice come se avesse trovato il suo tesoro‭ ‬,la sorgente dove attingere il suo miele la sua linfa‭ ‬,il suo nettare‭ ‬.
Scrissi su uno dei tanti sassi che sovrastavano il muro che ci era vicino,‭ ‬luogo romantico,‭ ‬non descrivibile,‭ ‬il suo e il mio nome facendo il disegno del cuore come due ragazzini.
Fiero di averlo fatto la chiamai e gli lo feci vedere cosa avevo scritto,‭ ‬mi sorrise e mi disse‭ ‬:ti amo‭ ‬. Nel tempo sono andato ancora da solo a vedere quello scritto e ricalcarlo ancora per renderlo indelebile,‭ ‬ma poi ho smesso ed ora non ci vado più‭ … Capivo quanto era grande il suo amore per me però ne volevo sempre conferma,‭ ‬dimostrazione,‭ ‬come se qualcosa mi svanisse tra le mani,‭ ‬lo stesso era quando mi svegliavo,‭ ‬speravo sempre che lei non se ne fosse mai andata da me,‭ ‬dal mio amore che diventava sempre più forte a volte possessivo o geloso ,mai avevo provato quello che mi succedeva con lei‭…‬.‭ ‬mai‭! Quel pomeriggio la riportai al posto dove lei aveva lasciato la sua auto e ci salutammo promettendoci che una volta avrei fatto un incontro di poeti‭ ‬,‭ ‬visto che il posto era grande potevo farlo. Mi disse subito di si,‭ ‬e cominciò a parlarmi di quella famosa antologia che ho menzionato all’inizio del racconto. Da qui poi parlerò della casa editrice‭ ‬,e di dove siamo andati per contrattare e firmare gli accordi per il nostro primo libro di poesie‭ ‬. Capitolo‭ ‬4 La nostra storia era al culmine d’ogni sentimento e ardeva nella voragine del diluvio,‭ ‬spesso ricevevo sue notizie per e mail e spesso mi inviava testi di poesia,‭ ‬come questo: Ti devo dire questa cosa di me. Ieri hai aperto una scatola dove c'è qualcosa che non sapevo di avere. Devi sapere che sei il mio secondo uomo,‭ ‬dopo mio marito. E‭' ‬che ho vissuto assopita per tanto di quel tempo. Sapevo che tu,‭ ‬anche in chat riuscivi a scoprire in me una parte dei miei sensi che non sapevo esistessero. E ieri‭ ‬,ne è stata la prova. Ieri notte mi sono toccata come tu hai fatto,‭ ‬ma non succede nulla.‭ ‬Se non sei tu,‭ ‬non succede nulla. Sei tu,‭ ‬che riesci ad aprirmi. Io sono terribilmente imbranata,‭ ‬nel sesso.‭ ‬Dovrai farmi da mentore anche in quello..... Ma,‭ ‬mi hai portata ad un punto che non pensavo poter raggiungere. Cercherò di fare in modo di vederci domani,‭ ‬se non nevica,‭ ‬se il lavoro lo permette,‭ ‬se mi libero di mia sorella se se se‭ ‬..‭ ‬ma lunedì,‭ ‬sarò tutta tua. Mi è venuta la pelle d'oca al pensiero di me e te soli‭ ‬,‭ ‬portami su alture di paradiso. La tua cucciola‭! Ti sento adesso. Ancora tu nella memoria mentre mi graffi il cuore nascosta nell'ombra della notte mi doni l'infinito ripetersi di speranze infrante‭ … e solo l'oblio può placare quest'immenso desiderio compagno di tutte le mie notti che ne opprime il dolce sonno‭ … nel sentirti vivo nasce dentro un pianto lacrime che cadono nel nulla e nei sogni affievoliti tu dentro me che sussurri parole oltre ogni limite‭ … e nel lasciarsi andare noi uniti anima e corpo ti sento urlare il mio nome e togli l'aria al mio respiro‭ … questo restare assente questo sentirsi vuoti isolo la mente da me stessa per non ferirmi per non perderti. E ancora ti amo. Come già detto era una donna dominante,‭ ‬trascurava molto il credo cristiano,‭ ‬ed era egoista per se stessa e per arraffare tutto ciò che ad essa gli interessava,‭ ‬ma questo lo capii presto,‭ ‬e non volli farci caso,‭ ‬anche perché era,‭ ‬ero,‭ ‬eravamo amanti,‭ ‬e questo ci rassicurava‭ … ‬si,‭ ‬ci distingueva da molti che soffrivano in amore,‭ ‬sapendo di altri e delle loro storie complicate. Ma era il nostro tempo e lo vivevamo a pieno,‭ ‬fuori da ogni schema azzardando a volte l’impossibile‭ ‬.Mi chiedo ad oggi come facevamo,‭ ‬noi folli incoscienti‭ ‬. Capitolo‭ ‬5
L'ABBRACCIO DEL CUORE‭ ‬.
E‭' ‬timida la mente‭ ‬,non sa più cosa pensare‭ ‬... non sa darsi pace per un amore eluso‭ ; scalfito da un abbraccio si annida nei‭ ‬pensieri‭ ‬, vuole sfuggire a qualcosa ch'è gli ha turbato l'anima‭ ‬. E dall'oscurità‭ ‬sale‭ ‬la scintilla‭ ‬,è‭ ‬il colpo di fulmine‭ ! Nasce l'attimo‭ ‬fuggente‭ ‬,è l'amore a prima vista‭ ‬... evviva si fa festa‭ !‬Si fa la conta dei giorni‭ ; è lei la vergine‭ ‬bianca‭ ‬,‭ ‬la bella incantatrice‭ ‬. E‭' ‬lei‭ ‬,che tutto muove‭ ‬,tutto crea‭ ‬... ha le gambe sinuose ed è provocante‭ ; ha oscuri desideri di profumi e di languori‭ ‬, delira e spazia in cervelli‭ ‬senza cuori. Ma l'abbraccio del cuore è voluttà e bellezza‭ ! Ha una profonda prospettiva‭ ‬,ha la gioia‭ ‬... ha l‭'‬intensità del rimorso‭ ‬ed è‭ ‬il pathos dei pietosi‭ ; paziente come una‭ ‬formica filtra‭ ‬il suo tempo teso‭ ‬. In agguato la contesa‭ ‬,c'è la bella strega‭ ‬, ella è furba è vorace è maliziosa‭ ‬... dissuade il lupo‭ ‬,il gallo spia e si fa lepre‭ ; vuole rubare‭ ‬l’abbraccio del cuore‭ ‬alla bella innamorata‭ ‬. Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.


Ma come tutte le belle cose , la storia finì ,finirono i giorni della calda carne , del sesso sfrenato ove in un motel  si consumava la sfrenata e ingorda furia dei sensi ; restano diverse poesie scritte per lei ,un romanzo dal titolo ( DIMMI QUALE INFERNO VUOI ) 

QUESTA POESIA ULTIMA -

DAL TITOLO - MI MANCA LA TUA VITA -

Mi manca la tua vita‭ ‬.

Nella luce calda del sole scivolo su gocce di miele‭ ‬,
sulla sabbia bagnata dal mare raccolgo pezzi di vita‭ ‬...
su onde bizzarre le tue lacrime bionde,
si snudano perle umide‭ ‬per ornare il tuo capo‭ ‬.
.
Passano i giorni‭ ‬,‭ ‬gli anni‭ !
Mi manca la tua vita‭ …
La mia è in attesa fa le bizze col tempo tiranno‭ ‬,
barbuglia tra le sanguigne muse per comporre la melodia eterna‭ ‬.

Mi mancano i tuoi sogni le tue ore‭ ‬...
le promesse‭ ‬degli inverni li tengo a guinzaglio nei ricordi‭ ‬,
mi sfuggono e fluttuano tento di afferrarli‭ ;
con i colori dell’arcobaleno per farne giubilo‭ ‬.

Ma poi‭ ‬,‭ ‬tracce di noi s’illuminano ancora su vividi‭ ‬mari‭
librano sulle meraviglie della natura e festeggiano l'estate‭ ‬,
tra i rami‭ ‬argentano le foglie come se fossero‭ ‬farfalle‭ ;
come le tue perle‭ ‬preziose che hai sul tuo seno fertile‭ ‬.

Mi manca la tua vita‭ ‬,‭ ‬donna‭ !
Mi manca il respiro degli affanni i silenzi superbi‭ ‬...
il‭ ‬ticchettio delle lancette che mi segna il tempo tuo‭ ;
l’attimo di emozione che freme nella carne viva‭ ‬.

È l’alba‭ ‬,‭ ‬sulla deserta spiaggia vedo‭ ‬una fanciulla‭ ‬:
indossa‭ ‬la veste‭ ‬rosa‭ ‬,residuo bellico della precedente sera‭ ;
tra le mani ha una rosa‭ ‬rossa ,mi guarda‭ ‬,‭ ‬io la guardo‭ ‬,‭
gli sussurro‭ ‬:‭ ‬sei tu‭ ‬,dunque‭ ‬,‭ ‬l’amore‭ ?

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬. 


Finirono i giorni delle avventure ove ognuno di essi con la mia auto sfrecciavo su suoli cocenti ,per raggiungere il tempo a noi negato , per sfogare quello che era per noi l'amore -
Ma tutto passa in questo deserto fatto del nulla , e restano ricordi indelebili resta il crudele sorriso ,l'ineffabile ghigno , il funereo bacio ,i mille discorsi inutili ,fatti di progetti e promesse -
OH  , perché mi chiedo accade questo modo vigliacco ,forse non esiste risposta ,forse è l'incoscienza che parla ,forse è la tirannia dei sensi che non si sanno accontentare e cercano quello che è l'inutile -

DALLE POESIE SULLA SABBIA ANNO‭ ‬2017‭ 

lasciami vivere‭ ‬.

L'uomo‭  ‬è il sale della terra‭!
Assieme alla donna fertilizzano e gemmano l'amore‭ ‬,
una onniscienza ove si raccolgono i fiori della vita‭ ‬,
la sostanza per la reale e prospera natura‭ ‬.
Ne percorsi di ogni uomo o donna si evince la bellezza
la parte migliore e cioè l'amore‭ ‬,l'amare‭ ‬,
il reciproco consenso ove possono nascere le mille storie‭ ‬,
nella più semplice veste di chi vuole essere felice.

Vattene‭ ! ‬Lasciami vivere‭ ‬...
voglio stare solo in questo deserto di malinconia‭ ‬,
di inferno di malia e mala noia‭ ‬,‭ ‬di viscide forme‭ ‬,
di falsi risolini e pretese a iosa‭ ‬.

Lasciami nei ricordi del vissuto‭ ‬...
felice‭ ‬,‭ ‬voglio vivere la mia vita nel tuo oro fuso,
tra le righe di versi e strofe‭ ;
ove io scrissi il tuo cantico d'amore‭ ‬.

Lasciami vivere ho tante altre cose da dirti‭ !
Nei giardini di marzo e i giorni che verranno‭ ‬,
ci cercheremo tra le foglie,‭  ‬in autunno‭ ;
ricorderemo d'esser veri per avere vissuto il mondo delle favole‭ ‬.

Lasciami‭  ‬il bizzarro amore‭ ‬,ama...
che io posso chiedere la sola venia‭ ‬:
riprendermi il mio io e salire per toccare con te il cielo‭;
tra le vette‭ ‬,nello stesso luogo con te andrò in paradiso.‭ 

Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

Bene si avvicina ferragosto e in questo anno del duemila ventiquattro la mia poesia galoppa come i cavalli in una grande prateria ;non mi illudo di diventare famoso , ma so che verrà un tempo che le mie poesie lo saranno ,forse non vedrò quel giorno ,forse resterò nascosto nei meandri della mia fantasia ;a riguardo c'è poco da dire troppo i fasulli che scrivono cazzate ,troppa la gente che è indifferente a questo nobile sentimento ,sono tutti bravi , tutti intelligenti ,spendono e spandono soldi per delle pubblicazioni inutili illudendosi di sapere e di essere -

Purtroppo c'è poco da dire e la vita scorre ,e appunto - LASCIAMI VIVERE - 

SI MI DISSI  VOGLIO VIVERE E SEGUII LA STRADA DELLA POESIA -

Trovai la mia dimensione ,la pace tra gli acidi e i nemici delle stelle ,la scoperta della donna che per anni  fu il mio tabù i languidi baci e le carezze fascinose ,le pochezze misere e l’ebbrezza dei fremiti ,il sadico sesso e il romanticismo ,la prevalenza e l’imbarazzo ,la delusione e l’amarezza .Presi in mano la scatola della coscienza e l’aprii ,di cui ne ignoravo l’esistenza ,la osservai con attenzione ,che cos’è mi chiesi ?Me lo chiesi più volte ,al fine ne trassi il significato :tutto era misero ,ognuno ha il suo sfogo, pensa a se e si ubriaca di sola convinzione ,non ha l’altruismo consapevole ,né il sentimento .Cavalcai dunque l’onda e sperai ,di essere famoso ,per dettare l’altrui mio pensiero ,con l’eccentrico mio fare ,la sensibile attenzione e volevo il meglio mio e d’altri ancora .
 

‭CONTINUA -
MA NON MI PIACE CHIUDERE IN QUESTO MODO - 
VI  LASCIO QUESTA MIA POESIA, QUESTO MIO POEMA CHE IN ESSO RACCHIUDE UN PO' TUTTO QUELLO CHE RIGUARDA LA MIA STORIA - LASCIANDO A VOI TUTTI UN ABBRACCIO DI BUONA VITA  , AL MIO CARO AMICO ( CUGINO GENEALOGICO FRANCESCO MAFFEIS  A CUI DEDICO QUESTA MIA NARRAZIONE .


 Ho raccolto le parole .


(Poema della vita dell’amore. )


Si arriva alla fine e tutto appare chiaro !

Tutto s’apprezza nella profondità più buia :

eloquenze che narrano i sublimi eventi

ci rivelano la capacità del fare .


Ci dona la parola persuadendo l’intelletto

le volontà e gli affetti di una conoscenza senza pari :

la sacra religione ,la politica forense ,

la compiacenza e il mal costume;

una forza espressiva del gesto significante .


Ci dà la conoscenza dei fatti ,d’ogni inerzia apparente!

Simboli e vocaboli discutibili anche con i sinonimi ,

in composizioni poetiche l’esplicita lirica ;

la narrazione di una storia che non ha fine .


Per me , per voi raccolgo le parole !

Da semplice cantastorie ne faccio musica ,

con esse apro a voi la mia anima ;

il piacere d’essere il poeta dell'amore.


Ho raccolto l’amore e i suoi significati

ho forgiato il vero io che s'era chiuso nel cortile …

ne ho fatto scudo per gli amati ;

illuso mi copro di una apparente gloria.


Ho raccolto la mia ignoranza e l’ho vestita da galante !

In un abito di vate esprimo i miei egoismi inutili :

a volte indolente e fragile la crudezza empirica;

l’epiteto loquace che si crede eroe .


E come una mummia sul mio corpo scarico i tuoi baci

le passate concupiscenze il cuore mio spezza ,

abortisce esperienze e lacrime di gioie ;

rafforza concetti in una coscienza effimera .


Ho cercato le parole per dire t’amo !

L’emblema simbolico che unisce e strugge ,

l’amore sacro della terrena vita ;

l’intenso amore che il desiderio brama.


L’ho cercate in’ una musa per esprimerle al mondo intero !

Con ispirazioni poetiche e di etica morale,

di un amore libero ,il socratico di equanimità e fermezza ;

di volgere il mio sapere a chi ne vuole sentir parlare .

L’ho vissuto ,lo vivo, come propensione di giustizia

di attaccamento affettivo , gradita a chi mi segue,

a persone o cose ,alla graziosa femmina …

mia e logica risorsa dei miei poemi .


Ho cercato e ottenuto paradisi e inferni !

I diabolici e felici oblii per caricarmi di energia,

elevato poi i sacrali spiriti le fragili misericordie;

della carne unica tentazione che mi fa emozionare.


E ho dormito tra i singulti della vita !

Tra i rimorsi ho addebitato ogni mia redenzione,

ogni squallore l’ho reso puro …

e per ogni delizia sarò il predestinato .


Si ho peccato ,donna dammi tu il coraggio !

E ad ognuno chi non l’ha , scagli la prima pietra …

Agli amorevoli , andranno tra i celesti;

saranno lontani gli ipocriti che non professano l’amore .


Ho cercato le parole tra la gente …

le giustificazioni indebite e pietose,

i loro cuori mi insegnano dottrine;

mi insegnano cos’è il supplizio amaro.


Concetti che danno forza alla mia fede …

diluiscono il mio rancore ,io il martire condannato ;

l’infedele che chiede perdono a Dio.

alla fede di chi crede e ama.


Ho cercato terre incolte per seminare pace!

Ho ricevuto odio e fuochi …

Tedio immacolato disgustato dal fastidio ;

riemergo lottando il respiro dei miei giorni.


E mi perdo in questo glossario tenebroso !

In queste voci oscure affabulo intenzioni ,

antiquato mi ripeto, scomposto nei vari contenuti approdo;

non son nessuno ,son solo un’indigente sordo.


Cerco le parole ,le cerco finché ne avrò vista !

Finché ne avrò fiato canterò l’animo poetico …

Darò fermento al mio trionfo alle beffarde ambizioni;

cerco te fonte d'ogni mia conquista , la vittoria è poesia.


Giovanni Maffeo - Poetanarratore






 VISIONI .


POEMA DELLA SOLITUDINE


Nel deserto dei vinti ove c'è la musa bianca :

ho cominciato a capire cosa fosse la bellezza della vita

ho visto un sorriso accendersi di conseguenza al mio,‭

‬ho visto occhi brillare sotto un mio sguardo e mani tremare al mio tocco.


‭‬Ho capito quanto bella fosse la vita quando ho stretto a me la tua pace ;

a me i valori del volere amare ancora.‭..

‬nel buio ho trovato la mia strada la mia luce,

l'energia inesauribile per lottare ancora .


Ma siamo Noi i bugiardi‭ ‬,noi gli inquieti‭ ‬,noi superbi‭ ‬,noi gli amanti‭ ‬.

Avevamo sfoggiato il meglio!‭ ‬Ridicoli commedianti ci affamavamo di sola apparenza,‭ ‬

ingordi gozzovigliavamo,‭ ‬come lupi consumavamo il pasto del piacere ;

come falchi ci avvinghiavamo e ci avventavamo sulla nostra stessa preda‭ ‬.


Ed era la stessa voglia a renderci schiavi e credevamo d’essere felici.‭

‬Ci amavamo e sognavamo.‭ ‬Ci amavamo e piangevamo.‭ ‬Ci amavamo e morivamo;‭

‬entrambi.‭ ‬Come il primo giorno.‭ ‬Come l'ultimo.‭ ‬Quant'è facile parlare?

Ci sono cose,‭ ‬sensazioni,‭ ‬che il mondo non capirà mai,‭ ‬

che devi tenere per te,‭ che devi risolvere da solo‭ ‬anche quando fuori piove.

‬Mi sono seduto alla deriva,‭ ‬del mare,‭ ‬i miei occhi sono chiusi e immagino l'amore‭ ‬,‭

‬immagino un'onda piena di innamorati,‭ ‬con tanti amanti che si baciano e sorridono ;

ma nessun vento arriva alla deriva‭ ‬a darti una parola ...

Tu vita tu che sai il senso io sono nullità senza il nulla

conducimi dunque ancora,‭ ‬nel suo respiro‭ ‬.


Vorrei essere il buio della notte,

per assorbire luce,‭ ‬purezza e bellezza dalle stelle.‭

‬Vorrei essere la luce chiara della luna

per avvolgere e confortare l'anima di chi ha paure,‭

in ‬afflizioni il proprio dolore in silenzio e in solitudine muore‭ ‬.


Vorrei essere l'amore,‭ ‬per sfiorare e aprire il cuore ai tanti:

a coloro che vivono prigionieri del gelo interiore e della rassegnazione‭;

avere la forza e il coraggio sufficiente per combattere

e sconfiggere il mio‭ "‬piccolo inferno‭" ‬quotidiano‭!‬


SI ,Ti abitui perché pensi che sia meglio della solitudine!

‬Ci si abitua.‭ ‬Ma abituarsi non è amare‭ ‬.Ho imparato a camminare con l'anima,

solo con l'anima, altrimenti non avrei potuto vivere in questo mondo fatto di materia,

ho pagato il prezzo all'amore,‭ ‬che perdonare capire,‭ ‬ascoltare,‭ ‬mi ha reso forte,‭ ‬

anche se fragile nel mio essere, ho imparato, per vedere quel che gli occhi non vedono,‭

‬per non morire‭ ‬,in questo mondo fatto di un‭ "‬io‭" ‬e mai di un noi.‭


Giovanni Maffeo - Poetanarratore‭ ‬.



















  IL FRATELLO DEL NORD - NARRAZIONE - A cura di Giovanni Maffeo . INTRODUZIONE - Dedico questa mia narrazione a un mio caro amico ( ...